|
|
|
|


Lunedì 12 Giugno 2006

La Repubbica delle virgolette volanti


housedaggersUno legge Repubblica per anni e per anni apprezza molte cose. Ma nel corso del tempo si rende conto che il giornale sta diventando troppo pieno di luoghi comuni e vuoto di curiosità originali, punti di vista, storie che partono dal piccolo e danno una visione d’insieme. Poi Repubblica si mette a pubblicare una sorta di riassunto tradotto dell’ultima settimana di New York Times e uno gode enormemente nel leggerlo, mentre ha la conferma per contrasto di quei difetti di ufficialità pesante che avvertiva. Perché il New York Times ha un tasso di umanità, curiosità e libertà intellettuale che Repubblica (e Corriere) si sognano.
Oggi su Affari & Finanza, l’inserto economico del lunedì, due episodi che danno la misura di questo fenomeno di schiacciamento normalizzante di Repubblica. L’apertura del numero è sull’uscita di Vista, il nuovo sistema operativo di Microsoft che dovrebbe essere in vendita prima di fine anno. Si sa che Microsoft, sempre leader incontrastato per il parco di installato, soffre di una crisi di immagine e di problemi strutturali, per questo la rimandatissima uscita di Vista è cruciale e molto discussa. La concorrenza di Linux e di Apple, il problema della retrocompatibilità e della eventuale necessità di ristrutturale il cuore del sistema per innovare davvero, il tema della sicurezza, insomma tutti i problemi evidenziati da XP che ci si aspetta che Vista risolva, non sono nemmeno citati. La pagina dedicata all’argomento paarla solo della meravigliosa grandezza di Microsoft e di come il programma, provato in beta da chi ha scritto l’articolo, faccia cose meravigliose con le mail e non sia un nuovo programma bensì la “trasformazione della scrivania in ‘postazione intelligente’ che aiuta a ricordare e ordinare”. Wow, pazzesco, vero!? Pensate che “con gli accorgimenti della ‘rubrica’ sarà impossibile dimenticarsi un appuntamento”. Sono notizie incredibili. Forse il popolo non è pronto per tanta innovazione. Per essere l’inserto che si occupa di affari e hi-tech del secondo quotidiano nazionale, è una pezzo davvero approfondito. Tipo che la cartella stampa è stata letta molto approfonditamente. Per non sbagliare si sono riportati pezzi interi.
Sullo stesso giornale c’è un articolo che parla del divario tra occidente e Cina in termini di risparmio. Noi ci indebitiamo per la casa o per comprare qualsiasi cosa; loro risparmiano molto. A livello macroeconomico questo significa qualcosa. Non chiedetemi cosa, ma significa qualcosa. Una foto correda il pezzo. Si vedono dei cinesi che camminano davanti a una sede della Bank Of China. La didascalia (ocio) recita: “Un miliardo e mezzo di ‘formichine’ che continuano ad accumulare soldi”. A questo siamo. Alle formichine. Nel 2006. Le formichine che accumulano. Dopo tutti gli articoli scritti da Rampini sul giornale e ripubblicati poi nei suoi libri stravenduti, dopo tutte le vedute notturne del centro di Shanghai, dopo il gran parlare che si fa del miracolo cinese, la diga delle Tre Gole, la modernità, e l’inquinamento, e la nuova borghesia, eccoci alle formichine.
Le ‘formichine’ con le virgolette, la ‘rubrica’ con le virgolette, la ‘postazione intelligente’ con le virgolette. Tutto questo dà un’impressione. Le virgolette, semplici o doppie che siano, identificano le cretinate. Quando a uno viene in mente di scrivere una cretinata e si rende conto che il desiderio è inarrestabile, lo stereotipo e la banalità chiamano a gran voce, invece di evitare di scriverla, è più forte di lui, la scrive ma ci mette delle virgolette. Quindi d’ora in poi lo sappiamo. Tante virgolette, tante cretinate. Forse Repubblica ci metterà un po’ a migliorare. Nel frattempo ci avvisa proprio nei punti in cui fa schifo.


