Martedì 4 Luglio 2006
Negri al volante
L’anno scorso sono andato a Los Angeles alla fiera dei videogiochi. E siccome stavo in zona LAX, cioè vicino all’aeroporto, e la fiera era a downtown, cioè in zona Collateral, era un continuo prendere taxi. Perché negli Stati Uniti, ma soprattutto a Los Angeles, il trasporto pubblico non esiste, o meglio non esiste il trasporto collettivo, sia esso pubblico o privato. Fuori dalla partita di baseball (stadio gremito, parcheggio immenso pieno) c’era un taxi. E l’ho preso io. Tutti gli altri erano venuti per conto loro, ognuno con la sua. Comunque, non divaghiamo. In cinque giorni a Los Angeles non so quanti taxi ho preso, ma sappiate che nemmeno una volta il taxista era bianco e anglosassone. I tassisti di cui mi ricordo sono stati, in ordine sparso:
-un armeno gigante che guidava a scatti telefonando e che quando gli ho chiesto se era armeno perché il cognome finiva in ian mi ha risposto “of course every armenian name finish with ian, you nnow, my friend, the turkish killed one and a haf million armenians, the first holoccosst of the twentyth centurry, first the armenians, then the jews, stalin and hitler, the big satans my frriend”
-un etiope che ha saputo che ero italiano e subito mi ha detto allora sei cattolico come me, io ho detto sì di cultura ma non credo, lui come non credi hai il vaticano e non credi? non vedi che meraviglia il mondo? è chiaro che dio c’è chi credi che abbia fatto i fiori e il cielo blu? e poi scusa scusa non ti voglio disturbare amico
-un indiano sikh col turbante e lo schermo a cristalli liquidi che mandava singoli di pop punjabi, poi quando dovevo pagare non avevo gli spiccioli per il resto ha preso un euro per due dollari perché non fa niente mi sei simpatico e poi faccio la collezione (era un euro crucco con l’aquila)
-un russo che mi ha riempito di complimenti perché ero italiano e diceva l’europa la russia l’italia sono posti normali dove la gente parla beve un bel bicchiere io questi non li capisco sempre di fretta fuck fuck fuck, you fuck american, e mi ha raccontato che lui aveva un’azienda in URSS che lavorava con lo stato e poi con il crollo è rimasto ciulato, Michail Gorbaciov destroyed my life, la mafia gli ha confiscato tutto minacciandolo di morte, l’hanno messo su un aereo per los angeles con la moglie e due figli e lì si è ricostruto una vita con il taxi, e adesso ha una minicompagnia di sei taxi, e aveva la valigetta sul sedile davanti l’ha aperta e mi ha fatto vedere fiero this is the money they give me every friday, il figlio lavora nel ramo hi-tech e la figlia è ginecologa (il sogno americano esiste ancora, cazzo), non posso venire in italia è troppo lontano e costoso ma tra qualche mese vado al Rialto a Las Vegas così vedo un po’ di Italia
-un fratello nero con cui abbiamo parlato male di bush e dei fanatici cristiani per tutto il tragitto e c’era coda
-un greco che masticava semi e sentiva il sirtaki a chiodo per tutto il tragitto
-un fratello nero che sembrava Marcellus Wallace di Pulp Fiction e sentiva una radio liberal in AM e abbiamo parlato male di bush per tutto il tragitto.
Tutto questo per dire che nei posti normali succede esattamente quello che paventano i cartelli dei taxisti in rivolta: “Grazie a Bersani sui taxi ci vanno gli africani“, “Vuoi prendere il taxi? Chiedi a Mustafà” e altri di questo tenore. Nei posti normali il taxi è un lavoro con una accessibilità praticamente immediata, perfetto per inserirsi nel mercato e nella società per un periodo elastico da qualche settimana a tutta la vita, autogestito e agile. All’inizio tutti lavorano per una compagnia, quindi in sostanza noleggiano il taxi e si tengono tutto il resto; poi se vogliono si compano il taxi, entrano in una cooperativa, mettono in piedi una compagnia loro. Fanno quello che vogliono fare.
Quindi sì, mi va benissimo, rinuncio al vostro monopolio stizzito e furbastro, rinuncio ai vostri melodrammi, ai vostri trucchetti miseri col tassametro, mi prendo gli africani, salgo in macchina con Mustafà, Talvin, chiunque voglia portarmi in un posto chiedendomi una cifra onesta. Perché noi non abbiamo paura dei negri al volante. Voi forse sì. Ma voi non siete la clientela. E nei paesi liberi su queste cose è la clientela che decide.
