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Venerdì 7 Ottobre 2005

Il treno, le zampe e quel senso di prurito


Alé. Torna la questione dei parassiti sul treno. Facciamo chiarezza. C’è anche stata una puntata di MI MANDA RAI TRE in cui hanno fatto casino. Perché i passeggeri dicono zecche e Trenitalia dice no non sia mai, i nostri treni con le zecche non c’entrano: sono cimici signorili. Adesso che c’è stato un altro caso e si parla di pidocchi. Ripeto, facciamo chiarezza.
ZECCHE. Sono aracnidi, non insetti. Lo si capisce contando le zampe e guardandole camminare. Le zampe sono otto e non sei. In più l’uomo percepisce come normale il passo delle bestie a quattro o sei zampe e ha spesso fastidio nel vedere camminare chi di zampe ne ha otto come ragni, scorpioni e appunto zecche (razzismo ancestrale cabbalistico? Boh?). Quindi se vi fanno molto ma molto schifo, le bestie che vedete camminare, contate le zampe.

PIDOCCHI. Piccoli. Molto piccoli. Minuscoli. Se li vedete su un treno, complimenti. Le zampe sono sei perché sono insetti. Ma vanno veloce e non si riesce a tenere il conto.

CIMICI. Ocio. Non schiacciatele che puzzano di industria chimica che ha preso fuoco. Hanno una corazza stilosa. Camminano piano.

Così la prossima volta che salite sul treno e trovate della roba che cammina con più di un paio di gambe, con questo piccolo vademecum potete viaggiare sereni senza essere rosi dal dubbio.

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