Martedì 8 Agosto 2006
Raschiare il fondo del pescecane
L’altro ieri credo di aver visto il reality classico mostrare lo scollinamento della curva minima di creatività, il punto di non ritorno, quando le idee finiscono e si alza solo il volume senza suonare niente di nuovo.
Non ce n’è più. Altro che Happy Days e il suo salto dello squalo.
MTV: un garone speciale unisce i due reality classici del canale, Real World insieme a Road Rules. Siamo alla finale concentrata di due produzioni. Una delle prove è la seguente. Su un campo di mais tagliato da poco ci sono due furgoni carichi di carne e delle macchine agricole, tipo trita-alberi o qualcosa del genere; due squarde, i gtiocatori di ciascuna divisi in due categorie, lanciatore e raccoglitori. Il lanciatore prende dei blocchi di carne semi scongelata dal camion e li lancia nella bocca del tritatutto, che smionuzza e spara bistecchine a strisce lontano, a una trentina di metri di distanza, sparpagliate su un area di una decina di metri. Lì, dalle parti dell’impatto, c’è il resto della squadra: tutti hanno tute impermeabili colorate e un cestello di plexiglas in testa. Lo scopo del gioco è raccogliere, in un catino dove i concorrenti svuotano il loro cestello periodicamente, quanta più carne possibile. Quello che succede è pronti via, e cominciano a piovere brandelli di carne, coi concorrenti disperati che presto scivolano su un mare d’erba e brandelli di carne e non raccolgono una mazza. Dall’altra parte, dai col trito! E vengono fatti fuori diversi quintali di carne triturata e sparata in testa ai concorrenti della televisione. E tutti sono imbranati, la cosa viene male, raccogliere ’sto mare di carnazza fetida è impossibile.
Domande che gli autori forse si sono fatti, per poi decidere di no:
A-Perché carne e non merda?
B-Quelli col cestello potrebbero essere nudi, no?
C-E che ne dite di usare la carne marcia e tirare dentro anche Fear Factor?!
Domande che gli autori non si sono fatti:
A-Ma è divertente?
B-Ma è ributtante, siamo sicuri?
C-Questo gioco fa schifo. È porno per macellai sadici! Non sarà il caso di metter lì un bel toro meccanico e lasciare perdere?
17 commenti finora
Commenta
Motivi che forse hanno indotto gli autori a rispondere no alle domande che forse si sono fatti:
A. La merda era piu’ problematica, forse servivano permessi e, sicuramente quella quantita’ era difficile da reperire in un tempo breve (considera che avrebbe essere dovuto essere della consistenza giusta per poter essere raccolta…).
B. Se fossero stati nudi, a quel punto perche’ non farli anche trombare? Si sarebbe perso lo spirito del gioco…
C. La carne SPERO fosse marcia. Un bel modo di smaltire la mucca pazza!
Risposte che gli autori non si sono dati:
A. No
B. No
C. Si’
Io i reality non li ho mai sopportati. Cosi’ come sono fatti sono una scappatoia per fare spettacolo senza avere idee (escludendo queste specie di Dark Side of the Giochi Senza Frontiere).
Vabbe’ c’ho tutta una lunga teoria, ma ho anche degli epserimenti da fare…
Magari dopo…
scritto da robi Martedì.08.08.06 17:31
I reality a me piacciono molto, invece; tengono fuori dai coglioni per dei mesi decine di tizi che non vorrei mai incontrare per strada.
Dio salvi i reality.
scritto da rebelot Martedì.08.08.06 18:10
Rebelot, messa cosi’, non posso che darti ragione…
scritto da robi Martedì.08.08.06 19:13
Se si considera vero l’assioma secondo cui gli autori televisivi si pongono domande (il che è tutto da dimostrare) possiamo con certezza affermare che per ognuna di esse non esistono più risposte (nella circostanza: “si” o “no”) bensì solamente “Perchè no?”
scritto da Simon Templar Martedì.08.08.06 19:16
Siete vecchi, non capite.
Come quelli che pensano che reality significhi filmare la realta’. E’ invece la vittoria della postproduzione. Preferisco un ‘reality’ ben fatto a qualsiasi fiction italiana per esempio. Sono curioso di vedere se la finale di Treasure Hunter (essendo live) mi smentira’. Mhhh, lunedi e’ anche la serata finale di Hell Kitchen (un perfetto esempio di quello che intendo).
scritto da brod Martedì.08.08.06 19:34
Io sono fondamentalmente dipendente dalla televisione. La accendo sempre, anche se non la seguo, anche se faccio tutt’altro.
