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sabato 14 gennaio 2006

R! Reportaggment


Come ho già detto, compro la Repubblica da anni ed è il quotidiano nel quale mi sento più a casa mentre lo sfoglio. Ho anche una buona dimestichezza col sito repubblica.it, che ha guadagnato posizioni rispetto quello del corriere perché fino a poco tempo fa il sito del corriere non era nemmeno avvicinabile da chi avesse meno di 60 anni, senza che avesse l’impressione di trovarsi davanti, che se so?, alla burocrazia catastale della Romania degli anni Cinquanta. Adesso corriere.it sta risalendo la china ma ce ne vorrà ancora. Detto questo, mi sembra imbecille che un portalone come Repubblica.it sia così pieno di gallerie fotografiche relative a cazzatelle. Per ogni brevissima di un tempo, per ogni stranezza dal mondo, per ogni notizia tutta matta, quindici foto in apposita finestrella. Senza una riga a disturbare. Gallerie, gallerie e ancora gallerie. Temo che dietro ci sia quell’idea assolutamente folle secondo cui la civiltà dell’immagine vorrebbe solo foto curiose e flash su questo e quello. Ecco. Questa storia qui ha già rotto le palle. “Quiet is the new loud” è il titolo di un disco di diversi anni fa. Il numero di persone che desiderano meno ma bene, piuttosto che tutto come vi pare, aumenta sempre di più. Se qualcuno dovesse essere d’accordo con me, per favore, sparga la voce. Anzi, sparga dei brevi e simpatici mp3 a riguardo, ché il giorno d’oggi non c’è tempo per ascoltare un discorso intero, eh!

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