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Lunedì 18 Settembre 2006

Dear Mr. Spielberg


incontriCaro Steven Spielberg, mi chiamo Matteo Bordone e sono nato nel 1974, un anno prima che lei trovasse con Lo squalo un successo e una popolarità planetari che non l’avrebbero mai abbandonata. Sono cresciuto guardando i suoi film. E sono tra quelli che erano troppo piccoli per capire Incontri ravvicinati del terzo tipo al primo giro, ma si sono immedesimati subito nel ruolo dei bambini di E.T.. Le scrivo questa lettera a proposito dello stato preoccupante in cui versa il cinema spettacolare degli ultimi tempi.
Lei ha sempre fatto un cinema di cassetta, come si dice, capace di emozionare e durare nel tempo, realizzando cifre da capogiro. Roba scritta bene, recitata bene, diretta in maniera sopientissima e trasparente (senza spacconate). Nessuno ha mai pensato che nei suoi film lei sfoggiasse bravura, ma tutti constatavano quanto lei fosse bravo. E sempre al servizio della storia.
Il successo avventuroso del momento è un film che si intitola Pirati dei caraibi - La maledizione del forziere fantasma, di cui certamente lei saprà anche più di me. Il film è simile per genere (avventura), successo (blockbuster e fenomeno pop) e ambientazione (antichità e misteri) alla sua saga di Indiana Jones. Il problema è che a differenza di quello che succede in tutti gli Indiana Jones, in Pirati dei caraibi gli attori recitano male, gli effetti speciali non sono credibili, la storia non va da nessuna parte e, cosa ancora più grave, non esistono emozioni. È tutto bello da vedere, ma senza un batticuore che sia uno. Si sorride e anche poco. Ci si annoia abbastanza. Si guarda l’orologio. Mai le mani davanti agli occhi, mai tensione erotica tra i personaggi, mai quella vertigine vera di quando i cattivi rischiano di fare fuori i buoni. Perché, altro problema, i cattivi veri non ci sono. In questo film il cattivo è un grosso polpo e nessuno piange mai, muoiono solo personaggi sullo sfondo, non c’è niente di cui preoccuparsi. Nemmeno la struttura classica del racconto, con l’avventura che si complica e la soluzione intorno alla fine, è rispettata. Nessuno si chiede il perché di niente. Qualsiasi emozione che abbia anche solo un’elemento di incertezza o suspence, viene stemperata da una gag, una battuta, un momento sdrammatizzante paradossale. Così se ne va il dramma, cioè l’emozione, e ci si ricorda che si sta vedendo solo un film e quindi non c’è niente di serio per cui fibrillare. Ma noi paghiamo il biglietto perché ci convincano che dobbiamo prenderci a cuore la vicenda raccontata, non per sentirci dire: “Tranquillo, stiamo solo scherzano per un paio d’ore”. Questo tipo di prodotto sterile e rassicurante, che somiglia all’idea che i grandi hanno dei videogiochi (ma è molto meno intenso e vero dell’80% dei videogiochi) è sempre più diffuso: Pirati dei caraibi è solo l’ultimo di una lunga serie di film simili.
Purtroppo ho visto che anche lei è ossessionato dal bene, ultimamente: ha farcito un film pieno di meravigliosi raggi della morte come La guerra dei mondi di stucchevole retorica famigliare; ha modificato l’edizione rimasterizzata di E.T. così da togliere i fucili dalle mani dei poliziotti che inseguono l’extraterrestre coi bambini in bici, sostituendoli con delle ricetrasmittenti. Pare sia la preoccupazione per i suoi figli ad averla spinta a questo cambio di linea. Mi spiace, ma devo redarguirla. I suoi figli cresceranno. E da grandi detesteranno il finale de La guerra dei mondi e vorranno poliziotti veri con le armi in mano in E.T.. Perché noi, tutti noi, abbiamo bisogno di storie avventurose. E di cattivi. I cattivi servono, anche i morti servono. Noi vogliamo che i film siano storie meravigliose che hanno a che fare con le nostre vite, non con un mondo asettico e irrealizzabile dove tutto si risolve sempre per il meglio. Nelle nostre vite ci sono morti, contrasti, tristezza viscerale, oltre che gioia, risate e orgasmi.
Per questo, Caro Steven Spielberg, le chiedo di rivedere i suoi vecchi film, ripensare a come nascevano, agli attori che avevano come protagonisti, alla credibilità delle situazioni, alla forza emotiva del cinema popolare che lei e altri erano capaci di fare fino a non troppi anni fa. Fatto questo, si rimetta in rotta e realizzi presto un filmone dei suoi. Che sia d’avventura, che sia emozionante, che magari non sia adatto proprio anche ai bambini di tre anni e non finisca con famiglie che si abbracciano ridendo. E che sia un filmone, ripeto. Spettacolare, sognante, immaginifico, vero fino a quaranta minuti dopo che sono finiti i titoli di coda.
Spero che il mio appello la faccia riflettere e le sia d’aiuto.
La saluto e la ringrazio.
Suo devotissimo,
Matteo Bordone

