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giovedì 2 settembre 2010

Perché sorridi?



(via il solito ottimo Giavasan)



giovedì 2 settembre 2010

Quel mago di Oz! Vedere i film del turco con anni di ritardo. 6: CUORE SACRO


Ecco il sesto e direi ultimo film di Ozpetek della mia vita. Per gioco, alcune amiche bloggarole mi hanno chiesto di vederli e scrivere delle recensione divertenti. Cioè di scriverle come venivano, sapendo che loro si sarebbero divertite. Io, se mi chiedono le cose gentilmente, e se poi si divertono, poi faccio quasi tutto.

Quelli che seguono sono gli appunti presi durante le visione di Cuore Sacro. Le bestemmie, alla maniera dell’ebraico e dell’arabo, le lingue sagge che hanno costruito le fondamenta della cultura ottomana e di quella cristiana, sono scritte senza vocali.

Dedica: «A gli sgusciati». Manco le preposizioni articolate. Si parte bene. («Ieri sera ascoltavo il programma di La Pina!»)

Crabatta. Esperanto filippino. La filippina è la prima persona che recita nel film, ed è incapace.

Bobulova è una fregna ricca, tutti le fanno le foto, applausi, coretti.

I due ricchi della filippina sono molto ricchi. Sono sulla terazza. Si guardano, evidentemente scemi, e si baciano. Si buttano dal cornicione? Sì. Figata. Morti! Due stronzi in meno. continua a leggere »



mercoledì 1 settembre 2010

Semplice come un panino col buco in mezzo


La questione della moschea di Ground Zero sta decisamente rompendo i coglioni da troppo tempo. I Tea Party, Sarah Palin, Fox, Glenn Beck e tutta la fufferia si sono scagliati contro il progetto come se lì si decidesse il futuro degli Stati Uniti. Si decidono, più probabilmente, un po’ di voti delle prossime elezioni. Obama, interpellato a proposito, ha detto prima la cosa giusta (più o meno questa: è un paese libero, e i musulmani hanno il diritto di costruire la loro moschea) e poi ha ritrattato (più o meno così: per potere, possono, ma non è che sia proprio il caso). Giustamente ha fatto infuriare tutte le persone con un minimo di cervello, e anche chi ha un’intera salina in testa. Per due ragioni. Per prima cosa il Presidente non balbetta intimidito. Secondariamente, il Presidente difende la Costituzione senza disquisire.

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martedì 31 agosto 2010

’Cause baby I’m just a scared and lonely rider


In queste ore si parla molto del numero d’apertura della cerimonia degli Emmy. Se ne parla perché ormai i numeri d’apertura delle premiazione ammericane sono notevoli, e gli Emmy fanno di tutto, in questi anni di tante serie e pochi film, per diventare l’evento televisivo popolare che la gente guarda di gusto, e lasciare agli Oscar il ruolo di Daniele Piombi, è stato un onore, ringrazio la mamma, ecco il balletto.

Insomma questo numero d’apertura è un omaggio a Born To Run, che è uno dei dischi della vita di migliaia di persone, tra cui il sottoscritto, e compie 35 anni. E quelli di Glee la cantano tutti in modalità Glee, e Fallon fa Springsteen, e il protagonista della serie più noiosa e sostenuta è quello che fa il cretino più di tutti. Insomma, sono americani: sanno come si fanno gli spettacoli. Quindi io posso fare lo spettatore adulto e comprensivo, e cedere all’idea che il paese che al mondo concepisce e realizza gli spettacoli migliori, quello che in genere sta ben lontano della retorica della normalità, abbia deciso invece di abbracciarla per una ragione strategica e “geniale”, e fare tutte delle disquisizioni sul popolare e la crisi e ’sto cazzo.

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lunedì 30 agosto 2010

Cosa voglio di più


Cos’è. È l’ultimo film di Silvio Soldini, e racconta della passione che attanaglia due personaggi (Rohrwacher e Favino) schiacciati dalle rispettive relazioni. Lei lavora in un’assicurazione, lui in una società di catering. Quando si incontrano, flirtano un niente, e poi inizia una relazione di incontri al motel. Lei sta con un pacioso Battiston, mentre lui è sposato e ha due figli.

Com’è. È una delle rarissime volte in cui si costruiscono dei personaggi che lavori e vite normali, e non lo si fa per fare un discorso sul precariato e sulla crisi economica. Sì, il tema dei soldi c’è, ma l’intento sociologico non c’è: è un film che parla di relazioni. Fine.  Sono due persone che non vivono sulle terrazze, non vivono in centro, non fanno lavori creativi: due impiegati a Milano. Non dicono cose incredibili, non fanno cose incredibili, né ci sono reazioni incredibili quando la cosa viene allo scoperto. Tutto è talmente realistico e normale da suscitare nello spettatore una domanda: perché? Non lo dico per fare il sarcastico. Qui l’antiretorica diventa una missione estetica e ideologica, che schiaccia tutto verso un realismo talmente assoluto da non essere mai — vale per i sogni e per il cinema, di solito — più vero del vero. In questo la scelta di Soldini è chiara. A mio parere ci si è arrotolato troppo, ma il film ha equilibrio e coerenza. Gli attori sono in forma, perché sono tutti e tre capaci, e Soldini è uno che con gli attori sa lavorare. continua a leggere »



lunedì 30 agosto 2010

I miei ragazzi, che soddisfazione


Bryan Cranston e Aaron Paul hanno vinto l’Emmy come migliori attori per la loro interpretazione nella terza serie di Breaking Bad, la serie di Vince Gilligan. È la mia serie preferita degli ultimi anni: mi piace più di Dexter, di Mad Men, perfino più di Un medico in famiglia.

