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Martedì 11 Ottobre 2005

La guerra è finita, almeno per me


Il primo disco italiano veramente bello di questo anno scolastico è LA MALAVITA dei BAUSTELLE. Avete idea di cosa voglia dire domenica pomeriggio in provincia, di come ci si sente quando ti beccano a rubare all’Esselunga, siete stati adolescenti? Ecco. Allora ascoltate i Baustelle che hanno delle cose da dirvi. Il primo singolo LA GUERRA E’ FINITA è in programmazione in tutte le radio (molte, diciamo) e parla di un suicidio. Canzoni tristi con melodia trascinante. Questa è sempre stata la fortuna degli Smiths. Oggi il meccanismo funziona divinamente, e in un mondo assolutamente italiano, per Francesco Bianconi e soci. Nessuno oggi in Italia ha il coraggio di cercare aperture melodiche spalancate come quelle dei BAUSTELLE. Nessuno è più profondamente sentimentale. Soldi spesi bene. Comprare, dai!


Venerdì 7 Ottobre 2005

Avere vent’anni (in due) e non sentirli


Possibile che quei due di 8 e 1/2 non siano capaci di gestirsi? Il programma con due maschi è più divertente. Non perché Ferrara sia maschilista o altro, ma perché finisce coll’avere per galanteria una specie di deferenza paternalistica. Le opinioni delle donne accanto a lui sono sempre accettate o smentite con garbo e beffarda ironia signorile. Quando invece c’è un Luca S., un Gad L., le opinioni di scontrano a volte anche frontalmente. Insomma Ferrara televisivamente è un moloch. Se non gli si mette di fianco qualcosa di altrettanto gigante, diventa il circolo Pickwick. A noi piaceva l’arena dei permalosi. (Ma i permalosi sono anche capricciosi e questo esito forse è inevitabile. Un po’ infantili però, alla fine.)


Venerdì 7 Ottobre 2005

Il treno, le zampe e quel senso di prurito


Alé. Torna la questione dei parassiti sul treno. Facciamo chiarezza. C’è anche stata una puntata di MI MANDA RAI TRE in cui hanno fatto casino. Perché i passeggeri dicono zecche e Trenitalia dice no non sia mai, i nostri treni con le zecche non c’entrano: sono cimici signorili. Adesso che c’è stato un altro caso e si parla di pidocchi. Ripeto, facciamo chiarezza.
ZECCHE. Sono aracnidi, non insetti. Lo si capisce contando le zampe e guardandole camminare. Le zampe sono otto e non sei. In più l’uomo percepisce come normale il passo delle bestie a quattro o sei zampe e ha spesso fastidio nel vedere camminare chi di zampe ne ha otto come ragni, scorpioni e appunto zecche (razzismo ancestrale cabbalistico? Boh?). Quindi se vi fanno molto ma molto schifo, le bestie che vedete camminare, contate le zampe.

PIDOCCHI. Piccoli. Molto piccoli. Minuscoli. Se li vedete su un treno, complimenti. Le zampe sono sei perché sono insetti. Ma vanno veloce e non si riesce a tenere il conto.

CIMICI. Ocio. Non schiacciatele che puzzano di industria chimica che ha preso fuoco. Hanno una corazza stilosa. Camminano piano.

Così la prossima volta che salite sul treno e trovate della roba che cammina con più di un paio di gambe, con questo piccolo vademecum potete viaggiare sereni senza essere rosi dal dubbio.


Venerdì 7 Ottobre 2005

Scuse al Faber


A DISPENSER qualche sera fa ho sbagliato in pieno una citazione da un testo di Fabrizio De André. Si fa? No, non si fa. Chiedo scusa. Il verso esatto è DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE DAL LETAME NASCONO I FIOR. Non so perché io mi ricordavo perle e merda.


Mercoledì 5 Ottobre 2005

Ma io guardo avanti, perché sono momenti


Qualche tempo fa, direi l’autunno scorso, ho acceso la televisione di domenica pomeriggio su Rai Uno. Scanalando, mi sono fermato su un’immagine che conservo incastonata nella memoria. Giucas Casella era travestito da Farinelli e cantava una romanza. Era Domenica In condotta da Mara Venier, per la cronaca. Ieri sera Diego Armando Maradona ballava la salsa con Barbara Palombelli. E come la volta precedente, quella dello studio di Porta a Porta trasformato in un covo di salseri capitanati da Paolo Belli mi è sembrata un’immagine che non se ne andrà presto dalla mia memoria. Maradona comunque, smagrito dalla rivoluzione cubana, se la balla di brutto. Chapeau. Peccato che non fosse un tango di Piazzolla. Sul tango Barbara sarebbe capitolata, ne sono certo.


Mercoledì 5 Ottobre 2005

The way old professors do


Comunque, se ci si ferma un attimo a pensarci su, è chiaro che quella di Franco Scoglio è stata una maniera di passare ai più tra le preferibili. Certo, per chi resta vivo è brutto, ma l’idea di non accorgersi nemmeno (niente paura, niente dolore) non è male. Se deve essere infarto, che sia così.


Martedì 4 Ottobre 2005

Il maestro è tornato


Parlare di Sid Meier in ambito videoludico è come parlare di Antonioni in una rassegna sul grande cinema d’autore italiano. C’è chi non l’ha mai capito, ma se comunque non ti rendi conto della grandezza hai perso dei pezzi strada. La campagna promozionale del nuovo capitolo del suo Civilization è stellare. Se il gioco non è da meno, spaccherà. Cliccate qui nella foto, che merita. Vedere certa gente in un gruppo di autoaiuto dà un godimento profondo. E nella dipendenza, a giudicare da quello che si intuisce, si rischia di finirci in pieno.


Lunedì 3 Ottobre 2005

In una capanna laggiù nel bosco nero


Da tempo sono convinto che il doppiaggio sia un problema, sì, ma ancora più disastroso sia il lavoro di traduzione della sceneggiatura originale. L’altro giorno vado a casa di un mio amico a vedere Cinque Pezzi Facili di Bob Rafelson. Il film si rivela subito uno di quei capolavori del cinema tra i Sessanta e i Settanta, quando a Hollywood erano costretti a far lavorare gli indipendenti perché il Grande Cinema stava in crisi nera. Jack Nicholson dimostra molto più che altrove quanto sia un attore enorme, anche perché lui di solito è sempre sopra le righe e qui invece c’è un’interpretazione tutta a togliere. Stellare, giuro. E si capisce anche da dove vengano, oltre che dall’immaginario di Salinger, struttura, personaggi e ambienti dei Tenenbaum di Wes Anderson. Ma sto divagando.
A un certo punto Jack Nicholson cerca la ragazza con cui ha una storia e chiede dove sia. Gli rispondono “E’ andata al villaggio a comprare qualcosa”. Siamo nello Stato di Washington nel 1970. Quale villaggio? Dove sono i villaggi del Nord Ovest americano nel 1970? Perché non vogliono capire che “village” si traduce “paese”? Perché? Poi succede che uno vede un film meraviglioso e gli rimane in mente il villaggio con le tende coniche di pelle e gli scalpi appesi fuori a prendere aria. Dentro, Jack Nicholson sconsolato.