39 commenti finora
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“Indiana Jones e il Tempio Maledetto”, probabilmente il peggiore della trilogia. Prologo nel night di Shanghai. Nella sparatoria rimane ammazzata la spalla di Indy, un cinese che si era travestito da cameriere per coprirgli le spalle. Dice tipo tre battute, eppure te lo ricordi, eccede in quella tecnica di costruzione a posteriori del background del personaggio che ti fa domandare quante ne abbiano passate insieme prima che lui si becchi la pallottola (è la stessa cosa che succede nei racconti di Sherlock Holmes firmati Conan Doyle, nelle storie di Allan Quatermain, in tutti i Corto Maltese). Guardiamoci intorno. A chi gliene fotte qualcosa se Jack Sparrow (non la sua spalla) ci lascia le penne al primo fotogramma?E’ un pupazzone messo lì a prendere schiaffi e a macinare battute. Forse la strada l’ha segnata, ancora una volta, Alan Moore: personaggi come Tom Strong ti fanno tornare all’innocenza di quando leggevi Salgari.

Il giudizio sui Pirati lo condivido. Ma, mi chiedo: che abbia semplicemente un target diverso da un Indiana Jones? Più ampio? Più stile Cars della Pixar?

Si pero’ alla base c’e’ che I Pirati dei Caraibi e’ la trasposizione cinematografica di un’attrazione di Gardaland(-like), se queste son le fonti di ispirazione per il cinema (d’azione), stiamo freschi…
Politicamente scorrettamente parlando io a E.T. lo avrei fatto catturare e vivisezionare (a posteriori) dall’uomo-che-fuma di X-Files!

Senza dubbio, film come “Catch me if you can” e “Terminal” sono un punto di riferimento per ogni regista che voglia realizzare un film d’evasione. Di Depp pirata ho visto solo il primo, e mi sono divertito parecchio… il secondo vedrò. P.S. ho scaricato “Il bacio della Pantera” appena posso me lo sparo.

Attenzione. Che sia quello degli anni 40 con Simone Simon, non quello con la Kinski.

Sottoscrivo.

PS: un’ultima cosa caro Steven. Se trovo un altro dei tuo DVD senza commento audio ti rigo la Cadillac.

Mi raccomando: vogliamo leggere l’eventuale, speriamo non sia cafone, risposta di S. S. alla lettera.
grazie.

….mmm….. secondo me,da bravi vecchietti,mitizzate la vostra infanzia e pisciate su quella altrui….. io ’sto cinesino non lo ricordo…. canticchio parapappa….. e sparo a chi mi agita una scimitarra…… ma cinesini zero…..
invece la vivisezione su ettì è una figata….. robi non ce l’ha un blog?….

