Lunedì 28 Agosto 2006
Portogallo
Un paesello che era un impero e che d’un tratto ha finito i soldi, ma finiti al punto che sembra quasi non li abbia mai avuti. Sembra una persona silenziosa che volta le spalle alla festa perdendosi lo spumante.Là le persone quando non capiscono cosa chiedi mutano l’espressione in rassegnazione, quasi tristezza, saudade. Le loro sopracciglia ti garantiscono che un tempo l’avrebbero capito, anzi, non avresti nemmeno dovuto chiederlo. Ma ora non ci riescono più.Porto, bellissima. È però come fosse un fermo-immagine un attimo in ritardo. Ciò che di Porto affascina, patrimonio Unesco, è la sua decadenza. Un’altra meraviglia, il Castello dei Templari a Tomar è incredibile. Ma è vuoto. Era il quartier generale dell’élite delle élite. L’élite del potere economico, religioso e politico d’occidente. Era lì, a Tomar. Ora è immobile, immobilizzato. Intorno solo una contadina che vendeva la propria frutta. Buona. Lo stesso, anche se dall’opposto, lasciano intuire i mezzi pubblici. Guidano da matti, come non ci fosse nessuno a guardarli, come corressero in una strada di campagna dimenticata. Ma in centro a Lisbona.
Il Portogallo va visto. Ma non basta. Lì ci sono degli odori che qui sono vietati. Intenso odore di bacalau ovunque si venda qualcosa d’alimentare. Odoraccio di pesce ovunque ci sia un banco del pesce, anche nei supermercati ganzi, che hanno il reparto libri e dolci vicino al pesce. Sempre. Odoraccio di frutta. Quando è tanta, buona, c’è un odoraccio. Mi capitò di sentirlo solo fra i contadini Slovacchi.
Il Portogallo è bello. È che non basta vederlo. Il Portogallo bisogna girarlo, mangiare nelle bettole, fare le code ovunque, perchè l’aspetto meno romantico della saudade è un imbastimento generale, bisogna cercare i posti meno turistici che hanno la griglia sul marciapiede, bisogna cercare i mercati con gli zingari che urlano e le contadine immobili che aspettano che qualcuno chieda di comprare (è la saudade), bisogna tirar dritto con freak che ti indicano il parcheggio che avresti visto da solo per aver qualche moneta. Bisogna bere i tipi di Vinho do Porto che hanno solo lì, perchè non lo esportano e loro quasi non bevono, bisogna perdersi perchè i cartelli delle strade mancano. Bisogna andare lì, ordinare il bacalu, aspettare un ora, lasciare la mancia e ringraziare. Parlando in italiano perchè in fondo ti capiscono perfettamente, anche se ogni tanto s’intristiscono.
14 commenti finora
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Che descrizione triste del Portogallo!
Sono appena tornata da un tour breve ma intenso e, anche se condivido appieno le impressioni su Porto - che forse non si può “riparare” proprio perchè patrimonio dell’Unesco - io non ho trovato tutta questa SAUDADE, quanta almeno se ne possa sentire in Sud Italia o in Grecia…
Io ho solo pensato che i portoghesi sono “gente di mare” e, per di più, il loro è un oceano freddo, tempestoso e vastissimo.
Guardandolo io stessa dal faro Peniche e poi osservando l’arte e l’architettura celebrativa di Lisbona, non ho potuto non pensare al coraggio di questi uomini che, sfidando tutte le credenze, hanno ceduto al fascino dell’avventura e hanno scoperto un nuovo mondo. Colombo ha fatto lo stesso, con la piccole differenza che i suoi connazionali non gli hanno creduto. Personalmente non misuro il patriottismo con il fanatismo rumoroso da stadio (tipico degli italiani), o con il sentimento di superiorità (come i francesi, che per 4 palazzi copiati a noi e un formaggio puzzolente, credono di essere i migliori del mondo); ho trovato invece i portoghesi molto patriottici, anche se con misura e decoro.
