-Ma è vero che in Israele si fa un vino che è praticamente solido (tipo un budino), da bere (o mangiare?) durante le feste?
Grazie
Manuel
In Israele (ma anche in Italia) si produce vino kasher. A volte è ottimo, a volte è davvero pessimo ai limiti dell’invito all’antisemitismo.
-Caro Yankele, ti ringrazio per questa opportunità e ti faccio una
domanda subito subito, ché mi gira in testa da un po’ di tempo (con un
paio di cosette correlate):
- Si può diventare ebrei?
- È vero che Sammy Davis Jr lo diventò?
- Ci sono molti ebrei di colore?
Grazie ancora e buon tutto
Alessandro
Caro Alessandro,
Sì, si può diventare ebrei, ma non è facile. I rabbini non amano convertire. E soprattutto, ma chi te lo fa fare?
E’ vero, dicono che Sammy Davis Jr fosse ebreo, ma io non l’ho mai conosciuto.
Ci sono ebrei ovunque, anche in Myanmar e in Cina. E sono uguali ai birmani e ai cinesi. Pochi anni fa, con l’operazione Salomone, arrivarono in Israele migliaia di ebrei dall’Etiopia. Neri, neri, neri.
Grazie a te.
Yankele
-Gentile dott. Yankele,
ho visto spesso giovani maschi ebrei avvolgersi intorno alle braccia una strisciolina di pelle. E’ possibile sapere a cosa serve?
Inoltre: è peccato mortale (essendo io uomo) aver pensato, dei giovani maschi così conciati, “wow, che sexy” ?
E se sì, secondo la religione ebraica dovrò essere lapidato?
Sa com’è, giusto per regolarsi.
Con stima suo,
macubu
Gentile macubu, le striscioline di pelle sono i filatteri. A cui sono legati due scatoline, una da mettere sulla fronte e una su un braccio. E’ un obbligo che si ricava da un passo della Torah. Si mettono quando si prega. In effetti sono proprio belli, quindi posso capire la tua reazione. Comunque non verrai lapidato per quello che pensi, ma se proverai a spogliare un uomo che prega con i filatteri addosso non posso essere sicuro che vorrà chiaccherare amabilmente con te. Aveva altro da fare. Il mio consiglio, dunque, è di aspettare la fine della preghiera. Devi avere pazienza.
Tienimi informato,
Yankele
-Per motivi che non sto a spiegare ho un set di piatti kasher, cioè, non cibo, proprio piatti, vettovaglie, fondi, piani e da frutta che mio padre prese nell’albergo dove lavorava e dove, mi spiegò, gli avventori ebrei, richiedevano espressamente di mangiare il proprio cibo in piatti diversi, appunto quelli.
Sono dei piatti normali, all’apparenza, cosa hanno di diverso da altri piatti?
Dietro c’è scritto Kahl (se non sbaglio).
Elena
Cara Elena,
sono piatti in cui semplicemente non sono stati messi alimenti non kasher. Ma se tu li hai usati per mangiarci prosciutto e melone ora sono proprio piatti come tutti gli altri.
con affetto,
Yankele
p.s. in albergo finora avevo rubato solo fiammiferi e penne. Complimenti
-Caro Yankele, qualche settimana fa, dopo gli incidenti del 25 Aprile, la Sinagoga è stata aperta a tutti coloro che volessero manifestare la loro solidarietà , sono venuto e come tutti mi sono messo sulla testa la kippa. Il giorno dopo mi hanno chiesto se ci fossero molti milanesi, la sinagoga era molto affollata, e sinceramente non ho saputo rispondere, forse un copricapo ha annullato tutte le diversità . Non le ho domandato nulla, volevo solo far presente questo ricordo.
Saluti a Lei e a Bordone
Emanuele Ginepro
Caro Emanuele, in effetti questa non è una domanda, ma desidero pubblicarla ugualmente perché consente di ricordare quel momento così bello e importante per la Comunità ebraica milanese e per tutti noi. La sinagoga era aperta a tutti, dunque c’erano ebrei e non ebrei, ma erano tutti milanesi che volevano rispondere alle bandiere bruciate e manifestare solidarietà a Israele minacciata dalla corsa al nucleare dell’Iran.
Shalom,
Yankele