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Martedì 2 Maggio 2006

Prima che sia troppo tardi


opheliaIl cinema italiano quasi non esiste. Ne abbiamo già parlato qui. Il cinema italiano è messo male. Vive di attori settantenni che hanno fatto o anche solo sfiorato il grande cinema italiano di Rossellini, Fellini, Visconti, eccetera eccetera; vive di film di cassetta mediocri come quelli dei Vanzina e di Oldoini e poi di una schiera di giovani pallosi e velleitari, tra i quali pochi si difendono bene (come Matteo Garrone). Domani esce un film. È il nuovo film di Alex Infascelli, uno che si vende peggio di com’è. È un po’ tossico chic, un po’ rock’n'roll, un po’ maledetto. In realtà è malato di videoclip e formalismo espressionista in stile mtv, ma sa fare il regista. Il nuovo film si chiama H2Odio e non va nelle sale: si vende in edicola da domani e poi sarà da comprare in digitale sui siti del gruppo Espresso. Altri penseranno che sia un suicidio, questa distribuzione. Ma può essere che sia il contrario. Caratteristiche. Titolo bello, locandina splendida dipinta, protagoniste gnocche, ultraviolenza nella trama, bella musica originale. Insomma tutto lascia pensare a un buon film, intelligente in molte sue parti (per ora). A causa della strategia distributiva sarà molto visto e commentato nella rete. Forse diventerà un caso. E partirà la gara cretina a chi lo stronca più forte. Ecco. Glielo auguro: vorrebbe dire che ha avuto successo. Prima che tutto succeda però, io dichiaro che secondo me è un buon film. Ne riparleremo dopo che l’avremo visto io e voi, ma per me le carte in regola per essere un film plausibile ci sono.

43 commenti finora
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Io invece sono curioso di vedere quali potrebbero essere gli sviluppi nel caso in cui questa scelta distributiva dovesse risultare vincente… vedremo…

Ci sarebbe da scrivere un bel po’ sul futuro del cinema italiano, ma sopratutto sul fatto che il canale distributivo delle sale non regge più.

I costi eccessivi dei multisala tutto marketing spinge fuori mercato le produzioni più modeste (riassumendo brutalmente il concetto).

Al tutto si aggiunga che i finanziamenti a pioggia da parte dello Stato tengono artificiosamente in vita un malato terminale da troppo tempo, ma che questi finanziamenti 8per film che nessuno ha mai visto, tra l’altro) non potranno, stante le attuali condizioni del bilancio pubblico, durare troppo.

Occorre un piano che porti pian piano il piccolo cinema italiano fuori dalle sale e sempre più in edicola a 6.99 o giù di lì.
Il web come canale distributivo principale credo sia ancora di nicchia, troppo di nicchia (e sia difficile, troppo difficile: tecnicamente difficile, intendo).

E chi dice “il cinema solo al cinema” non ha in mente il bene del cinema italiano.

E, infine, sarò tra coloro che lo compreranno. Per la gnocca, s’intenda.

Grande sì, Matteo Borrone..Gardone..amemone..amenome..GARRONE. Però “Almost Blu” faceva cordialmente da cagare..per me fa schifo anche quest’ultimo.E ho iniziato la garetta della stroncatura.Senza mani…

Scontato, senza trama. Solo atmosfera da video gothic-metal. Violenza gratuita e un po’ di carnazza di condimento. E l’impressione di averlo già visto.