Mavvia, per ora faccio le ospitate da Freddy…
Poi io avevo anche pensato al soggetto per E.T.2:
il piccolo alieno, tornato sul suo pianeta, si e’ fatto grandicello e, ancora incazzato con i terrestri, decide di tornare indietro a dirgliene quattro (si’, anche a quei bambini scassapalle…). Da qui parte un bel splatter B movie!
Puo’ interessare?

Se è per quello si è fatta grandicella anche Drew Barrymore e farla squartare è uno spreco. Non puoi sceneggiare anche qualche scena hard. Di lei con ET intendo.

Eccome no!
E.T. sara’ incazzato ma mica scemo…

Ma gliela mandi davvero, eh? Che qui ti si prende sul serio.

johnny deep fa le stesse identiche espressioni che faceva nella fabbrica di cioccolato.
il finale è veramente misero.
le battute tristi.

comunque negli usa organizzano già grandiose vacanze all inclusive nei paradisi dove hanno girato il film.

Nessuno ha però ricordato lo straordinario Duel dove Steven dimostrava una sapienza con gli elementi cinematografici degna di un maestro!

Poi è verissimo che il buonismo americano sta oramai rasentando l’idiozia. Lo sapevate che, ai tempi, è stato tolta una scena di “Tonari no Totoro” di Miyazaki solo perchè si mostrava il padre con le figlie piccole che facevano insieme un bagno mentre fuori infuria una tempesta di vento. Una scena innegabilmente giapponese nell’impianto, ma incredibilmente educativa nelle battute e assolutamente casta.
Chi ci vede qualcosa dietro è perchè è un malato, lasciatevelo dire e chi ha visto il film ne converrà con me.
Eppure nei cinema americani(in DVD è stata ripristinata) Cut! Scena tagliata e chi s’è visto s’è visto!
Ma che abbiano paura delle domande i grandi? Hanno paura dei loro bambini?
Che tristezza…

J. Depp non si tocca punto primo :-) Però forse ha fatto troppi film in questo periodo e troppi film “d’evasione”.
Il primo “Pirates of Caribbean” m’era piaciuto parecchio, ma non sono attratta dal secondo (ora ancora meno).
E, francamente, Spielberg o non Spielberg, La Guerra dei Mondi era una vera schifezza, a prescindere dal finale!
Mai annoiata tanto in un film d’avventura e d’azione.
Comunque anch’io voglio un po’ di film d’avventura veri, appassionanti e divertenti ma anche commoventi e spaventosi.
Io non ho tre anni, non voglio essere rassicurata sul fattio che il mondo è un bel posto, lo so che non è vero! :-)
p.s. robi, davvero, a parte fare lo sceneggiatore a tempo perso, aprirti un blog? io lo visiterei volentieri! :-P

Ohi, scusate se esco dal seminato, ma volevo dire a Matteo questa cosa qui:
http://squareplaza.blogspot.com/2006/09/dicevi-tu.html
potrebbe interessarti.
Salùt.

Vero, Duel.. consiglio a tutti anche “L’Impero del Sole” sempre di SS.. parecchio sconosciuto, ma è uno dei migliori film che ha fatto.

eh già, sconosciuto l’impero del sole… ‘tse ‘tse ;-)

Rispetto a Pirati dei Caraibi 2, il discutibile film La guerra dei mondi diventa colossale. Perché pensa in grande, inventa cose, sbaglia molto anche, ma insomma è un film.
Pirati dei caraibi è veramente come guardare una giostra senza salirci.
E poi mentre scrivo a Spielberg mica gli posso dire “guardi che anche la guerra dei mondi faceva cacare”. Lascia stare che non la leggerà mai. Un artificio è un artificio e si rispetta!

