|
|
|
|


Lunedì 26 Giugno 2006

Little Crazy Fabri Gallo Fibra Caesar


caesarAltra questione musicale. Fabri Fibra e la sua canzone ispirata al caso Erika e Omar, il cui testo trovate qui, nei commenti sul caso dei musicisti giamaicani omofobi (Sizzla, Buju Banton e molti altri che forse sarebbe il caso di boicottare).
Come tutti i cantanti hip hop in Italia, soprattutto quelli che hanno un piglio pop, vendono barche di dischi e piacciono agli adolescenti, Fabri Fibra si becca una certa dose di sputazza. Ma questo è normale. Questo è un paese in cui se uno ha successo, per tutelarci preferiamo dire che comunque fa schifo, è inascoltabile. La cosa fa gioco anche a Fabri, in ogni caso: la musica che piace ai ventenni funziona di più se fa schifo ai trentacinquenni. È sempre stato così. L’ultimo disco di Fabri Fibra però (parlo solo di questo perché gli altri non li ho ascoltati) mi pare abbia una bella pacca e suoni bene. Detto questo, in questo discorso direi di mettere da parte la parola artista, non perché lo decido io, ma perché fa subito classifica, questo è artista questo no, sembra un giudizio di qualità. Anche qui, come per i libri e per i film, facciamo finta di essere nel medioevo e diciamo che Fabri Fibra è un artista nel senso che appartiene alle arti, alle corporazioni, alla federazione, alla categoria dei musicisti, come se fosse iscritto al sindacato. Niente di più. Fabri Fibra è quindi un musicista. Dante Alighieri è un poeta. Michelangelo è scultore, pittore e architetto.
Ora, Fabri Fibra fa hip hop. Spesso l’hip hop, esattamente come rock, punk, beat (ogni categoria musicale tranne forse il gregoriano), prevede la provocazione. Non ci vorremo mica sconvolgere perché c’è della provocazione nella musica. Jim Morrison cantava “papà voglio ucciderti, mamma voglio scoparti” e chiaramente gli infiniti MOIGE americani andavano fuori di testa (più banalmente i giudici andavano fuori di testa). Questo significa che cantare una strofa che riassume il complesso di Edipo in una canzone come fosse un bigino idiota fa di Jim Morrison un genio inarrivabile della psicanalisi, che non va toccato per niente al mondo? Direi di no. E soprattutto direi che i testi delle canzoni sono i testi delle canzoni. Non sono poesia o prosa da leggere. Per come la vedo io, non bisogna difendere Fabri Fibra perché è un’artista. Bisogna difendere Fabri Fibra dalla censura (che ribadisco qui nessuno veramente chiede, ma tutti spendono come parola calda per rendere gli articoli più pepati), perché i musicisti fanno la musica e chi li vuole ascoltare se li ascolta. È uno dei casi in cui il mercato, inteso come crocevia tra domanda e offerta, si regola veramente da solo. Fine. (Ovvio che se per assurdo uno scrive un pezzo sulla coprofagia e poi non va in rotazione sui network radiofonici, non deve fare l’artista vittima del sistema.)
Crazy Joe Gallo era un gangster italoamericano nato nel Bronx nel 1929, di padre siciliano e madre irlandese. Negli anni si meritò il nomignolo “crazy” perché era diventato uno dei più spietati killer sulla piazza.


