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lunedì 8 febbraio 2010

The M factor (AGGIORNAMENTO – È UNA PALLA, UN GIUOCO, UN ISCHERZO, RIUSCITO BENISSIMO!!! BRAVO MASSI, MA MI DEVI DA BERE IN ETERNO. GIURO.)





Tra poche ore al Grande Fratello 10 entrerà un nuovo concorrente. È un mio amico, ha lavorato e lavora per tutti i giornali dove scrivo, è di Ancona e vive a Milano. Se vince, mi faccio offrire da bere per sempre. Vai, Massi.
Vai. E spaccaje la bocca a tutti.



lunedì 8 febbraio 2010

Regalo icone gay (silicone is in da house)


Siamo verso la fine del nostro percorso nella vita e nelle opere di Ireen Sheer. Nei primi anni del terzo millennio cristiano è successo qualcosa alla nostra beniamina: è diventata un’altra, molto più giovane e liscia di prima. Eccola con la faccia di una trentottenne, felice e libera in un parco pubblico, intenta a sedurre delle statue di bronzo.



lunedì 8 febbraio 2010

Rook at me, I’m on terebi! (il nostro uomo alla NHK)




lunedì 8 febbraio 2010

Mazel tour


Caro Yankele, vorrei sapere quanto ci vuole per convertirsi all’ebraismo. Stavo guardando un sito il cui rabbino prospettava dai 3 mesi ad un anno, con una sorta di corso via internet. Da te leggo che ci vanno anni di studi.
Vorrei trasferirmi in Israele ( a proposito, sono gradite dritte in materia-”trasferirsi for dummies”) ma non da cristiano, vorrei far parte del posto a pieno titolo. Questo per tutta una serie di ragioni personali, ma capirai che sentirmi come una mosca bianca non mi sarebbe di aiuto, una volta là. continua a leggere »


domenica 7 febbraio 2010

Questo sentimento popolare nasce da meccaniche diverse [Superbowl XLIV]


Questa notte si giocherà il Superbowl, l’evento televisivo più seguito dell’anno negli USA, e uno dei momenti sportivi più importanti. Si scontreranno New Orleans Saints e Indianapolis Colts, a partire da  mezzanotte (ora italiana) di oggi. La partita, che si giocherà a Miami, sarà trasmessa sia da Rai Due che da ESPN (per chi ha SKY), e commentata in diretta su Radionation (io, Paolo Landi e Gianluca Neri, Lorenzo De Marinis).

Ma, come sempre quando si parla di cultura popolare, non sono i passaggi e i touch down, non è il gesto sportivo che ci interessa di più: è che alcune centinaia di milioni di persone si fermeranno a guardare la stessa cosa. Avete presente quella sensazione che da noi riguarda solo i mondiali di pallone? Ecco: quella, ma di più. E di continuo, un sacco di volte all’anno. Questa più delle altre, però. continua a leggere »



venerdì 5 febbraio 2010

Pop e mica pop



Questione Morgan. Se ne parla da alcuni giorni ovunque, dai social network a Rai Uno. Di tutta la faccenda delle domande pubblicate da Max, dell’opinione pubblica e della comunicazione sulla droga, dell’idea di redenzione che si insinua anche nelle pipette del crack, del Ministro della Repubblica Giorgia Meloni che trova ambigua la distinzione tra una canna e un’overdose non voglio parlare. Ma la cosa su cui mi pare ci sia da riflettere è l’idea di tv popolare che sta alla base della decisione – probabilmente rientrerà, ma al momento non ci interessa – di escludere dal Festivàl della Canzone Italiana un musicista che abbia dichiarato di essere ai margini della morale comune.

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venerdì 5 febbraio 2010

A bbase de carciofo


Mi sono appassionato dei romanzi di Chaim Potok: trovi che descriva bene l’ebraismo? Mia moglie sta leggendo la sua “storia degli ebrei” e la trova utile.
L’altro ebreo che ho letto è il simpatico Eran Katz. Grazie a  lui ho approfondito il motivo per cui gli ebrei sono spesso un passo avanti al resto del mondo (certo che essere scelti da D-o ha i suoi vantaggi, vero?) ma mi viene un dubbio: nelle yeshiva si studia davvero così tanto? E i rabbini sanno davvero a memoria così tante cose scritte dai rabbini di tanti anni fa?


Grazie e alla prossima
Paolo

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giovedì 4 febbraio 2010

La differenza


In questi giorni ho riflettuto non tanto su quale dei due mi piaccia o dispiaccia di meno, ma su cosa distingua esattamente i due massimi quotidiani nazionali, cioè il Corriere della Sera e la Repubblica. Ci penso da un po’, come sanno bene i miei tredici lettori; non credo che smetterò di farlo dopo aver dato alle stampe questo punto della situazione. Ma comunque, per quel che vale. continua a leggere »



giovedì 4 febbraio 2010

Fa freddo e non mi muovo dal divano [Vancouver 2010 - PS3]


Ogni due anni esce un titolo olimpionico, di freddo e di corsette, di giaccio e di lanci; a volte viene bene, a volte viene di schifo. Non è che mettere in piedi questo tipo di giochi sia gran che facile, anzi. Nintendo ha fatto uscire Wii Sports insieme alla Wii, e ha spaccato per mesi e mesi. Sembrava una scematina buffa, ed era perfetto. Dopo un paio d’anni è uscito Wii Resort, e ci si è accorti presto che valeva un terzo del primo capitolo. C’è tutta una questione di equilibrio tra le discipline, menù, grafica, caricamenti: i giochi di sport sono un genere sfortunato, di quelli che se è tutto perfetto ti viene da dire «carino, con gli amici è divertente», e se è un po’ meno di perfetto finisci per definirlo banalmente «una cagata». Ecco. Se vi venisse un fregolone di olimpiadi invernali nei prossimi giorni, sappiate che questa volta gli è venuto male: è un ballo a palazzo dove i frac ci sono, gli abiti anche, ma le coppie girano fuori tempo. Vancouver è molto meglio alla tele, insomma.



mercoledì 3 febbraio 2010

To Beth or not to Beth


Ciao, mi sono imbattuto nella vostra rubrica “Ebrei for dummies” e, da come trattate l’argomento, mi sono deciso a chiedervi un parere su una questione che non so mai come affrontare.
Cosa fa di un ebreo un ebreo? Essere ebrei è una questione di religione, di nazionalità, di leggi antiche, di tradizioni o tutto quanto? Perchè una persona che da generazioni vive, ad esempio, in America, la cui famiglia è emigrata dall’Europa, dovrebbe sentirsi ebrea? E’ una questione di cognomi e di alberi genealogici?

Io sono italiano ma non so da dove vengano i miei antenati più remoti e se scoprissi di avere sangue ebraico nelle vene non mi sognerei mai di andare in giro a dirmi ebreo, così come non mi direi cinese se scoprissi di avere una trisavola cinese. Tantomeno mi dico cattolico visto che sono nato in uno stato a maggioranza cattolica, visto che sono ateo.

Ogni volta che pongo questi miei dubbi a qualcuno vengo preso per un antisemita, invece vorrei solo chiarezza su questo punto, ossia su quale sia la concezione che hanno di loro stessi gli ebrei.

Grazie mille in anticipo,
Dario

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