Martedì 20 Giugno 2006
Le tette, il culo e…la vergogna
Non mi pare che il giro degli affari savoiardi e campionesi sia così scintillante da far pensare al fascino dell’illegalità. Non è così, proprio no. È tutto un mondo piccolo, meschino, squallido, arrapato e gretto. Va bene. Ma la domanda è: sono fatti nostri? Uno non può essere un po’ pirla per conto proprio? La tendenza dell’opinione pubblica italiana (non sono il primo a dirlo, lo so) è come al solito quella opposta rispetto a ciò che ci si aspettarebbe da un paese civile e democratico. Partiamo dall’assunto per cui ognuno può dire e fare qualsiasi cosa finchè non commette un reato. E anche quando l’ha commesso, che la cosa sia riprovevole viene dopo il fatto che sia nota alla società. Molto dopo. Il giudizio morale, la legge divina, tutto questo mondo di pareri e opinioni soggettivi o ultraterreni, non ha a che fare con quello di cui si parla. Qui c’è uno che ha commesso dei reati? Bene. Speriamo sia giudicato secondo i canoni di un sistema legale democratico e giusto. C’è un viscidone a cui piacciono le giovani gnocche? E chi se ne frega. Liberissimo di tutto il viscidume di cui è capace. La battuta che pare Vittorio Emanuele e il suo assistente abbiano fatto a proposito di una manifestazione a favore di un’associazione per l’aiuto alle ragazze violentate, è di quelle che si fanno tra amici quando vogliamo giocare ai politicamente perfidi. Così come i pareri sulle ragazze trattate come quarti di bue. Almeno noi maschi, ne facciamo a iosa. Che loro siano viscidi, schifosi, abbiano un’età, sono tutte considerazioni più o meno moralistiche. Non sono fatti nostri. Che nellle intercettazioni ci finisca anche ’sta roba non mi pare giusto. Cosa c’entra con l’indagine? Non serve piuttosto ad avere il sostegno morale dell’opinione pubblica? E questo, la ricerca della gogna morale per sostenere l’indagine penale, non è tipico dei paesi poco democratici? Infine che Prodi rilasci dichiarazioni a commento della morale di un cittadino(perché ci piaccia o no di questo stiamo parlando), non mi pare opportuno, né serio.
Mah. Chi mi tocca difendere.
16 commenti finora
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….avresti anche ragione…. ma un poco di merda sul savoia non fa mai male…
scritto da mavvia Mercoledì.21.06.06 19:28
fammi capire, questo va
a Porta a Porta, ricevuto
con tutti gli onori, spara
delle abominevoli banalità,
dice quanto ama il nostro paese e quanto sia stato
ingiusto tenerlo lontano
cosi a lungo, e magari qualcuno finisce anche per credergli, poi salta fuori
questo paesaggio meschino, squallido.. come dici tu,
e tutti zitti, non mi sembra che in america siano
stati più leggeri con Clinton e i suoi passatempi
scritto da egine Mercoledì.21.06.06 20:21
Enno’, Matteo, tu in questo caso non stai proprio difendendo il Savoia (il quale resta una persona degna dello schifo di chiunque). Tu vuoi dire che e’ sbagliato che le notizie vengano date sottoforma di giudizi morali (cosa peraltro abbondantemente emersa gia’ i post passati…).
Su queste basi (perche’ se ti provi a difendere il Savoia…), penso che la soluzione migliore sia smettere di interessarsi a questo tipo di giornalismo: “Vuoi sapere cosa si dicevano nelle telefonate Craxi e Moana Pozzi?” “No, grazie ma non mi interessa”, senza con questo intendere che non mi frega niente che Craxi fosse un ladro…
Insomma, giuste le tue osservazioni ma, cazzo, esempio pessimo, intendo il Savoia come esempio di uomo, quello e’ una merda! Altro che linguaggio goliardico dei maschi…
scritto da robi Mercoledì.21.06.06 20:32
A me sembra che in un paese decente il giudizio “morarale/etico/estetico” dovrebbe venire prima e a più vasto raggio di quello penale e ,aggiungo,dovrebbe più devastante per i personaggi pubblici. Altrimenti furbetti dappertutto e noi in attesa della cassazione ( 7/12 anni con un buon pool di avvocati)per commentare le sentenze a babbo morto
scritto da Corrado Mercoledì.21.06.06 20:38
Giusto Corrado, pero’ io preferirei formare il mio giudizio “morale/etico/estetico” sulla base delle mie (own) opinioni, non su quelle del giornalista che riporta i verbali delle telefonate passatigli da qualche avvocato che para il culo al suo cliente…
La roba precotta mi fa schifo…
scritto da robi Mercoledì.21.06.06 21:23
Come diceva il saggio, omai andato (ma solo fisicamente) Totò, “Signori si nasce”!
