Occhio. Non voglio passare per cinico. Scrivo dopo aver visto una puntata intera di Otto e Mezzo, talmente densa e delicata che Giuliano Ferrara a un certo punto ha detto “Sta’ zitta!” a Ritanna Armeni (e lei, forte di una pazienza inarrivabile, ha taciuto). Comunque si parlava di fosforo bianco. Sono andato su Wikipedia e ho scoperto perché ci si mette sempre dietro “bianco”. Perché in natura il fosforo puro non c’è: in natura è sempre in un composto, un fosfato, quella roba lì. Puro, può essere bianco o rosso. Quello rosso è un po’ più stabile. Quello bianco si incendia a contatto con l’aria. Detto questo, il dossier Falluja di RaiNews24 è controverso. Christian Rocca lo bolla da giorni come una cretinata, cosa che secondo me in genere quando si parla di operazioni militari non è giusta. Chiaro, Christian Rocca è un giornalista con posizioni spesso diverse dalle mie (che giornalista non sono) ed è anche molto professionale. Solo che la certezza inaffondabile del suo entusiasmo politico a volta lascia per strada elementi di evidente incertezza fattuale. Un po’ quello che fa Andrea Nativi quando racconta la guerra come se fosse una serie di eventi chiari, limpidi, stabiliti nella loro ineluttabilità da una maglia impenetrabile di regole condivise, senza niente di terribile (come scegliere se fare morire molti più soldati propri per assicurare ai nemici cautele che loro si guardano bene dall’usare). E su punti come questi si capisce se esista o meno una guerra più democratica di un’altra. Ma mi sto perdendo. Quello che voglio dire è che anche a Otto e Mezzo è emerso ancora una volta qualche elemento nodale sul quale si deve indagare.
A - Il fosforo bianco serve per illuminare il campo di battaglia, ma anche per fare fumo e proteggere le truppe dal fuoco nemico. Non è illegale in sé. Lo sappiamo. E’ stato usato a Falluja anche per stanare gente nascosta nei bunker e nelle cantine? E’ stato usato insomma come arma offensiva? Anche in contesti nei quali era impossibile distinguere i militari dai civili? Siccome brucia a 500 gradi, se lo tiri sulla gente, la bruci viva. Anche se in teoria serve per illuminare. Un po’ come la benzina, che non è un arma incendiaria ma un carburante. Ma se la versi in testa a qualcuno e avvicini un fiammifero, carburante non lo è più. Bisogna capire se quella roba lì è successa o no.
B- Nel servizio di RaiNews24 si mostrano dei cadaveri. Hanno addosso i vestiti, intatti, pare non abbiano segni di colpi di arma da fuoco eppure sono morti. Mortissimi. Hanno addosso le larve di mosca. Lo so che è spiacevole parlare di queste cose, ma quanti giorni hanno quei morti? Sono davvero morti ustionati, bruciati vivi? Se lo sono, e visto che si è detto che sono stati uccisi dal fosforo bianco o da un altro agente incendiario simile al napalm che produce temperature di centinaia di gradi, i vestiti dovrebbero essere bruciati. Devono esserlo per avvallare la tesi di cui sopra. Se non lo sono, i conti non tornano. Questo è un elemento di debolezza dell’argomentazione del servizio, una contraddizione interna. E siccome si parla di cosa molto serie, non si può approssimare. Quindi è necessaria la perizia di un medico legale. Senza, si parla a vanvera, dalle due parti. Un medico legale forse capisce se la pelle è scura perché bruciata o marcia. Un medico legale, tipo l’ottima Cristina Cattaneo, è in grado di dire “è così”, “non è così”, oppure “le condizioni del filmato ci impediscono di determinarlo”. Perché per il medico legale le posizioni di parte, il punto di vista dei generali, l’opportunità politica, tutta ’sta roba non esiste. Ci sono i cadaveri e i cadaveri parlano.