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Sabato 19 Agosto 2006

Venezia


Storia
Anticamente, i veneti orientali occupavano, pacifici, un territorio umidiccio. Com’è, come non è, arrivarono i cattivi (Fenici? Vandali? Tamarri?). I veneti orientali fuggirono sull’acqua a rotta di collo. Giunti che furono sulle zolle paludose della laguna, commentarono la scarsità di spazio con la formula sarcastica: “Ve n’è etiam!” Cioè: “Ce n’è anche (troppo)”. Da qui, il nome della città: Venezia.
Territorio
Sostanzialmente acquatica, Venezia si presenta sull’acqua. È fatta a forma di pesce. Il tratto digerente del pesce è un fiume detto “Canal Grande”. Vene, pinne, lische e altre parti anatomiche del pesce sono il resto dell’isola. Tutto intorno a Venezia ci sono molte altre isole a forma di altri animali acquatici unicellulari con nomi buffi come Saccasessola.
campo
Politica
C’era il doge; c’è Cacciari.
Indigeni: usi e costumi
Alcuni abitanti di Venezia si muovono in barca, ma la stragrande maggioranza va a piedi. Per questo, proprio come i morti viventi, pur essendo lenti i locali ostentano una resistenza invidiabile: anche la vecchia va pianino ma per cinque ore. Coloriti nei modi, i veneziani incarnano un misto di orgoglio isolano, diffidenza contadina, disincanto marinaresco e alterigia imperiale. Stronzi, direte voi. No, veneziani.
Idioma locale
La lingua veneziana si fonda sul liquido seminale, presente in una miriade di espressioni idiomatiche a sfondo benaugurale, derisorio o di semplice enfasi dialettica. L’aspersione di oggetti, luoghi, fatti o eventi di cui si parla, persone citate (lo stesso interlocutore!) col liquido seminale, è ferma intenzione di qualunque veneziano. È bene guardare di buon occhio questa fertile pioggia intenzionale.
Peculiarità
A Venezia si beve parecchio, di continuo, e si mangiano dei tramezzini squisiti, triangoli gonfi di roba. C’è pieno di stranieri e di studenti. Le studentesse hanno culi di pietra perché camminano molto. L’alcol rende certe dinamica forse più goffe, ma anche molto più leggere. Ci si innamora alla Maurizio Milani: ogni sei minuti.
Luoghi più belli di Venezia sono San Marco e Rialto. Tutti vanno a San Marco e Rialto. Le persone che frequentano il resto della città si sono in effetti perse e hanno rinunciato al raggiungimento della propria meta bellissima: San Marco e Rialto. Chi chiede informazioni, chiede la strada per San Marco e Rialto.
Il kebab di Bilal (Campo Santa Margherita) è il più buono del mondo.
San Marco e Rialto invece sono inflazionati. Li sconsiglio.

28 commenti finora
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ah ma allora è facile.
mi ha incuriosito questa venezia.

Religione: i veneziani, e i veneti in generale, venerano un generico esemplare della famiglia dei canidi, tale sentimento religioso è molto forte e diffuso al punto tale da ritrovare invocazioni a questa figura ancestrale in quasi ogni frase di più di cinque parole. La chiesa cattolica condanna come pagana e blasfema questa forma di religiosità popolare.

Spezzo una lancia, anzi, due spade, a favore di Rialto. Trovasi cola’ un locale (ae do spade, appunto), un bacaro (l’accento sulla prima a, grazie) che fornisce (a pagamento, s’intende) tramezzini (che nomina “paperini”) e bevande alcoliche (vino, essenzialmente). Tipico il paperino “ae do spade”, che, pur essendo gustosissimo, è di una piccantezza che richiede almeno mezzo litro per essere spenta.

ma allora sei truffaldino matteobordone. Fai venire la nostalgia a tutti gli ex veneziani (di nascita e adottivi) sparsi per la terra ferma.
C’e’ chi fa risalire l’etimologia di Venezia alla parola vino. Per rimanere in tema se passi dai Do draghi ti bevi uno spriss anche per me?
Sajudi

Caro Marco, risulterò maleducato, ma ho bisogno di parlarti nell’orecchio. Puoi contattarmi via mail?
Grazie truffaldino,
A.Pe.

resta una citta con le aspirazioni di Parigi ma con le dinamiche di pescasseroli.

Mi sembra una descrizione di Venezia tipica da “universitario attempato”…

Io sono stato su Marte, posso mandare pur’io il diario di viaggio?

Da trevigiano faccio fatica, ma ammetto il fatto inspiegabile razionalmente che nelle zone veneziane i tramezzini siano superiori a qualsiasi altro prodotto similare nel resto del globo.
Ad ogni modo i veneziani non sanno guidare, ecco. :)
So già che ognuno ha il suo kebab del cuore, però il “Re del Kebab” a Padova, via Belzoni spacca di brutto.

non ci siamo Matteo, proprio non ci siamo.

Poco prima di girare a sinistra per campo S. Margherita c’è il “Pizza Kebab” e se con “Kebab Bilal” intendi quello proprio prossimo al campo, beh, Bilal batte in ritirata a confronto.

