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domenica 22 gennaio 2012

7/11 24/7 in Büsti


In questo paese non siamo abituati all’idea che lo stato non si intrometta. Se scoprissimo che c’è una regola nascosta tra le righe del codice che regolamenta il calibro della cacca, penseremmo «Be’, un motivo ci sarà di sicuro. Sarà per le tubature a norme 626, ISO9001, Shengen for you». Il fatto che le cose possano assestarsi da sole non ci sfiora. Ci vuole il regolamento. E se togli un divieto, salta fuori sempre quello che sostiene che sia evidentemente la fine della libertà.

L’altra sera, a Ballarò, Roberto Cota della Lega ha ripetuto diverse volte un concetto molto popolare in questi giorni, un tempo popolare anche a sinistra: se liberalizziamo gli orari di apertura dei negozi, poveri lavoratori, sono spacciati, è un altro giogo sulle loro teste, è un favore ai grandi gruppi. Ecco, questa tesi è una stronzata grossa, imponente, e per diverse ragioni. Vado a elencarne un po’, poi quando mi viene troppo il nervoso mi fermo. continua a leggere »



venerdì 20 gennaio 2012

Dove vai in vacanza, contadino?


Tutta questa storia della Costa Concordia ha riportato in primo piano uno dei più profondi lasciti della miseria del nostro paese: l’incapacità di rappresentare gli italiani medi, la gente, come individui di questi tempi, non timorati di dio, consapevoli e felici. Detta così sembra un’affermazione delirante, ma seguitemi.

Le crociere sono, come ho già scritto l’altro giorno, un modo per divertirsi frequentato da milioni di persone al mondo. Esistono da moltissimi anni, e fin dagli anni Sessanta la natura di mezzo passeggeri a lunga distanza della nave è scomparsa quasi ovunque, per via della diffusione dell’aereo. La crociera è diventata quindi un’altra cosa: un viaggio gustoso in sé, dall’imbarco allo svago a bordo, fino alle visite delle città che si toccano, la navigazione, le serate di animazione.

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giovedì 19 gennaio 2012

MU – Il nostro gruppo preferito


Lo scrittore Douglas Coupland ha appena scritto su Twitter: «I remember seeing this live and it changed the way I looked at time and the 1990s» (mi ricordo che ho visto questa cosa dal vivo, e ha cambiato il mio modo di veder il tempo e gli anni Novanta), e poi ci ha messo questo video. E io ho pensato che è stata la stessa identica cosa per me, anche se al concerto non ci sono andato perché ero caduto dal motorino e mi ero rotto la gamba. Ho visto Tourfilm, e ho pensato va bene, ci siamo, questa è la cosa più bella del mondo. Anzi, non l’ho pensato: l’ho sentito, lo sapevo, era così. La più bella del mondo.



mercoledì 18 gennaio 2012

Auguri, capo, sono 65 (rokujuugo)




martedì 17 gennaio 2012

La decrescita del buon senso


Per fortuna l’incidente di Costa Concordia ha rivelato un risvolto positivo: questa telefonata e quest’uomo, il Comandante della Capitaneria di Porto di Livorno Gregorio De Falco, danno l’impressione che ci sia qualcuno che si sa assumere le proprie responsabilità, fare il proprio mestiere, anche quando non è facile, non è bello (qui una riflessione di Simone Tolomelli). Per una volta non si cerca la speranza nel sacrificio, nel gesto disperato che assicura il regno dei cieli: qui riluce il senso del dovere, l’affidabilità, ripeto, la responsabilità. E chi se ne frega se, mentre nasconde la furia dietro alla forma e al decoro dell’ufficialità marinara, De Falco dice «bambini, donne o persone che hanno bisogno di assistenza». È uno dei casi in cui ci si può vedere più cura sincera che superficialità. Se fossi una donna penserei che va bene, benissimo così. continua a leggere »



martedì 17 gennaio 2012

Nato ai bordi di cinemania


Hello from ant1mat3rie on Vimeo.

Il problema poi, al solito, non è quanto sei stato bravo, che lavoraccio hai fatto, ma il risultato che ottieni. In qualche modo questo montaggio è dolce, affettuoso, non si sa se verso una passione o una persona, ma un po’ di occhio umido lo suscita. E quindi vince per davvero.

