Mercoledì 30 Novembre 2005
I see seven towers but I only see one way out
Certe volte bisogna fare un passo indietro. E rivedere certe posizioni che non si sono nemmeno mai messe in discussione. Sempre prese per buone. Allora, siccome il tema degli idrocarburi è sempre di attualità e siccome chi ce l’ha con questo mercato oscuro e potentissimo cade sempre nello stesso errore, cerchiamo di mettere una pezzuola. “Quando sale paghiamo subito di più e quando scende rimane al prezzo di prima per settimane. E chi ci guadagna, alla fine, sono sempre le Sette Sorelle,” diceva qualche tempo fa intervistata al telegiornale una arzilla vecchietta. Come lei, tanti, tantissimi ce l’hanno con le Sette Sorelle (d’ora in poi 7S). Le 7S sono le sette compagnie petrolifere che tanti anni fa detenevano il mercato americano degli idrocarburi. Prima dell’aumento del potere dell’Opec e prima della globalizzazione. Nel 1911 la Corte Suprema del Governo degli Stati Uniti decretò che fosse smembrata la Standard Oil in 34 piccole compagnie. Le più grandi di queste erano la Standard Oil of New Jersey (Esso, poi Exxon), la Standard Oil of New York (Socony, poi Mobil) e la Standard Oil of California (Socal, poi Chevron). Queste tre si misero assieme all’anglo-olandese Shell, alla anglo-persiana BP e alle texane Gulf Oil e Texaco per costituire un cartello. Così facendo esercitarono il loro potere sulla politica energetica internazionale così come sul trasporto aereo privato, soprattutto se si sorvola il pavese e se a bordo c’è un occidentale che fa affari con gli arabi come Enrico Mattei. In ogni caso queste sette negli anni hanno perso potere e il panorama è cambiato parecchio. Exxon e Mobil sono diventate la ExxonMobil; la Chevron si è tirata dentro la Gulf Oil e la Texaco. Oggi insomma di quelle 7S rimangono ExxonMobil, Shell, BP e Chevron. Tutte le altre compagnie petrolifere, che si impongono politicamente, socialmente, economicamente, come diavolo vogliono loro, in ogni caso non sono le 7S. Le Sette Sorelle non esistono più. Quindi se ci intervista il telegiornale a riguardo, usiamo l’espressione “le compagnie petrolifere”. Facciamogli vedere che le cose le sappiamo, cazzarola!
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