30 commenti finora
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davvero. chapeau
scritto da h_g Martedì.04.07.06 16:36
Chapeau tre volte.
scritto da Corrazzio Martedì.04.07.06 17:21
ottimo, davvero: e che qualcuno possa scioperare, piuttosto che contro la mancanza di posti di lavoro, contro la possibilità di crearne di nuovi è segno della stanchezza di idee di questi (ormai lunghi) anni.
scritto da giorgio Martedì.04.07.06 19:53
Grande
Ps: Albergo a LAX? Furama Hotel per caso?
scritto da Federico Fasce Martedì.04.07.06 20:31
Quanto hai ragione!!! Se penso a quanto mi costa andare in aereoporto in taxi nella mia città, considerando che, volendo essere proprio esagerati, ci si mette al massimo 10 minuti da casa mia!!!
E non proseguo perchè rischierei di dire dove possono mettersi la loro protesta i tassisti italiani e non mi sembra molto fine.
scritto da Uyulala Martedì.04.07.06 21:47
Nulla da aggiungere, se non che sono d’accordo su ogni singola parola che hai scritto.
scritto da Diego Mercoledì.05.07.06 09:11
cappello anche da parte mia.
una cosa non ho capito: l’hanno capita la riforma o no, i tassisti? perche’ se l’hanno capita e fanno tutto ’sto casino e’ davvero preoccupante. hanno la possibilita’ di trasformarsi in gestori di mini imprese senza quasi dover investire, come minimo troverebbero automaticamente un lavoro ai figli, si ritroverebbero un valore della licenza moltiplicato… mah
scritto da massimo Mercoledì.05.07.06 10:08
A prescindere da quello che vuole essere il messaggio di questo post (con cui mi trovo d’accordo), sappi che un paio delle micro-storie dei taxisti mi hanno dato i brividi…
scritto da velenero Mercoledì.05.07.06 11:45
Amen.
Meraviglioso il taxista armeno…
scritto da alessandro Mercoledì.05.07.06 12:34
Sappi che stai decisamente diventando un mio pensatore di riferimento. (Oltre che mia voce-da-brivido-sexy preferita.)
Probabilmente non è un buon segno per la mia maturità intellettuale, ma tu prendilo per un complimento.
scritto da macubu Mercoledì.05.07.06 13:43
Il cinema è sogno. Tassisti non americani in america ma onesti e con cui si puo’ parlare perchè non sei rinchiuso in te stesso sempre sul chivalà ora mi fotte….
Matteo ci dice che in quel grande nel senso di vasto paese il sogno di celluloide per i tassisti spesso coincide con la realtà.
Da noi? il tassista di A+R Andata e Ritorno a me piacerebbe….
Nel frattempo venite a Napoli a prendere un taxi, anzi venite ma il passaggio ve lo do io è meglio.
scritto da biocrisis Mercoledì.05.07.06 15:07
ammazza che forza in queste righe….che dici le posso mandare a qualche amico un pò duro di comprendonio?
secondo me, grazie a te, qualcosa riesco a smuovere…
bordone mi hai commosso
ciao
scritto da daniela Mercoledì.05.07.06 16:35
Io dico: si fa la riforma sui taxi? Discutiamo di taxi!
Percaritadelsignore, protestino pure i tassisti, portino pure avanti le loro idee (giuste o sbagliate), se ne discuta e si prendano delle decisioni (le migliori possibili).
Ma nella loro protesta, i tassisti non tirino in ballo altri temi per assicurarsi le simpatie di altre categorie che con ’sto affare non c’entrano un cazzo!
Se Mustafa’, Kalil, Andrij, e chiunque altro sanno guidare, per me va bene. Speriamo che soprattutto i giornalisti che amplificano i tassisti ’sta cosa la capiscano…
A proposito si storie di taxi, qui a NYC tutte le volte che me ne sono servito ho sempre (SEMPRE) trovato qualcuno che aveva dei parenti in Italia (e si’ che i tassisti coprivano quasi tutte le nazionalita’ descritte dal Matteo…)
scritto da robi Mercoledì.05.07.06 18:17
Me sei piaciuto Giallo’!
scritto da TE1 Mercoledì.05.07.06 18:41
dott. bordone, sempre avantissimo.
e gaetano conferma, nella sua quasi totale maschialità, anche un brividino per la a-suo-modo-sexy voice, come si diceva più sopra.
scritto da gaetano Mercoledì.05.07.06 18:47
bel post. m’hai convinto. anche se si capisce che sei di sinistra e difendi il governo. ma voi blogstar di sinistra sarete mica stipendiati da prodi?
scritto da stone Mercoledì.05.07.06 19:09
clap clap clap clap!!!