Ecco, i Reality sono una delle poche robe che fa prevalere in me l’istinto di spegnerla.
Nemmeno i Non E’ La Rai ci riusciva…
scritto da robi Martedì.08.08.06 22:18
Peggio dei reality c’è chi parla dei reality….
E’ così che si dice?
Comunque l’ ho incrociato anch’io quel programma e tale sorta di interrogativi è stato impossibile non pormeli.
La prova predente era una sorta di quiz con successivo ( eventuale? boh) salto da una rampa tipo skateboard con una Bmx. La cosa non tanto chiara (tra le altre) ai miei occhi era il fatto che i concorrenti erano assicurati ad una corda e appena percorsa la rampa venivano sollevati. Ora, scusate se mi sono spiegato da cani, va bene cercare di non far ammazzare i concorrenti ma in tal modo non vedo dove stia la prova. Capirai, che coraggio, abilità….ohhhhhh.
Un semplice tuffo (di piedi) da un trampolino di 5-7 metri, no?
Comunque sono venuto a commentare questo tema, che lascierei anche decadere tranquillamente, per fare un plauso all’ immagine associata al post. Ganzissima, spettacolo (bando alla demenza, ci calza benissimo).
olà.
scritto da Kluz Martedì.08.08.06 22:26
a me piace la foto.
e uso il videoregistratore. utile elettromestico: guarda la televisione al posto tuo e cosi’ puoi perderti tutti questi spettacoli perdibili.
scritto da djzero00 Mercoledì.09.08.06 08:38
Per fortuna che il blog di Matteo mi da un po’ di aria… in questa asfittica estate.
scritto da olminide Mercoledì.09.08.06 11:02
mai visti i reality. Non saprei come commentarli, me ne manca proprio l’opportunità. L’unica cosa che ho visto è stato ieri quello che, credo, fosse “la talpa”. Ho visto una che mangiava termiti fritte. Beh, in fondo sono tanti i popoli che non possono nutrirsi di altro…
scritto da Uyulala Mercoledì.09.08.06 12:46
Molti credono che il reality sia un qualcosa di completamente scollato dalla realtà, ma di propagandato come fedele riproduzione di essa, per attrarre pubblico, quindi sponsor, quindi soldi.
Ne parlo ovviamente senza avere idea di quel che dico, non avendo televisore, ma credo di riportare il pensiero comune.
Ora, se questo reality s’è svolto come Matteo lo racconta (e non ho motivo di dubitarne), devo dire che il reality, almeno questo reality, rappresenta molto bene la realtà.
Ci sono infatti persone che per attirare pubblico, quindi sponsor, quindi soldi, giocano a distruggere degli animali.
Parimenti nello stesso momento delle persone (scommetto in numero maggiore rispetto a quelle che partecipano al gioco) muoiono di fame e di sete.
Li chiamiamo, rispettivamente, la parte civilizzata del pianeta e la parte sottosviluppata dal pianeta.
Assolutamente realistica come rappresentazione, dunque; forse non quella in video, nel senso che pochi passano davvero il tempo a tritare animali, ma certamente realistica la situazione.
Menomale che quelli che muoiono di stenti, non possono permettersi una televisione.
scritto da mORA Mercoledì.09.08.06 18:39
visto che si parla di Toro Meccanico, mi sembrava il caso di intervenire, io ci combatto da un bel po’!
http://johnnymox.blogspot.com/
E’ un gran peccato che nei reality finiscano per portare avanti idee così fiacche. Se penso alla Candid Camera, a Nanni Loi che puccia il cornetto e a quello che ancora oggi ci si potrebbe inventare da ‘far fare’ alla gente..
scritto da Johnny Mox Giovedì.10.08.06 05:14
bel blog, ti ho aggiunto ai miei preferiti
scritto da Moonwatcher Venerdì.11.08.06 00:18
Anche io sono d’accordo sul fatto che nei reality spesso ci siano più idee, mestiere e novità rispetto alle fiction sui carabinieri, alle fiction in costume e a molto altro. E lo stereotipo culturale contro i reality è quanto di più insostenibile e falso e snobistico si senta dire in giro in tema di TV. Il relity, come ogni altra innovazione formale, ora è semplicemente alla fine della prima fase, quella in cui la struttura base è sufficiente a tenere in piedi il programma intero. Volevo solo segnalare che a quanto pare i reality più classici, quelli alla Grande Fratello, mostrano evidentemente questo momento di salutare crisi. Lo stesso vale per i reality di MTV, basati su maschi fanatici birra&latte che si sfidano e ragazze viziate che piangono e si abbracciano. Per inciso, a mio parere i peggiori programmid della TV italiana sono a tutt’oggi i varietà della domenica e i programmi estivi di Antonio Ricci.
scritto da Matteo Bordone Venerdì.11.08.06 02:31
Ah! Antonio Ricci! Su di lui ci vorrebbe un post intero.
