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Giovedì 20 Ottobre 2005

Lo slalom intorno a Roberto


Beningni è simpatico. E ha sempre fatto spettacoli cattivelli, divertenti, ridanciani e con la camicia fuori dai pantaloni. Intanto, qualche film. Belli? No. Dai. Di film belli, mai fatti. Però divertenti alcuni sì. Insiemi di sketch (”modello Giuditta”, “non mi somiglia penniente”). Ora, dopo LA VITA E’ BELLA (sul quale il discorso è troppo spinoso e mi astengo per ora) e dopo PINOCCHIO, Benigni non fa più il comico. Benigni fa il bene. E siccome chi fa il bene viene sempre aiutato, siamo allo slalom. Lo slalom speciale, quello più stretto. Tutti parlano di lui, della sua simpatia, delle poesie che cita nel film, di quanto è innamorato di sua moglie. Nessuno parla del film. Anche sul Manifesto, dove in genere, e giustamente, ci si fa dei pipponi su Dreyer, si parla di menate accessorie. Il messaggio, la guerra, la poesia, l’Irak. Ma per il resto, niente. Solo curve molto strette, per parlare di un prodotto schivandolo infinite volte.

1 commento finora
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A me Benigni ha sempre messo a disagio. In tv, quando lo vedo, cambio canale. Mi mette in imbarazzo, non so mai cosa abbia intenzione di fare e nel dubbio: zap!
Mi hanno costretto a guardare Johnny Stecchino (e in qualche scena ho riso, lo ammetto >) e La vita è bella. Il mio dovere l’ho fatto, adesso mi si lasci ignorare di nuovo il soggetto.



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