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venerdì 11 maggio 2012

Si fa ma non si dice


In queste settimane il giornalismo italiano ha partorito un vero mostro ideologico, un falso che non si può punire con il codice penale, ma meriterebbe una riflessione deontologica profonda; anzi, siccome “deontologica” fa pensare a carte bollate e ordini professionali, diciamo che ciò che meriterebbe è una riflessione etica, morale, da parte di chi per mestiere dà informazioni al pubblico. Sto parlando del legame tra crisi economica e suicidi: quell’idea che sta alla base di decine di articoli, servizi al telegiornale, post, dibattiti televisivi in prima e seconda serata secondo cui i debiti legati alla crisi economica, e in particolare le cartelle esattoriali, porterebbero sempre più italiani a suicidarsi. continua a leggere »



venerdì 4 maggio 2012

Questo è per Curzio Maltese & friends



lunedì 30 aprile 2012

Dalla parte delle cretine


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Ognuno ha i propri pallini. Io ne ho a decine, e chi legge le cose che scrivo lo sa. Per esempio dico sempre che la politica di sostegno alle donne e alla natalità si fa con gli asili nido (Cancellieri, grazie). E poi ripeto sempre fino alla nausea, tra le altre mille cose nauseanti, che i due grandi rimossi della comunicazione sociale di questo paese sono l’alcolismo e la violenza sulle donne. Per questo dovrei essere felice che si parli della violenza sulle donne. Solo che i temi sociali non sono banconote stampate dalle zecche di stato: non puoi prenderli un po’ come ti pare, stropicciarli a caso, ché tanto valgono lo stesso.

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lunedì 30 aprile 2012

Il format fa il suo giro


Uno dei più grandi successi della tv planetaria è un prodotto BBC che si chiama Top Gear. Il programma, che ha alcune centinaia di milioni di spettatori nel mondo, racconta e recensisce l’industria automobilistica con uno stile unico, inedito fino a qualche anno fa, sempre uguale. Tre conduttori (il buono, il brutto e il cattivo) si alternano alla guida di mezzi di qualsiasi tipo, e in qualunque circostanza. I servizi sono prodotti con mezzi da cinema, e quello che succede è lontano chilometri da qualunque recensione classica. Il tono è sempre appassionato e insieme sarcastico, i giudizi sono personali e allergici all’equilibrio, i vestiti sono brutti, lo studio è un capannone. continua a leggere »



sabato 28 aprile 2012

Alla fine i preferiti di tutti sono gli sposini che ciulano sempre



venerdì 20 aprile 2012

È una cosa pazzesca


Sto vedendo un pezzo di Robinson, e si parla di Beppe Grillo. Anzi, c’è stata una piccola intervista a Grillo stesso, il quale come al solito non ha risposto alle domande, ma riproposto un pezzo di monologo. Ha accennato, come sciorinasse grandi verità, a diversi punti di vista su temi politici e sociali. E mi spiace dire l’ovvio, ma sono solo sciocchezze da bar, ma dette con tempi e intenzioni da professionista. continua a leggere »



giovedì 19 aprile 2012

Il corpo è mio, e me lo dimagrisco io


Qualche settimana fa sono stato ospite alle Invasioni Barbariche per un talk sulle diete. C’era, tra gli ospiti, un erborista che vende delle pappette per integrare una dieta metabolica che si basa sul meccanismo della chetosi. Non ha inventato lui le diete ipoglucidiche, quelle che levano gli zuccheri e spingono il metabolismo a intaccare le riserve di ciccia, e non è nemmeno l’unico a proporle. Ma Mech, l’industriale che vende i preparati necessari per aderire alla sua “dieta tisanoreica”, diceva a mio parere delle sciocchezze su obesità e nutrizione, mescolando la voglia di qualcuno di perdere peso rapidamente, e la necessità sociale e sanitaria di mangiare meno e meglio. Per questo ci siamo un po’ scannati.

Poi è successa una cosa che mi ha mandato ai pazzi. Solo che eravamo alla fine, c’erano troppi temi sul tavolo, o forse non ho avuto la prontezza di prendere la parola e esprimermi con la forza che la questione richiedeva. continua a leggere »



mercoledì 18 aprile 2012

Me and Fiona down by the merd yard


Il gatto Takeshi, protagonista assoluto del video, non mi parla da giorni perché Andrea Girolami di Wired.it, autore di questo bel video, non l’ha citato nel titolo. Questo per dire cosa si guadagna a essere l’alfiere della gattità nel mondo elettronico. Tzè.



mercoledì 18 aprile 2012

Il metodo scientifico è perfetto perché sbaglia


L’altra sera alle Invasioni Barbariche c’è stata l’intervista a Franco Antonello, padre di un bambino autistico, autore di un libro che racconta del viaggio in America fatto insieme al figlio. Un paio di sere dopo io e Gianluca Neri abbiamo discusso di questa intervista che a me era piaciuta in sé, per la natura rock dell’uomo, e perché parla di handicap con un taglio più personale che sanitario o filosofico/religioso. Gianluca avrebbe preferito un po’ di entusiasmo in meno e un racconto più “scientifico”, per così dire. Io sostenevo che ognuno racconta di sé e della sua vita quello che vuole: è verità personale, e non c’è un ministro che parla. Gianluca diceva che no, in tv ci vogliono punti fermi, c’è troppa responsabilità. Ciò su cui ci scannavamo era soprattutto un passaggio dell’intervista in cui Franco Antonello diceva di credere alla teoria dei vaccini, quella che lega autismo e vaccinazioni, segnalando come un’altra metà dice che non c’è nessun legame tra i due elementi. Gianluca sosteneva che la teoria dei vaccini era come la teoria dei rettiliani, cioè fantasia più che teoria, una leggenda, una baggianata; io dicevo che non ci sono studi che definiscano in maniera univoca l’eziologia dell’autismo, e in assenza di una spiegazione chiara quella teoria avesse una sua valenza. Ma non ricordavo bene cosa ne avessi letto e dove. Il giorno dopo sono andato a rivedere. Avevamo ragione entrambi: il supposto legame tra vaccinazione trivalente e autismo è stata una teoria scientifica, e poi è diventato fantasia. continua a leggere »



mercoledì 11 aprile 2012

La Val Brembana dentro di me, e il cielo stellato sulla Cristoforo Colombo


Come varesino, ho sempre avuto il problema di conoscere la Lega. Nel senso che la conosco, l’ho respirata, l’ho avuta compagna di classe, amica, vicina di casa. Ulteriore problema è sempre stato quello di accorgermi di conseguenza che un bel pezzo della stampa italiana raccontava male le cose che io vedevo con i miei occhi; anzi inventava proprio, spostava il fulcro della questione, esagerava e insieme sminuiva, faceva a pezzi la verità quotidiana e normale del movimento, trasformandola in un mostro metafisico che non si coglie, si teme e si disprezza, non si capisce ma si indica col dito teso, gli occhi sbarrati, la bava alla bocca. Eppure loro si dicono bravissimi, figurarsi, cosa ci vorrà mai a capire Busto Garolfo? continua a leggere »