Domenica 8 Gennaio 2006
And he scores!!! Todd Bertuzzi, assisted by Markus Naslund!!!
Nelle ultime settimane mancava qualcosa. Anzi, ne mancava più di una. Ma una mancava senza dubbio e non capivo cosa fosse. Era una mancanza sottile, piacevole ma difficile da identificare.
Poi questa sera mi sono ricordato. Meglio, mi sono accorto. Perché già nei giorni a cavallo tra la fine e l’inizio (palestre inevitabili della malinconia universale), c’era stato un segno. In montagna con amici avevo dimenticato di portare il gioco del calcio per Playstation e mi ero sfogato con NHL, cioè hockey su ghiaccio. Ognuno sceglie una squadra del cuore, senza troppa convinzione, e ci si sfida. Io, i Vancouver Canucks: la squadra del cuore di Douglas Coupland (posto che gliene freghi qualcosa). Todd Bertuzzi, Markus Naslund, giocatori che si scelgono a nome, come i cavalli quella volta all’anno d’estate che si va a vedere la tris all’ippodromo. Eppure dopo un po’ ci si affeziona. E le regole dell’hockey (fuorigioco, liberazione vietata, ingaggio) alla fine con un po’ di attenzione si imparano. Il fatto di attualità del giocatore sospeso a nationalis per insulti razzisti fa solo piacere. Insomma questa sera mi sono accorto che era solo un sogno vacanziero, che in Italia lo sport è altro. Non è nemmeno Rocca, che vince ridendo. Lo sport è soprattutto un dibattito a Controcampo per stabilire, a partita finita, se sia stato Gattuso a tirare o l’attaccante a spingere. E, scusa, fammi finire, no fammi finire, questo, questo, questo, FAMMI FINIRE, QUESTO E’ UN RIGORE BELLO E BUONO!
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