Martedì 27 Settembre 2005
The revolution will not be televised
Si sta muovendo un po’ tutto. Da una parte c’è una modella che in un luogo privato fa quello che fanno in tanti da anni nel mondo della moda e non solo: assume cocaina. Lo fa come se fosse una cosa normale, insieme ad amici e consocenti, tipo il di lei tossico fidanzato (che tra eroina, denunce penali e scommesse sull’imminente overdose è riuscito a far dimenticare quanto sia appena discreto come musicista). Poi c’è un attore per madri sdivanate il pomeriggio che sbarella e finisce in galera con una ragazza morta in casa sua. E poi c’è un altro uomo dello spettacolo che cerca di far fruttare in termini sessuali la sua posizione con una arrivista veneta. I tre eventi non hanno niente a che vedere l’uno con l’altro. Eppure c’è chi, nutrito a populismo e striscia, penserà a qualche tipo di giustizia sociale. Tipo tocca anche a loro, quei bastardi. In realtà la cocaina era la droga dei ricchi forse fino a vent’anni fa. E’ comodo ripresentare lo stesso toast, la stessa pizzetta, anche se è possa, perché in fondo come notizia si pulisce da sola. In realtà , se la curva dell’inter canta “Se c’è Brudisso io pippo e resto fisso, se c’è Cambiasso io schiaccio tutto il sasso”, vuole dire che o in curva ci sono solo stilisti, o la barella è diffusa in tutti gli strati sociali, così come la carnazza cui tendono presentatori di concorsi di Miss e persone comuni.
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