Joe Gallo lavorava per la famiglia Profaci e pare che insieme ai suoi fratelli abbia spedito all’altro mondo Albert Anastasia, leader di una organizzazione nota come Murders Incorporated. Tu li pagavi e loro, misto di malavitosi ebrei mitteleuropei e italiani, uccidevano con precisione. Questo tra la fine degli anni Venti e i primi anni Quaranta. Anastasia era l’ultimo capo della Murders Incorporated a essere scampato all’ergastolo o alla sedia elettrica e pare sia stato fatto fuori proprio da Crazy Joe e i suoi, su mandato di Carlo Gambino. Arrivista e spudorato, Gallo cercò di rovesciare il capoclan della propria famiglia di riferimento, Joseph Profaci. Non ci riuscì perché prima di farcela finì in galera per estorsione nel 1961. Dieci anni dopo, appena uscito dal gabbio, Gallo organizzò l’omicio di quello che era diventato il nuovo capo della sua famiglia, Joe Colombo. Il killer era un membro delle gang di colore della città, che Gallo aveva pensato di trasformare in propri alleati contro la vecchia guardia mafiosa (Il padrino + I guerrieri della notte, grande idea!). Il giorno del suo compleanno, il 2 Aprile del 1972, Joe Gallo, che aveva rotto le palle anche ai muri, venne ucciso da un commando di tre killer.
Nel 1976 Bob Dylan (sia ripetuto il suo nome tre volte tre sopra le terre et li mari, giacchè egli è grande sette volte sette) esce (transitivo) l’album Desire, che contiene la canzone Joey. Joey è una canzone politica, che dipinge Joe Gallo come un gangster con una morale, non proprio un compagno che ha sbagliato, ma quasi. Insomma, un uomo colpito dalla vita ma buono nel profondo, messo in condizione di nuocere, ma non veramente deciso a farlo. Nella sua recensione al disco pubblicata da Village Voice il 7 marzo del 1976, il gigantesco critico musicale Lester Bangs risponde alla domanda posta nel ritornello: “What made them want to blow you away?”, raccontando più o meno quello che ho riassunto io qui sopra. Aveva fatto ucccidere un capomafia, era uno spietato testacalda, cercava di espandere il proprio territorio sfidando apertamente altri criminali. Ecco cosa li aveva convinti a spazzarlo via, Bob. Lester Bangs (come potete verificare leggendo per intero la recensione nella raccolta di articoli Deliri, desideri e distorsioni edita da minimumfax), fa il culo a Dylan perché usare un tema di attualità per fare leva sui luoghi comuni e uscirne come anima bella è comunque, anche quando sei Bob Dylan, una scorciatoia pelosa per cavalcare sterotipi idioti, attirare l’attenzione dei media e non parlare di cose vere, che si pensano. Una cialtronata, per dirla tutta.
Fabri Fibra ha deciso di mettere nel proprio disco una serie di temi, trattati spesso con rime che girano bene, ma anche con la spocchia tipica penso più del genere che della persona. L’hip hop è sempre sparato in faccia e se ti limiti a giudicare quello, non vai molto lontano. Se io fossi un benpensante direi che è uno scandalo e una vergogna, che bisogna finirla. Se io fossi uno che ascolta molto hip hop direi che l’hip hop è così. Questo mi dicono quando faccio notare che versi come “potrei spararmi un colpo in testa se mi sveglio una mattina di fianco a un gay”(Mal di stomaco, ultimo disco) sono cretini. Non vergognosi, non indegni, nemmeno coraggiosi e che non guardano in faccia a nessuno però. Solo cretini. Però la parola che fa rima con gay, nello specifico, è Canazei. Quindi è chiaro che anche se il tono a volte sembra quello del condottiero, in realtà c’è una buona dose di pirlaggine. Le cose si prendono con il giusto peso e va bene così. Invece versi come “allora cosa cazzo guardi nei bagni dal tuo armadietto/il mio cazzo in questione ne vuoi un illustrazione/vorresti anche toccarlo brutto pezzo di un recchione” fanno pensare proprio a un idiota pieno di sé che potrebbe anche approfittare del successo per crescere e rendersi conto che l’interesse della popolazione maschile, femminile, etero e gay del pianeta terra nei confronti del suo cazzo è molto più ridotto di quanto lui immagini.
Per finire, credo che Cuore Di Latta, il pezzo su Erika e Omar, venga dalle stesse meningi e sia emanazione dello stesso io. Il tasso di cose da prendere per quello che sono è lo stesso, così come le vere e proprie espressioni di immaturità, ignoranza e scarsa sensibilità. Il problema è che la scelta di parlare di un fatto così noto al grande pubblico è una ruffianata, se non si dicono cose molto sentite, molto vere, molto sostanziose, che meritino di riaprire la questione. Qui c’è un polpettone di luoghi comuni giornalistici e televisivi, impastato con un po’ di supponenza indignata, scritto a proposito di un tema che richiede una delicatezza e una profondità che non ci sono, sul quale forse l’unica cosa che non si è scritta veramente è il silenzio. Come dire? Quello che valeva per Bob mi sembra possa valere per Fabri.
Per concludere, non ho niente contro Fabri Fibra, ma non penso sia un genio assoluto del racconto della realtà che lo circonda. Mi piace il suono, mi piacciono certe intuizioni (non mi sposti da qui), ma mi sembra che molte delle idiozie machiste contenute nel disco siano solo la ripetizione automatica e banale di alcune dinamiche dell’hip hop americano: spero che presto Fibra maturi e le smolli. Se in futuro Fabri volesse poi astenersi dallo scrivere canzoni sull’11 Settembre, sulla Shoah, sul delitto di Cogne o sullo scandalo Claciòpoli, gliene sarei sinceramente grato.

