|
|
|
|


Domenica 11 Dicembre 2005

Il gioco al rilancio e la scala a incastro


Perchè i problemi qui e ora diventano sempre assoluti, ovunque e in ogni epoca? Perché l’italiano non può avere una posizione forte, granitica, faticosa da sostenere, in nome di un principio e senza che si passi all’esistenziale metastorico? Perchè non basta dire che il treno è sbagliato e ci si oppone con ragione, ma bisogna invece per forza rilanciare, trasformarlo nel male assoluto? Come se si dovesse avere paura del male assoluto, in assoluto. E se il male civile, laico, non fosse fatto di piccoli scartamenti dalla razionalità, dal progresso, dall’ onestà. No perchè se uno rilancia sempre, o prova tutte le scale a incastro (ed è un modo molto efficiente per rovinarsi), oppure sta bluffando. E in certe situazioni, soprattutto se si ha ragione e se si è in buona fede, bisogna tenersi ben strette le carte che si hanno in mano e giocare su quei punti lì. Altrimenti si rischia il ridicolo.

Non ci sono commenti finora
Commenta



Lascia un commento
A capo e separazione tra i paragrafi automatici, l’indirizzo e-mail non è mai mostrato, codice HTML consentito: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

(obbligatorio)

(obbligatorio)