giovedì 29 gennaio 2015

Pianti di donne impazzite


Chiedersi cosa sia “poetico”è già una pratica rischiosa. Ma in genere si sa, senza bisogno di dirlo, cosa susciti in noi quel leggero distacco dalla terra e dal quotidiano che i latini chiamavano sublime, e che noi spesso definiamo poetico. Ma poi esiste la “poesia” da cartolina, da film, da centro abbronzature con canti di balena in sottofondo e irsutismo perianale da radere a zero. Difficilmente mi è capitato di vederla espressa in maniera così chiara e inequivocabile. Questo filmato è, a suo modo, perfetto e onestissimo.



mercoledì 21 gennaio 2015

Supercanguro


Grazie a Emanuele Menietti io ho trovato l’unico commento sensato al nuovo conio del giornalismo parlamentare italiano.



lunedì 22 dicembre 2014

Natale a Sri Lanka, Milano


Map-of-ceylon-c1692Dunque. Questa è un po’ una storia di Natale.

Qualche tempo fa prendo dei pesci Channa gachua dello Sri Lanka, che sono delle specie di strane biscette immortali asiatiche (anabantidi stupendi nel comportamento e nelle cure parentali con un areale che comprende tutta l’Indocina, India, Pakistan Bangladesh, da nani a giganti, molti ancora da descrivere, molto interessanti). Li metto nella vasca loro dedicata tutto speranzoso, due, perché sono a quanto pare una coppia. Tappo la vasca con il plexiglas perché tendono a saltare fuori. Appronto tutto.

La sera sento che provano picchiando a uscire, tud tud, cosa che gli altri pesci non fanno perché rischiano la morte saltando, ma loro sì perché sono molto resistenti, respirano anche fuori dall’acqua, vivono nel fango, i Channa sono dei cazzo di santi immortali cattivi come la peste. Allora ignoro il tud tud la prima sera, la seconda, la terza, dice Marco che me li ha dati che dopo un po’ smettono. Solo che poi una sera vedo che il comitato scientifico è tutto eccitato, eccolo che si avvicina in evidente estasi. Il comitato scientifico, questo va detto, sono Fiona e Takeshi. Li vedo arrivare festanti come chi ha trovato un giocattolo stupendo. Me lo portano, ovviamente. È un pesce. È uno dei due Channa, è riuscito a alzare il coperchio e Takeshi ce l’ha in bocca. Lo mordicchia. continua a leggere »



martedì 2 dicembre 2014

I comunisti alla porta


leninSabato pomeriggio, fuori è già buio, suonano alla porta. “Chi è?” “Stampa comunista”, mi risponde una voce innocua. Apro. È un ragazzo in giacca e camicia, alto, sorridente, gioviale, con delle copie di Lotta Comunista in mano. Sulle prime declino ma lui continua a sorridere. Gli dico: “Guarda, io sono un elettore del PD, praticamente il nemico”. Non smette di sorridere e mi dice “Proprio per questo!”. Premio la logica inversa e lo faccio entrare. “Rompete le balle con garbo, dai, 5 euro ve li do”, decido poi. Lui è contento, e mi dà una ricevuta su cui c’è scritto: “Sottoscrizione per la stampa leninista – L’internazionalismo all’ordine del giorno – Teoria, rivoluzione e lotta per rivoluzionare il mondo – lotta comunista – Dicembre 2014”. Dopo una stretta di mano (si chiama Riccardo), mi lascia una copia del giornale e se ne va. Con una certa cadenza, sempre come modalità simili a questa, Lotta Comunista arriva nella mia vita da anni, e ogni volta è una scoperta. continua a leggere »



lunedì 10 novembre 2014

Pazienza (no, non nel senso di Andrea)


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L’altro giorno Matteo Salvini, il segretario della Lega Nord, è andato in un campo nomadi a Bologna per farsi notare. La Lega è un partito tutto rotto, e Salvini fa quello che si fa quando un partito populista diventa minuscolo, cioè radicalizza. Usa, per radicalizzare, gli stessi strumenti di sempre. Quando una disperata Letizia Moratti – i tailleur erano perfetti, eppure qualcosa non andava – gli chiese di darle una mano in campagna elettorale, arrivò a casa dei milanesi un volantino che presentava il programma di Letizia contro Pisapia, e al primo posto, ripeto al PRIMO POSTO, c’era il problema dei nomadi. I milanesi votarono felici Pisapia, in minima parte forse anche grazie a Salvini. continua a leggere »



lunedì 27 ottobre 2014

L’estremismo è l‘FM della vita


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In questi giorni ho comprato un sintetizzatore analogico, e devo dire che mi sto abbastanza impallinando di synth, per quanto quarantenne, per quanto amatore. Quindi sto studiando questo e quello, e già che ci sono ripasso la modulazione d ampiezza e la modulazione di frequenza. Non ve la spiego tecnicamente perché non ne sono capace, ma diciamo questo: io per trasmettere un segnale prendo una portante che è la mia base, e possiamo immaginare come una corda tesa dalla partenza all’arrivo, e poi la tiro o smollo e lo scuoto, e quello che arriva dall’altra parte, quello che voglio comunicare, non è la corda ma sono strizzi e scuotimenti. La portante è l’autostrada su cui passa il segnale modulato nella sua ampiezza o nella sua frequenza. continua a leggere »



