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Sabato 30 Luglio 2005

Steve Irwin: il piacere di odiare



Qualche tempo fa mi è capitato di conoscere un tizio australiano che fa il giornalista in America. Dopo qualche convenevole non ho potuto fare a meno di chiedergli quale fosse la posizione dell’Australia nei confronti di Steve Irwin, quello che si fa chiamare Crocodile Hunter, rispetto al quale la figura di Crocodile Dundee si staglia nel firmamento dei maestri della filosofia teoretica e della recitazione d’avanguardia di stampo grotowskyiano. Fortunatamente l’australiano mi ha detto che pure loro lo detestano per il modo che ha di trattare le bestie e per l’immagine stereotipata dell’Australia che proietta nel mondo. Chiaramente ha grande successo negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dove la terra dei canguri è un po’ percepita come un isola di bestie feroci e gente strana che parla come portuali inglesi.
Parlo di Steve Irwin perché l’ha citato il Luca S e io rompo le palle sia in radio che di persona a tutti con la mia battaglia anti Croc Hunter.
A questo proposito.

A - Guardatelo in faccia, è un deficiente e si vede subito
B - Gli animali non si toccano e chiunque faccia divulgazione etologica in quel modo è diseducativo, deficiente (l’ho già detto?) nonché scientificamente nullo.
C - Con un frigorifero da campo si può maneggiare qualsiasi bestia a sangue freddo come si vuole. I rettili da freddi sono rincoglioniti. Da caldi sono attivi. Li si cattura con ogni precauzione, li si mette nell’apposito sacco dentro al frigo, li si lascia dieci minuti e poi li si estrae. Ecco delle ottime spalle per numeri comici del tipo “guardate come annusa l’aria con la lingua…con uno scatto potrebbe uccidermi in dieci secondi…non è magnifico?!…provo a tirarlo per la coda e vediamo se reagisce…”
D - se anche non usa trucchi, vale quanto sopra

Per concludere. Sono bloggarolo da pochissimo e già divento un po’ moralista come Luca S. O meglio, lo sono sempre stato. Solo che col blog si vede. Non ho figli, quindi non mi scaglio contro The Undertaker, ma contro questo biondino.

Purtroppo Steve Irwin non andrà mai da altri animali, paffutelli e buffi coome i pinguini. Sarebbe la sua fine, quindi non lo farà mai. I rettili sono, per quanto attiene al linguaggio del corpo, quanto di più distante dai mammiferi e da noi in particolare. Così, qundo li tormenti, non ti fanno compassione come un cane che guaisce o un gatto che miagola o soffia. Se Steve Irwin andasse dai pinguini a rompere le palle, la gente si accorgerebbe che sta dando loro fastidio e lo troverebbe inaccettabile, anche perché i pinguini non fanno paura, ma anzi sono “teneri” e “indifesi”. Tutto ciò renderebbe chiaro a tutti il procedimento ruffiano che sta dietro al programma nonché la pochezza del personaggio.

Sono felice che ci sia Steve Irwin alla televisione perché mi piace verso l’ora di cena scagliare contro di lui un odio cristallino, inattaccabile, serio e motivato. Lui mi fa schifo e basta. Nessun aspetto della sua figura mi affascina. Tutto mi disgusta. Mi fa sentire un vecchio lamentoso e questo mi soddisfa.

E comunque tifo sempre per il crotalo.


Sabato 30 Luglio 2005

Do you wanna make tea at the BBC?


Della BBC si dicono molte cose. Della televisione inglese in genere. Per esempio che “come la BBC non ce n’è” è un luogo comune, forse più a sinistra che a destra ma luogo comune in ogni caso. Poi uno va a vedere la BBC e scopre che effettivamente come la BBC non ce n’è. Poi c’è un luogo comune di ritorno, sorpattutto a destra, dopo lo scontro Tony/BBC per il caso dello scienziato suicida e delle armididistruzionedimassa, secondo cui la BBC sarebbe un covo di liberal corporativo e inaffondabile, ma privo di vera affidabilità giornalistica. Non sembra proprio. Anche se Big Jules ne è sicuro.
Allora qualche settimana dopo gli attentati terroristici vai nel regno Unito e guardi la tele. La BBC. C’è HAVEYOURSAY, cioè DÃŒLATUA, con un tavolone ovale con degli ospiti e un conduttore da una parte, e un pubblico parlante dall’altra. Non si parla a vanvera, non si controbatte polemicamente, non si copre parlando sulla voce un’opinione diversa. Il tema è quello della sicurezza e degli attentati terroristici. Si parla anche del fatto che per prendere un terrorista è stato usato un TASER, una di quelle pistole elettriche molto in uso negli Stati Uniti: i britannici hanno paura quando vedono che certe cose che prima non c’erano, entrano nella loro società in situazioni di emergenza. Be’. Se ne discute. Nessuno si prende del fiancheggiatore perchè non gli piacciono i poliziotti col TASER in mano. Ci sono politici dei due rami del parlamento, gente della società civile, un portavoce musulmano, una indiana di seconda generazione e una americana di nascita ora cittadina britannica, tutto molto mescolato. Il pubblico interviene rapidamente e con competenza. Il dibattito continua, a partire da quello che la ragazza di 23 anni in terza fila ha appena detto. I politici non sono gli ospiti principali. Sono tra gli ospiti, ma quello che dicono loro non cade dall’alto. C’è anche il capo della polizia. Parla normalmente, senza difendere d’ufficio la polizia e il governo. Espone strategie e punti di vista della polizia.
Avete mai sentito un dibattito italiano in cui il pubblico non sia un riempitico populista o un modo per il conduttore per far passare le sue istanze e incalzare gli ospiti?
E quanto spesso quello che dice il tizio del pubblico serve all’intervistato per dire quella mazzuola che vuole, anteponendo la frase “senza entrare nei casi specifici” cioè rendendo quello che il tale ha appena detto non pertinente?
E quindi la risposta a Joe Strummer è: Yes, I do want to make loads of tea at the BBC!


