mercoledì 9 novembre 2005
N metri sotto i mari
Metri contro impero. Un pezzo di ferro in una francese, contro le parole della Corona Britannica. Ecco. Recentemente sia i britanni tutti che gli americani hanno deciso che era ora di finirla con le iarde, coi piedi, con gli acri e i gradi Fahrenheit. Anche loro metri. Ma siccome il metro è un tubo di metallo francese, da un po’ di tempo si cerca una definizione più precisa nel tempo e più svincolata dall’uso spropositato del rafano in cucina. Una è che un metro è lo spazio che la luce percorre nel vuoto in 1/299792458 di secondo. Vi pare? Ma ci stanno ancora lavorando. Vogliono contare le molecole di qualche tipo di affare lungo un metro e poter dire un metro è una fila di queste molecole di questa sostanza. Ma perché vi racconto tutta questa menata? Ah, sì. Perché ho trovato un sito sugli Standard e sulle misure che ha anche una geniale cartina degli standard elettrici e delle maledette spine elettriche. Salta fuori che la nostra spina tripla, quella normale a tre cazzilli, la usiamo solo noi al mondo. E siamo l’unico paese insieme a Israele ad avere scelto orgogliosamente uno standard per conto proprio. In Iran usano la shuko, quella tedesca delle lavatrici. Detto questo, hava nagila e buone cose.