Non esiste esempio migliore di questo di come non sia il titolo a fare la persona. Tuttavia, cari ragazzi, impariamo a prendere con le pinze quello che ci viene detto, che il famoso “telefono senza filo” rovina tanta gente.
scritto da emilia Giovedì.22.06.06 08:34
Al di la’ del fatto che sia convinto che ne io ne te, Matteo, siamo in grado di fare battute del genere su delle minorenni violentate, mi sono sempre chiesto come avvenga questa magia delle interecettazioni telefoniche pubblicate sui giornali. Se io e te ci mettiamo a parlare male al telefono di Gianluca Neri e qualcuno intercetta la cosa e la pubblica su Repubblica (forse esagero, diciamo Macchianera.net) allora questa e’ una bella violazione della privacy. Non sono un giurista ma penso che, nel caso Savoia e altri prima, una volta che un intercettazione entra a fare parte di un atto pubblico (di un tribunale) allora possa essere pubblicata. Questa e’ una cazzata. Se cosi’ fosse io proporrei una soluzione semplice. Le intercettazioni sono un legittimo strumento di indagine, ma non si rendono pubbliche fino al giorno del processo. Giorno in cui si viene giudicati in ogni caso in modo democratico e civile e poco importano le faine fomentate dai media in articoli da spiaggia.
scritto da Libo Cannici Giovedì.22.06.06 09:27
Un conto è se io e ciccio usiamo una volgare sineddoche al telefono per identificare quelle sublimi opere del Signore che sono le Donne, un conto è se questa sineddoche è annegata in un mare di reati penalmente rilevanti.
Lasciamo perdere il quarto di bue, andiamo diritti allo sfruttamento della prositituzione: se dico quella è una porcella, mi ha fatto questo e quello per venti euro, il problema non è la porcella, sono i venti euro.
E Prodi, a prescindere, è tre mesi che fa solo la figura del testicolo destro di Dio.
scritto da rebelot Giovedì.22.06.06 09:45
… dai,ci vai tu al suo posto?…
scritto da mavvia Giovedì.22.06.06 09:59
Lo stile con cui viene diffuso il contenuto (contenuto in questo contesto crea un ossimoro, diciamo il “vuoto”) delle intercettazioni è lo stesso con cui viene gestita praticamente tutta l’informazione in questo paese. Dalla politica allo sport dalla cronaca allo spettacolo.
Qualcuno nei giorni scorsi (forse Zucconi su Repubblica ma non garantisco) segnalava quanto le cronache dei mondiali nelle altre lingue parlino (ma pensa te?!) della partita, mentre le nostre parlano delle gnocche sugli spalti, del parrucchiere di Totti (quest’ultimo fine umorista involontario, vedi post del 20 giugno su Wittgestein) etc etc.
E’ un martellante ed incessante pasturare un audience mediamente bovina con anestetiche e devianti cazzate (scusate il lirismo).
Ma niente niente fossero tutti convinti che siccome chist’e o paese dd’o sole non sappiamo far altro che vivere in una vacanza mentale fatta di pettegolezzi e di porcheriole pruriginose??
Lo stile da rotocalco sotto l’ombrellone sembra essere stato assunto a modello per ogni tipo di giornal(ett)ismo.
Scusate, ma ora vado a sollazzarmi sul sito del tgcom.
scritto da Phi Giovedì.22.06.06 10:16
Parzialmente d’accordo.
sì per quanto riguarda la pubblicazione delle intercettazioni usata come strumento di consenso e appoggio morale dell’opinione pubblica, assetata di dettagli pruriginosi e pronta a puntare il dito contro discorsi che certo non sarebbero così difficili da trovare altrove.