Sono veneziano provinciale (Jeoslo) e lavoro a Venezia e oltre a Rialto e San Marco, un bel pomeriggio di sole alle Zattere e una serata tra amici al già citato campo s. Margherita, sono ottime alternative forse meno turistiche, ma di gran effetto.

che i veneziani non sappiano guidare, è risaputo. Io stesso, che pur non essendo nato a Venezia, ci ho vissuto per vent’anni, ho preso la patente a 25, ho cominciato a guidare a 29 (dopo aver preso un supplemento di lezioni di guida) e tutt’ora non so parcheggiare. Pero’ e’ un fatto che statisticamente nel veneziano ci siano meno incidenti d’auto che nel trevigiano (ed il fatto che io adesso viva nel trevigiano non ha nulla a che fare)

Quando le targhe indicavano in maniera evidente la provenienza dei guidatori, c’èra chi, in terraferma, leggeva VE e pronunciava VEleno. Confermo il tramezzino XXXXL, la guida “approssimativa” e ricordo che come aperitivo c’è lo spritz (le grafie sono molte, la pronuncia è solo una) che solo a Venezia si beve con il Select, come alternativa al bitter o all’aperol.

a Venezia ci andai solo una volta da infante e ricordo una gran puzza di pipì, ma potrei essere stata benissimo io, data l’età. Poi, mio malgrado, mi pseudo innamorai di un vicentino, vabbè ma questo non c’entra. Non c’entra giusto? Lo studio deserto e gli infradito di plastica in orario lavorativo mi hanno dato alla testa.
se andate verso il mare, qualunque mare, con la pioggia, consiglio belle and sebastian a go go.
tao tao

Comunque, una valida alternativa alla nota, seminale, espressione colloquiale, puo’ essere un semplice “Ghesbo’”. Nettamente piu’ fine e non meno efficace…

La Misericordia!!!! (non è un’esclamazione… ma un luogo ameno…) Sta vicino al ghetto, che sta vicino alla stazione, e se vi sbrigate (ma tanti dicono sia già tardi) ci trovate qualche veneziano e i giapponesi solo quelli che si perdono… Consigliabile assai la sera. :)

Per coniugare le due rubriche e inventare la lonely ebrei for dummies, mi permetto di suggerire una passeggiata al ghetto di Venezia. Nel luogo dove la parola ghetto (o gheto)e’ nata. Dove le case sono piu’ alte di due/tre piani.

…. facendo un giretto nel ghetto,venni investito da un’orchestrina alla testa di un corteo matrimoniale…

sono innamorata e questo è l’unico luogo che conosca al momento.ho ferriate che trattengono, ferriate che si aprono all’alba e alle tre del mattino.cosa vi dico?che vedo?una scarpa, un bicchiere smerigliato, il lavandino, il click della lampadina. buon viaggio

ti g’à capìo Bordone…
io, di Venezia, consiglio a tutti la zona delle Zattere perchè offre un notevole panorama e soprattutto permette di ammirare i due volti della medaglia veneziana: a sinistra il Canal Grande che porta a piazza San Marco e l’isola di San Giorgio, a destra Porto Marghera con le ciminiere fumanti e gli scarichi gorgoglianti che riversano scoazze (immondizia) sul già citato Canal Grande.
Un abbraccio

Sottoscrivo. Le Zattere d’estate, tra l’altro, sono il posto più luminoso del mondo.

Vi disturbo per segnalarvi l’intervista che mi ha rilasciato il giudice Luigi Tosti, che da mesi combatte per la rimozione dei simboli religiosi dai luoghi pubblici. Spero sia degna della vostra attenzione. Almeno della vostra, visto che tra i politici solo la Rosa nel Pugno -ma va?!- si è mobilitata.
http://squareplaza.blogspot.com/2006/08/luigi-tosti-il-crocifisso-simbolo.html
Andrea Pergola

che bello,oltre a sentirti su radio 2 posso anche leggerti qui..piacevole scoperta fatta di buon mattino e che rallegra la mia giornata.
venezia…è davvero bellissima…anche per me che vivo in sicilia sono rimasta catturata dalla bontà del baccalà alla veneta…

che bello,oltre a sentirti su radio 2 posso anche leggerti qui..piacevole scoperta fatta di buon mattino e che rallegra la mia giornata.
venezia…è davvero bellissima…anche per me che vivo in sicilia sono rimasta catturata dalla bontà del baccalà alla veneta…

Confermo che le studentesse di Venezia hanno il culo di pietra…finchè stanno a Venezia. Da quando ho finito l’università e son tornata nel trevigiano è, sob, crollato tutto.

Per le prossime vacanze, le guide Lonely People

Le notizie del giorno sono due: 1) Servono 800 milioni di euro per restaurare la Domus Aurea; 2) Il Cristo del Mantegna andrà a Mantova, ma l'Annunciazione di Leonardo non andrà a Tokyo. Qui Vittorio Sgarbi ne spiega i motivi…

Il mio modesto contributo: il miglior pranzo veloce (altrimenti detto pranzo onto)i minuscoli ma stipatissimi panini del bacaro di fronte ai giardini papadopoli, lato tolentini, o le polpette di renato (subito prima di campo santa margarita); il miglior pranzo serio dalla marisa, sulle fondamenta di s. giobbe; il miglior spritz ai do draghi, si sa, niente ghiaccio o quasi e selz fatto con una bottiglia d’acqua col tappo bucato; la migliore cena sulle fondamenta della misericordia, al ristorante messicano (si conclude con una tortilla traboccante nutella); la miglior sbronza attorno ai frari, in cerca degli happy hour; la miglior vista notturna dalle zattere; la vista notturna più inquietante dalle fondamenta nove, cimitero, acqua nera ed entroterra (specie dopo essersi persi perché il messicano è chiuso); il miglior angolo di pace, dopo il ghetto, l’isola di s. pietro; l’angolo per tirarsela di s. marco dove ci sono i tetrarchi; l’angolo più bello di rialto il mercato la mattina; il giorno più bello in cui stare a venezia quando nevica.

A parte che non esistono solo Rialto e San Marco, anzi…
E che il Kebab migliore è in strada Nuova mentre a S. Margherita è meglio il falafel, mi hai fatto sorridere assai…



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