Il vero sabotatore.
Il genio guastatore.
Il forzista occulto.
Tutti noi vorremmo un piccolo Ricci nella nostra corte dei miracoli, uno che riesce a farti campagna elettorale senza mai pronunciare la parola comunisti.
Uno di quelli che -scusa la prosaicità- riesce a indorare la supposta e a renderla quasi piacevole.
Prendi Ballantini, gli fai fare l’imitazione di Larussa e track che l’Italia si dimentica del manganello, del braccino teso e della Bossi-Fini.
Parli del cavaliere mascarato e tracckete scompaiono tutto d’un tratto le leggi sul falso in bilancio, le esternazioni al parlamento europeo e le alleanze con i “meglio fascisti che froci”.
Una risata vi seppellirà o meglio ha seppellito i 5 anni del piano Gelli con i suoi ostracismi e i suoi attentati alla costituzione.
scritto da Simon Templar Venerdì.11.08.06 14:51
Matteo, io sono uno che sostiene lo stereotipo culturale contro i reality. Pur riconoscendo l’assoluta validita’ del formato, cosi’ come e’ stato in larga parte interpretato adesso, e’ francamente inaccettabile: in pratica, in origine il reality era nato come “rappresentazione di situazioni reali”, cioe’ persone vere (che non erano attori e non avevano esperienze televisive) in situazioni normali o straordinarie, ma lo spirito era quello di cogliere le sensazioni spontanee di ’sta gente. L’idea, piu’ o meno, mi sembrava questa.
Ora, il fatto e’ che ci si e’ subito accorti che gestire gente “non del mestiere” e’ un po’ piu’ difficile, che a prendere persone “normali” si creano situazioni “normali”, che non si puo’ prevedere a priori se il programma avra’ sviluppi avvincenti o pallosissimi…
E allora?
Meglio prendere gente che un pochino di esperienza ce l’ha, cosi’ puoi proporgli uno straccio di copione (qualche lite, un po’ di sesso, un piccolo dramma…); meglio pensare a un programma con tanti giochi e prove da superare, cosi’ almeno quelle le si possono fare avvincenti quanto vuoi (cammina sul ponte tibetano con sotto i coccodrilli, trasportando nitroglicerina…), per inciso, questo stratagemma seppellisce definitivamente la possibilita’ che uno reagisca “spontaneamente”; infine, siccome comunque un reality “normale” con persone “quasi normali” (tipo GF) rompe le palle dopo un po’, perche’ non prendere persone famose per il reality? Cosi’ c’e’ il fattore curiosita’ morbosa da novella2000 che tiene la gente attaccata alla tele… Beh, il finale, ovviamente, e’ prendere persone famose e metterle a fare i giochi senza forntiere (Isola dei Famosi)…
Insomma, un’idea buona e’ stata (anche questa volta) rovinata da esigenze di ascolti televisivi.
Altro inciso, proprio perche’ non penso che l’idea di reality sia da buttare nel cesso, fine alla quale dovrebbero essere invece destinate le persone coinvolte nei vari tentativi compiuti finora, non sono d’accordo col dire che peggio dei reality c’e’ solo parlare dei reality: criticarli e’ giusto perche’ dovrebbero essere molto meglio di cosi’!
Nessuno si ricorda quel programma di RaiTre degli inizi degli anni Novanta in cui dei ragazzi che facevano l’universita’ a Bologna avevano le telecamere accese in casa 24 ore su 24? Quello non era male… E la parola reality era ancora (quasi) di la’ da venire…
scritto da robi Venerdì.11.08.06 16:42
ma il nome “freddy nietzsche” c’entra qualcosa con Freddy Nettuno???
scritto da unochepassavaquipercazo Venerdì.11.08.06 21:52
Lascia un commento
A capo e separazione tra i paragrafi automatici, l’indirizzo e-mail non è mai mostrato, codice HTML consentito:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>