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lunedì 3 aprile 2006

Royale Politique - Non si ammazza così anche Luca Brasi?


godfather.jpgUltimamente sto giocando molto al Padrino, il videogioco ufficiale legato alla saga cinematografica coppoliana di don Vito Corleone e della sua famiglia. Chiaramente nel gioco si è parte della famiglia Corleone e si finisce (tanto è tutto finto) per odiare ogni famiglia rivale e particolarmente i Tattaglia. I Tattaglia fanno proprio schifo. Ma tutto questo solo perchè quando sento dire che per l’infanticida sì, se non fossimo cristiani saremmo per la pena di morte, mi trovo a sviluppare dei collegamenti. Dopo questi ultimi anni avevo capito che la cristianità era identità profonda, stampo formativo originario, fucina di valori granitici da difendere con orgoglio, fondamento primigenio dell’umanesimo, scintilla iniziale di tutto quello che non è tribù e istinto primordiale, rivoluzioni francese e industriale comprese. Invece scopro oggi dal più emergente uomo politico cristiano cattolico del nostro paese, che non è così proprio per niente. Pare che la cristianità sia una pertinenza molto aderente, una specie di decorazione ben visibile, un tatuaggio. Potendo, una volta ogni tanto, in casi particolari e prima delle feste comandate della politica, lo si leverebbe per diventare come Sollozzo, i Corleone, i Tattaglia, andare ai materassi, costi quel che costi, pistole cariche, nervi saldi e in alto i cuori, un po’ di macelleria, un segno della croce e poi di nuovo cristiani come prima.
Si sa: i tatuaggi si fanno solo quando si è veramente convinti. Se no poi si rischia di tenersi certi rimorsi per tutta la vita.

17 commenti finora
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Stavo pensando… quando il più emergente uomo politico cristiano cattolico propose di sparare agli scafisti che portavano i clandestini in Italia, forse non lo aveva ancora fatto il tatuaggio… o no?

credo sia tutta una conseguenza della religiosità che ancora domina la nostra “italietta”, troppo occupata a rispettare di facciata dei presunti valori senza accorgersi del progresso assente (per dirne una) e altre amenità. E comunque, ci è stato insegnato fin da piccoli: se pecchi, ti vai a confessare, reciti due formulette, e poi è tutto come prima..niente rimorsi, niente scrupoli!

…. mia nonna ha condiviso a pieno il suo commento…. che era sì una minchiata…. ma studiatissima a tavolino…. obiettivo centrato….

ho detto a mia moglie.
“se non fossi sposato, mi porterei a letto tua sorella”
Non mi sembra abbia capito.

Lasciamo stare i tatuaggi che sono una cosa seria. Non come il cattolicesimo pret à porter di certi politici (e prelati al seguito). Più che altro l’uscita casinista mi ricorda la strategia retorica del “non pensare all’elefante” (e ti viene in mente proprio l’elefante)! In certe esternazioni mi sembra che a prevalere non sia la consequenzialità e la coerenza logica, bensì l’effetto di senso generale dato dall’accostamento di più elementi, anche contrastanti tra loro, che si vuole far rientrare in unico universo valoriale. Per cui dire “non pensiamo alla pena di morte, siamo cattolici” riesce a creare un insieme coeso, non sul piano logico, bensì su quello dell’adesione emotiva. E quindi ci si trova davanti a un’offerta che non si può rifiutare ;-)

Casini sbaglia doppiamente, che è una bella prova. Il primo è la frase, il secondo è l’inconsistenza della frase: il Catechismo della Santa Romana Chiesa Cattolica non esclude la pena di morte:

Parte Terza, Sezione Seconda, Capitolo Secondo, Articolo Cinque, Comma 2267:
“L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani.”

Resta il fatto che per reati di qualità infinita (come l’omicidio) non si può infliggere una pena meno che infinita, ovvero l’ergastolo.
Poi, dopo 30 anni di carcere si potrà anche pensare a grazie e sconti, ma se non altro simbolicamente, in principio, ogni omicidio non colposo o involontario (insomma, quelli certi), vanno puniti con la massima pena.

Perché, non facciamo ipocrisia al contrario, esistono malvagità che non possono essere redente nemmeno con la personale redenzione.

…. dai,domiziano…. tirare fuori il catechismodellasantaromanachiesacattolica è un colpo basso…..

Se si cita il catechismo, siabbia l’onestà intellettuale di citarlo tutto….!
http://www.pcf.va/archive/catechism_it/p3s2c2a5_it.htm

2267 L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani.

Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall’aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l’autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.

Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l’ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo « sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti

Signori cari, un tempo si raccomandava di scherzare con i fanti e di lasciar perdere i santi. Figuriamoci poi la fede di ciascuno. Che a prenderla in giro bruciano le ambasciate…
E’ tutto un colpo basso questo che oggi alcuni politici di ambo (o più) le parti fanno tirando in ballo confessionalità più o meno probabili. Chè poi si affrettano a dire che la fede è giustamente fatto personale. Quindi è incriticabile e suscettibile a variazioni che non vanno giustificate.
Per assurdo è come se io dovessi votare uno per i tassi di colesterolo che ha nel sangue. Sì, lo so che non tiene come paragone ma è altrettanto assurdo. Al più ci fosse un partito dei cattolici capirei. Ma ufficialmente è morto, dicono. Rievocarlo come per tutti i fantasmi è rischioso…
Insomma se è possibile valutiamo su altri parametri più verificabili e criticabili, per favore.

