Martedì 28 Marzo 2006
The revolution will be televised
Sembra che la pellicola la impressionino a mano. Sembra che usino dei pennarelli direttamente nella camera oscura. Sembra che abbiano tutto in testa come Hitchcock. Sembra che non ci sia nessuna distanza tra quello che pensano, come se lo disegnano a fumetti nella testa e il modo in cui gli attori, le maestranze, i musicisti, tutto quel sentimento popolare incasinato di gente è il cinema, lo mette in scena. Anche quando i registi non sono loro. E questa cosa c’era in Bound, lesbiche gnocche(intitolato Bound, torbido inganno solo per ipocrisia), c’era in Matrix e c’è in V for vendetta. I fratelli ne sanno a pacchi e il film funziona divinamente. A chi, uscendo, viene da dire che è troppo estremo, dico bravo, bel commento (qui sarei stato più duro, ma siccome è quello che ha detto la mia amica pour la peau Spaghy, non posso andare oltre). Un film fantastico, spettacolare, senza roba digitale visibile, con vari momenti groppone. Tipo quando parte la musica di Antony and the Johnsons, quel pezzo in quel momento, va be’, uno se na va alle cozze ed è felice anche solo per quello. Un film che funziona talmente tanto che Natalie Portman è perfetta. Dico Natalie Portman, mica un’attrice.
Un appunto all’edizione italiana. Un messaggio a quelli che si sono occupati della traduzione della sceneggiatura da affidare nelle mani dei nostri valenti doppiatori (i più bravi del mondo, si intende). Fatemi un favore. Prendete un Dizionario della Lingua Italiana. Io uso il Sabatini Coletti ma voi scegliete liberamente. Fatto? Bene. Ora andate verso il fondo, alla lettera P. Arrivati qui (metteteci il tempo che vi ci vuole, non lo fate spesso voi, è chiaro, non c’è la consuetudine, senza fretta, non ci corre dietro nessuno) cercate la preposizione per. Cercate a questo punto molto attentamente la parte in cui se ne descrive l’uso che ne avete fatto voi, cioè l’esplicitazione di una iniziale. Esempio: M per Mario. Cercate finché non lo trovate. Prendetevi dei giorni di ferie se vi va. Anzi, fatevi tutta la settimana a casa. Un mesetto, toh. Così magari chi vi sostituisce sa l’inglese abbastanza per tradurre V for vendetta con uno stupefacente V come vendetta.
Perché V per vendetta in italiano è una moltiplicazione. Anzi, scriviamola tutta da bravi, andiamo a capo.
V x Vendetta = un giorno lo scopriranno che siete degli impostori e troveranno i cadaveri di quelli che sapevano l’inglese e che avete ucciso con le vostre mani, maledetti!
32 commenti finora
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…finalmente ne hai parlato…anche perchè l’abbiamo visto assieme…anche perchè ti sei pure commosso mentre lo guardavi…anche perchè l’abbiamo visto nel miglior cinema d’Italia…anche se, io, riguardandolo, ho trovato la prima parte un po’ lenta. Ma vedo che tu, da neofita, come me quando lo ero, ti sei emozionato a palla! E questo è giusto! Sarà un flop proprio per questo, in prospettiva, una pellicola da riscoprire in futuro…troppo avanti e troppo indietro per essere completamente assorbita a prima vista…noi lo sappiamo…Cassandra ci ha preceduto…ma un possibile prequel rimane Il Caimano, su questo non ho dubbi…e questa è cosa figa!
scritto da barabba Martedì.28.03.06 14:49
Bravo matteo. La crociata contro il doppiaggio medio italiano mi vedrà sempre con scimitarra sguainata al tuo fianco. Al di là dei doppiatori (che spesso fan comunque cascar le braccia) il nemico numero uno mi sembrano gli autori delle versioni italiane. Come si chiamano? Chi decide? Chi supervisiona? I loro nomi appaiono nei titoli di coda come quelli dei doppiatori? Come si chiama quello che ha partorito il titolo “se mi lasci ti cancello” per “the eternal sunshine of the spotless mind”? Dove abita?
scritto da bamako Martedì.28.03.06 16:00
Imbattibile era la traduzione tedesca di Bridget Jones’s diary, resa con un “Cioccolato a Colazione”.
scritto da Fabrizio Martedì.28.03.06 17:30
Mi lacera dissentire dall’immenso, ma dicendo “t stands for time” intendo letteralmente “t sta per tempo”, ergo la contrazione “t (stands) for time” non è legittimamente tradotta con “t (sta) per tempo”?
