Giovedì 18 Agosto 2005
Red red wine, stay close to me

Da tempo lamento il fattto che i telegiornali siano letteralmente pieni di stupidate. Che in sé non ci sarebbe niente di male. Tipo in America c’è la FOX che è un po’ beota e la CNN che è un po’ più seria. Nel Regno Unito c’è la BBC che è ottima in ogni senso, perché produce il telegiornale e THE OFFICE, dimostrando che si può fare bene uno e l’altro senza contaminazioni automatiche. La rubrica GUSTO del TG5 è una delle punte di diamante dell’informazione italiana. Si basa sull’idea che tutto, anche il vino, soprattutto nella sua accezione contemporanea di riscoperta colta e riccastra dei piaceri di un tempo, possa essere schiacciato in due minuti di servizio. Il risultato è che uno se ne frega del contenuto, ma aspetta la degustazione per sentire quella che dicono (gomma bruciata, chicchi di caffè appena tostati, frutta tropicale a gogò) e subito dopo l’abbinamento, che prevede sempre un po’ di cacciagione bella e buona (ricordo che siamo nel 2005). Mercoledì però si sono superati perché prima della fine del telegiornale propriamente detto, dopo un servizio sui cani, hanno parlato di una vigna in Sicilia dove si vendemmia di notte. Donna Fugata, si chiama. E hanno intervistato anche il proprietario del podere, che ha sparato un paio di frasi in puro vinese aulico sul proprio vino e poi ha rivelato (qui sta la notiziavera, cazzatola, è il giornalismo televisivo bellezza) che si vendemmia di notte perché ad agosto è molto più fresco, molto meglio “dal punto di vista vendemmiale”. Non bastavano i servizi sul clima che strabordano nel giornale dalla rubrica dove è giusto che stiano. In mezzo alle notizie adesso ci vanno anche i marchettoni enogastronomici e gli aggettivi faidatè.
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