Certo, il paragone con l’era dorata del colonialismo è lontana, ma non mi hanno dato l’idea di rimpiangerla poi tanto, anche perchè a giovarne non era sicuramente la vecchina che, oggi come allora, vende la sua frutta…
Il Portogallo va visitato, certo, sono più che d’accordo; bisogna viverne le bettole e possibilmente dormire a casa della gente, che te la mostra con gioia e contenuto orgoglio!
Bisogna andarci proprio per il paesaggio, gli odori, la gente…
L’Euro non l’ha scalfitto e si può ancora cenare, dormire e bersi un bicchiere con poco (quando ormai anche la Grecia è diventata VIP).
E’ un paese insomma che va visto, respirato e conosciuto a piene narici!
Cinzia
scritto da Cinzia Lunedì.28.08.06 14:53
E Batala con la catedrale incompiuta e niente attorno ? Una volta sono andato a piedi da Belem al centro, a causa dell’ effetto ottico del ponte sembrava vicino e erano due ore spedite: interi quartieri in puro anni cinquanta Per le colonie leggere Lo splenfdore del Portogallo bellissimo e tristissimo romanzo di Lobo Antunes Einaudi spiega perchè non c’è rimpianto
scritto da corrado Lunedì.28.08.06 16:09
Per i fanatici del turismo “di un certo livello” (ma quale?) consiglio il decadente lungomare di Cascais, e soprattutto Cabo da Roca, il promontorio più avanzato d’Europa verso il nuovo mondo. Una suggestiva passeggiata sui muschi e licheni di colori unici che ricoprono la scogliera e via, sulla collinetta a gustare pesce e crostacei squisiti di dimensioni extra large in un ristorante tra i più panoramici del Portogallo.
scritto da Tranqui Lunedì.28.08.06 16:26
Sei la seconda persona che sento fare questo tipo di descrizione del Portogallo… stesse parole, stesse immagini mentali…
Ma la “saudade” non è un concetto brasiliano? O sbaglio?
scritto da velenero Lunedì.28.08.06 16:31
E i caffe’ con i tavolini fuori, dove puoi consumare ed andartene, tanto nessuno ti correra’ dietro per farti pagare?
scritto da zuck Martedì.29.08.06 08:57
Ma che dire? Internet mi ha mangiato il commento.
Eh già, perchè sono tornata ieri da Porto dopo 2 settimane a girovagare per il Portogallo da Lisbona andando verso Nord, verso Est, in lungo e in largo.
Ed era bello accidenti!
E cosa dire? che senti la fatica di un paese a rialzare la testa, il passato nel “brutto” di cosa è stato costruito intorno al “sublime” di ciò che già c’era… ma le sensazioni e le emozioni stanno ancora sedimentando e allora scrivo pensieri in libertà.
Penso all’odore di sarde alla brace che solo in sicilia nei borghi di pescatori ho sentito così come all’Alfama di Lisbona, ai profumi e alle puzze, alla grandezza e alla decadenza di questo paese… agli estremi opposti delle emozioni che ho provato…
Lisbona, Cascais, Cabo de Roca, Tomar, addentrarsi nell’entroterra sempre di più, i villaggi fortificati al confine con la spagna, il vinho verde del minho, il Porto branco, il Douro che si snoda tranquillo per la sua valle e sbuca all’improvviso dietro ad una curva, il bacalhau e le pastel de nata, il Fado e le telenovelas alla TV… la grandezza nella decadenza, centri storici ancora popolari, ancora poveri, ancora neri dei secoli di fumo, di unto, di pesce e di salsedine… e poi posti che nemmeno a New York come il museo Gulbenkian o, ancor meglio, la fondazione Serralves, che la domenica entri gratis (e m’han fatto il regalo di compleanno!) e ti vedi questo posto spettacolare (di Alvaro Siza, ndr), e tre mostre di artisti che non avresti magari mai conosciuto altrimenti e passeggni nel parco e senti la pace e i profumi e ti chiedi se sono poi così “indietro” i portoghesi…
e poi di nuovo immerso nel delirio palazzinaro della semi-periferia di Porto e poi su per il ponte di ferro e poi giù per le cantine a fare la finta esperta di vino e la finta turista… e in tutto questo ti passa per la mente il viso grinzoso di quella vecchina in quel borgo isolato, alle due del pomeriggio, l’odore di formaggio del suo negozietto di souvenir chiuso che ha aperto per te, come la comunicazione fluiva tranquilla in una lingua franca sconosciuta fino ad un momento prima…
… ma che dire… sono tornata ieri ed è già saudade?
