
Si sfidano Binelli, un italiano, e Danzer, un crucco. Siamo su Sky Sport. Poker da torneo, cioè No Limit Texas Hold’Em. Questa roba è effettivamente diventata una specie di sport. Nel senso che ci sono dei tornei, dei giocatori professionisti, insomma non è la ruota della fortuna. “I got kids,” diceva john Turturro nel gustoso (per chi apprezza il poker) Rounders(Giocatori). Ho dei figli, una ex-moglie, devo pagare gli alimenti, non sono qui per fare l’eroe del poker, per me è un lavoro, gioco per i soldi. Era il racconto di una middle class del gioco d’azzardo, fascinosa e miserevole insieme. C’era Edward Norton che faceva Dioniso e Matt Damon che faceva Apollo. E un gigantesco John Malkovich nella parte del biscazziere russo in tuta.
Diretta filiazione di quel mondo, in cui alla finale mondiale a Las Vegas arrivano sempre gli stessi come a golf, sono questi tornei mandati per televisione.
E siamo in una gara valevole per i mondiali, su Sky Sport, con il commento di Caressa e del suo socio. E Fabio Caressa al commento del poker è un gigante.
Romanissimo, al punto che chiunque (anche lui) in un altro contesto sarebbe insopportabile; sarcastico come in Italia nessuno mai, fino alla derisione del giocatore scarso; competente in maniera puntuale e lieve nella descrizione degli elementi tecnici; simpatico e rilassato in modo contagioso, come mai l’avevamo sentito.
Gioca un italiano contro un tedesco. Gli italiani sono pochi. Il tedesco ha un gran culo (gli entra una doppia dritta su due cartacce mentre l’altro ha una bella coppia vestita e non gli sale una mazza) e ovviamente Binelli è perseguitato dalla sfiga (vasi comunicanti), anche se gioca bene. Il tedesco è giovanissimo e irritante: sembra un ragazzone ciula.
Il relax da bar dei commentatori è alle stelle. Sublime.
Alcune battute sparate da Caressa durante il crollo dell’italiano.
Adesso escono tre picche e io me ne vado!
Eh, ma che culo!
Danzer…mica danzer sulle punte!
Dai, ‘na donna, na cosa così…
È sul Titanic. / Sì, ma ha ggià finito di sonà l’orchestra!
Dai! Dai! Daaaaiii! ALL INN!!! FAI ALL INN!!!! E ddaii, ciai mille lire!
E vabbè, allora dillo.
No, vabbè no. Io me ne vado.
Il Zaponetta è ‘na traggedia. Ai mondial di croupier noo chiamavano di sicuro, il Zaponetta. (Saponetta=croupier maldestro).
Binelli ha cominciato bene, ma poi ha trovato Esculapio (Esculapio=busone della situazione), e contro Esculapio…
Il poker alla tele è bene, perché mi piace. E poi è uno sdoganamento del gioco a soldi, della libertà laica individuale di prendere e giocare a poker e non mi rompete i maroni. Anticonformista per la morale televisiva un po’ lacrimevole, sempre così diffusa. È sempre poker, quindi prenderlo troppo sul serio porterebbe al tono dei programmi simili anglosassoni, che in genere sono solo per appassionati.
Caressa questa volta ci ha preso. A mio parere è perfetto. Esilarante, ironico, a tratti davvero trascinante.
Un mio nuovo culto personale.