Bordone, sento che mi sto innamorando di te, anche se ti chiami come un elemento della fisarmonica (informazione comprensibile solo ai più fidi seguaci delle attività radiofoniche del nostro eroe).
Confermo anche la voce sexy.
Passiamo al dunque: cosa posso fare per circuirti? Dipingere di giallo la mia Punto e scarrozzarti su e giù per la tangenziale di Milano biascicando litanie in hindi? Spararmi in una sola notte tutte le puntate di “The Kingdom” di Lars Von Trier? Fischiettare disinvoltamente opere scelte di Sondre Lerche?
Sono pronta a tutto, anche oltre i limiti del penale, civile, amministrativo e costituzionale. Su commerciale e tributario passo.
Miss Piggy
scritto da miss piggy Mercoledì.05.07.06 19:21
Grazie a tutti. Faccio del mio meglio per piacervi. Col caldo si vede che siete di bocca buona.
scritto da Matteo Bordone Giovedì.06.07.06 01:03
Sabato scorso a Pechino c’e’ stata una specie di agitazione dei tassisti. Non uno sciopero, perche’ ovviamente non possono, ma qualcuno di loro era disposto ad ammettere che se la stavano prendendo un po’ piu’ comoda perche’ non sono contenti di come stanno andando le cose. E come stanno andando le cose? Vi riporto qualche dato, giusto per fare qualche confronto con l’Italia: 1)Anche la benzina per i tassisti, che gode di una specie di sussidio, e’ aumentata. Il prezzo e’ raddoppiato rispetto allo scorso anno 2)Sono aumentate le tasse sulle corse; quindi ci sono meno clienti per le tratte lunghe 3)E’ cresciuto anche il prezzo che il tassista versa alla compagnia: fatti i conti gli restano in tasca qualcosa come 120- 150 euro al mese per lavorare 7 giorni su 7 a ritmi massacranti (e infatti capita che qualcuno crepi al volante) 4)In vista delle Olimpiadi, il Governo vuole imporre un esame d’inglese nel 2007, e se fai il tassista qui probabilmente vieni da qualche provincia sperduta, per cui gia’ col mandarino ci litighi. Ora, il confronto con col sistema italiano e’ improponibile per molti versi, pero’ mi sembra che da un lato abbiamo il privilegio, dall’altro lo sfruttamento.
scritto da Tommaso Giovedì.06.07.06 05:22
Il sogno americano esiste ancora. Eccome. Almeno finche’ Bush con la sua politica pro-muro non avra’ finito di distruggerlo.
Sarebbe bello pero’ che ognuno potesse sognare nel proprio Paese d’origine senza dover emigrare: armeni, russi, indiani, etiopi e perche’ no… italiani.
A parte la voce sexy su cui non posso esprimermi, mi unisco ai clap clap. Aspettando che radio due on line finisca presto di essere oscurata per via dei mondiali…
un emigrato sognatore.
scritto da LAmerikano Giovedì.06.07.06 06:05
Bordone, è da un po’ che ti leggo ed è da quel po’ che mi ritorvo, come nella bambagia, in quello che scrivi. Mi piacerebbe averlo scritto io. Il post è limpido, chiarificatore fors’anche per quelle menti ottuse che ieri hanno parcheggiato le loro bighe bianche al Circo.
L’arroganza di questi giorni mi sconcerta, e ancor più mi sconcertano quelli che - dai loro loculi politici - ne prendono le parti per pelosa accondiscendenza (forse neanche tanto pelosa e forse nemmeno accondiscendenza).
Mi sorge allora un pensiero, magari non così spettacolare come quelli che scrivi: e se facessimo come loro? E se invece d’usare il taxi dessimo più credito agli altri servizi pubblici. Pur con i loro limiti, penso ci dimostrerebbero che in quanto ad efficenza non hanno nulla da invidiare a quel tassinaro che per portarti in un posto che già conosci ti fa fare il giro della città e quando glielo fai notare ti risponde “e allora perchè non ha usato la sua macchina?”.