Speriamo di sbagliare, va…

“Perché Natale a casa Deejay non è un filmetto da quattro soldi e non è neppure un videocip espanso. Ha una produzione cinematografica (Maurizio Totti, “ombra” di Gabriele Salvatores) e dimostra un certo dispendio di mezzi, perché in costume e con set elaborati. Il fenomeno sta nella sua distribuzione. Altre volte ci è capitato di parlare di titoli usciti direttamente in home video. Ma erano quasi sempre film stranieri di scarso appeal commerciale per l’Italia (come Gangsters di Olivier Marchal,Cecchi gori, oppure l’ottimo Narc con Ray Liotta, DNC).
Con Natale a casa Deejay il caso è diverso. Basta fare quattro conti. Ammesso e non concesso che l’abbiano visto soltanto gli acquirenti, e rapportandolo alle classifiche Cinetel che si basano sugli incassi delle sale (6.20 euro a biglietto di media), se il film fosse uscito al cinema avrebbe incassato finora 10000 euro. In un giorno!! Per una semplice proprietà transitiva, quindi, Natale a casa Deejay è in assoluto il film più visto del periodo. Ed è oltretutto un apripista. Perché il futuro del consumo cinematografico è domestico. Ai grandi produttori conviene perché si tagliano i costi di distribuzione. Nel contempo aumentano i ricavi netti, dato che un dvd ha un costo industriale irrisorio. C’è poi un motivo ideologico. Se il cinema si potrà fruire solo attraverso un supporto tangibile (il dvd), acquista-bile in un grande magazzino al pan di un cellulare, cambierà del tutto la percezione collettiva della sua funzione. Non più opera d’ingegno, momento culturale, visione e immaginario ma “cosa“. E in quanto tale più accettabile come semplice merce. La rivoluzione è in atto.”
Mauro Gervasini, Film Tv, n. 51, 2004

vabbè.dormiremo bene lo stesso anche se la distribuzione è diversa bordone

vabbè.dormiremo bene lo stesso anche se la distribuzione funziona diversamente, bordone

Si. La crisi del cinema italiano è crisi vera.

Forse però è in crisi il cinema europeo in generale. Insomma rispetto al resto del continente siamo quasi i migliori…

Ad ogni modo,
ci tengo a ricordare Emanuele Crialese perchè sta per uscire il film nuovo.

Ma anche a dire che la distribuzione fuori dalla sala ha un senso se poi quel film nelle sale ci rientra. Come i cineclub per esempio. Altrimenti mi sembra davvero una resa incondizionata.

Bel blog
e saluti ai Second Grace da “quelli del master” ;)

Il titolo, l’unica cosa che posso giudicare al momento, è poco meno che terrificante

….h2odio è il nome perfetto per una super rock band liceale….. e,se non sbaglio,in almost blue recitava nicoletta bau braschi….. comunque viva infascelli….

Non confondiamo il cinema di qualità ma povero con questo film.
La distribuzione alternativa è solo una trovata da ufficio marketing, trovata furba perchè la promozione, come si vede, vien fatta dagli stessi utenti (soprattutto in rete) attratti come falene proprio da questa scelta.
Ma Infascelli è figlio di uno dei più facoltosi produttori italiani e il suo film può disporre di un ricco budget promozionale.
Che poi lui se la tiri da ‘alternativo povero’ fa parte del gioco.

Stefano è giusta l’osservazione di non confondere il cinema di qualità povero…;sul fatto
che Infascelli sia figlio
di ricchi e che disponga….; voglio dirti
che dopo averci pensato a
lungo, non sono riuscito a
trovare un solo metalmeccanico che abbia coraggiosamente buttato la tuta per dedicarsi alla
cinematogragia, alla pittura o altra forma d’arte, in giro vedo solo
gente benestante o figlia di benestanti quasi sempre
del ramo impegnata nel
difficile mestiere delle “arti”, si fa per dire.

Eliminare il dato del conto in banca per giudicare opere d’ingegno. Penso che sia il caso di buttarsi in questa crociata. Altrimenti finisce che non possiamo più ascoltare Rossini, vedere Visconti, ma nemmeno leggere Palahniuk. CHe cosa ce ne frega di quanto ha in tasca un regista? Tanto i soldi che mette non sono quasi mai i suoi e sono comunque irrilevanti in quel senso. Cioè conta poco chi li mette. Conta di più chi li prende, ma il discorso si fa lungo e palloso.

Grazie a Stefano di aver ricordato che Pierino il figlio del dottore, per forza è il primo della classe e finisce laureato! Per forza, non per merito. Allora ricordiamoci, quando vediamo Visconti, ascoltiamo Rossini, ecc., ricordiamoci di PRETENDERE che siano bravi, e cerchiamo tra i virtuosismi se resti qualcosa che tenda umilmente verso il bello.

H2Odio se lo conosci lo
eviti, io lo conosco e
sinceramente non ho parole,
mo forse non ne servono,
è biodegradabile si
disperde senza gravi danni.