37 commenti finora
Commenta

Come descrivere meglio la questione?
Chapeau!

se si ascolta l’hip hop togliendoci le sovrastrutture machiste-esibizioniste-sempliciste e tutti gli altri -ismi negativi possibili, nella maggior parte dei casi resta proprio poco, si sa: partiamo da questo assunto per giudicare (parolone, mamma mia!)
Non dico che tutti i testi in italiano debbano essere degni di un De André, di Dylan quelli inglesi, eccetera, ma neanche il nulla assoluto…

Fibra porta al grande pubblico un modo di fare rap che in Italia ancora non si era visto. Un modo sfacciato e politicamente scorretto, volgare e provocatorio a tutti i costi, che di peli sulla lingua ne ha ma non sono quelli che pensate voi. Il modello è quello di Eminem, ma con ancora un bel po’ di strada da fare, dato che il signor Marshal ha dimostrato coi suoi primi tre dischi uno spessore e una capacità di provocare, far incazzare, esaltare, problematicizzare, sviscerare e chi più ne ha più ne metta assolutamente unica nel panorama dell’hip hop mondiale. Leggetevi i testi, ascoltateli con la musica e non potrete non essere d’accordo. Il Fibra, come ogni buon prodotto italiano (vedi Mondo Marcio), pur essendo inaspettatamente un ottimo prodotto (non come loe ciofeche tipo ARticolo 31 o Gemelli Diversi, tanto per parlare di rap italiano) è un prodotto, quindi un po’ dice quello che vorrebbe dire, un po’ fa quello che vorrebbe fare, ma è circondato da cattivi consiglieri, cattivi discografici. Cattive vibre. Il personaggio è vero, su questo non ci piove, viene dal basso, ascoltatevi i suoi precedenti due o tre dischi. Ha pubblicato l’album giusto al momento giusto. Un momento di sbando del giornalismo italiano, dove la rincorsa è per la notizia più scabrosa, il gossip più malato e idiota, la cronaca più malsana. Zero approfondimenti, zero dibattiti. Solo notizie a raffica per fare audience. Ora per Fibra, dopo la sbornia del successo e delle polemiche (tutta carne da macello per gli scaltri discografici succhiasangue di casa nostra), partirà il momento della verità. Come dici tu Freddy, “Mi piace il suono, mi piacciono certe intuizioni”, e ci aggiungo qualche azzeccatissima paraculata (”La Pula Bussò”), mentre il resto è tecnica narrativa da affinare, estremizzare, approfondire. Per farvi capire che ne so un po’, posso dire che dovrebbe guardare un po’ dalle parti di Eminem, un po’ dalle parti delle glorie del vero hip hop italiano di oggi: Assalti Frontali, Club Dogo, Co sang, Microspasmi. I pesi massimi. Comunque, “Applausi per Fibra”, che ha creato, volente o nolente, un caso. L’avete visto sulla copertina di Panorama?

“se si ascolta l’hip hop togliendoci le sovrastrutture machiste-esibizioniste-sempliciste e tutti gli altri -ismi negativi possibili, nella maggior parte dei casi resta proprio poco, si sa”

Caro Francesco, questa è una gran cazzata, t’assicuro. Affoghi nei luoghi comuni se la pensi così e dimostri di saperne veramente poco. Ascoltati i nomi da me sopra citati e poi ne riparliamo. Non si fa di tutta l’erba un fascio. Come non tutto il reggae è quello di Buju Banton e soci, non tutto l’hip hop (e non parlo solo di quello in classifica) è roba tipo 50 Cent o Puff Diddy. Cazzo mi ha rubato il primato del primo commento! Mentre tu commentavi, pure io stavo commentando, ma sono arrivato un pelino dopo…uff!