Domenica 11 Giugno 2006

Tutti insieme appassionatamente


joelcoen.jpgDunque. Siccome arrivano una barca di domande a Ebrei For Dummies, quando pubblico le risposte sono sempre dei post con dentro (notare l’uso fluido dell’italiano) di solito quattro domande. Così i quattro che hanno scritto hanno soddisfazione, ma poi i temi sono troppi ed eterogenei e non parte la discussione. Allora abbiamo deciso, io e Yankele, che accanto a questi post a piccole domande su questo e quello, ora raggruppiamo le domande a tema simile e lui scrive delle risposte più estese su un solo tema. Almeno qualcuno si appassiona, c’è dibattito. Che se non c’è dibattito ci stufiamo. Invece lo scopo è discutere, confrontarsi, minacciarsi di morte, poi fare la pace, abbracciarsi e cantare Hava Nagila urlando, tutti insieme, sbronzi, con e senza prepuzio, appassionatamente.

ps - Magari invitiamo anche l’attrice israeliana Ayelet Zorer, con la quale fare la pace deve essere bellissimo.


Mercoledì 7 Giugno 2006

Lost in mulholland drive


losthigh(Respiri profondi. Gatti sul letto. Camera in disordine.) - qualcuno tipo un mio amico mi dice consocerai la mia ex che sta con un altro io penso va bene non so perché tutto questo debba avvenire ma avviene che conosco questa che non so nemmeno come sia fatta ma la conosco è lei e sta con un altro e mi presentano quell’altro che è un tizio coi lineamenti da arabo ma molto leggeri, tipo mediterraneo generico forse con una spruzzata di maghreb allora andiamo in giro per la città che è buio e ci sono i neon e sembra simpatico il tipo e anche la sua ragazza che è la ex del mio amico che non mi ricordo chi è finché non ci mettiamo in coda che fa buio e ci sono i neon in un baracchino in cui vendono del cibo da asporto non meglio identificato e siamo in coda e chiedo al tipo ma tu sei arabo mezzo arabo lui strabuzza gli occhi mi dice no sono mezzo giapponese e io ci resto un po’ così perché non ha la faccia da giapponese non ha nemmeno un filo di accento giapponese ma comunque gli dico nihonjindesuka che vuol dire in giapponese tipo seigiapponese?? con il tono di quando nei film di kitano i mafiosi yaluza si fanno delle domande retoriche strabuzzando un po’ tutto il corpo e poi di solito si ammazzano a vicenda insomma questo dice haisodesunihonjindesu che vuol dire sì è vero sono giapponese e continua a non muoversi come un giapponese e mi chiedo chi sia il giapponese tra padre e madre e lui dice guarda c’è qui mio padre giapponese e io mi presento come so fare in giapponese e quello che ho davanti non è un giapponese ma una specie di americano stereotipo birra & latte tipo nicholas cage vecchio e bolso e il tipo mi dice sai mio padre insegna arti marziali e io chiedo quale arte marziale insegna e lui dice in un inglese stantato ma che continua a suonare strano che insegna l’unica arte marziale e io dico quale sarebbe l’unica arte marziale e lui dice il kendo ma lo dice convinto e tronfio che mi fa molto molto strano e sgradevole poi si mette davanti a me e dice paura non c’è paura non c’è kendo kendo io penso questo è un cretino non è un maestro di kendo figuriamoci se è un maestro di kendo giapponese che schifo esco dal posto senza il cibo che dovevamo asportare sempre più scoglionato e il ragazzo cerca di tirarmi in mezzo in qualche altro argomento ma io non ci credo più in quel momento ci passa davanti una che sembra scarlet johannson ma è alta un metro e ottanta ed è una gnocca paurosa di quelle giganti di parlao da dieci giorni a questa parte come mio ideale estetico assoluto e la cosa mi pare ancora più palese a questo punto - (Respiri che cambiano ritmo. Si aprono gli occhi. Corpo che si muove sul letto. Gatti che alzano la testa allarmati e la riabbassano. Camera in disordine.) Ora, voglio dire. Non è che uno sia proprio così pirla che nei sogni basta metterci quello che gli piace tutto raffazzonato tutto alla brutto cane, che lui si diverte. Anzi, così è tutto prevedibile. Che due palle. Mi sono alzato e sono andato a bere dalla Brita e la Brita stava vicino al lavandino. Nel lavandino c’era un piatto con due ciliegie. L’ho guardato e ho avuto la sensazione del deja vu. Un deja vu di un piatto nel lavandino con dentro due ciliegie. Ma va’ a dà via i ciapp.


