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Lunedì 28 Agosto 2006

Le vestali riottose del tempio della polvere


narcissusUn tempo, da piccolo, ero un fan scatenato del Maurizio Costanzo Show. In quegli anni il conduttore era sposato con Gollum (ai tempi si faceva chiamare Marta Flavi). Gli ospiti erano tanti, c’era la passerella, si scannavano sempre. D’estate poi c’erano ospiti spettacolari che parlavano di viaggi e di paranormale. Le litigate regalavano momenti indimenticabili. Tipo il mago Otelma che ripete (inanellato, vestito da Faraone Liberace): “Lei disconosce l’impovtanza di Evmete Tvismegisto! Lei è un ignovante! Lei disconosce l’impovtanza di Evmete Tvismegisto!”.
Una sera al Maurizio Costanzo Show c’era la preside di un liceo che lesse una sua poesia orripilante dove a un certo punto spiccava l’espressione “arbusti divelti”. Era una porcheria. Un critico d’arte secco, antipatico e capelluto, che era tra gli ospiti, fece notare che la poesia della signora era tremenda. Ne scaturì una bagarre. Lei si difese sostenendo che il critico, Vittorio Sgarbi, fosse un “asino poetico”. Lui rispose, conciso e condivisibile: “E lei è una stronza”.
Sono passati tanti anni. L’abbiamo visto che si mena con D’Agostino da Ferrara. L’abbiamo visto che urla in faccia a Staffelli e proclama la bruttezza del tapiro d’oro (bravo!). L’abbiamo visto che fa il cattivo col Trio Medusa (pollo!). L’abbiamo visto con le pornostar. L’abbiamo visto a Telemarket. L’abbiamo visto con le vene fuori, milioni di volte, in parlamento e in televisione che se la prende col fare di chi è rimasto solo a difendere i principi fondanti della nostra civiltà, sferzati dall’ignoranza e dal moderno. Un paladino.
Da qualche tempo Vittorio Sgarbi è assessore alla cultura del comune di Milano. È stato quindi scelto per occuparsi di quella parte della cultura della città che è legata, del tutto o in parte, al settore pubblico. Per come funzionano l’economia e la logistica della cultura in Italia, il pubblico ha un ruolo fondamentale. Quindi quella di Sgarbi è una carica importante.
Da una settimana a questa parte sulle pagine milanesi di Corriere e Repubblica, e un po’ anche sulle nazionali di questi e altri quotidiani, si parla del prestito del Cristo Morto di Mantegna, dipinto richiesto alla Pinacoteca di Brera dagli organizzatori di una una mostra su Mantegna (tra i quali spicca Sgarbi stesso). È una settimana che litigano. È una settimana che tutti i giorni c’è un articolo. Capisco l’estate. Però.
La lite tra Sgarbi e Rutelli prima, la lite tra Sgarbi e Zecchi poi, la lite tra Sgarbi e il Cristo Risuscitato Per L’occasione Perché Non Ne Può Più dei prossimi giorni. Tutta ’sta roba a me non interessa. Io non mi occupo di musei, di conservazione, di archivi. C’è gente che fa quel lavoro lì, ma per il pubblico tutto questo non è importante. Litigate per i fatti vostri e poi raccontateci alla fine come è andata.
Sappiamo che Sgarbi è prima di tutto un vanitoso patologico, uno che si ciba quotidianamente del suo io, anche in spregio delle sue capacità innegabili. Ma è più forte di lui. E guarda caso, catalizza lo scontro con suoi consimili come Francesco Rutelli e Stefano Zecchi, rispettivamente Consigliere di Corte e Gran Ciambellano del Regno di Vanesia. Ma quello con Rutelli è stato uno scazzo passeggero; il vero clash of the titans è Sgarbi-Zecchi, ovviamente.
Io sono stufo di questi addetti alla cultura che intervengono nella vita collettiva del paese solo per diffondere i loro sdegnosi no, solo per parlare di roba di secoli fa, solo per discutere e polemizzare in favore di quello che c’era, in difesa di quello che rimane e contro quello che sta arrivando. Conservatori prudenti, fermi, prevedibili. Sempre con le palle girate. Sempre scocciati. Sempre snob e pieni di sé. Mai un dubbio, mai lasciarsi andare. L’autorevolezza costruita a suon di no, no, no (e quanto sono bello mentre dico no mammamia quanto sono bello!).
Puoi prendere in giro un po’ di gente ogni tanto ma non puoi prendere in giro sempre tutti, dice il proverbio. E forse sarebbe il caso che se ne rendessero conto, tra un’alzata di mento e l’altra. Anche perché non li pagano per litigare. Quello era prima. Quello era agli inizi, ai tempi del Maurizio Costanzo Show.

24 commenti finora
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Ecco cosa stavano trasmettendo l’altro giorno su Smackdown, Sgarbi vs Zecchi! E io che credevo di guardare Undertaker vs Great Khali. Mi è sembrato di vedere pure Albertini tra il pubblico (naturalmente in mutande).

Tu lo sai che io ti amo, vero?Sa di fan adolescente impazzita, ma fa niente. E’così.

