Venerdì 16 Settembre 2005
You say you want a revolution…

Nintedo, il gigante videoludico di Kyoto, finora aveva passato, nella partita per la conquista del mercato delle consolle di prossima generazione. Gli altri due, Sony e Microsoft, già si prendevano a legnate da mesi, e Mario stava in disparte a guardare. Poi c’è sempre il rischio che le prime consolle che escono saturino il mercato e chi arriva col treno dopo non abbia più spazio. L’unico modo per ovviare al problema è aspettare di avere un bel punto e rilanciare. Proprio quello che è appena successo al TGS, il Tokio Game Show, la fiera di videogiochi più importante del mondo. Si sapeva che la macchina si sarebbe chiamata Revolution, ma tutti credevano che fosse solo un nome roboante e rock&roll per conquistare i giovani. Invece il joypad, l’elemento base, quello che nessuno da anni mette in discussione, è diventato qualcosa di diverso. Questa è la rivoluzione. E a quanto pare la Apple dei videogiochi è riuscita ancora una volta a costruirsi una bella nicchia dove non sembrava ci fosse spazio nemmeno per uno spillo, rientrando in partita con la più stilosa delle mosse. Tipo un rovescio di Stefan Edberg. La differenza tra le idee e i soldi certe volte si vede.
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