mercoledì 8 ottobre 2014

In piedi


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L’altro giorno in diverse piazze italiane un gruppo di militanti cattolici conservatori ha manifestato contro l’allargamento della famiglia e del ruolo genitoriale che in molti paesi del mondo più civilizzato sta avvenendo in questi anni. Le cosiddette “Sentinelle in Piedi” si sono messe ferme e zitte con un libro in mano in piazza, dimostrando con il corpo e la presenza silenziosa qual era la loro opinione. La pratica nasce in Francia l’anno scorso durante la discussione della legge sui matrimoni tra persone omosessuali; lì si chiamano veilleurs. L’area politica è quella della destra confessionale, e in Italia la manifestazione è stata infatti vista con rispetto o addirittura trasporto dall’area di CL e della fu Margherita, oltre ai soliti Forza Nuova, Militia Christi o equipollenti. Il fatto che pochi anni fa un gruppo di tradizionalisti cattolici facesse parte del PD è una cosa di cui dovremo chiedere conto a Francesco Rutelli e Walter Veltroni. Per la cronaca, l’uomo che li ha emarginati nel partito si chiama Pier Luigi Bersani. continua a leggere »



mercoledì 24 settembre 2014

Di cosa parliamo quando parliamo di Levante (no, non la cantante)


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C’è in giro una grande confusione relativa a come chiamare quella cosa che c’è tra Siria e IRAQ capitanata dal pingue califfo di Baghdad dove ammazzano la gente e mazzi e le donne non si vedono mai in giro. Noi diciamo in un modo, VICE che ha fatto mille video notevolissimi dice in un altro, loro in un altro ancora e gli americani nel loro specifico. In alcuni casi di uso di parole arabe nel giornalismo, come quello della traslitterazione di al-Qaida che diventa al-Qaeda per calco dagli americani, c’è dietro solo della sciatteria; questa volta ci sono questioni intorcinate di suono, di politica e di prospettiva che è interessante affrontare. Vediamo se ce la faccio senza fare casino in eccesso. Mi sono avvalso dell’espertizia di Jibril Al-Qashaghi, mio personale consulente sulle lingue semitiche. continua a leggere »



martedì 23 settembre 2014

Fate attenzione al traffico



martedì 16 settembre 2014

U2: il disco di tutti/nessuno – Songs of Innocence canzone per canzone, con tutto quello che costa


wolf-animal-hd-wallpaper-2880x1800-8050Sono stato un fan scatenato degli U2, e da ragazzino li ho amati forte. Sono stati un gruppo fondamentale e fino a metà degli anni Novanta erano una bomba atomica. Il 98% dei grupponi di oggi può sognare di portare in giro un tour come ZooTV, anche a vent’anni di distanza. E tutti quelli che sostengono che gli U2 siano un gruppo da sempre orrendo lo fanno perché sono insicuri e non sanno le cose, poveri. Stiamo loro vicini, mentre vanno a vedere gruppi dell’Idaho che hanno fatto un EP a 78 giri recensito bene su Pitchfork.

Detto tutto questo, sono parecchi anni che gli U2 fanno dischi pieni di canzoni con urletti e inni da stadio, anticipando quella tendenza che i Coldplay incarnano con un senso di contemporaneità maggiore solo per via del loro passato discografico meno consistente. I soldi si fanno dal vivo, e dal vivo gli U2 ne fanno delle montagne. I dischi si vendono poco ma servono per far girare i tour, e gli U2 riescono a fare arrivare il disco per un mese sui computer di tutti con questo stratagemma Apple. Tutto giusto. Peccato che Songs of Innocence sia un disco molle come un fico, pieno della solita formula riff–strofa banale–ritornello slogan con urletto che coinvolge. E peccato anche che qua e là si intraveda quel fuoco lì che uno non dimentica (ma proprio perché ha della riconoscenza), soffocato da un cincischiare compiaciuto che ti leva gli schiaffi dalle mani, senza un filo di vera gioia. Ancora un po’ che aspettano a fare un bel disco e tornano a dire qualcosa che non sia sociologia contemporanea per le masse in festa, e arrivano i cyborg a suonare al posto loro. Detto questo, ho l’impressione che Songs of Innocence sia uno dei migliori loro album degli ultimi tempi. Il problema è che non basta. È ancora una volta un disco che si perde nel tentativo di piacere a tutti, e così facendo non piace veramente a nessuno: risulta gradevole per chi compra pochi dischi e molto banale per gli altri. Ed è proprio un peccato.

Ecco le canzoni una per una. continua a leggere »