Oltretutto “t come tempo” è anche una traslazione semantica: vuole dire “”t” come la t di tempo”, ovvero stai spiegando di che lettera si tratti non cosa significhi la lettera.
scritto da D for Domiziano Martedì.28.03.06 17:36
Non per dire sempre una roba diversa sull’Opera Moore/Lloyd o Wachoski Bros., pero’ il consiglio e’ che se vi e’ piaciuto il film, allora leggete il fumetto!
Nonostante una veste grafica non eccelsa (e qui se ne puo’ discutere all’infinito, vero Barabba?), le tematiche, tanto care ai fratelli Matrix, che nel film in fin dei conti risultano molto sottointese, quasi accennate, nel fumetto sono sviluppate con perizia e profondita’.
Il film secondo me si affida troppo all’impatto visivo (che non vuol dire necessariamente effettoni a manetta) e lascia allo spettatore la scelta del livello di lettura del messaggio trasmesso. Il motivo principale credo sia perche’ cinematograficamente dovevano stare entro tempi molto ben delimitati, al contrario il fumetto si prende i suoi tempi: ci son momenti della lettura (io l’ho letto in inglese e non e’ dei piu’ semplici) in cui ti chiedi dove cazzo vuole andare a parare, poi, inaspettatamente ma in modo assolutamente logico, tutto torna, la storia si svolge e il finale sembra quello piu’ ovvio. Il piano di V si chiude in modo perfetto.
Ecco, secondo me, nel film questo non si coglie bene… Leggere il fumetto per valutare la differenza!
Sul titolo questa volta non sono tanto d’accordo col Matteo, V per Vendetta alla fine ci sta… Non e’ una frase grammaticalmente corretta ma si puo’ intuire che voglia dire V (sta) per vendetta, certo questa volta che si poteva tradurre facilmente con un “come” hanno voluto fare gli anglofoni e mantenere il titolo come in inglese, vabbe’… “Se mi lasci ti cancello” rimane una vetta inarrivabile, io non l’avevo visto proprio per il titolo di merda!
scritto da robi Martedì.28.03.06 17:49
Il migliore di tutti i tempi è: “City Slickers” tradotto in italiano con il didascalico “Scappo dalla Citta’ - la Vita, L’amore e le Vacche”
scritto da Unonessuno Martedì.28.03.06 18:28
Domiziano il tuo fine favellare ti sposta dalla sostanza. In Italiano, con le implicite imprecisioni semantiche insite nel concetto illusorio di traduzione, V per vendetta non vuole dire niente e V come Vendetta vuole dire V for vendetta.
scritto da Matteo Bordone Martedì.28.03.06 18:57
Vogliamo parlare di “The Woman Who Lived Twice” di Hitchcock?!
scritto da mORA Martedì.28.03.06 19:11
Beh ma mi perdete di vista una cosa fondamentale…. il suono…
“V come Vendetta” suona da schifo
“V per Vendetta” suona figo, ti rotola via dalla lingua che l’è un piacere…
Un film intitolato “V come Vendetta” non andrei mai a vederlo…. Un film intitolato “V per Vendetta” ci faccio gia un pensierino ^_*
bacio! (e cmq complimenti per l’arguto post)
scritto da orkaloca Martedì.28.03.06 20:40
Giusto domiziano e orkaloca! Caro bordone, per tradurre non basta sfogliarsi i dizionari. Nè è sufficiente sapere alla perfezione le lingue da e verso cui si traduce. Bisogna entrare nell’economia dei testi. Che, al contrario dei dizionari, è sempre dinamica e aperta. E richiede che ci si metta in ascolto. Ti sei chiesto perchè, ad esempio, nel titolo inglese viene usato “vendetta” (anzichè revenge o vengeance) che è un chiaro prestito dall’italiano e suona quantomeno insolito a un parlante inglese? E allora la traduzione italiana è pura sciatteria, o forse vuole ricalcare una certa estraneità linguistica dell’originale? Francamente non saprei dirlo, perchè non ho letto il fumetto. Però mi sento di dire che a volte gli automatismi traduttivi possono essere più antipatici degli svarioni.
