Venerdì 11 Agosto 2006
Prove tecniche di arte pop: il caso Daniel Edwards
L’anno scorso a settembre negli Stati Uniti si parlò, anche se non troppo, di un trittico di opere composte da una scultura in gesso raffigurante la testa del leggendario battitore dei Boston red Socks Ted Williams, accanto ad alcuni oggetti legati alla sua professione. Le teste rappresentavano la testa mozzata del Williams stesso. Perché era stata mozzata? Perché il fratello, invasato duro, aveva ottenuto la custodia del corpo del campione e aveva deciso, dopo una controversia legale con la sorella, di affidarlo alla Alcor, azienda leader nel campo criogenico. Cosa fanno alla Alcor? Semplice: immagazinano i corpi di persone morte dentro a contenitori stagni raffreddati con azoto liquido. Un giorno, secondo loro, verranno riportati in vita. Nella procedura di stoccaggio della Alcor è previsto che la testa sia conservata separatamente. Quindi decapitano i cadaveri, prima di affidarli all’abbraccio del freddo Kelvin.
Dell’opera e del suo realizzatore, il barbuto Daniel Edwards, non si seppe molto da questa parte dell’oceano e nemmeno poi troppo dall’altra. Ma qualche mese dopo, nella primavera del 2006, compariva sui giornali di tutto il mondo, dalle parti del colore e non dell’arte contemporanea, l’immagine di una scultura (di cui vedete il lato che i giornali non hanno pubblicato) raffigurante la puerpera Britney Spears che partorisce gattoni, allungandosi su una pelle d’orso. Il titolo della scultura è Monument to Pro-Life: The Birth of Sean Preston, che potremmo tradurre “Monumento al movimento per la vita/al movimento antiabortista: la nascita di Sean Preston”. Britney Spears aveva in efftti partorito il 14 settembre 2005 con taglio cesareo. Ma questo non conta. I giornali, o per Britney, o per quello che vedete, o per l’orso, o per la posizione, oppure per il titolo e la polemica politica pro-life/pro-choice, ne parlarono tutti.
Ora, in questi giorni, si parla della terza scultura del barbuto Daniel Edwards, ancora una volta sui siti dei quotidiani, o nelle pagine del colore, perché si tratta di un busto che rappresenta Hillary Clinton, il senatore, con delle tette maestose e durissime bene in vista. A detta dell’artista, l’idea gli è venuta sentendo una frase di Sharon Stone, pronunciata nelle interviste durante la promozione di Basic Instinct 2, secondo la quale gli americani non sarebbero oggi pronti a dare fiducia a Hillary Clinton perché ha ancora troppa carica sessuale. Evidente che tutto questo non ha niente a che vedere con la realtà della vita politica e delle valutazioni degli elettori americani, ma senza dubbio ha a che fare con la cultura pop e con l’intreccio tra realtà e promozione cinematografica. Quindi c’entra in pieno con la scultura.
Perché Daniel Edwards è un artista pop. Le sue opere non sono solo le opere, ma anche la reazione dei media e il modo in cui il mondo dello spettacolo stesso risponde a sua volta a questa proiezione di sé. Per ora la missione sembra compiuta. A ogni opera l’attenzione cresce e l’elemento di scandalo, fondamentale per l’arte tutta, ma per quella contemporanea in particolare, continua ad essere sottolineato da tutti. L’arte che finisce nelle pagine dell’arte praticamente non esiste, non è rilevante per la società.
Le motivazioni dietro alle opere, l’aria di artista sensibile, l’urgenza creativa, sono solo imitazioni del classico atteggiamento dell’artista. Tutto sembra fare parte di una rappresentazione divertita con la faccia seria, come un mockumentary: diciamo che Edwards sta all’arte contemporanea come gli Spinal Tap stanno alla storia della musica pop.
I documentari The Several Severed Heads of Daniel Edwards e Hillary’s Bust, realizzati dall’esordiente inesistente A. D. Calvo per la Goodnight Film, sono tutti parte dello stesso meticoloco progetto.
