|
|
|
|


Giovedì 17 Agosto 2006

Tu quoque, Bisie, fili mi


barksAlla fine degli anni dieci, il dio del racconto per immagini Carl Barks, rimasto orfano di madre e impossibilitato a continuare gli studi per via di gravi problemi all’udito, si barcamena tra mille lavoretti. Più tardi, da affermato disegnatore Disney, inventerà un personaggio simile a quella versione arrabattona di se stesso: Paperon De’ Paperoni. Il passato di Paperone (pantaloni bucati, Klondyke, denti che battono al freddo in una catapecchia) emerge qua e là nei suoi ricordi, quando asciuga i nipoti tutti raccontando la dura vita dell’uomo che si è fatto da solo, per spingerli ad accettare sacrifici e angherie varie. E dentro a quelle storie c’è un po’ dell’infanzia verissima e disperata di Carl Barks.
Molti anni dopo un attore di Milano, già discepolo di Dario Fo, cerca insieme a molti altri colleghi (comici, musicisti, registi e altro) di farsi strada nel mondo dello spettacolo italiano. Il suo pezzo forte è un celebre monologo sulla natura ambigua e poco comprensibile di quei paperi inventati proprio da Carl Barks. L’attore si chiama Claudio Bisio.
Dopo molti anni nel sottobosco creativo milanese, Bisio emerge insieme ai suoi soci nei primi film di Gabriele Salvatores, coi quali partecipa alla realizzazione di Mediterraneo e vince una fetta di Oscar con Mediterraneo. Non è poco. In musica, collabora da sempre con Rocco Tanica e gli Elio e le Storie Tese. In televisione, è nella gran parte dei programmi comici milanesi (cioè non Dandini/Guzzanti per intendersi), tipo Zanzibar, Cielito Lindo, Facciamo Cabaret, Mai dire gol, Zelig e altro. Quest’ultimo programma, condotto insieme all’ottima Vanessa Incontrada, diventa un fenomeno nazionalpopolare di dimensioni clamorose, più per il tono e l’approccio informali, che per la qualità straordinaria dei numeri che si susseguono sul palco. Dopo molti anni di successo, anche quella, come ogni altra formula, ha stancato. La gente ha smesso di chiedersi chi sia Tatiana e se il papà sia connesso e l’anno prossimo vedremo meno comici e più commedia, a quanto pare.
In questi anni ci eravamo convinti che Bisio fosse uno capace di rimanere simpatico, dotato di senso della misura, in qualche misura uno normale, pur avendo una popolarità vastissima. Tutte le cose che faceva dimostravano una certa dose di qualità e di passione. Il lavoro con gli EELST di questa estate sembrava confermarlo: una novità, una sfida, un tour di un mese con oltre venti date. Roba interessante, ben fatta.
Apprendiamo con una smorfia che Aurelio De Laurentis, formidabile produttore cinematografico italiano, capace di fare valanghe di soldi da industriale del cinema in un paese senza industria cinematografica, ha convinto Claudio Bisio a recitare in un suo film di natale. Il problema è che lo stesso Aurelio De Laurentis riesce a fare quei soldi con una pratica collaudata, che si basa su una sciatteria diffusa in tutte le fasi della realizzazione del film, controbilanciata da alcuni elementi molto solidi di promozione e scrittura. La promozione è basata sulla popolarità consolidata dei partecipanti e rifugge da qualsiasi forma di originalità, ma ha dimensioni imponenti da ogni punto di vista (spot, ospitate, pagine sui giornali, copie distribuite. La colonna sonora è presa dalle colonne sonore delle campagne pubblicitarie dei telefonini o dai tormentoni delle discoteche più tamarre; i protagonisti sono i conduttori di trasmissioni di prima serata; soggetto e sceneggitura sono volgari, banalissimi, conditi di turpiloquio senza coraggio; il tutto è condito da tette, stacchi di coscia e battute come: “Guarda: quel culattone ha pestato una merda!”.
Claudio Bisio crescerà ancora di più in popolarità e guadagnerà una montagna di soldi. Ma come i suoi amici Aldo, Giovanni e Giacomo, entrerà nella schiera di quelli che finiscono nella grande madre romana del cinema senza qualità di Natale. Ne sarà valsa la pena? Probabilmente sì, dal punto vista del deposito con sopra scritto € dove potrà fare il bagno. Anche se di solito quello è un processo irreversibile. Non si torna a fare cinema piccolo, entusiasta e squattrinato, quando si è fatto cinema orrendo, stanco, impiegatizio e milionario.

