venerdì 11 maggio 2012
Si fa ma non si dice
In queste settimane il giornalismo italiano ha partorito un vero mostro ideologico, un falso che non si può punire con il codice penale, ma meriterebbe una riflessione deontologica profonda; anzi, siccome “deontologica” fa pensare a carte bollate e ordini professionali, diciamo che ciò che meriterebbe è una riflessione etica, morale, da parte di chi per mestiere dà informazioni al pubblico. Sto parlando del legame tra crisi economica e suicidi: quell’idea che sta alla base di decine di articoli, servizi al telegiornale, post, dibattiti televisivi in prima e seconda serata secondo cui i debiti legati alla crisi economica, e in particolare le cartelle esattoriali, porterebbero sempre più italiani a suicidarsi. continua a leggere »

Uno dei più grandi successi della tv planetaria è un prodotto BBC che si chiama Top Gear. Il programma, che ha alcune centinaia di milioni di spettatori nel mondo, racconta e recensisce l’industria automobilistica con uno stile unico, inedito fino a qualche anno fa, sempre uguale. Tre conduttori (il buono, il brutto e il cattivo) si alternano alla guida di mezzi di qualsiasi tipo, e in qualunque circostanza. I servizi sono prodotti con mezzi da cinema, e quello che succede è lontano chilometri da qualunque recensione classica. Il tono è sempre appassionato e insieme sarcastico, i giudizi sono personali e allergici all’equilibrio, i vestiti sono brutti, lo studio è un capannone.
Sto vedendo un pezzo di Robinson, e si parla di Beppe Grillo. Anzi, c’è stata una piccola intervista a Grillo stesso, il quale come al solito non ha risposto alle domande, ma riproposto un pezzo di monologo. Ha accennato, come sciorinasse grandi verità, a diversi punti di vista su temi politici e sociali. E mi spiace dire l’ovvio, ma sono solo sciocchezze da bar, ma dette con tempi e intenzioni da professionista.
Qualche settimana fa sono stato ospite alle Invasioni Barbariche per un talk sulle diete. C’era, tra gli ospiti, un erborista che vende delle pappette per integrare una dieta metabolica che si basa sul meccanismo della chetosi. Non ha inventato lui le diete ipoglucidiche, quelle che levano gli zuccheri e spingono il metabolismo a intaccare le riserve di ciccia, e non è nemmeno l’unico a proporle. Ma Mech, l’industriale che vende i preparati necessari per aderire alla sua “dieta tisanoreica”, diceva a mio parere delle sciocchezze su obesità e nutrizione, mescolando la voglia di qualcuno di perdere peso rapidamente, e la necessità sociale e sanitaria di mangiare meno e meglio. Per questo ci siamo un po’ scannati.
L’altra sera alle
Come varesino, ho sempre avuto il problema di conoscere la Lega. Nel senso che la conosco, l’ho respirata, l’ho avuta compagna di classe, amica, vicina di casa. Ulteriore problema è sempre stato quello di accorgermi di conseguenza che un bel pezzo della stampa italiana raccontava male le cose che io vedevo con i miei occhi; anzi inventava proprio, spostava il fulcro della questione, esagerava e insieme sminuiva, faceva a pezzi la verità quotidiana e normale del movimento, trasformandola in un mostro metafisico che non si coglie, si teme e si disprezza, non si capisce ma si indica col dito teso, gli occhi sbarrati, la bava alla bocca. Eppure loro si dicono bravissimi, figurarsi, cosa ci vorrà mai a capire Busto Garolfo?