Probabilmente pecco di scarsa identificazione nelle sorti della nazione, ma tutte le volte che si parla di “cinemaitaliano” (crisi del, schifo del, rinascita del) mi chiedo: perché? Perché io spettatore dovrei essere più felice di vivere in un paese che produce grandi film o, viceversa, sentirmi mortificato dalla mancanza di una gloriosa cinematografia patria? Me lo chiedo sinceramente, non per far polemica. Perciò, se qualcuno me lo può spiegare una volta per tutte, magari lo capisco. (Oppure no, “non me lo spiegate, ché tanto non lo voglio capire”, fate vobis.)

eppure pare cosi semplice,
se hai avuto nel recente
passato,registi come
Visconti,Rossellini,Risi,
Monicelli,De Sica,Fellini e qui mi fermo perchè la lista è ancora lunga, o scieneggiatori come Suso
Cecchi D’Amico,Flaiano e via di genio in genio, che
lavoravano in un posto meraviglioso che si chiama
Cinecittà, e a dette cose
si sono isipirati moltissimi grandi registi stranieri,qualche domanda
su questo momento cosi poco
creativo, te la devi pur porre, sopratutto se come
me pensi che non solo il
Parlamento è lo specchio del Paese, ma l’insieme di
tutte le energie, creatività compresa, lo sono altrettanto, ed è in
questo contesto generale
che uno si può sentire mortificato, il cinema non
è che un assaggio di questa
minestra riscaldata ed insipida. Marquant io ci ho
provato, fai tu.

ho visto il trailer:pensavo fosse “giovani streghe” che ho visto boh tipo 8 anni fa e che se non avessi visto non mi sarebbe cambiato nulla. é carina l’illustrazione della locandina però.
e anche il titolo mi fa ridere è talmente fuori che potrebbe essere ironico.

e comunque ho VISTO tre volte..scusate,la fretta..

Ragazzi, il film di Infascelli è una figata assurda, un vero trip! Non vi fermate alle apparenze, lasciate spazio alle emozioni, io l’ho fatto e mi ha dato tanto!

Prima della gara a chi stronca più forte, ecco già il filone di chi lo esalta senza vederlo. Titolo banale e locandina orribile, per il momento. Ma non significa nulla. A contare nei pre-giudizi sono senz’altro i precedenti di Infascelli. Ma non possiamo che sperare bene per il cinema italiano. E anche per le fiction in DVD come questa. Basta che non lo chiamiamo cinema

Prima della gara a chi stronca più forte, ecco già il filone di chi lo esalta senza vederlo. Titolo banale e locandina orribile, per il momento. Ma non significa nulla. A contare nei pre-giudizi sono senz’altro i precedenti di Infascelli. Ma non possiamo che sperare bene per il cinema italiano. E anche per le fiction in DVD come questa. Basta che non lo chiamiamo cinema

Prima della gara a chi stronca più forte, ecco già il filone di chi lo esalta senza vederlo. Titolo banale e locandina orribile, per il momento. Ma non significa nulla. A contare nei pre-giudizi sono senz’altro i precedenti di Infascelli. Ma non possiamo che sperare bene per il cinema italiano. E anche per le fiction in DVD come questa. Basta che non lo chiamiamo cinema

Ma che state dicendo??? Ma perché cavolo non vi arrendete al fatto che un film così nessun regista italiano è in grado di girarlo, che è un prodotto sopra la media italiana e che non sempre ci deve essere una storia logica e sensata dietro al lavoro di un regista??? Si può anche raccontare per immagini e suoni, si può anche fare un videoclip di 90 minuti, non è certo questo che lo rende “meno cinema”. La vera malattia sono i depressi cronici che non sanno far altro che criticare le iniziative commerciali in nome di non si sa quale altra alternativa. E’ solo un’operazione di marketing? Bene, allora che ne arrivino altre 20mila di operazioni così, sono la linfa del mercato e creano casi, fanno conoscere i registi, fanno guadagnare le imprese cinematografiche che stentano da anni, danno possibilità alle attrici emergenti, ci danno un tono all’estero! E’ uscito in DVD per non morire in sala? Bene, è questo lo scopo di un distributore!!!