PS - Molti di voi diranno voglio vedere te, voglio vedere chi direbbe di no a tutti quei soldi. Si può dire no a tutti quei soldi? Sì. Si può. Una che ha detto di no (e i soldi erano veramente una montagna), c’è. Si chiama Luciana Littizzetto.

15 commenti finora
Commenta

Il parallelo con Barks mi pare assai tirato per i capelli, visto che:

1) Bisio credo non soffra di ristrettezze economiche neppure adesso, dopo gli anni di MdG e Zelig (programmi di buona qualità quanto di buona audience)

2) Il Paperone di Barks non sarà l’Ulysses di Joyce, ma non lo si può certo paragonare ai lavori del “serial director” Neri Parenti…

Qui di parallelo non c’è niente. È tutto obliquo. Sempre.

Eh no, stavolta la foto e’ abbastanza straight…
Comunque, non sono tanto per giudicare la carriera di Bisio mentre e’ ancora in corso: cosi’ come a me piace alternare la visione di merde inguardabili a bei film, immagino che anche lui possa guardare una volta al portafogli e un’altra all’arte…
Poi, alla fine, un po’ cazzi suoi!
Poi, alla fine, magari sara’ un bel film!
Seee, vabbe’…

Sarebbe un’assoluta eccezione se il film fosse anche solo decente. E d’altro canto sarebbe altrettanto eccezionale se il film non facesse una barca di soldi. In ogni caso anche senza il film di Neri Parenti, non è che morisse di fame Bisio. E la cosa non è nemmeno rilevante. Io voglio che quelli bravi facciano montagne di soldi, vallate di soldi, mari di soldi. Ma non facendo schifezze. Sei fai schifezze, stai facendo schifezze. Quanto guadagni non è rilevante.

E se riuscisse a fare il miracolo? E se riuscisse a fare di un film di De Laurentis una cosa di decente? Io credo nelle favole, pure quelle di Barks!

P.s. e poi, qualcosa che e’ avvenuto lo scorso aprile dovrebbe averci insegnato a non dare niente per scontato, no? ;)

Anch’io credo alle favole!
(E se)poi, alla fine, i soldi incassati da De Laurentis li investisse per un suo bel progetto?
(E se) poi, alla fine, la ‘ndrangheta devolvesse parte degli incassi dal traffico di droga a favore dei bambini poveri?
Seee, vabbe’…

stabilire ora che il film sarà una “vaccata romana” mi pare prematuro, considerare Bisio come fondamentale nel panorama della cultura eccessivo, strapparsi i capelli e rodersi che i bravi non emergano per i loro veri talenti, assurdo.

….mmmm…. mi scoccia rimandare delle cattiverie….. ma la verità è che il film non è ancora uscito…. magari,prima di gettar merda,potresti chiedergli due cazzate…. dici che a radio due non verrà mai?…..
per il resto ha ragione robi…. seee,vabbe’…

De Laurentis: Guardami negli occhi, guardami negli occhi, gli occhi,gli occhi, non intorno agli occhi,non guardarmi intorno agli occhi,guarda nei miei occhi,sei addormentato.Tu farai questo film, perchè non credi di mettere in discussione la tua integrita’ d’artista e la tua carriera con la vagonata di soldi che prenderai e l’infima qualita’del film stesso .no di certo.tre,due,uno.Sei sveglio nella stanza.”

Obliquo e tangente. e con molti sensi. anche perché parallel lines non si incontrano mai..