Martedì 6 Giugno 2006

Io, patria, famiglia


leonardcohen
-Mi risulta che l’ebraismo sia l’unica religione che non preveda il proselitismo e ciò è bene. Ma se uno conosce una ragazza ebraica come fa a sposarla? In soldoni è vero che gli ebrei si sposano solo tra loro, se credenti?
Davide

Gli ebrei non vogliono convertire il prossimo. Anche se le persone possono convertirsi all’ebraismo.
Per la legge rabbinica gli ebrei dovrebbero sposarsi tra loro e creare una famiglia ebraica dove si rispettino le regole ebraiche. Non tutti lo fanno.
E la strada per diventare ebrei è più lunga della durata media dei matrimoni.

- Salve.Mi piacerebbe tanto avere una risposta ad alcune curiosità circa il mondo e la cultura ebraica.
1. Alla fine del film ‘Schindler’s list’, i sopravvissuti si recano alla tomba di Schindler, ognuno con una pietra in mano che posano sulla lapide: è un gesto riconducibile alla tradizione ebraica? quale è il suo significato?
2. Come mai gli uomini devono coprirsi il capo con la kippa in sinagoga?
3. È vero che non è possibile agli ebrei mangiare nello stesso pasto carne (seppure kosher) e latte (o latticini come la panna e i formaggi)?
4. È vero che dalla sera del venerdì al sabato non è possibile accendere il fuoco (anticamente), da cui il sabato si mangiano solo alimenti preparati il giorno prima? è vero che, di conseguenza, nelle società moderne, non si possano pertanto accendere luci ed elettrodomestici?
5. È vero che durante le preparazione del pane, questo non deve essere mai tagliato con il coltello ma solo strappato e che quando lo si fa, si deve recitare un preghiera? come mai?
6. Qual è la differenza tra ebrei sefarditi ed ebrei askenaziti?
7. Secondo il tuo parere, il film ‘c’era una volta in america’ è da leggere simbolicamente come il rapporto tra le due correnti religiose ebraiche?
Grazie mille.
Valentina

1. Quando si va a trovare la tomba di una persona cara lasciamo un sassolino. Un tempo, nel deserto, il cumulo di pietre aiutava a individuare le tombe e a evitare starci, mangiarci, accamparcisi sopra
2. Ci si copre il capo come segno di rispetto. Così come in Chiesa ce lo si scopre.
3. Sì, è vero. La cotoletta alla valdostana è probita (nulla di personale con i valdostani e la Val d’Aosta).
4. Tutto vero, ma si può lasciare delle piastre calde e riscaldare il cibo. Di sabato non si può accendere il fuoco e quindi non si può nemmeno fumare, con grande gioia per Veronesi e Sirchia.
5. Insomma, non è esatto. Ma sul pane ci sono tradizioni differenti. C’è chi lo sala, chi lo strappa, chi lo lancia, chi lo appoggia. C’è un po’ di tutto, cambia per ogni famiglia. Ma tutti lo magnano.
6. Domanda già fatta, è la provenienza geografica. I sefarditi vengono dallo Sfarad, la Spagna, da dove nel 1492 furono tutti cacciati (insieme ai mori) per il desiderio di Isabella di Castiglia di mantenere la “limpidezza del sangue”. Gli askenaziti provengono dall’Europa dell’Est e anche la loro vita non è stata facile;
7. “C’era una volta in America” è un bellissimo film sulla meravigliosa epopea della mafia ebraica, su cui è stato pubblicato di recente un interessante volume. Gli ebrei ebbero dei veri e propri gangster, che mandarono però i figli all’università e si interruppe sul nascere la tradizione di famiglia. Mafiosi ebrei e italiani si scontrarono per le strade di New York e arrivarono anche a stringere patti e alleanze. L’interpretazione che suggerisci per il film mi appare nuova, ma è interessante. Spiegamela.
Ciao
Yankele

- Per un ebreo italiano, oggi, può esserci più simpatia per la destra che
continua a esporre svastiche e croci celtiche per la sinistra che
difende i diritti palestinesi?

