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Lunedì 20 Febbraio 2006

Zatôichi aiutaci tu


takeshikitano.jpgNon è che si siano tante cose da dire, se non che in primavera piove. È normale. È bene. È giusto. Piove a dirotto, piove finalmente, piove alla brutto cane. In inverno di solito nevica, oppure fa freddo. Quando piove in inverno, mette male la gente sensibile a queste cose. Perché è freddo gelido. Poi uno a caso magari proprio per fare un esempio deve traslocare, il primo finesettimana utile si ritrova con due gradi di temperatura e la pioggia battente: un po’ di paranoia gli viene, no? Nel frattempo la campagna elettorale si fa fastidiosa e sterile e nauseante. Poi c’è Luca Coscioni che muore e i radicali alla radio che alla maniera dagli ateniesi dicono qualcosa su di lui a turno, tra le lacrime. Insomma, piove forte. Smetterà.

36 commenti finora
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It Can’t Rain All The Time (The Crow soundtrack). Citazione scontata ma d’obbligo.

chi è luca coscioni?

Luca Coscioni era un insegnante universitario malato di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica). Si è sempre battuto per la libertà e per la laicità della ricerca scientifica, specialmente sulle cellule embrionali. Era un radicale. La malattia, degenerativa e senza cura, l’aveva ormai paralizzato. Comunicava con una macchina che registrava il movimento delle sue pupille verso le lettere scritte su una tastiera virtuale. I telegiornali, sempre goffi (quelle rare volte in cui l’hanno citato) nel parlare di un paralitico come soggetto politico forte, questa sera erano perfettamente a proprio agio.

“mette male la gente sensibile a queste cose.” in che lingua?

oh… il massaggiatore cieco che mena come un fabbro.. (addoro ’sta gare a chi lo cita più lungo)

L’espressione “mette male” rientra in una serie di forme idiomatiche tipiche del linguaggio giovanile, sempre proteiforme e figurato fino a farsi volutamente criptico. Distinguersi dalla koiné linguistica e sociale approvata degli adulti, la stessa che sono costretti a condividere a scuola, è uno dei gesti con cui gli adolescenti affermano la propria identità. Con Freud si potrebbe dire che non potendo “uccidere” fisicamente il padre, puntino a escluderlo dal loro mondo per riconoscerlo come altro da sé. Per fare questo, costruiscono un codice che dall’esterno risulta inafferrabile, tanto che ogni qual volta i mezzi di informazione cercano di decifrarlo, ne formalizzano di fatto il successo, visto che le parole “decrittate” sono sempre vecchie di almeno tre anni scolastici. Una parte di questo frasario esclusivo, la più diffusa, tende a travasare in anche in registri e contesti diversi da quello originario. In Lombardia è facile sentire espressioni come “messo bene”, “messo male”, “preso bene”, “preso male” che il parlante riferisce a se stesso o ad altri. Descrivono una condizione genericamente positiva o negativa, e acquistano un significato più specifico a seconda del contesto o della mimica cui si accompagnano. La forza espressiva e il dinamismo semantico di queste forme, in un contesto, quello degli italofoni, decisamente tra i più conservativi in Europa, fanno sì che alcune di esse vengano ironicamente adottate anche da chi non appartiene alla generazione che le usa di solito. Venendo a noi, nel brano in questione l’utilizzazione di una forma gergale, con una costruzione farraginosa, quasi impacciata, in un contesto che si caratterizza come più intimo e riflessivo del solito, serve a concedere confidenza ai lettori (e implicitamente chiederne), nonché a stemperare con il contrasto tra forma e contenuto l’eventuale gravosità del tono della composizione. Per l’uso della lingua parlata con scopi estetici si vedano anche, tra gli altri, Petronio Arbitro e Mark Twain.

Bordone, prima di te, solo Devoto/Oli. (scusate la leggerezza della battuta…)

Matteo se vuoi da me un posticino si trova sempre…

Matteo se vuoi da me un posticino si trova sempre…

Matteo se vuoi da me un posticino si trova sempre…

orpo.. abbiamo colpito sul vivo il ferrato eh ? ;)

le tue motivazioni sono interessanti e approvo il tuo tentativo di essere ironico e anti-vecchiume,ma il fatto è che in quella frase ci si inciampa.
E cascando, il lettore giovane e vecchio, si sbuccia il ginocchio.
Ci sarebbero cose da dire anche nel tuo commento esplicativo,ma mi trattengo.

staminchia! che arroganza!
[scusate il francesismo]

L’arroganza è il sale della vita

quella, è la consapevolezza…

Quindi Takeshi, in quel film, stava preso proprio male?