Senza contare che neanche voi a dispenser ne siete immuni (ad esempio qualche settimana fa ho sentito un raccapricciante “avvocato difensivo”…brrr…)
a.
scritto da deceptacon Martedì.28.03.06 21:39
“Tipo quando parte la musica di Antony and the Johnsons, quel pezzo in quel momento, va be’, uno se na va alle cozze ed è felice anche solo per quello”.
Oppure uno urla in sala per lo stupore e l’emozione di sentirlo, tipo…
scritto da MicV Martedì.28.03.06 21:52
mi sembra una stronzata questo accanimento finale sul titolo italiano. il dizionario magari non lo dice, ma si capisce. M per Mario per me va bene. “come” è meglio, e di sicuro è più corretto, ma insomma la lingua è mobile, non si basa sui dizionari, e non mi sembra scandaloso dire V per Vendetta (sottinteso “sta”: V (sta) per vendetta”). bah, così fa un po’ schifo, ma insomma il punto è: perché incazzarsi per queste cose? o anche solo scriverci 2 righe? mi ricordo la lunga e stucchevole polemica sul film “se mi lasci ti cancello” che traduceva “infinite sadness of a spotless mind”. si diceva: il film è bellissimo, il titolo inglese stupendo, il titolo italiano una strozata. per me il film è meno che mediocre, e il titolo inglese insopportabile più di quello italiano.
scritto da alex Martedì.28.03.06 22:57
No, Alex hai scritto un batusso…
E’ “the eternal sunshine of the spotless mind”, non ‘infinite sadness’!
D’accordo su V, Matteo mettila cosi’:
Domanda (sottintesa): “Per cosa sta V?”
Risposta (e titolo del film): “V (sta) per Vendetta”;)
scritto da robi Martedì.28.03.06 23:20
“Le regole dell’attrazione”, film tratto dal romanzo omonimo (e uscito in Italia da quel dì) di Ellis, è stato a un bacio dall’andare in sala (italiana) con il titolo “Animal College”. Il distributore era lo stesso di “Se mi lasci ti cancello”. Lo stesso che per motivi ignoti ha lasciato che “Prime” (lett. “nel fiore degli anni”, “nel pieno delle forze”) uscisse in sala come “Prime”.
Ah, e il loro direttore marketing difende a spada tratta il titolo “Se mi lasci ti cancello”. Buona fede e gusto. Soprattutto gusto.
scritto da Violetta Martedì.28.03.06 23:51
Allora. Ragazzi. Si può disquisire per ore. Però nella traduzione di film e telefilm c’è sciatteria. Di questo si tratta. Scietteria. Che non vuol dire che io sia lì con la penna rossa a cercare l’errorino per fare il frustrato internettiano (perché non vogliamo fare i frustrati internettiani, giusto?!). E infatti io non trovo che “Se mi lasci ti cancello” sia uno scandalo. È una titolo diverso per un film difficile, che in Italia non ha incassato una mazza e se si fosse chiamato “Il sole eterno di una mente vergine” (o qualcosa del genere) avrebbe incassato meno e avrebbe avuto un titolo assurdo. Anche perché è un verso poetico e quindi il casino si moltiplica a mille. Credo, alla luce di tutto quello che vedo e sento nei film, nei telefilm e in tanti libri tradotti dall’inglese, che quando ci sono traduzioni che non convincono, dietro non ci siano delle scelte profonde, ma proprio faciloneria, fretta e scarsa umiltà di chi traduce e si fida di quello che gli viene senza verificare. Questa è la mia posizione. Poi il fatto che io conduca un programma radio non vuole dire che ne scriva e riveda tutti i testi, né che sia lo stesso mettere una traduzione sbagliata in un pezzo redazionale e sbagliare nel tradurre quando di mestiere fai il traduttore (e il giochino di chi…scagli la prima pietra comunque è una menata infantile, si può evitare per piacere?) Per finire, ogni volta che si richiede una lingua migliore c’è sempre chi se la prende sostenendo che la lingua sia mobile e si possa parlare come si vuole. È chiaro che è mobile, ci mancherebbe altro. Anzi, l’italiano lo è troppo poco. Più che prestiti maldestri dall’inglese, di neologismi non ce ne sono. Io di parole nuove come “telefonino” ne vorrei a milioni. Ma quando sento “c’è stato un misunderstanding” mi viene da vomitare dalle orecchie. Perché l’unica funziona del termine, che sostituisce esattamente l’italiano “incomprensione”, è tirarsila mostrando che si parla inglese. E tirarsela perché si parla inglese è meschino. Insomma la scelta non è tra l’italiano di Costantino e quello di Petrarca. C’è una terza via, elastica e serena (la lingua non è un riformatorio) che mi sembra giusto difendere. Poi ognuno parli come vuole. I i politici continuino pure a dire “credo che questo paese ha bisogno”. Io continuo a dire che fa schifo.