Mercoledì 27 Luglio 2005

Dio salvi me e la Regina!



Vado nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Solo un giorno. Poi vi racconto.


Martedì 26 Luglio 2005

L’ospitalità preoccupante dei disperati


Uno non ha mai considerato i blog più di tanto (perché questo lo devo ammettere), poi a un certo punto cambia idea a gomito ed entra nel giro dei blog. Certo, mentori con di una certa stazza blogghistica come Luca Sofri, danno una gran mano ad avere visibilità (grazie grazie). E così tutti a dirmi in bocca al lupo (viva il lupo) e darmi paccche sulle spalle. Mi è venuto in mente DRY di Augusten Burroughs, uno dei libri più divertenti degli ultimi tempi tra quelli che ho letto negli ultimi tempi.
Quando arriva alla clinica degli AA, gli alcolisti anonimi, anche lì tutti grandi feste come se non stessero aspettando che lui. Non è che insomma questa storia dei blog si risolve con un mio viaggio lento verso la demenza del reload coatto? Perché la nave dei folli è l’unica che più si è e più sta a galla. E il loro invito a salire è sincero, ma molto serio.
Vedremo. Comunque grazie a tutti. E in ogni caso impaginare ’sta roba non è così facile. Le foto ti vengono tutte storte. Non è che mettere le foto non va bene, c’è roba che non si deve fare, magari con argomentazioni valide? Infrango milioni di etichette sagge e condivise? Fatemi sapere. Ich heisse Superfantastisch ma di blog non so una mazzuola.


Martedì 26 Luglio 2005

Perché ci trattate così? Saremo senza divisa ma abbiamo un cuore!




Ogni tanto succede che tornino fuori le dinamiche informative dei romanzi di Le Carré e degli anni di guerra fredda. Il segreto militare è un segreto. Quando se ne sa qualcosa non è più segreto. E con la scarsa familiarità con la comunicazione pubblica che hanno i militari, nascono meraviglie senza senso. Tipo che a Pianosa c’è un sommergibile tedesco della NATO che sta studiando la posidonia. Questo è il tipico oggetto di studio dei militari. I militari NATO stravedono per le alghe. Voi non sapete quanto li rilassa lavorare con gli acquari. Poi salta fuori che legato a questo studio sulla posidonia, ci sono dei test su un nuovo siluro robot capace di essere pilotato a distanza con grande precisione. Sia chiaro, senza posidonia il coso non va.
Mi chiedo: ma perché ci devono raccontare queste cose? Fate una conferenza stampa con un cartello davanti al casco di microfoni con scritto NIENTE DA FARE - NON DIREMO NULLA - MAI. Almeno evitiamo di sentirci così sottovalutati.


Lunedì 25 Luglio 2005

Il brasiliano e gli americani che non c’e(nt)rano


Uno si chiede: ma se quello che è successo l’altro giorno a Londra fosse successo a Milwakee, come avremmo commentato? Che sparano in testa a uno cinque colpi mentre lo tengono fermo in due? Allora ha ragione Cacciari che nelle situazioni di emergenza succedono queste cose per il salire della tensione e la quantità di variabili che aquistano valore. Allora dio salvi la Regina Elisabetta II e il suo regno. Ma allora mi sento potenzialmente un po’ pirla. Perchè avrei detto cose con poco senso, se fosse successo a Milwakee. Ne sono praticamente sicuro. Di troppe armi in giro e metal detector negli asili. Roba del genere con la faccia preoccupata. Mah.


Lunedì 25 Luglio 2005

Ich heisse Superfantastisch


No, per dire. Luca Sofri, Violetta Bellocchio, infiniti altri umani, i box su Repubblica che spiegano cos’è la modernità, tutte queste fonti dicono BLOG. Senza non si fa.
Ora. E’ estate. Afosa. Mattina di nuvole basse e prealpine. Quindi, per quanto possa valere, ho deciso di farmi il blog e l’ho fatto oggi, qui e così. Magari cambierà ma per adesso eccolo.