No sulla tolleranza verso frasi “politicamente perfide” che i maschietti farebbero “a josa”. Cattivismo e politicamente scorretto in Italia sono un comodo alibi per scavalcare completamente due o tre regoline base del politically correct che, se preso in considerazione come un suggerimento di civiltà del tipo “ah ma questo è offensivo? Non ci avevo pensato. Grazie per la segnalazione” e non frainteso per spocchia radical chic, tutto sommato tanto male non farebbe.
scritto da h_g Giovedì.22.06.06 11:21
Secondo me si può essere politicamente scorretti a parole finchè dimostri che le tue sono solo battute tra amici, nel momento in cui inizi a commettere reati è giusto controllare tutto quello che dici, anche le battute. D’altra parte il signor re già una volta la passò liscia
scritto da mucio Giovedì.22.06.06 14:45
non trovo nulla di sbagliato nel commento rilasciato da Prodi. Se qualcuno mi fà una domanda, nei limiti del possibile io gli rispondo. Allo stesso modo ritengo abbia fatto lui e l’abbia fatto con la sensibilità del “buon padre di famiglia” che da lui ci si aspetta…
Detto questo, sono d’accordo su quanto hai scritto… tranne per rare eccezioni la categoria dei giornalisti comincia, sul serio, a farmi arrabbiare…
scritto da sidgi Giovedì.22.06.06 17:30
Ma sì, un po’ di sano moralismo che ci fa sentire tutti superiori… suvvia, che male ci sarà?
In effetti però, fatevelo dire da una che ha avuto sempre molti più amici che amiche, certi atteggiamenti più o meno machisti e di cattivo gusto può arrivare ad averli chiunque… specie tra maschi…
certo, fa un po’ senso leggerle nero su bianco, ma non era perchè fossero lette che loro le hanno pronunciate e poi, alla fin fine, voglio che sia riaffermata la libertà di essere grevi, viscidi, volgari e schifosi finchè lo si fa in privato e senza umiliare o obbligare nessuno a fare o a sentire cose che non vorrebbe.
Poi io sono una che può mandare in vacca una serata per fare la mia lezioncina sul politically correct ad un amico che so essere la persona più democratica e tollerante del mondo, ma mica bisogna essere tutti rompiscatole come me, e poi, di quello che pensa il principe, che mi frega?
Chi mi tocca difendere, anche a me!
scritto da Nandina Lunedì.26.06.06 12:30
Caro Matteo
(posso darti del tu?)
complimenti per il blog. Ho lettogli ultmi post e apprezzato assai.
Ma… il punto è che anch’io con gli amici e nel mio privato dico, penso (e sogno, spesso) cose indicibili e illegali.
Finché restano fantasie, parole, o scritti… pazienza. Odio anch’io lo stato etico e morale che pretende di censurare la parola e l’espressione.
Per me il principe dei fessi è libero persino di elogiare il mostro di Marcinelle, per quel che mi riguarda, a patto che poi…
NON PRETENDA PUBBLICO RISPETTO E APPREZZAMENTO spacciandosi come cavaliere della fede, araldo della purezza e bastione di moralità.
io smoccolo, cazzeggio, e ascolto blackmetal
ma poi NON mi faccio vedere in TV come “Gran Maestro” di un ordine religioso e cavalleresco (Santi Maurizio e Lazzaro), a fianco di cardinali e sotto il crocefisso.
ca**o!
io dico parolacce e stronzate, ma non mi presento come baluardo della purezza cristiana!
per cui godo troppo che il principe sia stato sputtanato e tralaltro aggiungo che ha in arretrato ancora da pagare il conto della morte di un ragazzo all’Isola di Cavallo.
con la giustizia umana l’ha sfangata.
un po’ di merda mediatica è il minimo.
come dire: se ti ergi a baluardo di moralità e ti scandalizzi per il graffitaro e squatter….
allora ti meriti lo sputtanamento pubblico, se ti beccano in atteggiamentie condotte non proprio esemplari.
dar Canaro della Magliana non mi aspettavo una condotta in punta di forchetta….
ma da chi ha fatto del perbenismo borghese uno stile: SI
cordialmente.
Furio Detti
scritto da Furio Detti Giovedì.29.06.06 12:34
tra parentesi: la differenza tra il principe e me è che
1) lui è un personaggio pubblico e quindi ha MENO diritto alla privacy (principio legalmente sancito per il quale la notorietà del personaggio giustifica in parte la pubblicità data dagli organi di stampa alle notizie che lo riguardano).
Per es. se un tizio mi fotografa me, Furio Detti, mentre passeggio e poi pubblica la mia foto, io ho diritto a chiedere un risarcimento.
se fossi invece il presidente del consiglio, la mia faccia è tranquillamente pubblicabile, essendo io persona nota.
pertanto…
è chiaro che se il principe ha goduto dei privilegi della notorietà ora NE PAGHI IL PREZZO.
scritto da Furio Detti Giovedì.29.06.06 12:47
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