Tra qualche mese tornerà con un’altra scultura. Poi faranno una personale. Poi diranno che è un impostore. Salteranno fuori scandaletti e altre sculture e denunce e articoli e altra roba. Tutto secondo i piani, intelligenti, di Daniel Edwards, artista pop.
ps - Se l’immagine di Britney vi stomaca, sappiate che anche voi siete venuti fuori così. Fatevene una ragione. E se siete nati cesarei, come me e Sean Preston, la scena faceva schifo uguale se non di più. Guardate Reparto Maternità su Fox Life se non ci credete.
14 commenti finora
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Finalmente!
Finalmente l’arte è tornata fare ciò per cui è primigeniamente nata: divertire (nel senso etimologico del termine, cioè distogliere).
Basta con opere frutto di parti concettuali ben più dolorosi della sopra rappresentata Spears che si avvoltolano su se’ stesse.
Basta con i bei lavori che “non concedono nulla al pubblico”.
Divertimento, alè… e se questo significa Barnum, ben venga.
scritto da Simon Templar Sabato.12.08.06 00:53
In soldoni insinui che,ultimamente, non sia altro che un vispo calcolatore, o no ? Può darsi , è una cosa di cui vengono accusati, a ragione o a torto, molti “produttori di cultura” artistica , letteraria etc. di successo. Anche fosse, come biasimarli totalmente, se è l’unico modo perchè il modo si accorga appena delle loro arti….
Però in questo caso sei in errore e dovresti pensarci prima di scrivere tali stronzate con tanta leggerezza : IO SONO STATO PORTATO DALLA CICOGNA.
scritto da Kluz Sabato.12.08.06 01:10
Ma no, cazzarola! Allora o io non mi spiego o tu non capisci. Io non insinuo, io racconto che la sua arte è fatta anche di quello. Ma non è per ciò meno arte. Insomma a me piace, alla fine, ’sto tizio.
scritto da Matteo Bordone Sabato.12.08.06 01:22
Sì…’sto tizio mi convince.
E lo fà più del nostro(issimo) italiano(forse non proprio issimo) Cattelan -anche se, anche lui, è di pasta buona-.
E poi plauso al Bordone che ha pubblicato un lato inedito della statua: sui siti di mezzo mondo ci sono foto del fronte o del lato della statua.
Insomma…bravo Matteo che hai preso la Spears da dietro!
scritto da Simon Templar Sabato.12.08.06 02:04
No , no, più o meno avevo colto che comunque ti piacesse, anche se devo ammettere che, complice anche il riferimento ai “Spinal tap”, la mano sul fuoco non l’ avrei messa mai. Scusa, mi sono espresso pessimamente usando ” non sia altro che”. La mia breve attenzione sul “anche di quello” era a prescindere dalla valutazione dell’ artista. Che del resto , l’essere bravo e contemporaneamente “dare qualche strizzatina d’occhio a” , non sono certo due cose incompatibili o inversamente proporzionali.
Temo di dire una castroneria, ma una 3a scultura, che fece molto scalpore, mi pare fosse quella raffigurante una donna inglese con gli arti quasi assenti, per non ricordo quale causa congenita, anch’essa incinta.
p.s. la totale ignoranza dei “Spinal Tap” rispetto a quella della “Sacher Torte” a che livello di masochismo si colloca ?
scritto da Kluz Sabato.12.08.06 02:46
Ciao, ci è piaciuto molto il tuo articolo e lo abbiamo postato in http://www.quadreria.com. Abbiamo cercato di contattarti ma non abbiamo trovato l’email. Il nostro blog è un blog interamente artistico. Se desideri che venga cancellato segnalacelo alla nostra Email! ps. naturalmente indicheremo come fonte il tuo blog. a presto!
scritto da Quadreria Sabato.12.08.06 03:43
Io non condivido il tuo gusto per questo tipo di “arte”, Matteo. Secondo me l’arte contemporanea sta diventando “art-luna park” mirata solo allo scandaletto e al rumore, voglio dire: ma a chi gliene frega della Spears o altri personaggi pubblici? Ok, alla massa, ma che rilevanza ha questo per la mia vita personale? Nulla. E già questa risposta classifica questo come spazzatura e non produttore di domande. L’opera d’arte dev’esser in grado di produrre sempre nuove domande, anche se la collochi in contesti diversi fra loro. Sinceramente questo tipo di arte non risponde a questa esigenza base.