Sinceramente anche io mi limito ad ascoltare e valuatarne la componente artistica.
Fibra non mi piace perchè sta cavalcando, o gli fanno cavalcare, la scia di hip-hop fatto di rogne giovanili, sofferenza di strada, riverberata da Eminem &Co, a distanza di anni.
MondoMarcio, pur venendo fuori dallo stesso filone, almeno collabora con Elio e altra gente, fa più l’artista e meno la vittima forse. Per quello che mi è dato sapere è molto più artista lui, pur non essendo io suo e del genere, un fan. Evito sempre di dire se questo o quello è una merda o meno, ognuno è libero di godere della musica come preferisce, ma ci sono delle cose oggettive da mettere in conto.

Io conosco MCs anni luce migliori che hanno solo la sfiga di avere una vita normale e di non essere vendibili ora. Ma di bottom end e attitude ne hanno a pacchi. Molto più stile e gusto di Fibra, contro il quale non ho nulla.

Cmq hanno già detto abbastanza i commenti sopra: è solo una questione di soldi, produttori e fare spremuta di emozioni tra i 15-22 anni.
Una volta era Cioè con i Duran, poi i New Kids on the block, poi i Take That, poi i Backstreet boys and so on.
Alcuni dei personaggi con talento, altri no… ora van di moda le rogne.
By the way, respect but…
“Too legit, too legit to quit!”

Mi prendo briga di dire la mia (anche perché in parte questo post è figlio di una mia indicazione nei commenti del precedente. Dire che i testi rap sono monnezza è un luogo comune. Ci sono testi e testi. Dire che i pesi massimi sono altri può rispondere al vero, anche se i nomi citati qui sopra, onestamente, più che dimostrare che chi li ha scritti ne mastica, dimostra che chi li ha scritti ha ascoltato pochino di quanto uscito negli ultimi anni, e più in là di citare Emimen non arriva. Fabri Fibra (come Mondo Marcio) è arrivato alla pubblicazione per una major (scandalo…) nel momento giusto, sono d’accordo. Ma la stoffa ce l’aveva già prima, quando pubblicava con Vibra. Non a caso l’ha prodotto inizialmente Neffa, un vero peso massimo (altro che i Club Dogo, suvvia…). Mondo Marcio ha dalla sua l’anagrafe, ma visto che ho collaborato con lui evito di parlarne (sono l’unico in Italia, temo, a evitare il conflitto di interessi…). Caro Matteo, è vero che nessuno ha realmente parlato di censura, nel senso che la sig. Pomodoro non ha chiesto il ritiro della canzone (né poteva farlo), ma in tutti i casi si è espressa con parole pesanti, non credo con la volontà di far volare Fabri in classifica. L’ha fatto perché, evidentemente, riteneva che la musica di Fibra fosse spazzatura, e voleva farlo sapere sperando che le radio e le tv non passassero le sue canzoni. Traduzione: censura. A me, in generale, la censura fa un po’ cagare. Tutto qui. saluti. Michele

Due cose: Neffa ormai è un bollito e non ci piove. I pesi massimi intesi come storici non sputtanati sono quelli che hanno messo su e partecipato all’operazione Gli Originali, e guarda caso Neffa non c’era. Ho citato quei nomi perchè quelli sono i nomi che quest’anno sono emersi più degli altri (a parte gli Assalti che non sono certo dei novellini, ma hanno pubblicato un gran bel nuovo disco), pur restando in ambito underground, pur restando puri. Sintomo, assolutamente accanto a Fibra e Mondo Marcio, di una timida ma significativa rinascita e esposizione maggiore della scena, che so benissimo che ha sempre partorito cose di valore. Non siamo qui a disquisire di hip hop con gente che ne sa, quindi quello voleva essere un’invito ad ascoltare qualcosa di abbordabile e rintracciabile senza che fosse puro hardcore. Eminem non si tocca. Stai certo che non mi fermo a quello, però. Ma non siamo qui a fare la gara di chi ne sa di più, no? Quella della Pomodoro, però, più che censura mi sembra pubblicità per Fibra, involontaria quanto si voglia, ma sempre pubblicità E i discografici gongolano. Oppure la Pomodoro è così ingenua da credere che certe operazioni non fanno altro che amplificare un “problema”? Probabilmente è così, purtroppo…e per fortuna per Fibra! Ancora applausi, quindi!

