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Venerdì 15 Settembre 2006

Kyoto


jasOra, io devo assolutamente raccontarvi questa tipica scena giapponese.
Luogo: Tourist Bureau (TIC) di Kyoto, dove ci rechiamo per tentare di
riuscire a prenotare un paio di alberghetti in località così fuori rotta
che nemmeno sto a dirvi. Il TIC di Kyoto si trova nell’avveniristica
stazione centrale e, per la precisione al settimo piano di un grande
magazzino tipo La Rinascente. Al TIC lavorano dei volontari che aiutano
gratuitamente i turisti come noi in faccenduole un pochetto complesse, tipo
telefonare ad una sperduta pensione giapponese in una località manga per
chiedere se c’è posto.


Se ci provate da soli, ad esempio, tramite una
qualunque normalissima agenzia turistica del centro, ecco… vabbè,
guardate, lasciamo perdere. Noi abbiamo voluto provarci. Dopo mezz’ora di
tentativi di comunicazione, usando anche il linguaggio dei muti e lo
swahili, il tipo mi ha aperto l’atlante e puntando il dito sulla carta del
Giappone mi ha detto, tutto felice e sudato: “We are in Kyoto, here”
[leggasi: ui al in chioto, i al].
Ma torniamo alla nostra simpatica volontaria. Che mi specifica che devo
darle un po’ di monetine per telefonare dall’apparecchio pubblico del
grande magazzino. Ma scusi, non può telefonare dall’ufficio e dirci poi
(taccagna) quanto le dobbiamo? No, bisogna farlo dal telefono pubblico, che
accetta solo monete da 10 e 100 yen, non quelle da 50, né quelle da 500, e
bisogna telefonare in piedi. Beh, ma almeno non può cambiarcele lei le
monetine, che sa, non è che noi si vada in giro con i sacchi come Zio
Paperone? No eh. Beh, guardi, io tremila yen in monetine da 10 e 100 non
segnate e non marchiate all’infrarosso non le ho. Ah, ok, mi accompagna lei
a cambiare ad una delle casse del grande magazzino. Grazie.

Alla cassa del grande magazzino lavorano in sei. Tenete presente che siamo
in un Paese dove ogni incrocio stradale è governato da almeno sei vigili
dotati di megafono per indirizzare la folla. Giuro.
I sei componenti del “team cassa” sono così identificabili: tre stagisti in
piedi appoggiati al muro, immobili, tutti e tre dotati di badge
d’ordinanza. Due cassiere vere, badge pure loro. Un capobanda in gessato,
con lo sguardo serissimo.
La mia volontaria chiede ad una cassiera di cambiare la mia banconota da
mille yen. La cassiera interpellata si rivolge alla cassiera al suo fianco,
che a sua volta interpella un po’ intimidita ed imbarazzata il capobanda.
Il capobanda è molto serio, ascolta attentamente, annuisce, dà un paio di
ordini secchi, tutti si inchinano, si avvicina alla cassa seguito dalle due
cassiere, apre la cassa, blatera seccamente qualcosa, una delle due
cassiere prende una calcolatrice gigante, tutti calcolano qualcosa e si
passano le monetine, il capobanda alla cassiera, la cassiera all’altra
cassiera, quest’ultima le mette su un piattino e le passa finalmente a me,
inchinandosi: nove monetine da cento yen e dieci monetine da dieci yen. Io
mi inchino, tutti si inchinano verso tutti e, colpo di scena finale, anche
gli stagisti si inchinano verso di me e mi ringraziano. Loro a me.

Carlo - www.orizzontintorno.com

5 commenti finora
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Mi inchino anch’io alla stupefacenza del Giappone!
Ma alla fine, nella pensioncina manga, hai trovato posto?

Non era meglio andare in una pensioncina hentai? :)

che erano un po’ “strani” (cioè un mondo completamente iverso e a tratti incomprensibile per noi) lo sapevo, ma un episodio così mi fa passare la voglia di andarci in Giappone (sogno irrealizzabile finché non avrò un bel gruzzolo di soldi da buttar via!)

E’ stupendo tutto in quella stazione! Isetan, negozietti con i dolci, il museo di Tezuka! La statua della principessa Zaffiro e le indicazioni con Astroboy… Cosa volere di piu’?

E’ stupendo tutto in quella stazione! Isetan, negozietti con i dolci, il museo di Tezuka! La statua della principessa Zaffiro e le indicazioni con Astroboy… Cosa volere di piu’?



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