Lunedì 24 Aprile 2006
Royale Politique - I consider des de marchet
Qualche tempo fa la più grande compagnia telefonica del mondo fu chiamata in tribunale dal Dipartimento di Giustizia per pratiche anticoncorrenziali e posizione dominante (l’antitrust ce l’ha coi trust, non coi procioni: lo dice la parola stessa). Nel 1982 la causa arrivò a un verdetto definitivo e la AT&T dovette sbembrarsi, vendere le proprie affiliate regionali, rinunciare al 70% del proprio valore e continuare ad esistere rimpicciolita, come era stato stabilito. Chiaramente le cosiddette baby bell furono comprate in cambio di soldi, non espropriate dal governo, e i dipendenti passarono da una società alle altre. Nessuno pensò si trattasse di socialismo reale. Che il mercato debba rispondere del proprio operato davanti al paese (e quindi davanti a giudici e politica secondo le regole e i limiti delle rispettive competenze) è normale dove sventola de american fleg. Perché quella lì nos only è se fleg of e cantri, baz anche quella della libertà in un senso un po’ più spesso del solito “grazie per le sigarette liberty”. Perché il mercato non è una meraviglia della natura tipo Moby Dick. E nemmeno qualcosa di superiore e divino come Apollo. Il mercato è A) un posto dove vai a comprare frutta e verdura sulle bancarelle oppure B) un sostantivo che riassume l’insieme di chi a qualsiasi livello fa parte del sistema economico. Cioè il mercato sono delle persone. Umani. Fallibili. Non è metafisica. Quelli che dicono che il mercato non si tocca mentono sapendo di mentire. Tutti si toccano. È una legge, questa sì, indiscutibile. Ai tempi del baratto forse no, ma da quando è adolescente, il mercato si tocca eccome.
E soprattutto per finire volevo chiedere una cosa ai dipendenti di Rete4: ma voi, se invece di Berlusconi vi paga Cazzulati, cosa ve ne frega?
17 commenti finora
Commenta
Adesso di nuovo la lagna della “azienda di interesse nazionale”.
Nessuno dice quello che è successo in Italia e all’estero dopo il referendum perso del 95. All’estero ci sono una vagonata di canali, generalisti e non. Si è sviluppata un industria enorme intorno agli audiovisivi.
E l’Italia sta perdendo sempre più occasioni.
scritto da Fabrizio Lunedì.24.04.06 07:09
Ma esistono i “dipendenti di Retequattro”? Non sono tutti dipendenti delle varie strutture televisive di Mediaset (RTI ed altre) che poi trasmettono su questo o quel canale secondo l’occorrenza? E tra l’altro vorrei vedere i livelli di assunzioni precarie in queste aziende…
scritto da alessio Lunedì.24.04.06 08:16
Cazzulati (penso tu ti riferisca al famoso Eritreo, di lunariana memoria) non e’ in grado di modificare, creare o eliminare leggi per la salvaguardia della specie, il cav. Berlusconi si’. Rete4 sono anni che deve andarsene sul satellite o sul DVB-T, insomma fuori dalle palle. Quando TMC2 compro’ MTV Italia tutti i dipendenti furono riallocati, cassaintegrati o mobbati. Basta con questo stupido protezionismo per rete4, cambiare lavoro non puo’ fare che bene, e’ una verita’ inconfutabile.
scritto da Libo Cannici Lunedì.24.04.06 08:33
Già, vorrei sapere proprio cosa ne pensano i precari di Rete 4…
scritto da Carmelo Lunedì.24.04.06 10:03
Ridimensionamento?
Lo spiega, svisando un po’, ma bene, Matteo Bordone in questo post. Ah, e se invece di Berlusconi paga Cazzulati, un Emilio Fede in meno e un po’ di libertà in più, direi……
scritto da Cips Lunedì.24.04.06 12:08
…cazzo, anche io vorrei cambiare lavoro, ma non ci riesco…
scritto da Barabba Lunedì.24.04.06 12:18
Ma ho sentito dire che i dipendenti mediaset sono una specie di casta. Tipo che quando ottieni un contratto a tempo indeterminato, oltre ad uno stipendio molto al di sopra della media, ottieni anche una serie di vantaggi (tipo un villino a Milano 3 scontato, oppure una batteria di pentole mondial casa…).
Qualcuno ne sà di più? è una leggenda? Mah!
scritto da Drio Lunedì.24.04.06 12:36
Ah dimenticavo, “Ridimensioniamooo! è tanto tempo che non lo facciamo…”
scritto da Drio Lunedì.24.04.06 12:40
Freddy, ti dimentichi una cosa però: tra le compagnie telefoniche americane non c’era un gigante finanziato con soldi pubblici e pubblicità come la RAI. Ridimensionare Mediaset va benissimo, ma avere un mercato con dei “nani” privati ed un gigante pubblico è una soluzione peggiore del male
scritto da M. Lunedì.24.04.06 12:54
Oh, casomai ce ne fosse bisogno io assumo le meteorine.
scritto da Domiziano Galia Lunedì.24.04.06 13:03
bisogna avere orecchio
per cantarle certe canzoni
bisogna avere il senso del
tempo, che qualcuno ha
cannato in pieno, as usual.
scritto da egine Lunedì.24.04.06 13:20
L’uomo col portaocchiali, nel mastermind della politica, a volte mette la pedina giusta (a volte, ribadisco), ma la pedina non è MAI nel posto giusto. Ha vinto anche delle gare internazionali, l’uomo col portaocchiali, nella categoria “Ma ti sembra il momento, porca puttana?!”.
scritto da Matteo Bordone Lunedì.24.04.06 18:43
…. l’uomo col portaocchiali dovremmo trombargli la figlia….
scritto da mavvia Lunedì.24.04.06 20:32
Da persona che ha vissuto sulla sua pelle il “ridimensionamento” della legge 223 vi dico che non è una bella esperienza… sicuramente dda non augurare neanche al peggiore dei nemici.
Tuttavia bisogna considerare che come rete televisiva potrebbe interessare ad un nuovo compratore e che i posti di lavoro possono e devono essere salvaguardati.
Al limite posso concedere il prepensionamento per fede a causa del raggiungimento del limite accettabile di demenza senile.
scritto da il cucchiaio Martedì.25.04.06 12:52
Io vieterei la televisione per un mese per vedere che succede. Secondo me le strade si riempirebbero di gente che c’accorgerebbe dell’altra gente ma - dopo qualche giorno di smarrimento e qualche episodio di violenza - l’Italia diventerebbe il luogo dell’armonia…
scritto da Medo Martedì.25.04.06 14:01
Mancava un “credo che” dopo “violenza -”.
Scusatemi. Vi auguro tutto il bene del mondo.
scritto da Medo Martedì.25.04.06 14:08
Non è proprio la stessa cosa essere pagati da Cazzulati o da Berlusconi.
Il fatto monetario (probabilmente) non cambia, ma la prospettiva di iniziare a Rete4 per poi passare sulla rete ammiraglia non deve essere tenuta in poco conto. Condurre/produrre/partecipare a una trasmissione su Rete4 dà comunque la possibilità, se i risultati saranno raggiunti, di “andare avanti” su una strada migliore per quantità di ascolti e qualità di produzione (aka finanziamenti per l’allestimento del programma).
Il rispettabilissimo Cazulati non potrebbe offrire questa opportunità.
Non c’è un indirizzo email da qualche parte per comunicare col sciur Vordone?
scritto da Limo Mercoledì.26.04.06 08:56
Lascia un commento
A capo e separazione tra i paragrafi automatici, l’indirizzo e-mail non è mai mostrato, codice HTML consentito:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>