Neffa è bollito? Mah, ascoltando il suo ultimo album non direi. Semmai non fa più hip-hop, motivo per cui non era nel progetto Gli Originali. Ma resta, a mio modo di vedere, uno dei pochi nomi davvero originali usciti dall’hip-hop italiano. La Pomodoro non credo sia ingenua, e dubito fortemente abbia intezione di fare pubblicità a Fibra. Penso piuttosto che stia mandando dei segnali. Non voglio tirare in ballo Tipper Gore coi suoi bollini Explicit Lyrics, ma dubito che, nonostante abbiano poi fatto vendere milioni di copie a decine e decine di rapper, la discografia debba esserle grata. Lo stesso si può dire della sig.ra Pomodoro. Definire una canzone spazzatura, anche se poi porta all’autore di quella canzone soldi e fama, è un gesto poco elegante, vagamente medievale. Siamo nel 2006, e credo che comportamenti come questo siano da stigmatizzare, tutto qui.

Su Neffa non sono proprio d’accordo. Grande nei Sangue Misto e alle pelli dei Negazione, ma poi si è perso, già col secondo disco coi Messaggeri della Dopa: io non lo riconosco più. Peccato. Vediamo un po’ come si evolverà la polemica della Pomodoro…intanto commentiamo…

vedo di essere capitato in una discussione tra gente che ne sa, e giustamente ci faccio la figura del pirla, perché ammetto di saperne poco di hip-hop.
E’ vero, magari quello che ho detto è una serie di banalità e luoghi comuni, ma ammetterai che quanto arriva al grande pubblico sia roba come l’ho descritta io: non nego che certi pezzi del gangsta rap siano eccezionali, parlando del disagio dei ghetti neri e del razzismo, ma se la maggior parte di loro (non chiedermi nomi che non me li ricordo, ti parlo di esperienze di parecchi anni fa) mi parla di quanti soldi c’ha, di quante troie ha sfondato e via andare, capisci che certo non mi convince!!!!!

Questo per spiegare perché ho scritto quanto sopra, poi mi rimetto al giudizio artistico di chi ne sa sicuramente più di me

Francesco, guarda, la questione del cash e delle troie è uno dei punti nevralgici della poetica hip-hop americana (in parte anche italiana, se pensi a certi testi di Mondo Marcio, per dire). Considera che il rap, che dell’hip-hop è sicuramente la disciplina più nota anche perché più commericiabile (solo il writing ha portato “prodotti”, con quadri finiti nelle gallerie), ha avuto tra i suoi inpulsi proprio quello di emergere dal ghetto. Per emergere i primi rapper non trovavano di meglio da fare che dimostrare di essere migliori degli altri rapper, quindi con più talento, ma anche con più soldi (considera che nel ghetto di soldi ne giravano pochi, e quindi erano davvero una discriminante mica da ridere) e il cazzo più lungo (e quindi con più troie). Si può discure quanto vuoi sul fatto che sia o meno una poetica quella del “c’ho il cazzo più lungo del tuo”, e io non saprei difendere né l’una tesi, né l’altra. Non c’ho il cazzo particolarmente lungo, in primis. Non vengo da un ghetto, in second.. insomma, mi hai capito. Ma chiaramente oltre a questo nei tasti rap c’è davvero molto altro. E anche i testi di Fabri Fibra non sono solo insulti e paradossi. C’è tutto un mondo dentro, basta solo mettersi in ascolto. Scusate se mi sono dilungato, e scusa tu, Matteo, se mi sono impossessato del tuo spazio. A buon rendere
Michele

Bocceferme mi dispiace ma proprio non mi convinci. Perchè proprio io Fibra accanto ad altri nomi fatti ce lo vedo come la merda vicina al risotto.
I primi Timoria con dentro ancora Pedrini qualcosa di buono hanno detto. Gli Assalti Frontali di Terra di Nessuno sono inarrivabili pure per essi stessi ed hanno una qualità di hip hop sia per rime che estro musicale che da anni non si sente più. Neffa può piacere o meno ma chiunque abbia contribuito alla leggenda Negazione per un torinese è intoccabile quasi come Superga per i granata. Dylan poi, caro Matteo, il Dylan di Desire dove per esempio trovi anche Hurricane non è avvicinabile al Fibra neanche col teletrasporto. L’ho ascoltato. Carino, si può dire pure che spacchi e si può dire che esca in un panorama italiano (almeno hip hop) non attualmente eccelso. Ma non comprate i suoi dischi e sputategli addosso, va… Che almeno un favore glielo fate.