Un ebreo italiano non può che vomitare di fronte alle svastiche. Difendere i diritti dei palestinesi non è un problema, anzi. Ma quando si abbandonano le legittime critiche alle scelte di Israele e si passa alla demonizzazione e alle equazioni farlocche tra Israele e nazismo allora non possiamo non riconoscere che si è superato un limite.

- Fantastica iniziativa, che sfrutto subito.
Parto da un film di qualche anno fa, che si intitolava Kadosh (non ricordo il regista) e che era incentrato sulla comunità ortodossa di Gerusalemme.
Perchè la comunità è tanto ostile con uno dei loro che ha fatto il servizio militare? E’ vero che gli ortodossi non pagano le tasse perchè non riconoscono lo stato di Israele? Se è vero, cosa ci stanno a fare nello stato medesimo?
Poi quel film mi ha suscitato tante tante altre curiosità, ma mi trattengo.
Buon lavoro, estesi ringraziamenti e a presto.
KN

Grazie a te. Non ho visto quel film, devo rimediare. Il regista, se non sbaglio, era Amos Gitai. Alcuni ebrei non riconoscono lo Stato di Israele perché a loro avviso si dovrebbe prima aspettare l’arrivo del Messia. Ciò non toglie che nella Terra di Israele vogliano abitarci. Alcuni rifiutano di pagare le tasse, ma gli esattori non accolgono la cosa di buon occhio. Altri pagano, ma non votano. Altri ancora pagano, votano e chiedono però di essere esentati dal servizio militare. Insomma, ce n’è per tutti i gusti, come per il caso Moggi.
Y

- Dio non esiste.
Te l’ha detto Lui?


Martedì 6 Giugno 2006

Il mondo è mio e me lo gestisco io


lolithumbertQuando elessero questo papa, dopo la morte di Giovanni Paolo II, si disse che era un conservatore, che c’era da aver paura, che da piccolo aveva vestito la giubba del nazista. Il manifesto ci fece anche una copertina. Non che fosse falso; forse non era così rilevante. Ratzinger a quanto pare fu l’autore della gran parte dei discorsi degli ultimi anni del precedente pontefice. Oggi, pur con l’apertura apparente all’amore, una specie di ammorbidimento lieve della linea di intervento nella vita delle persone, non è la cattiveria del concervatore crucco Ratzinger a dare la linea. Non credo. Non sono un vaticanista, ma ho l’impressione che tempi e modalità siano più lunghi e meditati. La chiesa perde colpi. Un secolo abbondante dopo che il filosofo che dà il nome a questo blog l’ha annuciato, se ne accorge il mondo. E allora o la chiesa arretra o cerca di far arretrare gli altri. Non avevo mai sentito dire che non fosse concepibile che un delitto come l’aborto resti impunito; né una serie di menzogne demagogiche sparate con un tono così perentorio. Il documento stilato dal Pontificio consiglio per la famiglia presieduto dal Cardinale Lopez Truillo è effettivamente molto più chiuso e dogmatico di quanto abbiamo sentito negli ultimi tempi. Qualcuno potrebbe dire che è un brutto segno, che la chiesa si fa più severa nei suoi imperativi categorici. Io dico che è un buon segno. Tipo che quando c’è aria di carestia la gente va al supermercato per fare incetta e fa la coda alla cassa. Quando la carestia arriva davvero, spacca le vetrine dei negozi senza tanti complimenti. L’urgenza di questi interventi mi pare mostri la velocità con cui la società si sta laicizzando.