scritto da Matteo Bordone Mercoledì.29.03.06 01:38
Chissà come hanno tradotto “L’allenatore nel pallone” in inglese….
o in slovacco…
scritto da DvD Mercoledì.29.03.06 04:47
“Aborro i traduttori sciatti, ma ancor di più gli anti-‘traduttori sciatti’, per la loro tracotanza”.
Se la polemica letteraria da prima pagina è rara, quella traduttiva è pura utopia. Quindi grazie mb per averne ospitata (più di) una sul tuo blog! E’ vero c’è molta sciatteria nelle traduzioni. Ma spesso non dipende dalla volontà, nè dalla bravura di chi traduce. La traduzione è già un’attività schizofrenica di suo, ma spesso le condizioni in cui viene fatta portano a una vera e propria alienazione linguistica. Preciso che non ho mai tradotto per lo schermo, ma so che a volte chi traduce un film (o un telefilm) non lo può neanche vedere e deve lavorare solo sulla sceneggiatura. E lo sapete come ci smanettano poi sulle traduzioni gli adattatori dei dialoghi? Per non parlare delle scelte di “accessibilità” dettate dal marketing (come si traduce marketing?). Poveri traduttori, cornuti e mazziati. Mi fa veramente incazzare che tutti si sentano autorizzati a sparare sulle traduzioni, solo perché masticano un po’ le lingue. Per esempio nessuno ha saputo darmi spiegazioni sull’uso di “vendetta” nel titolo inglese. Si può dire che non sia importante, che non sia pertinente, ma di fatto è un elemento dissonante nell’inglese che a noi italofoni sfugge. L’attività di traduzione è piena di simili rimandi multipli e degli scivolamenti e impasse che ne derivano. E già solo per questo meriterebbe più rispetto e considerazione. Certo sarebbe bellissimo se ci fosse una specie di wikipedia delle traduzioni, se ci fossero dibattiti pubblici e ampi (magari interpellando anche i traduttori). Ma per ora dobbiamo accontentarci di polemiche da frustrati internettiani su blog di nicchia e splendidi come questo.
p.s. @ mb: l’esempio di dispenser non era per fare la menata del chi è senza peccato, né per bacchettare nessuno. Certe cose capitano a tutti. Chi traduce lo sa. E chi non traduce farebbe bene a tenerlo presente.
scritto da lady vendetta (aka deceptacon) Mercoledì.29.03.06 10:21
Peace.
scritto da Matteo Bordone Mercoledì.29.03.06 10:35
….mmmm….. questione spinosissima….. anche io,ad orecchio,direi che il “sta” sottinteso basta e avanza….. d’altra parte è vero che attila disse:”A come atrocità,ecc.”…..
questione titoli ad minchiam:uno dei film preferiti di mia madre è una roba leggera di tony scott il cui titolo originale è true romance….. scritto dal buon tarantino….. storia stupida ma ottimo cast….in italia uscì come “una vita al massimo” che fa tanto massimo ciavarro…..
scritto da mavvia Mercoledì.29.03.06 10:51
che bello essera arrivato prima di MB nel chiedere che la traduzione fosse “V come Vendetta”
che bello
peccato non poter mettere il link
bello cmq
belo
bufo
uhh.. che bufo
scritto da Adso da Melk Mercoledì.29.03.06 15:26
“scrive a Rolling Stone”
scritto da A Mercoledì.29.03.06 16:46
Ma Matteo, to everything there is a season…
Semplicemente il titolo V for Vendetta non e’ la “stagione” adatta per partire con le crociate sulla lingua…
True Romance, The Eternal Sunshine…, Total Recall, etc… Andavano meglio!