Beh ma tanto per sottolineare come sulle pagine milanesi del Corrierone la linea sia ormai sfacciatamente marchettona e orientata a parlare di niente (l’unico argomento su cui si può dire tutto, per sempre) non so se noti che con cadenza settimanale c’è una pagina su “Milano com’è e come sarà” : la nuova Bicocca, La nuova Fiera, il quartiere Garibaldi, la nuova Brera. Con tanti bei disegni di panorami così fantascientifici da far impallidire lo scenografo di Blade Runner e descrizioni al futuro anteriore. Naturlamente l’unica informazione per cui baratterei lo stipendio del redattore giannizzero, ovvero lo stato avanzamento lavori, per valutare se sono cose serie o le belle balle dell’orso, non c’è mai.

Le belle balle dell’orso è una delle espressioni migliori della lingua italiana. Non l’avevo mai sentita. Mi amadre dice “le belle balle di Frate Giulio”. O è mio papà? Non so. Uno dei due cita spesso insomma lo scroto dell’uomo di chiesa non meglio specificato. Ma l’orso… L’orso! L’orso.

Mi sembra di averla sentita dal compianto Guido Nicheli (Zampetti dei film con Boldi, quello di “sole, whisky e sei in polposiscion”). E’ un ricordo che mi perseguita come Phoebe Cates e Plastic Bertrand.

Anch’io da piccola ero una fan scatenata del CostanzoS. (Adesso altro che processi di pasoliniana memoria gli farei, a lui e alla moglie, ma pare sia da fessacchiotti fare di queste sparate contro la tv) La contessa mignottona, certi tipi bizzarri e tristissimi. Il ragazzetto che imitava Carmelo Bene e intanto gli tremava la voce.. che tenerezza. O l’esperto demonologo che raccontava di caproni in cucina (non il poeta) e la femminista brutta col cappello brutto e Tinto Brass sardonico che era un piacere. Barsottoilmare. Passava con stupore rinnovato(suonerà mica come arbusti divelti?)il pensiero dell’interrogazione la mattina dopo(elementari, medie e parte di superiori..)O se rimaneva si rattrappiva. Poi a otto anni mi pare, dopo il trauma Esorcista, ogni sera c’avevo il terrore che avessero invitato qualche prete o la ex posseduta girata di spalle con la tinta sbagliata la ciappa nei capelli e soprattutto munita di registratorino a testimonianza delle sue fantasiose bestemmie. Quanta morbosità però eh. Molto Bosch. Parecchio Stop. Però quei fondali.. E sì, ero una fan anche del Vittorio Sgarbi ma non agli inizi che era troppo troppo, un po’ dopo ma non troppo dopo. A un certo punto. Scusate il Narcisismo della Nostalgia che forse non aggiunge, se non un paio di ricordi.

Anche a me piace un sacco l’espressione dell’orso! e anche mia mamma nomina Frate Giulio, ma nella mia infinita ingenuità pensavo che le “balle” in questione fossero “bugie”…gli orsi mentono spesso? Perchè in quel caso la mia teoria potrebbe essere ancora valida…

Com’è che cantava Battiato quasi 25 anni fa?

“Mandiamoli in pensione i direttori artistici, gli addetti alla cultura…”

Ma quanto era avanti?

Anche a me piace un sacco l’espressione dell’orso! e anche mia mamma nomina Frate Giulio, ma nella mia infinita ingenuità pensavo che le “balle” in questione fossero “bugie”…gli orsi mentono spesso? Perchè in quel caso la mia teoria potrebbe essere ancora valida…

ma sai che uno dei primi ricordi che ho del MCS è proprio quello della preside con la sua inutile poesia?!!! anche a me manca costanzo la sera prima di addormentarmi, ora ripiego sulle rassegne stampa dei tg. ahimè. :’(

I’m back from Portugal, oh yeah!
Vi sono mancata?

Sì. Non c’è freddynietzsche senza nandina! Be’ insomma un pochino.

Guarda che se esageri si capisce che prendi in giro ;-) comunque grazie e sono tornata per restare (insieme alla mia pila di turisticissimi CD di Fado).

bordone sei il mio idolo.
scagliati contro tutti!!!
ora tocca ad Ahmadinejad!
teo

Vai, Matteo! Mordili tutti!
“Spara, Matteo, Spara!”

su dai, con sgarbi e zecchi è facile… ;)

m.:”insomma, ieri in televisione c’era quel tipo, quello che pontifica, il professore di estetica..”
c.: “ah, diego della palma!”
m.:”no, zecchi”.
scampoletto di conversazione realmente avvenuta.ecco quanto importano le ciance di zecchi e compagnia. Intanto a londra chiamano herzog & de meuron a rifare la Tate.

Bentornata Nandina!

“belle balle dell’orso” è un detto popolare che si usa in montagna per sbeffeggiare chi le spara grosse, come i cacciatori, che al ritorno dalla battuta di caccia, raccontavano all’osteria (o alla moglie) “la storia dell’orso”.

Herzog. Werner Herzog che parla produttivamente con le istituzioni. In italia non riescono a parlare con Beppe Grillo.

Che non parlino con Grillo può anche essere un bene, ecco.

Su Grillo d’accordo con Squonk.
Sulla Nuova Tate, avevo letto un articolo sull’Espresso in cui, forse perchè arcinoto agli adetti ai lavori, Fuksas dimenticava di precisare di chi sarebbe stato il progetto…
M’era rimasta la curiosità (in quanto non addetta ai lavori), ma poi per pigrizia non ho cercato, grazie cri(stina) per avermi illuminata!

Il problema con Grillo è che parla sempre lui…

sua Presenza Fuksas rosica come un matto e gioca a fare il baluardo dell’italianità come valore disgiunto….però dice che è bravo..dice
prego Nandina



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