Lunedì 30 Gennaio 2006
Fahrenheit à la McLuhan
Il messaggio è il mezzo. La tele è la tele. Il disco è il disco. Il libro è il libro. Mah… Da anni mi scanno con gli amici sostenendo che i cd registrati non siano oggetti veri, ma solo funzioni. Così, svolta la funzione, perdono sostanza e si vaporizzano ai nostri occhi. Un disco finito ha una dignità ; il masterizzato è un pezzo di plastica e quando non è più nuovo non riesce a rimanere attaccato al tempo. Dopo qualche mese cade giù. Anche perché il pop è fatto anche di soldi. Pagare è fondamentale. Per prima cosa in assoluto, perché tutto quello che conta, costa. (Se non paghi, implicitamente squalifichi). Nello specifico, perché la musica pop nella sostanza è la musica che si compra in tanti. Prima del 900 non esisteva, quella roba lì. Ma sto perdendo il filo. Quando devi cambiare casa e hai poco spazio, guardi gli scaffali e pensi a cosa tenere e cosa eliminare. Se hai dischi registrati, non ci pensi neanche: li fiondi nella spazzatura. Ma non basta. Guardi i libri. E ti rendi conto che ci sono un sacco di libri che non rileggerai mai e di cui puoi serenamente fare a meno. Ma tanti. All’inizio ti fa strano. Poi, liberartene è bello. Dà serenità . Un senso di pulizia essenziale. Ripensi a Fight Club e alla necessità di dare fuoco alle proprie cose per ritrovare la propria vita. Palahniuk è un ossessivo che scrive sempre lo stesso libro, ma un fondo di ragione c’è. In certi momenti, durante la cernita, si diventa più severi, sbrigativi. La goduria di Fahrenheit 451, quella dei cattivi, nel distruggere i libri, per un attimo ti sfiora (mista ai diritti del lettore di Pennà c e alle teorie di McLuhan). La conservazione ossessiva dei libri, che sono quasi sempre tutti stampati, ristampati, reperibili, arcinoti, non sarà un’ossessione del passato destinata a scomparire nei prossimi anni? C’è chi li tiene per noi. Ci sono le biblioteche. Ci sono le librerie. Possiamo tenere solo quelli che ci sconvolgono, ma quanti sono? Gli altri sarebbe il caso di regalarli. Anche perché se poi uno muore, non può lasciare troppi libri ai figli. Se no quelli la goduria di spendere i soldi e di sniffare la puzza di cellulosa dei libri nuovi di pacca la prima volta che li apri? Quella è impagabile. Chi siamo per negarla a una generazione intera?
25 commenti finora
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Un altro utilizzo dei libri ci viene suggerito da Montalbà n: bruciati in un camino, dopo una cena a base di ricette strane a base di baccalà e davanti ad una acquavite ghiacciata…
scritto da francesco Lunedì.30.01.06 23:53
Io la vedo cosi: abbandonali in una panchina nel parco, uno ad uno, appena arriva la primavera.
Nella prima pagina scrivi “questo libro era di Matteo Bordone da oggi e’ tuo. Leggilo. E un giorno liberalo in un parco. Grazie!”
scritto da Libo Cannici Martedì.31.01.06 00:13
No, io sono drasticamente per bruciarli e per bruciarli in una manifestazione pubblica, tanto che assieme ad alcuni amici volevamo creare una commissione sovrannazionale inappellabile plenipotenziaria per assegnare la “licenza di bruciare” ai libri. Non l’obbligo, solo l’imprimatur, ok, questo se volete lo potete bruciare. Che in fondo se ad un libro proprio ci tieni non ti viene mica in mente di disfartene no? non ci sono biblioteche o reperibilità che tengono. E poi, ci sono anche i libri che detestiamo, gli autori che detestiamo. Il falò è una cosa giusta, il falò ti è amico.
scritto da Miki Martedì.31.01.06 00:42
No non sono d’accordo. Mi fate stare male. Il libro ha una sua sacralità . E siete dei violenti senza cuore. Ripeto: no, non sono d’accordo al mille per mille (cd masterizzati a parte).
scritto da Vitalux Martedì.31.01.06 08:21
Sono contrarissima a tutto!!!
scritto da aNNA Martedì.31.01.06 09:36
ma non è “conservazione ossessiva dei libri”, è che lì sopra ci sono appoggiate le nostre emozioni, magari appuntate a matita, di lato (io lo faccio, almeno, anche sui libri imprestati). non dico che bruciando bruci le emozioni, ma è anche bello avere la possibilità di ricaderci sopra. e con un libro uguale ma nuovo (quindi diverso) cambia qualcosa.