L’ho comprato subito nonostante almost blue e il siero della vanita fossero dua cacate pazzesche….beh secondo me è un OTTIMO prodotto!E’ girato magnificamente e ha una fotografia perfetta e un suono incredibile.
Quello sul cinema italiano è un discorso lungo…adoro Garrone alla follia ,ma molto più per “primo amore” che per “l’ imbalsamatore” e vorrei fa presente a tutti qui sopra che non si cita il Sorretino delle “Conseguenze dell’amore” e il suo è decisamente il cinema italiano che voglio vedere!!

Whisky, stop,nessuno è
contro al fatto che si segua
una diversa distribuzione,
ben venga, qui si dice se
è un film bello o una
storia debole,scritta
con una bella calligrafia dall’Infascelli,
per quanto riguarda l’insensatezza e la illogicità vorrei ricordarti giusto due nomi
Emir Kusturica,e Aki Kaurismaki, altro che depressi cronici, ci piacciono i bei films sensati o no ma che siano belli.

Visto il film!Sono corsa ad acquistarlo subito dopo aver visto l’accattivante spot che lo publicizza.Allora,molto modestamente posso dire,la prima parte(i primi 20-25 minuti)mi aveva dato l’impressione di un film particolarmente lento e noioso,le parti mi sembravano recitate malissimo(orribili gli accenti stranieri di quasi tutte le attrici)la fotografia poco curata.Dopo ha iniziato a cambiare tutto,a tratti non capivo se stavo guardando lo stesso film,a momenti psichedelico(molto amnesia,spun)a momenti lento e noioso con scenografie spente.La parte migliore è sicuramente la scena del bacio lesbo(azzeccatissima),o per lo meno è la parte che di sicuro ha attirato molto l’attenzione del mio ragazzo,ammetto anche io che era molto bella,forte ,emozionante.Nel complesso il film è stat piacevole,finale molto curioso.Lo consiglio

27 commenti nel blog del Bordone so far…
L’Infascelli puo’ ritenersi soddisfatto!

non l’ho ancora visto, quindi non mi pronuncio…

posso solo dirmi poco d’accordo sull’accanimento riguardo ai precedenti di infascelli. ha fatto due film che - d’accordo - sono molto modesti, ma che almeno sapevano dove andare a parare, a differenza della tremenda enorme maggioranza del cinema italiano (soprattutto ggiovane) di questi ultimi tempi.

non è stato del tutto compreso, a suo modo, almeno nelle intenzioni, e allora si è buttato in edicola. oh, ha fatto bene. fatti suoi, in fondo: di sicuro guadagna più soldi così che con Il Siero. poi, il film farà anche schifo, ne sono certo, ma infascelli continua a starmi decisamente simpatico.

comunque, sul cinema italiano, non ci rendiamo conto quanto dovremmo ringraziare bellocchio e moretti, in questi giorni. il panorama (tra Saddam e Le Bande, solo per citarne due) era davvero mortifero. aspettiamo con ansia il prossimo sorrentino.

Noi l’abbiamo appena visto: tre su tre hanno dato uno solo giudizo…negativo!
Trama banalissima, storia sentita e risentita…solo condita da un po’ di effetti strani alla mtv…un po’ intellettualoide quando di intellettuale non c’è un bel nulla!
Almost blu è stato bellissimo…con questo ha deluso le nostre aspettative.
Prendere un soggetto banale e farcirlo con un po’ di riprese da video-clip non vuol dire fare un buon prodotto!

Grazie Paola e Alessandra perchè con il quarto commento pensavo di aver esagerato, invece ero solo in anticipo.

Anche a me i due film prima non erano piaciuti. Adesso nel finesettimana lo vedo e poi vi dico se le promesse che mi sembrava di riconoscere sono state mantenute o meno. Sempre secondo il mio parere. A proposito del dibattito, mi fa molto piacere. Grazie. Comunque chiamare fiction la roba brutta e cinema la roba bella mi pare infantile come la passione per Jodorowsky.

H2Odio..h2odio..H2ODIO!! L’ho appena visto. E’ un film assurdamente bello e ipnotico. Un vero cult, secondo me. Non esistono nel nostro paese, bordone, film così. Non credi? finalmente e di nuovo, anche in italia, un regista che fa film diversi per pubblici non televisivi.

en attendant Bordone

in attesa di leggere quello che ne scriverai tu, da me ho detto la mia.

e sono stato un tantino impietoso, ma tant’è. ci si diverte così, noi ggiovani.