Martedì 6 Giugno 2006

Le chef de l’air frite


draculugosiQuello che Daniele Luttazzi definì in a Satyricon “lo chef dell’aria fritta” è un sociologo e opinionista (oltre a molte altre cose). Diciamo che è una personalità importante della cultura italiana e lo è da molto tempo. A causa dei suoi articoli in basso a sinistra della prima pagina del Corriere del lunedì, che da anni trattano argomenti relativi a qualunque aspetto della vita di tutti noi, ha diviso il pubblico tra chi pensa che scriva banalità e chi crede che sia chiaro come gli opinionisti di una volta e decisamente autorevole. Stiamo parlando di Francesco Alberoni. Ora. Io non mi voglio accanire su nessuno, né puntare il dito scandalizzato. Ma credo che si debba rispondere di quello che si scrive, indipendentemente dalle cariche che si ricoprono e dal ruolo che si riveste. Sul Corriere di ieri Lunedì 5 giugno 2006, il pezzo di Alberoni tratta il caso di Erika e della sua recente visibilità mediatica. Cioè di quando è stata fotografata durante una partita di pallavolo. Lo fa con quelle parole. Fa battute sarcastiche su di lei, sulla sua supposta popolarità dopo il fatto, sul ruolo di esperta nel rapporto tra genitori e figli; sostiene che un film come “Il Padrino” sia un film che racconta la violenza pura, primordiale; cità Medea come esempio di quella stessa violenza; si dice certo che quando Erika uscirà i media le saranno addosso e la vorranno ovunque.
Il caso di Erika ed Omar, come tutte le altre vicende di questo genere, travalica i confini del normale e si colloca nel terribile: ha a che fare con aspetti dell’esistenza umana sulla terra talmente inconcepibili da risultare drammatici e apparentemente irrecuperabili da qualsiasi punti li si osservi. Qui si stratta di due persone uccise nel peggiore dei modi, di due adolescenti assassini feroci e compiaciuti, di diverse vite distrutte per sempre. Se ne parla in maniera produttiva se si hanno chiari questi confini. Un bravo giornalista dovrebbe sapere che è un campo minato, questo, e sono vietate le leggerezze. Altrimenti si ha esattamente l’approccio onnivoro e schiacciasassi di quei media paventati da Alberoni stesso: televisioni e giornali più luogo comune che reali, spalle ideali per fare gli scandalizzati. Altrimenti, in qualunque bar si possono sentire alcune persone anche più svaccate e probabilmente molte decisamente più caute di Alberoni. Meno prone ai luoghi comuni. Meno giustizialiste. Meno affascinate dal buttare tutto in vacca a cavallo dei soliti stereotipi di cui non si ha bisogno (pentimento, circo mediatico, giustizia inefficiente). Non riuscire a vedere i punti importanti della realtà e puntare il dito sui soliti particolari a effetto, per uno che fa quel mestiere lì è grave.
Finché l’aria che cucina Alberoni è fritta, sarà inconsistente e pesante ma passi. Qui l’impressioone è che l’olio sia sempre lo stesso da troppo tempo. Adesso fa male, e non solo al fegato.


Giovedì 1 Giugno 2006

Chi siete? Cosa portate? Sì, ma quanti siete?


zimmy.jpg-Perchè gli ebrei almeno a quanto vedo sono cosi’ poco propensi a legare con gli “altri” mentre normalmente sono molto legati fra di “loro”? Non pensi che anche da questo nasca quel sospetto quella “antipatia” che da sempre caratterizza i discorsi fatti “sopra” di voi ?????
Un saluto da claudio doneddu e grazie per la risposta !

Viene prima l’uovo o la gallina?
Mi sembra falsa la premessa. Attenzione a non confondere un supposto “non volere legare con gli ‘altri’” con la volontà degli ebrei di non voler tendenzialmente convertire il prossimo. Questa non è mancanza di amore per l’Altro, è rispetto della libertà di ciascuno.
saluti slegati,
yankele

10 domande 10.
1- Quanti siete ?
2- In 60 anni di stato d’Israele quanti morti x terrorismo?(se possibile da una parte e dall’altra)
3- Rapporto sesso-ebreo (omosessualità,aborto,contraccezione…)
4- Il più grande ebreo della storia?
5- Che significa maccabi e hapoel ?
6- C’è un capo degli ebrei?
7- E’ buona la manna?
8- Ma perchè siete convinti che Dio ami circoncidere i bambini?
9- Più cattivi gli egiziani o i tedeschi?
10- Mossad orgoglio nazionale?
gigi