Comunque, hai ragione sull’uso della lingua e sul vomito dalle orecchie!
scritto da robi Mercoledì.29.03.06 19:38
Per chi si chiedeva come mai viene usata la parola vendetta e non vengeance o revenge nel titolo originale, se si guarda semplicemente sul vocabolario inglese si trova che ‘vendetta’ (che esite anche in inglese) vuol dire “a feud in which members of the opposing parties murder each other”; mentre il significato per ‘vengeance’ è “infliction of punishment in return for a wrong committed; retribution” e ‘revenge’ “1. To inflict punishment in return for (injury or insult); 2. To seek or take vengeance for (oneself or another person); avenge”. La parola ‘vendetta’ quindi, a differenza delle altre due, prevede una lotta tra due parti avversarie con uccisioni.
scritto da sburk Giovedì.30.03.06 09:55
Posso dirlo? Lo dico: per una volta dissento anch’io dall’Immenso mb.
O meglio: sono d’accordissimo sui principi e sulla Crociata in generale, ma dissento su questo bersaglio in particolare. Anche per me “V come vendetta” semplicemente non _suona_.
scritto da macubu Giovedì.30.03.06 10:12
Per me il migliore rimane sempre “Parent trap” tradotto con:
“Il cowboy con il velo da sposa”…
Ma come si fa???
Che sostanze avevano assunto???
Vomitiamo tutti allegramente dalle orecchie, orsù!
scritto da Alice Giovedì.30.03.06 11:18
Dai che Matteo ha ragione, i traduttori e adattatori italiani fanno cagare, basti anche pensare al casino che ora devono fare per rinominare i sequel di Pirates of Caribbean.
Comunque rinnovo l’invito fatto da qualche commentatore più sopra, leggete anche la graphic novel di V4Vendetta.
scritto da Dakkkar Giovedì.30.03.06 11:41
Giusto oggi mi hanno dato da tradurre una sceneggiatura e ora… mi tremano le gambe!
scritto da Asended Giovedì.30.03.06 14:45
concordo col bordone e con lady vendetta…comunque a me suona meglio V come Vendetta, non a caso avevo in origine messo quello a titolo del mio post su V.
@Adso da Melk: io fui il primo a porre la questione della traduzione di V for Vendetta…a meno che tu non metta il link…e verifichiamo…
@mavvia: True Romance è un gran film, dimostrazione che quando a Tony Scott dai una bella sceneggiatura il suo lavoro lo sa fare (vedi anche L’ultimo dei Boyscout)…e non è certo una roba leggera o una storia stupida, tutt’altro…puro romanticismo tarantiniano…un classico
il problema è che i film non dovrebbero doppiarli…lingua originale e sottotitoli così la gente impara anche qualcosa al cinema…e apprezza compiutamente il lavoro svolto da regista e attori…fanculo il doppiaggio…e i doppiatori!
figata la storia del significato di vendetta in inglese…motivo ulteriore per non tradurlo in italiano, no?
w aphex twin
scritto da barabba Giovedì.30.03.06 16:48
tutto bello, tutto giusto. ma non toccarmi mai più natalie portman, perdio. sono vendicativo (per restare in tema). la piccolina è, per definizione, sempre perfetta. ecchediamine.
scritto da fede Venerdì.31.03.06 17:26
concordo con fede…Natalie non si tocca!
scritto da Barabba Sabato.01.04.06 12:31
Scusate, dico la mia da perfetto analfabeta, ma V per vendetta non può semplicemente significare la tag? La V non viene cosiderata iniziale della parola ma la firma. In questo caso acquisisce un valore di mezzo anche se simbolico.
scritto da analfabeta Sabato.01.04.06 14:20
Fantastico questo post…
M’è piaciuto un casino.
C per Complimenti
scritto da capemaster Venerdì.07.04.06 11:44
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