scritto da Nandina Martedì.29.08.06 12:36
E’ molto bello questo ritratto del Portogallo. Sono quelle cose che vanno ascoltate con più sentimento e meno razionalità, facendosi trasportare dalle parole e dalle sensazioni.
scritto da Ivano Martedì.29.08.06 17:31
Sono stato 10 giorni in portogallo quest’estate e condivido in pieno tutto quello che hai scritto. Fa davvero impressione trovarsi in uno staterello così piccolo e così dignitosamente “povero” e pensare all’impero che è stato in passato.
Da vedere assolutamente il delirio del Palazzo De la Pena, a Sintra, un blob di stili architettonici (arabo, gotico, romanico e altro ancora) concepito a fine ottocento dal re consorte, un tedesco (il che dimostra che non è vero che i tedeschi non hanno fantasia: è che non sanno bene come dosarla…) con il pallino dell’arte. Sembra Disneyland. Il tutto circondato da un parco che vuole coniugare (nelle intenzioni) la Foresta Nera con le giungle tropicali e in cui il riparo per le anatre del laghetto ha la forma di una torre medioevale. Delirio.
a.
scritto da alessandro Mercoledì.30.08.06 12:48
A Sintra invece all’opposto, nella sua semplicità, il Castelo moresco con il relativo parco… ma la volete smettere di parlare di Portogallo?
scritto da Nandina Mercoledì.30.08.06 15:16
Ormai è più di un anno che vivo quaggiù, partito da Genova e trapiantato a Lisbona e continuo a gustarmi questa incredibile sensazione di non voler ripartire mai
ps peccato l’estate, con tutti questi turisti italiani, coi loro occhiali gucci e le scarpe prada, peccato che siano così sguaiati e non capiscono che questa non è la spagna, peccato che pretendano sempre di capire e sapere tutto dopo venti minuti che sono arrivati, peccato che noi non siamo più quelli di una volta, mentre qui, loro, sono sempre gli stessi
scritto da daddah Venerdì.01.09.06 16:25
Nel mio protagonismo esagerato:
daddah, hai notato quanti turisti francesi invece? Ma perchè così tanto? Sono sguaiati quanto gli italiani.
Io ho provato a non farmi notare troppo… e non ho gli occhiali gucci nè le scarpe firmate etc etc. quindi magari ci sono anche riuscita, infatti mi chiedevano se ero spagnola :-P.
scritto da Nandina Venerdì.01.09.06 17:02
Sono l’autore del post: volevo rigraziarvi per l’attenzione, i commenti e anche gli apprezzamenti!
grassie raggassuoli e ragassuole…
scritto da Lorrido Sabato.02.09.06 13:56
Ciao..
io andrò ..in portogallo..
Perchè andrò??
!! perchè, forse, amo la semplice naturalità che avete sopra descritto: odori forti, semplicità della gente, prezzi modesti, l’oceano..
Forse è proprio questo che cerco, diversamente da quanto si trova in Italia od altri Paesi “poveri” che vorrebbero sembrare al “passo coi tempi” ma in realtà hanno fatto il passo più lungo della gamba. Evviva la semplicità, quindi la sincerità.
Ciao a tutti
scritto da fabrizio Domenica.15.10.06 11:13
…una volta a Cabo da Roca bisogna “assolutamente” scendere a Praya da Ursa…ti perdi tra le cinque e le dieci volte ma poi, sgarrupandoti tra i massi arrivi a una spiaggetta microscopica con il più esaltante bagno nell’oceano che abbia mai fatto!! Freddissimo e mi raccomando acqua sotto la cinta e mai staccare i piedi da terra o le onde ti portano via…
scritto da Silvana Mercoledì.25.04.07 12:59
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