Prima di leggere i commenti al brano che hai scritto avevo pensato quanto mi piacesse la frase: “Quando piove in inverno, mette male la gente sensibile a queste cose” riempie la bocca e anche l’anima. Peccato che ci sia sempre qualcuno che desideri coniugare la poesia con le regole e allora poi è necessario spendere frasi e parole che portano lontano da dove si era partiti. Che il tuo trasloco, Matteo, sia protetto dal Grande Dio del Cambiamento che sa come lenire l’inquietudine. Anche se a volte non sembra.

cmq è bello averci gli accoliti, i paladaini, la claque…

parlo per invidia :)

“Mettere male” in che zona della Lombardia è utilizzato?

porca merda!
Manca il cavolo di soggetto!
“La pioggia d’inverno mette male alla gente sensibile”, ci poteva pure stare.
E smettete di fare i leccaculi.
Tanto Bordone il link del vostro blog non lo metterà mai.
che tristi…

sembri quasi johnny dorelli in questo quadretto milanese

PS: concordo sui leccaculo

Ma figa!
Vabbe’ che e’ contorta ma si capisce:
Quando piove in inverno,(questa situazione, soggetto sottointeso) mette (come?) male (chi?) la gente (com’e’ la gente?)sensibile (sensibile a cosa?) a queste cose.
Porco Giuda! E che cazzo bisogna dire di Montale, Ungaretti e compagnia bella allora?
Non e’ che se uno non capisce allora e’ tutto sbagliato… O no?

Dai ragazzi, basta così: era solo un giuoco. E poi non sono credibile perché ho usato troppe volte contesto. Condizione, circostanza, occasione, ambito, ottica, milieu: questi i sinonimi che avrei estratto dal cilindro se fossi di quelli veri.

perchè bordone non può parlare chiaro senza troppi giri di parole, che tanto poi uno se li dimantica, e non può dire semplicemente che qualcosa lo mette di malumore? anche se a pensarci..lui che usa mille parole per confondere le idee poi si para dietro una frase sgrammaticata..è strano.. è come giocare a nascondino, mettersi dietro un palo e sperare di non essere visto per primo.. no?

Però, la disquisizione linguistica sul cadavere di Coscioni…

MB, da un modesto e giovane insegnantucolo di questa lingua bella e complicata che è l’italiano, fatti dire che la frase ed il post comunicano, eccome se comunicano. Un bel 9… (tanto per unirmi anch’io al coro dei balanzoni in corso di prothesis).

Bordo’, che tu non sia credibile non lo si evince ora, in tale contesto, condizione, circostanza, occasione, ambito, ottica, milieu…

MA COME PARLAAAAAA.. COME PARLAAAAAAA.. LE PAROLE SONO IMPORTANTI !!! COME PARLAAAAAA

Ciao mi disp molto x il sig Coscioni era un abrava persona e non sè lo mertiava. Io però volveo lamentarmi x il fatto ke voi fate le canzoni pornografike…Mi hanno detot hce la fetta di gente ke prende 20$ ogni volta che uno pronuncia MACCHIANERA siete tanti…Eh eh eh!!!1!furbetti eh….!Tu sai a cosa mi rifreisco……..!!!!!Nn mì stupriei se ci fssero di mezzo le Coop….!Ciao!

Questa sì che è dislessia… a tutti i livelli!

Mamma mia corridrice, te prego fagli un succhiotto al pisello! fosse mai che da dietro al nascodiglio poi non lo trovi più!
io la frase l’ho capita è solo brutta.

editing, a me sembrava di dire una cosa carina senza dire una cosa carina. Ma dillo che sotto sotto sei tu che ti nascondi. Ma sotto sotto, che forse non ti trovi più nemmeno tu.

chapeau, my dear.

Editing,
“io la frase l’ho capita e’ solo brutta”, in che lingua?
“Io la frase l’ho capita, solo che e’ brutta”, ci poteva pure stare…;P

Bravo (dopoilcorsodi…. che figata di nick)!
E poi: acuto, intelligente e che non si ritrova nemmeno più.
Ma ormai “carta tratta merda fatta”, cambiati quel nick e mettiti le mutande sporche di merda in testa.

I wanna be Gianni Pecio!!!

Cane Corsos

It is a wonderful breed and gaining in The standard for the Cane Corso is a very protective He has three …



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