Scusate il serenase ma per non fare confusione con i miei nick rimango sempre Vitalux.

…. “e,se ancora non mi ammazzo,è grazie al cazzo”….

…. parole forti…..
… parole che pesano….

… ciao pesantoni…

…l’importante è divertirsi e non prende tutto troppo sul serio…per il resto siamo ai “de gustibus”…yo1

…l’importante è divertirsi e non prende tutto troppo sul serio…per il resto siamo ai “de gustibus”…yo!

Io speravo di trovare nella sua età supposta giovane le ragione di tanta leggerezza. Invece leggo che il giovanotto è classe ‘76, 30 anni il 17 ottobre (come me, solo che io ne compirò 42). Allora non ci sta neppure l’inesperienza. Fabri Fibra sarà così anche a 60 anni..

quale questione?
chi è Fabri Fibra?
Dico sul serio…
mai sentito!

Secondo me già il solo parlare di Fabri Fibra è tempo sprecato.
Non per come l’hai fatto tu beninteso. Ma perché alla fine hai parlato d’altro per parlarne.

….invito gli scettici ad approfondire l’ascolto del Fibra, prima di fare commenti azzardati e volgari…tanto con internet non dovete neanche spendere per scaricarvi i dischi…

I vecchi dischi di Fabri Fibra, mi dicono, sono molto più divertenti.

Ciao Matteo. Beh, hai citato il mio cantante preferito (Bob Dylan) e Jim Morrison dei Doors che mi piacciono molto.
Fabri Fibra sarà una meteora tra i tormentoni estivi. Il rap, hip-hop…mi fa venire il mal di testa.

Io Fibra lo ascolto da tempi non sospetti, e francamente - pur riconoscendo, come Bordone, suono e intuizioni - mi sono stupito di vederlo dov’è ora. Artista o non artista, giudicate voi, mi trovo d’accordo con DvD sul fatto che è figlio del suo periodo e che i tempi sono maturi per infilare nelle canzoni qualche contenuto extra che prima non si sentiva. Il talento ed il successo hanno parametri diversi che in parte possono coincidere, ma per il momento Fabri Fibra si trova sulla breccia perché sta usando un codice linguistico forte ma nuovo senza altri contenuti di rilievo. Quando ci abitueremo anche a questo (Eminem docet), Fabri saprà stupire ancora?

Senza dare alcun giudizio morale e castigatore (anche perché in fondo chissene..)il povero Fabri Fibra ha forse un unico merito quello di essere espressione della “società” di cui fa parte, ovvero di quei giovani insicuri e molto ignoranti e disillusi che come un pastore sardo di due secoli fa sono in grado di interloquire solo col proprio cazzo. Ritenendo questo il “perno” del loro piccolo mondo.
Per concludere, citando un vero poeta: Tutto il resto è noia!

Scusate ma chi ha detto che Fibra piace ai ventenni? Per me il target è dai 12 ai 16, che poi è lo stesso di tutto l’hip hop.

Teo, bevi tanta acqua, mettiti del ghiaccio sulla fronte, il caldo fa male.
Ma come si fa a dire che fibra fabri ha una bella pacca e suona bene…
Ve lo meritate alberto sordi ve lo meritate
Comunque…
APPLAUSI PER FIBRA

“Tu vuò fa l’ americano
mmericano! mmericano!
ma si nato in Italy!”

Come aveva ragione, Carosone.
L’hip hop italiano mi fa ammazzare dalle risate.

