Sabato 1 Luglio 2006
Royale Politique - Hey, Bersani, dici a me?
Io non so se questo sia fare qualcosa di sinistra o di destra, se sia il mercato, sia concorrenza (yes, yes!), sia il terribile liberismo che mostra la faccia buona o semplicemente l’alleggerimento di categorie privilegiate che stavano zitte zitte e sarebbero andate avanti così con le mani nella marmellata per sempre. So solo che ci sono molte cose in cui questo non è un paese normale perché uno non può prendere un taxi se non è turista o pirla o disperato o strapieno di soldi. So che gli aumenti delle RC Auto negli ultimi anni sono stati incredibili nel senso che ti arriva il bollettino da pagare alle poste e ti chiudi dentro casa a doppia mandata (perché è talmente tanto che temi una incursione di Staffelli in casa tua in cerca di malcontento popolare, Signor Matteo Signor Matteo, e allora paghi sereno perché meglio pagare che Staffeli, però è comunque troppo cazzo!). So che la figura del notaio, insieme a quella del podestà e del curato di paese non mi è mai stata molto chiara. Credo si tratti di una questione generazionale ei notai hanno fatto anche la campagna pubblicitaria questo mese per dire che sono nostri amici, ma non è che mi abbiano convinto tanto.
So che il problema non è che si faccia qualcosa di sinistra o di destra, ma che si faccia qualcosa. Di più: che si faccia qualcosa che costi in termini di voti. Il nostro paese è un paese fermo, più che schierato da una parte o dall’altra. Muoverlo è come costringere Galeazzi ad alzarsi dal divano: si incazza. Si incazza e non ti vota più. Poi alla lunga l’Italiano può capirla e votarti ancora. Ma se anche così non fosse, queste piccole cose che ha fatto Bersani fanno passare un concetto: il governo governa (Totò diceva “la serva serva”, che non è molto diverso). Il governo prende dei provvedimenti per cambiare le cose. Parla poco e fa. Negli ultimi anni, e anche nei primi mesi di questa nuova legislatura, c’è stato un gran parlare di concetti astratti, posizioni, linne guida, Gloria Guida, metteremo in essere, porremo in agenda, ognuno dica la sua che tanto ci pagano, dai Paolo Cento dì una cosa fuori luogo tu che poi andiamo a pranzo.
Ecco. Vedere che succede qualcosina, semplicemente, fa piacere.
Poi adesso le categorie diranno che è uno scandalo, faranno gli scioperi, i picchetti. Posso capire. Capita. Loro sì, quelli toccati in prima persona, che prima godevano di una condizione privilegiata e in qualche misura ingiusta e dovranno cambiare idea sul proprio ruolo nella società italiana, li capisco. Gli altri no. Chi mi viene a rompere le palle sui diritti dei tassisti senza avere parenti tassisti, sappia che gli rispondo male.
PS - Messaggio per la Rosa Nel Pugno: continuate a rompere i maroni, non mollate, che è il vostro ruolo, lo sapete fare e fate solo bene, ma se dico sorttovoce che in questo decreto ci sono più cose di riformismo liberale di quelle degli ultimi cinque anni con gli altri, dico una stronzata?
PPS - Messaggio per il Governo: lo so che adesso è presto e non lo pretendo immediatamente ma prima o poi vi tocca rompere le palle anche all’ordine dei giornalisti. Lì voleranno i coltelli, sarà veramente la guerra, se avete il coraggio di farla, ma sarà una guerra giusta. E ci divertiremo come dei pazzi a seguirla.