Mercoledì 10 Maggio 2006
Liscia, gasata, Infascelle
Mi ero espresso a favore dell’operazione e resto di questa opinione. Il nostro cinema è messo talmente male che i film si possono distinguere, prima che riusciti o falliti, in sani o malati. E questo lo si fa prima di vederli, a seconda di come sono prodotti, che trama hanno, quando escono, che investimento pubblicitario, quante sale eccetera. E H2Odio è da quel punto di vista un film sano. Poi però l’ho visto. E cercherò di dare la mia opinione più sincera e pacata.
H2Odio è esattamente il film di un regista di videoclip e pubblicità. Non perché Infascelli abbia quel tipo di esperienza e allora uno snobisticamente si limiti a leggere l’etichetta che gli aveva già appiccicato addosso d’ufficio. Lo è perché lo guardi e te ne accorgi.
Secondo i canoni con cui si giudicano spot e clip, è, letteralmente, bello. In ogni inquadratura e in ogni sequenza ci sono idee a effetto e fotografia abbacinante. In nessun momento del film ci sono sequenze in cui gli aspetti tecnici non saltino all’occhio. E questo per uno spot o un videoclip, che hanno qualche decina di secondi o pochi minuti di tempo per conquistare l’interesse dello spettatore, è il perfetto sintomo di bellezza. Si ricorda. Funziona.
Ma se per un attimo mettiamo da parte la forma (cosa che Alex non fa mai), veniamo alla differenza sostanziale tra i due mezzi, allo scopo per il quale si fa una cosa o l’altra. Per i clip e le pubblicità è facile, sono al servizio di un oggetto: lo scopo è quello di trasmettere qualche informazione su natura, stile, appetibilità. Nel farlo ci si può mettere il cervello o meno, ci si possano mettere le capacità tecniche o anche no, ci può stare anche una certa dose di sensibilità individuale o solo professionalità distaccata.
H2Odio invece è un film. Su cosa sia un film si dibatte da sempr: immagini in movimento, storia raccontata, personaggi che si spostano da una condizione A a una condizione B, quello che ci pare. La sostanza però, ai minimi termini, è che devi trasmettere qualcosa. E questo film non trasmette niente, perso com’è nel prendere tutti i personaggi solo come forme da mettere a fuoco, fuori fuoco, virare in verde rosso giallo blu. In ogni momento, anche i più intensi, la musica, il montaggio, la fotografia, la regia sono in mezzo tra noi e i personaggi, tra noi e la storia, tra noi e gli ambienti.
Il regista, intervistato, ha detto di detestare i film in cui si parla molto, di essere per un cinema che parla con le immagini. Fare quel cinema lì, estetico, artistico, simbolico è molto difficile. Se non si è bravi diventa estetizzante, artistoide, svalvolato. Diventa il tentativo goffo di suscitare il senso della bellezza ad ogni secondo, cioè esattamente H2Odio: un misto frutta di Tarkovsky, Jodorowsky, qualche tecnincone bravo tipo David Fincher, più temi ossessivi dello stesso Infascelli cioè corpo, droga, sangue, prigionia, droga, sangue, sevizie, droga, corpo, sangue, crudeltà e morte. Ah, dimenticavo, fighe a pioggia per guarnire.
Per finire il film è scritto male, zeppo di banalità sia nei temi che nelle parole (ragazze sensibili col diario, ragazze ricche nevrotiche che sbottano e dicono cazzo), poco credibile (ragazze scosse dalla vista del succo di pomodoro perché ricorda il sangue) e con un tono lirico costante del tutto insostenibile (”chiedilo a te stessa” forse al sesto minuto).
Un film di cui, sinceramente, non mi è piaciuto niente.
The customer who directed this movie also bought:
Stanley Kubrick - Arancia meccanica
Donna Tartt - Dio di illusioni
Peter Weir - Pic Nic a Hanging Rock
Stephen King e George Romero - La metà oscura
Sofia Coppola - Il giardino delle vergini suicide
Peter Jackson - Creature del cielo
20 commenti finora
Commenta
primo!
…. scusate… è stato più forte di me….. rido da solo pensando a bordone stizzito perchè il blog si sta beppegrillando….
scritto da mavvia Mercoledì.10.05.06 17:15
Bordone è stizzito perchè solo qualche giorno prima aveva difeso la bontà dell’operazione e lo stesso Infascelli considerandolo più bravo di come si venda.
Comunque questa è una stroncatura coi fiochi e il “sinceramente” finale è la ciliegina sulla torta.
scritto da mucio Mercoledì.10.05.06 17:51
complimenti per l’”also bought”, mi ha fatto ridere un sacco!
scritto da anonimoso Mercoledì.10.05.06 18:16
E ma, mucio, se l’ho capito bene, il Bordone promuove l’operazione ma cassa l’opera… Giusto, Bordo’?
Tutto sommato mi beo del mio essere ancora riuscito a rimanere Infascelli-free…
scritto da robi Mercoledì.10.05.06 18:25
ti invidio molto le ultime 14 righe di questo post, sei stato molto conciso e freddo nella tua demolizione. io ero un po’ più incazzatello.
comunque sono d’accordo con te su ogni parola, anche sull’operazione in sè. in cui non vedo nulla di male.
e il tuo non è un passo indietro, hai solo giustamente revisionato un sano pregiudizio su cui ti eri sbagliato. lo si deve fare sempre, e per questo ti si ammira. d’altronde, anch’io mi aspettavo di più: com’era possibile aspettarsi di meno??
scritto da kekkoz Mercoledì.10.05.06 18:42
Sinceramente continuo a rimanere dubbioso sull’opportunità della distribuzione in DVD in edicola di film inediti, ma mi riservo di cambiare idea.