1. pochi;
2. adesso non ho sotto mano le statistiche, prova su www.israele.net Comunque oltre tremila morti per terrorismo. Tanti, purtroppo, anche i morti palestinesi, ma lì il terrorismo non c’entra;
3. innanzitutto, si spera tanto;
4. se mi dai un milione di euro sono disposto a rispondere Gesù: Moses is Moses, business is business
5. Maccabi viene da Maccabei. Famiglia protagonista della festa di Hannukà (vedi altra risposta). Hapoel letteralmente è “l’operaio”: sono squadre nate dal movimento socialista israeliano (cooperative sportive?). I primi più religiosi, i secondi più de sinistra. L’importante è metterla dentro.
6. Un capo degli ebrei? Dipende. In Italia le Comunità sono organizzate in modo democratico. Di recente ci sono state le elezioni.
7. immagino di sì, ma oggi è introvabile. Il fornitore ha interrotto le consegne.
8. D-o non circoncide nessuno, ci pensano i padri.
9. bella gara, passiamo direttamente ai calci di rigore? Oggi comunque si va d’accordo con entrambi
10. il Mossad che arresta di nascosto Eichmann in Argentina e lo fa processare è un orgoglio internazionale.
yankele

Ciao, mi chiamo Francesco e anch’io, come Matteo, mi sono sempre posto molte domande su una cultura che cinematograficamente vediamo spesso rappresentata ma non conosco molto.
Se non ti dispiace, ti sparo tutte in una volta le domande che mi pongo: alla fine sono veramente poche, vista la mia abissale ignoranza…
1. la Festa delle Luci, Hannukkah, cosa festeggia? C’è un qualche riferimento ad essa nella Bibbia (che da cattolico comunque conosco poco) o fa parte di tradizioni a noi gentili non tramandate?
2. la Torah è tutto il complesso di scritti che noi chiamiamo Vecchio Testamento, o magari solo il Pentateuco o altri testi che noi cristiani trascuriamo?
3. il Bar Mitzvah (lo so, non si scriverà così, chiedo perdono!) non c’entra nulla con la circoncisione vero? La seconda avviene nell’infanzia, mentre il primo dovrebbe essere una cerimonia che certifica il passaggio all’età adulta, o sbaglio?
4. nel film tedesco “Zucker - Come diventare ebreo in 7 giorni”, si parlava di un ebreo tedesco che, per ottenere l’eredità della madre morta da cui si era separato quando lui non aveva voluto abbandonare la DDR, deve far pace col fratello, ebreo osservante al contrario del protagonista. Ebbene, lì c’era tutto un riferimento ai cibi kosher che non ho capito: so che non vi è consentito mangiare alcune cose (tipo la carne di maiale, altre sinceramente non so), ma dovete davvero organizzarle secondo certi precetti, tipo non mettere le carni vicine agli altri cibi, o cose così? Insomma, in conclusione, un compendio breve sui precetti alimentari non sarebbe male (capitasse mai di avere amici Ebrei, meglio non fare figurette se poi li inviti a cena!!!!)
5. Ultima domanda: leggo di Ebrei Askenaziti, Sefarditi e altre “correnti”: sono interpretazioni diverse della Legge, magari in conflitto tra loro tipo cattolici e ortodossi nel Cristianesimo, o piuttosto “gradi di osservanza” della Legge stessa? Su questo l’ignoranza è proprio profonda, come avrai capito.
Grazie molte della disponibilità.
Francesco Papini

Ciao Francesco,
qua facciamo gli staordinari. Altro che dummies.
1. Hannukkah. Si festeggia un miracolo avvenuta in seguito alla riconquista di Gerusalemme e la riconsacrazione del Tempio, dopo un periodo di occupazione ellenistica. Era obbligatorio accendere il candelabro a sette braccia, ma ci voleva dell’olio puro. Se ne trovò una sola ampolla utile per un solo giorno. Ma per ottenere dell’olio puro ci sarebbero voluti otto giorni. L’olio ritrovato durò non uno, ma otto giorni.
2. la Torah è tutto, “Antico Testamento”, testi posteriori e commenti, ma - quando si parla di Tanach - Torah significa solo il Pentateuco
3. Circoncisione a 8 giorni dalla nascita, si taglia il prepuzio; Bar Mitzva a 13 anni, si entra a far parte della comunità adulta. Meglio allora non ripetere la circoncisione;
4. Zucker è un film molto divertente. Regole alimentari in 4 pillole:
- niente carne di animali che non siano ruminanti e non abbiano l’unghia fessa, in sintesi disco verde per ovini e bovini;
- gli animali permessi vanno uccisi in modo rituale;
- non mischiare mai carne e latte;
- sono permessi i pesci con pinne, lische e squame. Niente molluschi e frutti di mare;
- frutta e verdura a volontà senza limitazione.
Poi ve ne sono molto altre, ma qua siamo già sulla “buona” strada.
5. la divisione cui fai riferimento riguarda l’origine geografica, hanno quindi spesso costumi e abitudini differenti, ma le leggi sono le stesse. I sefarditi vengono dalla Sefarad, dalla Spagna. Quando nel 1492 Isabella di Castiglia cacciò tutti gli ebrei (e i mori) per mantenere “la limpidezza del sangue”, questi si sparpagliarono un po’ ovunque nel bacino del Mediterraneo e in Europa. Consigliata la sinagoga sefardita ad Amsterdam. Gli askenaziti provengono dall’Europa dell’Est, Germania, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Russia, Ucraina. Parlavano yiddish, un dialetto a metà tra il tedesco, il russo e l’ebraico. Per questo nel film Train de Vie ci si chiede se l’odio nazista provenga dall’offesa suscitata dalla storpiatura della lingua tedesca. Da vedere.


