sabato 27 agosto 2005
That Joke Isn’t Funny Anymore
Apro la Repubblica e trovo a un certo punto un’intervista a un Sottosegretario al welfare (che non nomino), il quale interviene, come ex socialista, sulla scelta che Bobo Craxi: allearsi (forse) dall’altra parte rispetto al governo (di cui l’intervistato fa parte) e chiudere i conti con la storia recente. E per tre volte il Sottosegretario (che continuo a non nominare) dice in sostanza che non si torna indietro perché Tangentopoli è stata la Shoah dei Socialisti. Il giornalista chiede se non gli sembri di esagerare, ma lui ribadisce. Shoah, proprio così, con tanto di diaspora.
Allora. Va bene l’iperbole, cioè darci dentro anche troppo. Va bene la vis polemica, cioè avere le balle girate. Va bene qualsiasi cosa. Ma usare la Shoah e i nazisti come cartucce polemiche da sparare a piacimento quando si vuole fare effetto, è indegno. Non si fa. Per prima cosa, in astratto, perché la ricchezza del linguaggio si misura anche nella capacità di scegliere e misurare una grande quantità di sfumature, immagini, figure retoriche il più possibile adatte e originali. In concreto non si fa perché la Shoah è il tentativo di eliminazione degli ebrei d’Europa compiuto da Adolf Hitler e dai suoi alleati. La Shoah è prendere la gente a milionate e farla fuori. Non è un’altra cosa. Non è un gioco in scatola. E non è un serbatoio di battutine che facilitano il lavoro del titolista. Ecco uno dei classici casi in cui vorrei essere ebreo per incazzarmi di più.
1 commento finora
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[...] FAMILIARI Non era mia intenzione scatenare alcuna polemica riguardo alla faccenda Bordone-InvasioniBarbariche-supermercati, tanto più che mi sono semplicemente limitata a [...]
scritto da MANTEBLOG» Archivi Blog » RETTIFICHE FAMILIARI venerdì.01.08.08 09:30
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