Ieri c’è stata una manifestazione a Roma. Una manifestazione vecchio stile, di operai che vogliono contratti nuovi. Oggi è sabato. E, si sa, il sabato si è tutti un po’ partigiani. Si comprano manifesto e Foglio. E sul manifesto si trova un trafiletto che si intitola Musiche di Lotta. Dove salta fuori che le vecchie canzoni da corteo sono state sostituite da altre. Tipo che prima c’era “compagni dai campi e dalle officine…” e adesso c’è Renato Zero. Oppure c’è Sting. Di Sting, poi, pare ieri si sia sentita anche anche questa canzone. Russians. Definita, giustamente, dal manifesto, la più politica. Ora, posto che le canzoni da corteo sono una palla al piede e che dei brani pop ricontestualizzati sono meglio senza dubbio, Russians no. Ripeto: Russians no. Per sottolineare quanto questo sia il brano che definisce la statura politica di Gordon Sumner, in arte Sting (lo stesso che raccoglie i soldi per l’Amazzonia, si fa fotografare seminudo con le penne nel naso insieme ai capitribù e poi se li fa fottere tutti, lo stesso che scopa per settimane intere perché ha scoperto l’India) riporto il testo del brano, tradotto nell’idioma italico. In prosa.
Artista: Puntura
Titolo: Russi
In Europa e in America c’è un’aria di isterismo crescente, condizionati come siamo a rispondere a tutte le minacce dei discorsi retorici dei sovietici. Il Sig. Krushev dice “vi seppelliremo”. Io non sono d’accordo con questo punto di vista: sarebbe una cosa così ignorante da fare! Spero che anche i Russi amino i loro bambini. Come faccio a salvare il mio bambino dall’arma mortale di Oppenheimer? Non esiste un monopolio del senso comune, né da uno né dall’altro lato della barricata. Condividiamo la stessa biologia, ideologia a parte. Credetemi quando vi dico che spero che anche i Russi amino i loro bambini. Non ci sono precedenti storici adatti a mettere le parole in bocca al Presidente. Non esiste una guerra che si possa vincere: è una bugia a cui non crediamo più. Il Sig. Raegan dice “vi proteggeremo”. Non sono d’accordo con questo punto di vista. Credetemi quando vi dico che spero che anche i russi amino i loro bambini.
In sintesi, una cretinata.