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Mercoledì 10 Agosto 2005

Paolo, Enzo e i cazzacci nostri


Non si capisce perché uno si dovrebbe preoccupare tanto di Paolo, Enzo e le sorti del quizzino preserale. Magari fa una barcata di soldi e siamo felici perché la RAI ci piace da sempre e magari ci paga anche l’affitto (grazie RAI, ti voglio bene giuro). Però alla fine, che si scriva con accorata partecipazione di format polacchi e contratti milionari e investitori pubblicitari, come se si parlasse del CSM o della Bicamerale, mi pare assurdo e inaccettabile. Cioè non inaccettabile perché mi scandalizzo, figuriamoci, ma non mi voglio abituare e entrare nel giochino. Anche perché se uno sta un po’ fuori si rende conto che Bonolis che va a condurre il calcio non è una sfida infernale ma è un lavoro sicuro, soldi certi a palate e nessuna creatività. Tanto quello che c’era da innovare nel calcio alla tele si è innovato (sì ma l’italiano?) prima con Fazio e poi con Campioni. Il resto è la solita menata del rigore c’è il rigore non c’è, e guarda che bella figa e guarda la bella figa, però quanto è tifosa e che simpatia contagiosa quelle cosce nude stringi 2 stringi sulle cosce, e forsa l’inter e forsa il milan. Poi arriva Enzo Ghinazzi in Agosto col suo metro e mezzo di amore dell’azzardo e fa la sua porca figura in termini di auditel. Ma il programma è una macchinetta, un ingranaggio da bicicletta, sono tutti identici più o meno, solo che uno ha venti denti l’altro ne ha ventidue. E poi se mandiamo Pretty Woman vuoi vedere che fa più
di tutti? Per concludere, non dovremo mica passare ore a leggere paginate di stampa su calcio e quiz per tutto il 2005-2006?

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