Martedì 13 Settembre 2005
I contadini aviatori di Luciano
E’ strano che sia successo quello che è successo. E’ strano che a nessuno sia venuto in mente che tra concerti e atterraggi c’è una differenza e stupisce che nel 2005 si pensi ancora alle adunate di folla tipo led Zeppelin all’autodromo, perché quella roba lì non ha mai funzionato dal punto di vista tecnico.
Oltre certe dimensioni, lo spazio aperto non è funzionale alla musica. E non è una novità: basta guardare i teatri greci. Di gente ce n’era, in Grecia. Non c’era Desperate Housewives e a teatro ci andavano molto. Eppure i teatri non erano mai giganti, perché senza amplificazione finisci per non sentire una mazza. Con l’amplificazione cambia un po’ in termini di scala, ma soprattutto senza una conca che racchiuda il suono dopo un po’ va tutto a scatafascio comunque. Il Campo Volo di Reggio Emilia è un aeroporto: piatto e molto vasto, senza nessun ostacolo in giro. Quando gli U2 fecero il concerto di PopMart proprio lì, tutti parlarono della folla, del solito popolo del rock e del fatto che gli U2 avessero salutato la folla col jet privato nel pomeriggio. Molti meno dissero che non si sentiva. E nemmeno si vedeva. Insomma. Bella l’idea di fare il concerto nel campo e ci sta anche con il mondo della bassa in cui sono ambientate canzoni e vita di Ligabue.
Ma tra la falce, un DC3 Dakota e una gibson di differenza ce n’è. Se in posti del genere fai un festival ci sta. Dura giorni, si suona tutto il giorno e la disposizione della gente cambia nel tempo. Ma un concerto solo prevede che tutti vogliano vedere la stessa cosa nello ostesso momento. E sentire. Come risolvere il problema? Se aumenti la pressione sonora davanti, uccidi il pubblico delle prime file e ottieni l’effetto del sangue dalle orecchie. Allora riporti il suono ogni tot metri, sul prato, con delle specie di torrette cariche di casse. I metri in ballo tra il palco e l’ultima torretta di casse possono essere diverse centinaia. Quindi Il risultato è che se tu sei in mezzo al prato, molto lontano, hai davanti il muro di suono (destra e sinistra) che viene dal palco e senti a un volume basso, poi la stessa cosa ti arriva altro dai diversi riporti di casse in giro per il prato, con volumi diversi, effetti di fase e controfase, echi e riverberi naturali: una zuppa, bassa di volume e incasinata.
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