scritto da v Sabato.12.08.06 10:00
A parte che non me ne frega un cazzo di quest’estetica bordononiana, io vorrei solo sapere una cosa: quali cazzo sono e a che punto si trovano le “pagine del colore” sui quotidiani? Che cazzo ti leggi Libero?
scritto da Lux Sabato.12.08.06 10:55
Boh,
A mio parere, discutibile quanto l’opera, non trovo un grammo di ispirazione e talento nel concepire queste sculture bensì un pò di senso dell’umorismo paragonabile a quello di un discreto vignettista. Ovvio poi che potrei essere tacciato di veteroclassicismo per ciò che sto per scrivere ma non colgo nessun utilizzo interessante di tecnica espressiva nè dei materiali per realizzare l’opera. Personalmente non mi trasmette e non mi evoca nulla. Sembra la rappresentazione di un parere e non di un sentire. Di fronte all’esposizione di una di queste opere l’unica commento che mi sorge è che c’è posto per tutti.
scritto da Tranqui Sabato.12.08.06 11:49
Condivido in pieno. Non è roba che emoziona. Ma cosa emoziona dell’arte contemporanea? Qualcosa c’è, ma molto poco. Il concettuale non se ne è mai andato davvero. Forse il compito di suscitare emozioni spetta ad altri linguaggi nella società odierna. L’arte crea e sottolinea contrasti e cortocircuiti. In questo è davvero postmoderna e intellettuale. Non ci si commuove davanti all’orinatoio di Duchamp, né davanti a un taglio di Fontanta, né a un sacco di Burri, né alla macchina da scrivere molle di Oldenburg. È tutta così l’arte contemporanea: intelligente, geniale, interessante e divertente se non pallosa e pretenziosa.
scritto da Matteo Bordone Sabato.12.08.06 12:05
Potrei dire che in realtà a ben vedere molta arte contemporanea emoziona tanto quanto: le sculture di Giacometti a me emozionano, Laurie Anderson idem, ci sono molti artisti magari non conosciutissimi dai mass media che emozionano tanto quanto Michelangelo che faceva delle cose che non erano ben seguite e capite dai suoi contemporanei. Molto non viene recepito perché l’arte contemporanea è difficile da seguire. E’vero che bisogna studiare per comprendere il nuovo linguaggio usato dagli artisti, ma da qui a dire che non emozionano… mbho?! A me i bambini appesi di Cattelan m’hanno emozionato tanto quanto Edwards, entrambi penso che siano due geni a farsi pubblicità con opere dure e cattive.
scritto da lapiccolacuoca Sabato.12.08.06 16:48
All art has been contemporary. Qui a Torino ce l’abbiamo scritto anche sull’ingresso della GAM.
Comunque queste sculture valgono qualcosa non solo per il messaggio. Sono anche esteticamente significative, non sono la tipica cagata del tipo “questo lo sapevo fare anch’io”, con tutto che anche quando sembra banale certa arte non lo è.
Ben venga Daniel Edwards. E non c’è nulla di più commovente di un parto. Se si ha un po’ di stomaco.
scritto da vitalux Sabato.12.08.06 16:51
Per me questa è arte concettuale. certo diverte a dismisura ma è un puro costrutto di concetto. se privassimo l’opera di tutto il discorso che ci sta intorno probabilmento non ne apprezzeremmo le caratteristiche estitiche. o forse mi sbaglio, ma credo sia questo il motivo per cui certi artisti suscitano clamore e perplessità: creano opere effimere (nel senso più buono del termine) che rischiano l’oblio come una notizia di gossipi letta sotto l’ombrellone. ma forse mi sbaglio. comunque tutto ciò è molto divertente e interessante.
scritto da kansei Domenica.13.08.06 12:16
ma non e’ che jeff koons l’ha fatto prima?, se poi Daniel Edwards sposa b. spears vince.
scritto da Salieri Lunedì.14.08.06 18:23
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