Ho visto h2odio….
Veramente un bel film…magari ce ne fossero altri…

diamine ma allora ha davvero degli estimatori… gulp.

nessuno con un blog su cui leggerne bene, però. dannazione.

A me non è piaciuto per niente!!! Eppure parto sempre con buone aspettative… e, invece, niente da fare.

troppo comodo buttare li un po di inquadrature spiazzanti,una manciata di rumori molesti, qualche colore contrastante per poter etichettarsi come film….e la trama dove la lasciamo??non saranno mica quelle manciate di righe degli ultimi 5 secondi a fare un film….

Forse sono pazzo, ma a me fa impressione vedere quanti bloggers non riconoscano la bravura (non dico genialità - anche se io lo penso - perché voglio rimanere obiettivo)di infascelli. H2Odio: se l’avesse fatto un canadese indipendente, saremmo tutti lì a dire “che figata…perché da noi nessuno fa cose del genere?…” e invece eccoci qua, siccome infascelli è italiano, romano, tutti a rosicare, a dire che c’ha i soldi, che è solo un fighetto… Boh. Comunque, dopo questo film infascelli è il mio mito. E, credo, quello di tanti altri come me.

io non lo so se mi è piaciuto il film. mi ha lasciato sensazioni strane. l’ho visto due giorni fa e ancora mi tornano in mente scene e atmosfere, il bacio nella pioggia di sangue, il dito nella spalla che sembra una vagina… non so se perché sono disgustata o sedotta. comunque sembra un film di una donna

@paolo: io capisco che infascelli possa piacere (”il mio mito e di tanti altri come me” un po’ meno, ma forse non ne conosco io), tant’è che mi chiamo fuori dai “bloggers” di cui parli, perché i due film precedenti di infascelli - seppur modesti e non entusiasmanti - non facevano schifo come vedo scritto da ogni parte da anni.
però h2odio no, è davvero imperdonabile. fosse anche solo per quei ridicoli cartelli didascalici alla fine: ma c’è anche l’altra ora e mezza di film. canadese indipendente? ma neanche se l’avesse fatto carpenter.
tra l’altro, è curioso che le due scene citate da LaValda le ho segnalate come tra i punti più Weird-Yeuch del film. e non in un’accezione positiva. ^^

Premetto di non essere ne’ un critico, ne’ un blogger, ne’ un esperto di cinema, e di non avere visto altri film di infascelli. Spero dunque che non vi offendiate se uno spettatore qualunqe esprima qui la sua opinione.
Intanto, mi pare interessante che il film faccia discutere, il che e’ sempre segno che il regista ha svolto bene parte del suo compito: ha prodotto dibattito e circolazione di idee.
A chi dice che nel film si affrontano temi gia’ visti, vorrei dire che non mi sembra un buon argomento, tutto sommato i temi non sono infiniti, poi quanti artisti si sono cimentati con il tema della morte, dell’angoscia, del doppio, del rapporto madre figlia, per citarne alcuni? Molti grandissimi, dira’ qualcuno, bene e allora perche’ non confrontarsi con i piu’ grandi? L’obiettivo dell’artista e’ di esprimere la sua visione anche su temi noti e arcinoti. La citazione, poi e’ l’anima della creazione artistica, nulla nasce dal nulla, ma siamo tutti in un continuum culturale che va avanti da millenni. Il discorso e’ se il prodotto finale risulti o meno efficace e qui si puo’ dibattere su tanti livelli.
Io vorrei solo dire che alcune tematiche, che sembrano marginali, e probabilmente sono meno perspicue per il pubblico italiano (penso ad esempio al tema dell’autolesionismo cosi’ diffuso nella cultura anglosassone), sono affrontate in maniera obliqua e, a mio modo di vedere, rendono il film utile, nel senso di catartico, oltre che interessante. Io preferirei vedere piu’ film come questo nei cinema italiani (o, a questo punto, nelle edicole) e meno “belle storielle” holliwoodian-oidi.



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