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Mercoledì 15 Marzo 2006

Lost in transmario


marionintendoPuò capitare di trovarsi nel paese faro della civiltà europea. Anzi, no. Così è come lo direbbe il Foglio. Può capitare di trovarsi nel paese in cui la modernità, le libertà individuali e la forza istituzionale sono abbracciate in un amplesso che somiglia tanto alla forma migliore della civiltà. No, nemmeno così va bene. Così è Zucconi su Repubblica. Può capitare di essere nel paese in cui ai grandi magazzini in Oxford Street si sente in diffusione Hurricane di Dylan. Ecco. Ed è sempre una gradita conferma, dico il Regno Unito (Zimmerman non è nemmeno in discussione). In questo posto ci si può essere venuti per una intervista con Shigeru Miyamoto, quello che più di venti anni fa inventò Mario. E Shigeru Miyamoto è una delle massime personalità della storia dell’intrattenimento elettronico. Nello specifico, quello che progettò anche il primo videogioco della mia vita, un Game & Watch che mi regalarono i miei una sera tanti anni fa che eravamo a mangiare al Ciao su mia richiesta specifica (e per l’emozione sono andato in bagno a vomitare). Uno si prepara per l’incontro e chiede all’amico Flavio, che vive a Tôkiô, cosa deve dire a quello che deve fare. Le questioni formali sono importanti coi giapponesi. Così, ripassa ripassa, arriva carico al momento dell’incontro. E riesce anche a trovarsi davanti Miyamotosan e dire ohaiousgozaimasu douzoyoroshiku onegaishimasu borudone desu, che è la presentazione formale gentilissima. Poi, con un biglietto da visita preventivamente messo in tasca, si sente a cavallo. Lo estrae. Lo scambia, sicuro di aver fatto il figurone, quello del cittadino del mondo che si dimostra per prima cosa gentile e navigato. Se non fosse che, inatteso, arriva nella mano il biglietto da visita del tradutttore, il signor Yasuhiro Minagawa (una specie di Jerry Lewis con la faccia come un foglio A4) e non ha niente da dare in cambio. Momento di lieve imbarazzo bilaterale. Insomma ti eri preparato così bene e ti ritrovi a fare la faccia di cartone, a fare la gaffe formale coi giapponesi (che è come andare a Brooklyn e credere di parlare italiano coi pizzaioli la cui nonna parlava il dialetto stretto di Caserta e solo quello). Alla fine dell’intervista poi Miyamotosan ti mostra con le sue mani il nuovo Super Mario Bros con Nintendo DS, e ride come un bambino quando Mario diventa enorme e sfascia tutto correndo. Allora ti passa, pensi che non è così grave e sono stati bei momenti (ma comunque la prossima volta di biglietti da visita te ne porti dietro un mazzo da 52, che con questi qui del pesce crudo come ti muovi sbagli).

15 commenti finora
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Minchia Matteo!
Che figura di merda!!!
Ma scusa, le robe se le vuoi fare, falle bene!
Era ovvio che dovevi avere più biglietti, a parte la possibilità, verificatasi, che te ne servisse più di uno, ma poi cosa volevi fare? Un biglietto solo -fatto apposta per l’occasione- è come se uno straniero arrivasse in italia vestito da pulcinella e suonando il mandolino! Stai solo scimmiottando! Avresti dovuto fartene un bel mazzetto e, fingendo abitudine, inserire un qualche errore dovuto all’usura del gesto: che so, fartene scappare qualcuno per terra…
Certo, la forma ne avrebbe risentito, ma vuoi mettere in credibilità!?!

az. bordone e miyamoto insieme.

io avevo mario cement factory, singolo schermo. invidiavo molto i dual screen degli amici.

ma flavio è flavio p.?

Scusa Matteo ma adesso ci devi dire almeno dove sarà riportato il succo dell’intervista.
E poi, always remember, Mario è ANCHE il cognome. Per cui i due fratelli si chiamano Mario Mario e Luigi Mario.
Per celebrare la genialata da diversi mesi io porto attaccato sul bavero della mia giacca nera una spillina raffigurante il longilineo fratello dalla verde salopette.
http://smeerch.splinder.com/1111951368#4394322

Ma insomma, tutto ti devo fare? la prossima volta te li stampo io i biglietti.

Grazie per la citazione delle fonti, comunque non ti prouccupare, Shige mi ha chiamato e ha detto che sei simpatico.

si, flavio e flavio p. sono la stessa persona, ecco perchè non siamo mai apparsi insieme in una foto.

ah, ecco, effe barra barra. adesso capisco tutto :)

Già che non abbiamo una nostra cultura dobbiamo spacciarci per conoscitori delle altre. Scusa, ma ben ti è stato.
Comunque somma invidia…

OT: ma che, intervisti veramente anche Viale?

Il mio massimo era stato Monkey Punch, disegnatore di Lupin III….

Cazzo un incontro con Miyamoto….
Cazzo che invidia…

Povero Matteo! Hai tutta la mia solidarietà… anche il mio primo incontro formale con giapponesi è stato un disastro…!

P.S.
Ho bisogno di contattarti via mail per questioni “Rulose”… mi scrivi all’indirizzo che ho inserito nel form?

Io per incontrare uno come Miyamoto ucciderei.
Altrochè!

Bei ricordi. Conservo ancora con cura il mio primo (e unico) Game & Watch, il mitico Octopus.

Dopo tuttologo, non oso immaginare la sbordonata suL bigliettO da visita. Dai dicci la verita, cos’hai scritto? … Generatore di blogs? Bloggista? Miope e vicino al confine con…?

Ma sopratutto, il biglietto da visita lo hai dato a 2 mani?

bella te



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