Giovedì 1 Giugno 2006

Faster minichick kill kill


pussycatNoi siamo per donne colossali, donne curvilinee come una complanare adagiata sulle distese di grano a perdita d’occhio, donne imponenti, col quaranta di piede, donne che hanno superato il mezzoquintale in prima superiore. Ma non per questo vogliamo che ci si prenda gioco delle piccole. Per questo dichiaro ufficialmente che la notizia secondo cui le taglie piccole sarebbero in fase di eliminazione dai grandi magazzini americani, mi pare falsa e imbecille. Non grave, non da scatenare una polemica chiedendo il parere di Luciana Littizzetto e Melissa P, ma semplicamente falsa. Ci insegnano gli economisti che il mercato si regola da solo. C’è, con i limiti sanciti per legge, quello che siamo disposti a comprare. E anche se a volte vengono commercializzate delle novità, oggetti di cui non conoscevamo l’esistenza e per cui non provavavamo desiderio non avendoli mai visti, poco dopo se quelle novità non trovano un pubblico interessato, sono destinate a sparire. Per legge di mercato. Quindi, posto che a differenza dei vestiti grandi quelli piccoli vivono anche della crescita di una donna, che ora li indossa ma qualche anno dopo li abbandonerà per frequentarne di più abbondanti, i capi S o XS hanno mercato. Finché ci saranno donne S o XS, e ce ne sono a pacchi, avranno di che vestirsi. Ve lo garantisco io. Forse sono diminuite e quindi questi capi verranno prodotti in quantità minore, ma continueranno ad esserci. Fidatevi. In caso contrario aspetto una rivolta delle piccolette, agguerrite più di cento Michael Moore, contro i direttori generali della grande distribuzione: uomini grigi, vestiti di grigio, piccoli dentro, spaventati solo da chi ha il triplo del fegato nella metà del volume. Non avverrà ma sarebbe bella, come rivoluzione dal basso.


Giovedì 1 Giugno 2006

To bowl or not to bowl


jeff&john.jpgEbrei for Dummies è la nuova rubrica a sei punte di Freddy Nietzsche. È appena nata e già fioccano le domande all’indirizzo ebreifordummies@gmail.com. Questo fa molto piacere a me e a Yankele. Cercheremo di pubblicare il maggior numero possibile di risposte, senza però metterne troppe in ogni post, perché un post lungo è un post noioso. Quindi ci potrebbero essere diverse uscite di EFD ogni settimana, mentre il resto del blog va avanti naturalmente.
Ora. Ebrei for Dummies è una rubrica che parla di ebrei e ebraismo e si può immaginare che possa interessare anche a un pubblico di ebrei. Ed è naturale pensare che alcuni di questi possano rispettare il Sabato ebraico, quindi non usare il computer dal tramonto del venerdì alla notte del sabato. Quindi se pubblicassimo un post dal tramonto del venerdì in poi, il lettore in questione non potrebbe leggerlo; e se invece lo leggesse il venerdì mattina e volesse seguire i commenti la sera con calma, lo stesso non potrebbe per questioni di culto. Insomma, una situazione che non va bene. Quindi Ebrei for Dummies esce dalla domenica al giovedì. Perché io saròanche un fervente ateo, ma Ebrei for Dummies è come John Goodman nel Grande Lebowsky: il sabato non gioca a bowling.