(via Giavasan)



lunedì 16 gennaio 2012

Il falso mito dello scaricone yankee


Quando, di tanto in tanto, in Italia si parla diffusamente del problema dell’evasione fiscale, di tasse, fatture e scontrini, c’è sempre chi ripete questa cosa degli «americani che scaricano tutto». Ieri sera l’ha fatto Luciana Littizzetto a Che tempo che fa, ma insomma, come tutte le leggende metropolitane, anche questa vive di vita propria, è un virus del pensiero, chi lo diffonde sta starnutendo, quasi non ha colpa.

Secondo questa storia, gli americani «scaricano tutto», ed è per quello che esigono le ricevute, qualsiasi cosa comprino, qualunque artigiano ingaggino. «E se anche noi potessimo scaricare», si dice sempre, «avremmo tutto l’interesse». Avremmo tutto l’interesse? È quello il punto? Ora, io non capisco niente di fisco, ma vi dico come funziona secondo me. continua a leggere »



domenica 15 gennaio 2012

La talpa


Cos’è. È un film di spionaggio classico sulla Guerra Fredda, tratto da Le Carré, diretto da quello di Lasciami Entrare, il regista svedese Tomas Alfredson. All’interno dei servizi segreti inglesi, negli anni dei due blocchi contrapposti, si cerca ossessivamente una fantomatica talpa, una spia dei sovietici installata ai piani alti dell’organizzazione britannica. Nel cast ci sono John Hurt, Gary Oldman, Toby Jones, Colin Firth e Tom Hardy. E ce ne sono altri altrettanto bravi.

Com’è. Film compostissimo, scritto bene, molto inglese, senza una faccetta che sia una, quasi del tutto privo di scene d’azione. La compostezza e la pulizia sono veramente irremovibili, persino nel finale. E tutto nel film è fermo, sicuro, senza tentennamenti di tono. Tutti i personaggi hanno infinite sfaccettature. Per dire una cosa cretina, avete presente il film di Clooney, Le idi di marzo? Ecco. Lì i personaggi sono un po’ più rigidi dei pupi siciliani. Qui sono l’esatto contrario, tutti ricchi, mossi, afferrabili in parte. Ma quello che del film è veramente eccezionale, a parte la scrittura e la recitazione,  è proprio il carattere, l’ambiente, l’atmosfera vellutosa di tutto quello che si vede, morbida, molle come lo spionaggio, sorda, lenta e annoiata, fatta di attese e alcol a fiumi, di persone dietro alle missioni e ai nomi in codice. È quello che fa di questo regista uno da tenere d’occhio. Erano anni che non si riviveva la Guerra Fredda così, con la lentezza, con la burocrazia, con i colori, le case, il buio distribuito quasi ovunque di quegli anni e quel conflitto. continua a leggere »



venerdì 13 gennaio 2012

La verità, vi prego, sul non capisco più niente di niente


1958. Il figlio di Steinbeck è innamorato. Scrive ai genitori, tutto confuso, e chiede consigli.

Steinbeck risponde. E risponde così.

New York


10 novembre 1958

Caro Thom,
abbiamo ricevuto la tua lettera questa mattina. Ti risponderò dal mio punto di vista, e ovviamente Eleine risponderà dal suo.
Primo — se sei innamorato — è una bella cosa — praticamente la cosa migliore che ti possa capitare. Non permettere a nessuno di sottovalutarla o sminuirla. continua a leggere »



martedì 10 gennaio 2012

Fare a meno di loro


Io sono un mangiapreti: sono uno di quelli che soffrono la presenza della chiesa cattolica apostolica romana nel pensiero e nella vita quotidiana del nostro paese. Alcuni pensano che sia un vezzo, un pallino, un modo per fare l’alternativo e farsi notare. Non è così. È un problema di corpo e di diritti.

In questi giorni ho avuto modo in due occasioni di constatare come le mie preoccupazioni fossero motivate, in relazione al modo in cui ancora oggi il potere cattolico può intervenire sulle esistenze degli italiani, e procurare loro dolore, sofferenza, un danno morale sia civile che esistenziale. Sono cose delicate e personali, quindi evito di raccontarvi i fatti nello specifico. Scrivo una riflessione, e ci basti. continua a leggere »