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domenica 18 giugno 2006

Vota Yankele! Vota Yankele! Vota Yankele!


pollack.jpgCiao Yankele, essere il popolo eletto non ha portato particolare fortuna…è
per questo che avete un senso dell’umorismo così spiccato?
Ciao
Rosalia

Caro Yankele, alla brutto cane, forse proprio brutto brutto: che significato ha per un ebreo di oggi,
mediamente religioso, la qualifica di “popolo eletto” assegnata dalle Scritture? E qual è la posizione in
merito dell’elaborazione religiosa (si può dire “teologica” in ambito ebraico?) più recente? E visto
che la conversione è sconsigliata, qual è la funzione dei gentili in questa prospettiva? E poi, in un altro
ambito: in un mondo perfetto, riterresti possibile che Israele diventasse uno stato multietnico?
Con affetto,
Michele – Miic

Ciao Yankele, avrei due domande:
prima degli anni dopo Cristo si sente parlare del popolo d’Israele come del “popolo eletto”, nel senso che effettivamente Dio ha un occhio di riguardo per quel popolo che segue passo passo, lo conduce nella Terra Promessa, lo castiga con la deportazione in Babilonia perchè si rivolge ad altri dei, poi se ne prende di nuovo cura ecc.. Tu personalmente ritieni che il popolo ebreo sia ancora il popolo eletto? Dio ancora agisce nella sua storia (anche in riferimento agli eventi storici contemporanei) amandolo o riprendendolo?
Inoltre: quali sono i motivi che si rifanno alle scritture per cui il popolo ebreo non crede che Gesù Cristo sia veramente il Messia? Quali sono le caratteristiche che doveva avere e che invece non aveva?
Ti ringrazio molto. Buona giornata.
Naomi

Cari amici,
nell’ebraismo i commenti sono sempre tanti e vari. Sul concetto poi di popolo eletto ci si può davvero sbizzarrire. Così come sul ruolo del divino nella storia umana. La cosiddetta elezione parte dalla promessa ad Abramo della discendenza e della terra promessa e passa per il dono della Legge, il giogo dei 613 precetti che gli ebrei ricevono ai piedi del Monte Sinai dopo secoli di schiavitù e un bel giretto nel deserto. Se si è schiavi della Legge, non si è schiavi dell’uomo. Un’idea piccola, piccola.
Difficile invece, a mio avviso, condividere un percorso passo passo pre-stabilito e non frutto delle infinite e varie scelte dei singoli esseri umani, dove le persecuzioni sarebbero delle punizioni per dei comportamenti sbagliati. Sono abbastanza persuaso che le persecuzioni non fossero previste nel contratto quando gli ebrei hanno ricevuto la Torah. Son sicuro che chi ha firmato abbia controllato anche le clausole in corpo 5.
Yankele
p.s. Israele è già uno Stato multietnico, non solo vi sono ebrei da ogni parte del mondo, con la pelle di ogni colore, ma è anche già un paese multiconfessionale, dove i cittadini musulmani e cristiani convivono in alta percentuale con i cittadini ebrei;


E la domanda di Naomi su Gesù?
Quella mi interessava…

Su Israele stato multietnico, vale la pena di segnalare il gesto bellissimo di John Pantsil del Ghana: la cosa migliore vista finora ai mondiali.

cioè? voglio sapere, voglio sapere, alex ti prego dimmelo!!!

Sicuramente Istraele e multietnico e multireligioso ma che sia uno stato laico e che non ci siano discriminazioni ( alcune oggettive tipo il servizio militare agli arabi, ma per questo non meno reali) è un altro discorso

Pantsil ha esultato a ciascuno dei due gol contro la Rep. Ceca, e per la vittoria finale, sventolando una piccola bandiera di Israele, pur essendo lui ghanese: mi pare che la Gialappa’s abbia detto che lui giochi in una squadra Israeliana, e ciò potrebbe bastare a spiegare il gesto, ma non so se oltre a questo sia pure ebreo

il tuo sistema rss non funziona

Caro Yankele, chiedo scusa se sono apparso polemico, mi sono reso conto che la mia domanda poteva apparire tale solo dopo averla mandata. E’ anche errata nell’uso dell’aggettivo “etnico” . (ok, l’ebraismo non è un’etnia. ma nemmeno “solo” una religione. Cos’è allora? Ecco un’altra bella domanda for dummies.) E’ vero che ebrei e cittadini di diverse confessioni convivono pacificamente in Israele, godendo di diritti quasi sempre negati negli altri paesi della regione. E’ però anche vero che Israele è, e si autodefinisce “lo stato ebraico”; che l’appartenenza alla confessione ebraica è condizione sufficiente a ottenerne la nazionalità; che si dibatte apertamente sulla crescita della popolazione araba di Israele e dei territori esprimendo preoccupazione per l’identità ebraica del paese. Per non parlare dei Territori: nessuno propone di annettere i Territori a Israele e dare il voto a tutti i loro abitanti. Naturalmente tutte queste sono conseguenze della realtà storica e della situazione politica attuale (e dell’atteggiamento degli stati e dei popoli arabi, ecc.). Per questo avevo premesso: in un mondo perfetto

(poi può benissimo essere che la mia domanda fosse TROPPO for dummies, e che equivalga a dire che in un mondo perfetto i confini non esisterebbero. può essere).