giovedì 29 luglio 2010
Non, rien de rien
L’altro giorno ero a Londra per lavoro. Allora mi sono detto va bene, faccio la mia intervista il prima possibile e poi vado al cinema. E così ho fatto. Spettacolo delle 13, in King’s Road, con la pioggerellina: una di quelle cose che per la perfezione cosmica assoluta sarebbero bastati Franny e Zooey seduti dietro a sgranocchiare patatine sale e aceto, insieme a Scout del Buio oltre la siepe («Sì ma silenzio, raga!»). Sono andato a vedere Inception, il nuovo film di Christopher Nolan.
E io vorrei tanto raccontarvi delle cose, ma non sapete quanto. Vorrei parlarvi degli attori, della sceneggiatura, della regia, della fotografia, della musica. Solo che non si può. Non è giusto nei vostri confronti. È un po’ come rigarvi il vinile per raccontare le canzoni.
La prima regola di Inception è che non si parla di inception.
La seconda regola di Inception è che è vietato raccontare dettagli qualsivoglia di Inception.
La terza regola di Inception è che Christopher Nolan è un gigante.