scritto da in the wake Martedì.31.01.06 09:57
Ti sfido a trovare una copia de “Il quadro eretico” di Charles Willeford, mb…
scritto da velenero Martedì.31.01.06 12:00
Ma dai, prendetemi con le pinze (da barbecue)! Chiaro che i libri che si sottolineano, che si adorano, quelli importanti, vanno tenuti. Ma per noi, non per gli altri. E comunque sono una porzione del totale. Minima e preziosissima.
scritto da Matteo Bordone Martedì.31.01.06 12:42
giusto per andare OT: Matteo ’sto mese le rece su RS non sono tue ?
scritto da Adso da Melk Martedì.31.01.06 12:49
tornando in topic:
tra due settimane trasloco pure io. ho già riempito due per ben due volte il cassonetto condominiale della carta.
non parliamo poi dei cd masterizzati
(e dei fumetti .. sigh)
scritto da Adso da Melk Martedì.31.01.06 13:18
Qualcune dei videogiochi è mia. ‘Sto mese c’è poco, in effetti. Quasi niente.
scritto da Matteo Bordone Martedì.31.01.06 13:59
“E comunque sono una porzione del totale. Minima e preziosissima”. Ecco, io questo concetto lo applico ai dischi pagati. Che sono pochi in realtà , ma sono quelli che valgono veramente. Per il resto son d’accordo su tutta la linea.
scritto da quattropassi Martedì.31.01.06 14:05
Non teniamo le cose per le cose. Le teniamo perché incarnano frammenti della nostra memoria. Perché tenere un archivio del blog allora?
scritto da Domiziano Galia Martedì.31.01.06 15:38
Lasciate ai figli solo il peggio.
Mio padre mi ha lasciato l’intera produzione di Bevilacqua fino ai primi anni ‘80.
Non c’è voluto molto che imparassi a scegliere di meglio.
scritto da Barbara Martedì.31.01.06 18:53
Io a New York mi sono portato praticamente tutti i libri (e anche qualche cd masterizzato, ma pochi…).
Poi arrivato qui ho eliminato qualche mio disegno di cui avrei voluto sbarazzarmi da tempo (maledetti aborti! Saranno stati anche dei figli nati male, ma com’e’ stato difficile prendere la decisione…), in fondo capisco il desiderio di pirico cambiamento del vecchio Chuck… Matteo, dai fuoco a tutto!
scritto da robi Martedì.31.01.06 19:07
è cosi duro fare una cernita delle cose che DAVVERO hanno un significato per noi..anche perchè magari un giorno, dopo tempo, ti ritrovi a guardare un libro o un disco che prima avresti immediatamente cestinato, con la voglia assoluta di farlo riappartenere a te e farlo rientrare nella tua vita..o almeno, così succede a me..
scritto da paraffine Martedì.31.01.06 19:26
I libri non si lasciano ai figli in eredità , andranno a finire da un rigattiere, meglio prendere i più brutti e regalarli a chi ci sta antipatico
scritto da mucio Martedì.31.01.06 19:42
No no… le parole di mia madre risuonano ancora nella testa come il piu’ sacro degli imperativi morali: “i libri non si buttano!”.
E poi bisogna dire che anche le pagine (ma non tutte) ingiallite hanno un odore che ha il suo perche’ e un suo discreto potere allucinogeno…
scritto da Asended Martedì.31.01.06 20:33
Alcune pagine ingiallite uccidono.”Il nome della rosa” docet
scritto da serenaseblu Martedì.31.01.06 22:48
ad ogni modo Matteo, credo che in fondo tu dica la stessa di cosa di Marshall McLuhan: il messaggio è il mezzo, appunto, quindi un cd masterizzato non può essere considerato un mezzo che produce un messaggio, essendo esso una mera riproduzione di quello che invece è il mezzo, ovvero il cd originale.
scritto da paraffine Martedì.31.01.06 23:23
Adso!
scritto da Asended Mercoledì.01.02.06 21:00
Va detto anche che probabilmente noi siamo la prima generazione che può permettersi di collezionare cose, libri, dischi, quello che prima era un hobby di pochi eletti, collezionare teste di animali, orologi preziosi, donne, ora si è abbassato di un gradino non più riservato alle elite non più oggetti d’elite
scritto da mucio Giovedì.02.02.06 11:08
dimmi paraffine
muhehehe
scritto da Adso da Melk Giovedì.02.02.06 12:56
non ti ho scritto io, era asended..
scritto da paraffine Giovedì.02.02.06 13:50
oopps!
scritto da Adso da Melk Giovedì.02.02.06 14:40
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