Breaking Bad è una delle poche serie in cui, oltre alla scrittura, la costruzione dei personaggi, i costumi, le luci, gli arredi, le ambientazioni e quello che succede, è fondamentale recitare. Che non è un bene o un male, sia chiaro. Le altre hanno parti più leggere, temi più lievi, toni abbastanza uniformi per cui uno possa trovare un modo e andare dritto di lì. Breaking Bad prevede che i protagonisti recitino. E questi due recitano. Aaron Paul finalmente ha vinto il suo primo Emmy; per Cranston è il terzo consecutivo.

Bravi cicci.



domenica 29 agosto 2010

Tutto quello che volete, tranne una città AGGIORNATO


A Milano, in via Madonnina, nel quartiere turistico pedonale di Brera, c’è una piccola isola verde. È una cosa minuscola: pochi metri e un grande albero. Meglio di niente, intendiamoci. In questo triangolo di terra (cateti di 7 x 12 metri, a occhio) si è instaurata una colonia di topolini (Apodemus sylvaticus). Nelle ultime settimane, attratti dai frutti dell’albero, i topolini hanno cominciato a scalare i rami per prendere i frutti e portarli nelle loro tane. I turisti e i milanesi sulle prime hanno pensato a degli scoiattoli, e li hanno indicati, curiosi, divertiti. Poi, nei giorni scorsi, sono arrivati i giornali e le televisioni. Ovviamente, essendo provinciali e ignoranti, hanno parlato di ratti, di infestazione, di grave allarme sanitario. Hanno anche intervistato la cartomante che ha lì un banchetto. Non un etologo, non un esperto di epidemiologia: commercianti e cartomante. E tutti erano preoccupatissimi, scandalizzati, è Brera, santo cielo, Brera minacciata dai ratti! Perché coi topolini non si fa paura, ma coi ratti è un attimo. continua a leggere »



sabato 28 agosto 2010

Quel mago di Oz! Vedere i film del turco con anni di ritardo. 5: SATURNO CONTRO


Proseguono le puntate del formato estivo più frizzante del 2010, cioè questa cosa che io guardo i film di un regista che non mi piace, tanto per il disgusto di vederli e fare ridere gli amici. Ho visto anche questo, gente, sempre e solo per la vostra gioia. E devo dire che mi sono sentito quasi in colpa, questa volta, perché c’era un effetto bowling. Non una croce rossa: un deposito di croci rosse. Ecco gli appunti che ho preso mentre lo guardavo, di sabato pomeriggio. Pirla, direte voi. Sì, ma per tigna.

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venerdì 27 agosto 2010

Quel mago di Oz! Vedere i film del turco con anni di ritardo. 4: LA FINESTRA DI FRONTE


Al solito, per un impegno presto tra amici, mi sto vedendo un po’ di film di Ferzan Ozpetek. Questi sono gli appunti che ho visto durante la visione di questo La finestra di fronte, del 2003.

Nei film di registi gay i maschi hanno un modo di menarsi da film di registi gay, tutti che si abbrancicano e non si tirano mai delle pizze forti. Qui ci sono due panettieri che si accoltellano, ma prima di farlo non vi dico gli ormonismi. Omicidio negli anni 40. Dissolvenza sulla mano insanguinata che porta ai giorni nostri. Cominciamo bene.

Uh, c’è una coppia etero in crisi! Maddai!

Incrociano uno con l’alzheimer. Non lo aiutano. Mah. Ora c’è la turca solita che è brava. continua a leggere »



giovedì 26 agosto 2010

Quel mago di Oz! Vedere i film del turco con anni di ritardo. 3: LE FATE IGNORANTI


Adesso racconto il film con gli appunti che ho scritto mentre lo vedevo. Racconto anche il finale. Poi commentino. È un gioco per gli affezionati, questo. E su richiesta, per giunta. Se non vi va, lasciate stare. Se non volete sapere come va a finire, lasciate stare.

C’è una coppia di milionari che si parlano come due che non si sono mai baciati e stanno recitando. Lui però viene stirato on da una, non da due, ma da tre macchine. Muore fortissimo (una forma di contrappasso). Lei è Margherita Buy. Odia la filippina, ma la filippina fa l’altarino votivo per il morto. Lei guarda Telemarket e si sbronza. Ha una mamma insostenibile che le sta vicino come si sta vicino a chi si è rotto un menisco giocando a tennis. continua a leggere »