Su chi invece so che non cambio idea è Infascelli, la cui bravura trovo sia tutta da dimostrare, anche a livello estetico perchè la forma curata in ogni inquadratura, la ricerca costante e spasmodica di orginalità/bellezza/colore in ogni segmento non è assolutamente un male, è una dimensione maniacale come un’altra che poco influisce sul giudizio globale del film, contribuisce solo a renderlo migliore se il film è bello o peggiore se è brutto.
Intendo dire che non è lì che si misura il film, ma è in come narri e cosa narri, e in questo Infascelli è l’ultimo. Prima di lui c’è Neri Parenti.
scritto da gparker Mercoledì.10.05.06 18:49
La cosa bella è che questa recensione sembra esprimere un giudizio positivo all’inizio, ma è un illusione perchè è, come già è stato detto, una stroncatura coi fiocchi, e convince benissimo, infatti non posso far altro che annuire.
Il film non è riuscito a trasmettere niente neanche a me, ed è un peccato perchè io fiduciosa gli ho trasmesso ben 12 dei miei euro.
Anzi, credo che il passaggio dal giudizio positivo (che poi non è confermato, solo mi dà questa idea) sia come un messaggio subliminale perchè è così sottile che uno a malapena se ne accorge. O forse sono io stupida che non me ne sono accorta, o forse non lo so, sta di fatto che “un film di cui non mi è piaciuto niente” ha sorpreso, cruda realtà qual è anche per me.
Questo non è un commento costruttivo, è un commento a un commento ma in generale è vero che si sono scritti più libri sui libri, quindi non sarà costruttivo ma non è il solo.
scritto da iris Mercoledì.10.05.06 21:20
ho detto e dato sin dall’inzio, mazziando
Infascelli ovunque potevo,
Bordone chiude questa
vicenda con una lucida
stroncatura che secondo il
mio parere, la presunzione di Infascelli non meritava.
scritto da egine Mercoledì.10.05.06 21:51
[Scontato, senza trama. Solo atmosfera da video gothic-metal. Violenza gratuita e un po’ di carnazza di condimento. E l’impressione di averlo già visto]
Te l’avevo detto io….. medaglia medaglia medaglia…
scritto da Vitalux Mercoledì.10.05.06 22:26
Non l’ho visto e non credo lo vedrò..
Ma così: “a sentimento” faccio una domanda a chi il film l’ha visto.
Secondo voi, sarà piaciuto almeno a quei ricconi dei punkabbestia?!
scritto da Mango Mercoledì.10.05.06 23:42
hi, hi, hi…
te l’avevo detto, io!
scritto da pennusa Giovedì.11.05.06 10:57
… the customer came back and also bought:
Eli Roth, “Cabin Fever”
Joe Berlinger, “Book of Shadows: Blair Witch 2″
David De Coteau, “The Sisterhood”
(sulla fiducia, che Infascelli non l’ho ancora visto)
scritto da Violetta Giovedì.11.05.06 11:41
infascelli era quello di Almost blue? e allora si sapeva già che non era capace,
tu’ vo fà l’americano
scritto da me Giovedì.11.05.06 12:13
se vuole filmare fuori sincrono,secondo me Infascelli deve riguardare Tetsuo.Ad oltranza(o la prima parte di Honk Kong Express)
p.s. e comunque ho sempre un alibi.Non l’ho visto
scritto da diamonds Giovedì.11.05.06 15:28
Ma quand’è che qualcuno in Italia si deciderà a promuovere e divulgare il concetto di “scrittura per il cinema”. La nostra industria boccheggia e quei 4 che riescono a girare un film si ridivdono equamente in 2 categorie:
1) gli “autori” che credono di avere tante cose importantissime da dire, ma riescono solo a provocare l’orchite agli spettatori (anche alle spettatrici, non so come);
2) i “videoclippari” con grandi competenze tecniche un grande gusto per l’inquadratura, ma anche la totale incapacità di saper raccontare qualcosa per immagini.
scritto da velenero Giovedì.11.05.06 15:53
… al buon battiato è piaciuto un casino…. qualcuno ha visto i suoi film?….. io no…. e brulico di pregiudizi…..
scritto da mavvia Venerdì.12.05.06 14:22
Non discuto il Battiato cantautore.Ma il suo “del perduto amore” credo che sia stato uno dei peggiori film mai girati nella storia
scritto da diamonds Venerdì.12.05.06 15:17
su Battiato cantautore
c’è da discutere e molto,
Diamonds metti un bel post
scritto da egine Venerdì.12.05.06 17:19
Sei stato fin troppo buono.
Concordo nella sostanza.
scritto da KinemaZOne Venerdì.12.05.06 17:46
Senza trama: e allora? Anche Un chien andalu’ (Bunuel-Dali), Persona (Bergman), Eloge de l’Amour (Jean Luc Godard), per citarne solo tre, non hanno trama (ma portano avanti istanze, come dicono i critici). Violenza non ne vedo, gratuita o meno. Il fatto che il mondo delle donne sia costruito sulla cultura dell’autolesionismo: anoressia, bulimia, self-harm e’ un dato di fatto che viene spesso sottaciuto nel nostro mondo maschile di false sicurezze apodittiche. Il sangue e’ una costante positivo-negativa della vita femminile. Cio’ che mi sorprende dui questo film e che sia un uomo a scrivere in termini delle donne in modo non paternalistico, come spesso avviene quando tematiche femminili vengono trattate da registi maschi. Personalmente, ho trovato questo film interessante. Una stroncatura, questo film, non la merita. Questa l’opinione di uno qualunque.
scritto da Marc Lunedì.15.05.06 11:55
Lascia un commento
A capo e separazione tra i paragrafi automatici, l’indirizzo e-mail non è mai mostrato, codice HTML consentito:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>