Lunedì 12 Giugno 2006
La Repubbica delle virgolette volanti
Uno legge Repubblica per anni e per anni apprezza molte cose. Ma nel corso del tempo si rende conto che il giornale sta diventando troppo pieno di luoghi comuni e vuoto di curiosità originali, punti di vista, storie che partono dal piccolo e danno una visione d’insieme. Poi Repubblica si mette a pubblicare una sorta di riassunto tradotto dell’ultima settimana di New York Times e uno gode enormemente nel leggerlo, mentre ha la conferma per contrasto di quei difetti di ufficialità pesante che avvertiva. Perché il New York Times ha un tasso di umanità, curiosità e libertà intellettuale che Repubblica (e Corriere) si sognano.
Oggi su Affari & Finanza, l’inserto economico del lunedì, due episodi che danno la misura di questo fenomeno di schiacciamento normalizzante di Repubblica. L’apertura del numero è sull’uscita di Vista, il nuovo sistema operativo di Microsoft che dovrebbe essere in vendita prima di fine anno. Si sa che Microsoft, sempre leader incontrastato per il parco di installato, soffre di una crisi di immagine e di problemi strutturali, per questo la rimandatissima uscita di Vista è cruciale e molto discussa. La concorrenza di Linux e di Apple, il problema della retrocompatibilità e della eventuale necessità di ristrutturale il cuore del sistema per innovare davvero, il tema della sicurezza, insomma tutti i problemi evidenziati da XP che ci si aspetta che Vista risolva, non sono nemmeno citati. La pagina dedicata all’argomento paarla solo della meravigliosa grandezza di Microsoft e di come il programma, provato in beta da chi ha scritto l’articolo, faccia cose meravigliose con le mail e non sia un nuovo programma bensì la “trasformazione della scrivania in ‘postazione intelligente’ che aiuta a ricordare e ordinare”. Wow, pazzesco, vero!? Pensate che “con gli accorgimenti della ‘rubrica’ sarà impossibile dimenticarsi un appuntamento”. Sono notizie incredibili. Forse il popolo non è pronto per tanta innovazione. Per essere l’inserto che si occupa di affari e hi-tech del secondo quotidiano nazionale, è una pezzo davvero approfondito. Tipo che la cartella stampa è stata letta molto approfonditamente. Per non sbagliare si sono riportati pezzi interi.
Sullo stesso giornale c’è un articolo che parla del divario tra occidente e Cina in termini di risparmio. Noi ci indebitiamo per la casa o per comprare qualsiasi cosa; loro risparmiano molto. A livello macroeconomico questo significa qualcosa. Non chiedetemi cosa, ma significa qualcosa. Una foto correda il pezzo. Si vedono dei cinesi che camminano davanti a una sede della Bank Of China. La didascalia (ocio) recita: “Un miliardo e mezzo di ‘formichine’ che continuano ad accumulare soldi”. A questo siamo. Alle formichine. Nel 2006. Le formichine che accumulano. Dopo tutti gli articoli scritti da Rampini sul giornale e ripubblicati poi nei suoi libri stravenduti, dopo tutte le vedute notturne del centro di Shanghai, dopo il gran parlare che si fa del miracolo cinese, la diga delle Tre Gole, la modernità, e l’inquinamento, e la nuova borghesia, eccoci alle formichine.
Le ‘formichine’ con le virgolette, la ‘rubrica’ con le virgolette, la ‘postazione intelligente’ con le virgolette. Tutto questo dà un’impressione. Le virgolette, semplici o doppie che siano, identificano le cretinate. Quando a uno viene in mente di scrivere una cretinata e si rende conto che il desiderio è inarrestabile, lo stereotipo e la banalità chiamano a gran voce, invece di evitare di scriverla, è più forte di lui, la scrive ma ci mette delle virgolette. Quindi d’ora in poi lo sappiamo. Tante virgolette, tante cretinate. Forse Repubblica ci metterà un po’ a migliorare. Nel frattempo ci avvisa proprio nei punti in cui fa schifo.
4 commenti finora
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… parlare di repubblica è un po’ vago….. fai pure i nomi dei giornalisti…. è critica costruttiva….
e “la stampa” come se la cava?….
scritto da mavvia Lunedì.12.06.06 19:13
le virgolette, gesù…
è l’esempio chiaro che ho sempre utilizzato per denigrare una certa stampa (per prossimità geografica, qui il resto del carlino): l’abuso di virgolette, da mettere attorno alle “novità tecnologiche”, alle “espressioni gergali”, alle “simpaticherie del giornalista”.
e ora, repubblica e le virgolette.
mi viene voglia di sbattere forte la testa.
scritto da kumquat Lunedì.12.06.06 19:30
Io pensavo che il giornalista de La Repubblica che aveva riportato cosi’ le parole di Lippi: “… Bisogna separare il grano dall’olio…” fosse un ignorante. Invece aveva solo dimenticato le virgolette.
scritto da robi Lunedì.12.06.06 21:09
Un interessante post che condivido per filo e per segno. Anzi, faccio di più. Riporto nomi e cognomi. L’articolo su zio Bill e le sue diavolerie, è stato redatto da Giuseppe Turani che quando parla di economia mi sembra molto preciso, chiaro e competente mentre se scrive di software e informatica lo trovo meno critico di quanto non sappia fare solitamente. Quanto alle “formichine cinesi” il pezzo è di Giovanni Ajassa che si presenta come Responsabile Ufficio Studi BNL mentre la didascalia, bhè, quella davvero non saprei dire chi mai l’abbia realizzata, perchè non so bene chi scrive le didascalie sotto le foto: forse lo stesso non giornalista di cui sopra autore dell’articolo?
scritto da tackutoha Martedì.13.06.06 01:00
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