Mi piacerebbe vedere sulle strade, da qui a qualche anno, Khalil, Ahkmed, Cosmadim, Banghar, ma anche Pugliafico, Ferrante insomma, una serie di facce nuove - non necessariamente dei conversatori - portarmi dove devo andare a costi ragionevoli, in un’auto pulita e confortevole.
Chissà. Vedremo.
Grazie Bordone. È questo uno dei pochi casi in cui “tenerlo” (il bordone) è utile.
scritto da Michele F Giovedì.06.07.06 10:44
Tutto perfetto, compresa l’immagine scelta, visto i sogni lavorativi del protagonista dell’ultima meraviglia di Mann!
Ciao!
scritto da Mauro Ghilardini Giovedì.06.07.06 11:18
grande matteo,
ti seguivo già da dispenser, ora mi sono traferito in costa rica e riesco solo a seguire il blog (dial-up connection)che peraltro è molto piacevole, continua così. saluti tropicali a tutti.
complimenti anche a yankele, geniale!
scritto da pietro s Giovedì.06.07.06 19:33
Your post on my blog. By Matteo, grandi complimenti for you.
A.Pe.
scritto da Andrea Pergola Venerdì.07.07.06 10:19
a proposito di “negri”, dello spot delle insalate che vorrebeb essere una sit come, ne vogliamo parlare?
(io ne parlo)
scritto da h_g Venerdì.07.07.06 10:38
bueno… domando scusa per il “sit come”, che tuttavia potrebbe essere una graziosa rilettura partenopea del genere
scritto da h_g Venerdì.07.07.06 10:39
Quindi io sono stato un cazzaro a noleggiare un auto e fare la spola Westwood-Anaheim per andare al NAMM show? prendendo 2 multe tra l’altro…
Ho solo avuto il piacere di un tassista libanese con raffreddore, che al nostro annuire se poteva spegnere l’aria condizionata (cosa che per un americano è impensabile) ci ha guardato con fare divinatorio e di ringraziamento totale.
Anche io sono rimasto stupito che in un luogo vasto come LA, il servizio pubblico sia quasi pari a zero e concordo anche io sul fatto che il problema (in Italia, ma spesso anche fuori) è che ci sono troppe auto usate male e pochi servizi ben strutturati usati ancora peggio.
[partecipo allo scandalo della publicità simil "8 sotto un tetto" con tanto di battute idiote, fratellino nero, in una famiglia di bianchi e risate oltremodo finte]
scritto da DvD Venerdì.07.07.06 12:39
“troppe auto usate male e pochi servizi ben strutturati usati ancora peggio.”
Questa mi piace, come anche il post sui tassisti: finalmente ci capisco qualcosa su questa storia! Pagare poco, pagare tutti, per andare dove si deve andare senza menate e raggiri! Sempre odiati i tassisti italiani, anche se purtroppo utilizzati, fortunatamente non di sovente…ma mi sono bastate quelle poche volte, comparate con le molte in cui ho avuto il piacere di usufruire di tassisti inglesi, francesi, tedeschi e americani, per inquadrarli come categoria di furbi, troppo furbi…ora spiegami anche perchè insorgono farmacisti e avvocati e sarò pronto per accettare pure la stangata ad un’altra categoria di merda, cui io appartengo (e anche tu) ma di cui ancora mi sono rifiutato di farmi tesserato: i giornalisti!
scritto da Barabben Venerdì.07.07.06 22:35
il post è bellissimo, e vabbè.
le storie che racconti, pure.
la riforma i tassisti non l’hanno letta, per niente.
questa è la prima volta che si prova ad affrontare la questione.
penso a tutte le volte che a causa delle tariffe dei taxi, mi è venuto il maldischiena portando la valigia, a tutte le volte che non sono uscita di sera perchè gli autobus dopo una cert’ora non passano….., a tutte le volte che per arrivare in areoporto son dovuta partire 3 ore prima…., a tutte le volte che sono tornata a casa di sera, rischiando in strade buie….squagliandomi dalla paura….
bravo bordone, continua così.
cius.
scritto da viadellaviola Sabato.08.07.06 00:21
Would you recommend hiring a personal injury lawyer to help me?
scritto da personal injury lawyers Venerdì.03.11.06 05:31
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