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mercoledì 8 marzo 2006

A spasso con la scucchia d’America


Carrie-Anne-Moss.jpegIn ritardo, a bocce ferme e a grande richiesta, Oscar. Non ci sono stati scandali agli Oscar. Non ci sono mai scandali agli Oscar. Non ci sono quasi mai scandali in genere. Gli scandali sono solo quelli di cui parlano le prime pagine dei quotidiani. I giornali scandalistici si chiamano così perché in ogni numero ci sono dentro un sacco di scandali, qualsiasi cosa succeda. E nelle rubriche di E!, di chiunque si parli, qualsiasi pettinatura abbia scelto, qualunque vestito o trucco o gruppo sanguigno, ci sarà sempre uno stuolo di recchie impazzite pronte a dichiarare: “It was a scandal, sweetie. To be honest, I don’t think that look was appropriate for that particular situation”. E mentre parlano fanno virgolette con le dita, arpionano il niente gassoso (E! in effetti sta per Ether!) di cui è fatto il loro mondo, per non volare via. L’istituzione Academy Awards è più grande di quello che succede agli Academy Awards. A vederli sono sempre uno spettacolo che ti viene da piangere da quanto gli americani quelle cose lì le sanno fare. Certo ti deve piacere la tele. Ti accorgi che senza balletti la televisione è meglio, e con battute diverse da quelle di Pistarino, e con gente come John Stewart che è insieme sia Baudo che Luttazzi, e con quella forma di deontologia televisiva che IMPONE di chiudere i programmi in fretta e VIETA di far scorrere un sottopancia per cinque minuti di orologio mentre la gente sul palco balla salutando. Agli Oscar sono state fatte tante cose, negli anni. Non è stato mai salvato il mondo, né si sono mai commessi crimini contro l’umanità. Però per esempio a Fa’ La Cosa Giusta e Quei Bravi Ragazzi non arrivò niente. Mentre A Spasso Con Daisy si prese delle statuette. E mille altre di queste shakespearate in amore. Ma non vince mai, mai, mai, niente di anche solo vicino a Povia. Comunque. Nello specifico quest’anno non è successo niente. I media italiani si sono inventati che Brokeback Mountain sia stato sconfitto, il che non si può dire (non ci si può fare un titolo) di un film che prende tre premi tra cui la regia. Philip Seymour Hoffman ha vinto l’oscar come migliore attore, il che è sacrosanto e fa molto piacere. L’unica cosa che spiace è che la fidanzatina d’America, quella rimbambita col mento a vanga, abbia battuta Felicity Huffman. Felicity Huffman è brava, è casalinga disperata ed è una caratterista, categoria che quasi non esisteva più. Inoltre è sposata con uno dei migliori caratteristi. Quindi al posto del Mestiere supremo di Hollywood, il caratterista, ha vinto la bruttacopia di una mezza Sandra Dee di ’sto cazzo. E chiedo scusa a Bobby Darin se ho avvicinato Sandra a Reese (Bobby Darin legge sempre freddynietzsche, a suo modo). E non si venga a dire che parlo così perché mi piacciono le faccine tonde. Io ci vado pazzo per le facce quadrate, a forma di televisore e con gli spigoli disegnati con Autocad, ma non quella rimbambita lì. Trinity avvolta nella pelle nera, sì. Scucchia, no.

16 commenti finora
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>>I media italiani si sono inventati che Brokeback Mountain sia stato sconfitto

e non gli ha vinto nemmeno clooney, “solo un oscar”. che delusione.
missà che gli portano via la villa or ora.

Bella lì…

non hai citato quella cagata di Crash, che ha vinto l’Oscar più prestigioso…un film tutto sbagliato…se l’hai visto lo sai, se lo vedrai lo scoprirai: l’unico film contro il razzismo che ti fa diventare razzista e intollerante verso tutto…

V for Vendetta è totale!

Non entro nel merito delle considerazioni geopolitiche per cui Felicity Huffman non avrebbe vinto MAI, ma dopo quattro/cinque interminabili anni in cui la Best Actress è a) una gnocca truccata da brutta; b) una gnocca (nera) conciata da poverella del trailer park; c) una gnocca vestita da maschio, con o senza dubbi psicosessuali inclusi; e d) una gnocca ingrassata con le guanciotte di vetroresina, non ci voleva tantissimo per capire che quest’anno sarebbe toccato a una gnocca non camuffata da niente.

Poi magari, se vai a vedere il film, capisci anche perché l’hanno premiata, e capisci perché è stata una piccola cosa buona, al di là della pregiudiziale della scucchia.

Viol, tu ne sai molto più di me sullo showbiz hollywoodiano, ma francamente se quella lì è una gnocca io sono Bogart. Alto.

preso dal dubbio, ho buttato ‘Reese Witherspoon’ sul cerca-immagini di google, ché ammetto non si sapesse bene di che si stesse parlando. non è assoluta, ma se la chiamo gnocca non mi sento in conflitto con la mia coscienza, caro il mio Humphrey.
vabbè, una domanda: ma le critiche all’oscar femminile sono basate sui film (che io non ho visto, nessuno dei due, rimedierò, almeno sull’uomo in nero, almeno per incazzarmi un po’), o vanno sulla simpatia ‘a priori’?

Ripeto: se magari poi vai a vedere il film (già che ci sei in lingua originale, ché il doppiaggio zoppica).

Nel mio piccolo posso solo dire di aver pisciato nei bagni di E! a Los Angeles e scusatemi se è poco.

touché…ma i post sono il regno della lettura distratta…ma anche della conferma delle impressioni, a volte.

Metto tutti d’accordo se dico che i veri vincitori degli
Oscar sono Wallace&Gromit?

da quando signorini scrive su freddynietzsche?

Wallace & Gromit è l’unico film meritatamente premiato…mi trovi d’accordo…Walk the Line è pura nullità…e la Reese è insignificante, anche se il Phoenix è bravo, povero lui…non andate a vederlo…meglio Doom…

Non c’entra niente, ma: Matteo, dove li hai presi quei bellissimi occhiali?

Forse lo conosci già ma questo tipo è in gamba!

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Forse son scemo io, ma cosa c’entra Trinity con Reese Witherspoon?

@Dakkkar: Mmmm… Secondo il tuttologo, hanno usato lo stesso programma per disegnarne le fattezze…

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