E se sento un altro di questi rappettari di Quartoggiaro che dice ancora: “La musica mi ha salvato dalla strada” l’unico impulso che provo è quello di mandarlo a cagare.

sottoscrivo in pieno quanto detto da paolo!!

ciao skrivo per fibra volevo se possibile avere risp dal proprietario del blog….
tutti gli altri kiedo x favore: NON FATE LE PUTTANE…
parto….okkio…..
pprimo:Fibra nn è un gangster come hai scritto,nn ha niente a ke fare con la guerra tra bande.questo sia kiaro perkè chi pensa che l hip hop è fatto solo di crimnali si sbagli di grosso…
fibra viene dalla strada e racconta qlle storie nn so se vi è chiaro gente…..e la canzone su erika e omar è una csa scomoda ma vuole sesnibilizzarte i giovani su qste storie ke senò ci vengono propinate solo dalla tv ke mente e da ciccione costanzo sulle reti del berluska….à ma forse a voi piace la musica di plastica tipo britney e ilary duff,,,,in tal caso skusate,,,però fatvi un favore,askoltate mr.simpatia….vedrete ke scoprirete un mondo e rikordate…Cè SOLO DA IMPARARE!!!scusate se vi ho pownato ma c voleva….BIG RSPCT

Dai, YoSillyBoy , sei un fake!
Vero?
Dimmi che sei un fake!
(Cosa significa “pownare”?)

Temo che il SillyBoyKeSkriveKonLaKappa non sia un fake, ma un tipico esemplare dei FibraFanboi. “Pownare” è puro “l33t speak” (gergo dei lameroni che videogiocano PvP online e che nessuno che ha passato i 13 anni si sognerebbe di usare ancora), e significa stendere o far secco il nemico.

YoSillyBoy (il nick ti si addice) mi piace come scrivi, è arte figurativa, ma cosa significa?

a me l’articolo piace, e i commenti non sono tutti da buttare, anzi.
se posso dirvelo vi siete messi in una querelle che nell’hip hop italiano non è mai finita, nel cerchio incantatore che fa sì che questa, che dovrebbe essere una cultura, si sia trasformata in personalismi che io definisco beceri e, avolte, peggio di insulti all’intelligenza collettiva.
è verissimo che c’è chi s’atteggia a italo americano mangiapasta e mafioso per costituzione (i sottotono ne erano un esempio, anche se sulle produzioni non c’è niente da dire)c’è però anche chi ha una cultura molto profonda e tra questi a me piacerebbe ricordare: il Colle der Fomento e i Cor Veleno di Roma, Kaosone (che per me è la persona più capace e sapiente dell’underground italiano), Deda (ora katamashi), Esa, e per quel che mi riguarda un amico della mia fase hip hop ovvero Zampa, anche lui merita attenzione.
come dicevo però credo che riprenderà l’arcana lotta tra hardcore e commerciale e si rientrerà nel cerchio incantatore. In questo io sono estremista o hardcore o il silenzio soprattutto se si intende con questo rispettare le radici di questa cultura che sono pluridisciplinari.
c’è chi ci crede, io non più, e non è facicile.

Io sono ancor più estremista o Monteverdi o il traffico della Tangenziale di Milano ;)
ok, va bene, scherzo, purtroppo ascolto un po’ di tutto e, dopo aver chiesto ingenuamente chi fosse Fabri Fibra l’ho visto e sentito e… boh… a me pare che come al solito quando importiamo e “copiamo” (non reinterpretiamo) generi e stili facciamo sempre un po’ tenerezza.
A volte ci riusciamo a sfornare qualcuno che riesce a fare qualcosa di originale nel solco di un genere “importato”, più spesso no.

Poi, sopra tutto, c’è sempre il solito problema: l’infinita ignoranza musicale del nostro paese (e del nostro sistema scolastico e culturale).

Augh, la bacchettona se ne va in vacanza (ma a me pare che anche il padrone di casa abbia levato le tende… oppure ozia…).

saluti!

comunque sia, Applausi per Fibra…e chi vivrà vedrà…no?

Applausi.Senza dubbio. Per tutti.

beh…
solo una breve aggiunta
fibra per essere parte dell ‘hip hop italiano è bravo
con gli album precedenti ha dato una smossa…
specie Mr simpatia e Turbe Giovanili (mia personale opinione)
l’ultimo album è una fotocopia rimaneggiata con una produzione un po’ truzza fatta ad hoc per la major

continua a mettermi in imbarazzo questo machismo antico e soprattutto inutile che si porta dietro, non ne avrebbe troppo bisogno…anzi lo rovinano

ciao!

fandango,converter,cantante,page,award



Lascia un commento
A capo e separazione tra i paragrafi automatici, l’indirizzo e-mail non è mai mostrato, codice HTML consentito: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

(obbligatorio)

(obbligatorio)