Bravo Vitalux!
Credo di aver fatto un esempio molto simile a quello del colesterolo, discutendo dell’argomento principe da un paio di mesi a questa parte…

Non so se c’entra, soprattutto non so come. Ma ho una voglia irresistibile di raccontarvi come mi tocca oggi, per caso, guardare le cose dopo aver incrociato un punto di vista drasticamente altro. mi viene in mente “la preghiera dei cattolici croati” che tal Colic, intellettuale bosniaco musulmano rifugiato a Strasburgo dopo essersi sciroppato la guerra in Bosnia, ha messo in apertura di un capitoletto del libro “Bosniaci”, dedicato alla guerra in BiH tra il ‘92 e il ‘95. Parla di Bosniaci serbi, croati, musulmani, e poi dei rom, degli ebrei, eccetera, da una “interessante” prospettiva, quella di uno che era lì in mezzo ai morti ammazzati, bambini compresi. la guerra, dice qualcuno, è semplicemente l’ultima carta da giocare di una società che ha sparato tutte le altre cartucce della gestione del conflitto quotidiano, che percola in ogni fessura della civile convivenza. è un punto di vista interessante, uno specchio dove guardarsi.
la preghiera dei cattolici dice (riassumo): “Nostro Dio, induci in noi l’azione più imperdonabile, e poi dimostra la tua potenza, nel perdonarcela ogni volta che la commettiamo”… Scaricabarile mirabile, non trovate? Continueremo a fare indisturbati quello che ci pare. Col tatuaggio bene esposto sull’asta della bandiera, pure.
I croati di Mostar hanno assediato per mesi i musulmani e buttato giù il ponte Vecchio da una montagna sulla quale l’amministrazione separata di Mostar Ovest non a caso ha piantato una gagliarda croce di cemento, alta almeno una decina di metri sul monte da cui piovevano le granate. poi ha onorato la città di una nuova (spaventosa) chiesa di cemento armato, il cui campanile di metri ne fa circa 100, tanto per ribadire che Dio dice “birichini birichini… ma va be’, continuate così, tanto la responsabilità io posso prendermela”. Il tatuaggio, che diventa bandiera per infanti- e genocidi, mi crea pochi problemi… s’è capito che c’è chi non solo non se ne pente, ma scientemente ci si nasconde dietro, in giro per il mondo… si chiama Real Politik, si capisce abbastanza bene dove va a parare… no, il problema il problema io ce l’ho con la persuasione più sottile del cristianesimo come fucina di granitici valori, e parlo di cristianesimo e non ci cattolicesimo perchè di croci a Mostar ce ne sono altre, quelle ortodosse del cimitero di una comunità serba interamente purgata da quel posto nel 1993, da cattolici e musulmani insieme… perchè i serbi erano i Kattivi, che altrove si andavano macchiando di infanticidi e se possibile anche di peggio ancora. Religione strumentalizzata dalla politica, lo sappiamo bene, punto e fine. Tuttavia da quando sono stata là, a Mostar, per vari motivi non mi sento molto a posto, non più, quando le campane suonano la domenica, qua dalle mie parti, e le signore si impellicciano, accendendo poi le candeline alle finestre quando qualche decina o centinaio di bambini crepa da qualche parte del mondo. Ed è un bel problema. A Casini posso chiudere serenamente la radio in faccia. A questa “nostra Italietta”, tutto intorno, no, a meno di non attrezzarmi con una camera imbottita… una di quelle dei matti, dico.
(ammazza… vedo solo ora che razza di pistolotto ho scritto…)

E’ stato aperto un bel dibattito, Caterina Fiorentini ha colto il cuore del problema che mi sembra stare nel dare forma di pensiero a quanto si comprende dall’esperienza. A Matteo Bordone il merito di aver sottolineato la venificazione dei significati che deriva dalla scollatura tra esperienza e pensiero. Pseudo-esperienza/pseudo-pensiero.

Lo so che chi si loda si imbroda e dovremmo astenerci. Ma io sono sempre più soddisfatto di freddynietzsche quando si tirano fuori argomenti seri, perché mi sembra che tutto sommato siamo lontani dell’effetto Grillo. Il che è bene.

…. magari ne hai già parlato…. ma io ti ho scoperto da poco….. mi fai un riassunto dell’effetto grillo?….

L’effetto Grillo è quel fenomeno per cui i blog diventano luogo di innalzamento del volume e non di dibattito. Se chi li tiene usa la propria popolarità (enorme nel caso di Grillo) per aizzare i frequentatori a dire semplicemente “sì, è vero, caspita se hai ragione, sono d’accordo” a un volume sempre più alto, scatta la dinamica capopopolo e claque. Nel caso del blog di Grillo c’è l’effetto collaterale della assurdità di post con 1940 commenti. Abbiamo altro da fare, che leggere e scrivere 1940 commenti per argomento, tutti d’accordo o visceralmente contro, no?

…. hei…. anche tu bevi un sacco di chinotto!!….

http://rosybug.sitesled.com/index.html



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