Ragazzi non fate le vergini però, dai. Magari il film sarà anche carino, come lo sono stati i film di Aldo, Giovanni e Giacomo, che sono inguardabili ma rispetto a “il culatone ha pestato una merda/guarda che figa/a regazzì, mo me stai a rompe i cojoni” sembrano Fellini puro.
Però sappiamo tutti benissimo che il cinema anche solo discreto da lì non viene fuori. Tutto fa pensare che sarà un film che limita i danni. Andare a fare un film che parte così, che fa di tutto per non far vomitare, sarà una scelta almeno discutibile?
Ci tengo a precisare che ho parlato di smorfia. Sparare merda/smorfia. Compitino. Tracciare la linea che separa nella scala dell’enfasi queste due espressioni. Misurarla. Riflettere.
ps - La foto di Barks era troppo bella, Robi. Come facevo a non metterla anche se è didascalica?
pps - Yeah, I know.

Mettiamola cosi’, sei obliquo anche nella scelta dei criteri di obliquita’ del blog…
Comunque, adesso, a parte tutto, ma non mi sembra che dai film di Aldo, Giovanni e Giacomo (& Co.) ci sia stato da aspettarsi molto piu’ di quello che hanno prodotto: son comici che ti fanno ammazzare dal ridere (a me anche nei film, ma sono una mente semplice…) ma di certo non ti induco a profonde riflessioni… Non sono Albanese per capirci…
Bisio sta un po’ in una situazione “ibbrida” (termine rubato al lessico cinematografico delaurentissiano), se dovessi classificarlo non lo metterei certo tra quelli che mi fanno riflettere con i loro spettacoli.
Certo che il suo pezzo sui personaggi disney ha cambiato il mio approccio al Topolino…
ps: Si’, e’ vero la foto e’ meravigliosa!

Penso che la colpa dell’esistenza di questi filmacci sia da imputare alla gente che li va a vedere (un po’ come dare l’elemosina ai semafori incentivi il business dello sfruttamento di creature varie).
Mi sono sempre chiesta: ma che tipo di persona va a vedere i film di Vanzina, Neri Parenti&C??? (non cito Jerry Calà perché spero che NESSUNO sia andato a vedere il suo film…e in ogni caso non lo voglio sapere…anche fosse stato campione di incassi non ditemelo…LALALALALA…non sentoooo!!!).
Poi ne ho conosciuta una. Un ragazzo, anche intelligente (oddio, non classificabile tra le 10 persone + intelligenti che conosco), che non si perde mai una “Vacanza di Natale” perché gli ricorda la sua adolescenza, le risate stupide con gli amici quando l’estate, prima che ricominciasse la scuola, era eterna…e nella noia dei pomeriggi/serate da occupare, ci stava anche una capatina al cinema.
Mi piace pensare quindi a sale gremite di persone mediamente intelligenti e malinconiche che di fronte all’ineluttabile culo nudo di Christian De Sica ricordino i loro 16 anni.
Per i film di Banfi e Thomas Milian invece non trovo scusanti.

E infatti la Littizzetto è il mio modello! ;-)

Ma Bisio mi delude… ovviamente… uffi, dopo aver scoperto che il Bar Rattazzo (i milanesi capiscono) se lo sono comprati D&G e quindi ha chiuso per sempre i battenti anche questo colpo… torno in vacanza in black out mediatico?

Chi è senza peccatto scagli il primo ravanello pallido… Per non parlare della partecipazione al film proprio di Aldo Giovanni e Giacomo “Tre uomini e una gamba”. Insomma, fra tutti sono personaggi di caratura piuttosto bassina, l’unico problema è che per tutta una serire di concause i comici si sono convinti che:
1.) Sono l’avanguardia intellettuale d’Italia (il fatto che i loro libercoli siano i più venduti mostra semmai che la retroguardia vince sempre).
2.) Hanno diritto a ritenersi dei capipopolo, in grado di sostituirsi tanto ai giornalisti quanto ai politici, e con successo (vedi Beppe Grillo).
3.)T utto quello che fanno è oro, tipo Madonna o gli U2 (e questo perchè la stampa li coccola e li osanna seguendo il solo metro secondo cui “ciò che vende è buono”).



Lascia un commento
A capo e separazione tra i paragrafi automatici, l’indirizzo e-mail non è mai mostrato, codice HTML consentito: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

(obbligatorio)

(obbligatorio)