Ma infatti io non scrivevo a Spielberg, ma a te ;-) hi hi hi

E vogliamo parlare dei Goonies scritto dal Caro S. S., avventura con tanto di mappa del tesore, veliero nascosto di pirati, allo stato puro che ti facevano dire: “Cazzo potevo nascere in america!”, poi col passare degli anni idea….

ieri leggevo il tuo post e pensavo che la sera stessa mi sarei visto un bel film. un blockbastard di quelli nati dall’evoluzione dei seminali film di stevie. già mi immaginavo un film modulare, costruito per porzioni scomponibili e rivendibili su altre piattaforme commerciali come i parchi tematici. già pregustavo l’idea di essere sommorso da sensazioni uditive, tattili come su un’attrazione di Disney World e non certo di “emozionarmi” come con un filmone vecchio stile. poi al cinema mi sono addormentato, talmente era sfibrante la broda insapore dei pirati. e pensare che il primo mi era piaciuto molto. chiudendo riporto una frase rubata ad un ragazzino all’uscita dalla proiezione: “sti film con il continuo mi hanno un po’ rotto i coglioni”

Ho letto un po’ di commenti e tutta la tua lunga considerazione, alla quale non ho idea se riuscirai a rispondere in seguito: fatto sta che, per una volta, scrivo.

Condivido in parte la tua analisi sul periodo storico e la cinematografia rapportata: sono probabilmente vere le tue considerazioni su una riduzioni di qualità di film, principio che allo stesso modo si affaccia anche nel panorama universale musicale.
C’è da dire, ad ogni modo, che era da prevedere il risultato del film che hai negativamente recensito e di cui noti la noia, la bassezza dei dialoghi e degli attori; i seguiti commerciali sono quasi sempre riusciti male, anche nella storia recente, soprattutto quando il primo film non è stato un grande film, ma ha un cast capace di attirare un pubblico (di ragazzine scalmanate e innamorate?) grande e ha incassato sorprendentemente molto più di quanto ci si potesse aspettare.

Da questi elementi emerge la speculazioni di un secondo episodio.

Nandina, grazie per l’attestato di stima, cosi’ mi emoziono…
A parte questo, per ora di un blog non se ne parla, ma qualcosa in ballo c’e’ (basta cosi’, vero Matteo?)…
Comunque non escludo, prima o poi…
Se nel frattempo qualcuno fosse interessato al seguito di E.T….

uff, non sopporto che mi si metta curiosità in questo modo…
cercherò di portare pazienza…

Io so solo che il verso (tipo tromba del giudizio) delle astronavi aliene de “La Guerra dei Mondi” mi getta nell’angoscia al solo ricordo.

Del buonismo familiare ricordo ben poco.

Io so solo che il verso (tipo tromba del giudizio) delle astronavi aliene de “La Guerra dei Mondi” mi getta nell’angoscia al solo ricordo.

Del buonismo familiare ricordo ben poco.

Io so solo che il verso (tipo tromba del giudizio) delle astronavi aliene de “La Guerra dei Mondi” mi getta nell’angoscia al solo ricordo.

Del buonismo familiare ricordo ben poco.

…. e occhei….

Cito:

“Io so solo che il verso (tipo tromba del giudizio) delle astronavi aliene de “La Guerra dei Mondi” mi getta nell’angoscia al solo ricordo.”

e:

“già pregustavo l’idea di essere sommorso da sensazioni uditive, tattili come su un’attrazione di Disney World”

Ecco, secondo me così si sintetizza il ruolo del blockbuster moderno nel panorama mediatico. La ragione per cui i cinema dovranno continuare ad esistere.
E cazzo, film come quelli di Stevie o i Pirati vanno costruiti pensando a questo utilizzo immersivo! Pure la trama a quel punto cambia di funzione, pure la morale e i personaggi.

(Si può dire cazzo o lo censuro?)

Kansei ha scritto:

” chiudendo riporto una frase rubata ad un ragazzino all’uscita dalla proiezione: “sti film con il continuo mi hanno un po’ rotto i coglioni” ”

Aggiungici una postilla del tipo “… e Keira Knightley dovrebbe essere provinata con accanto un paracarro per la prova di espressività”, e abbiamo raggiunto il parere definitivo su questa avvilente puttanata.

Questo post mi ha fatto tornare in mente una dichiarazione di lucas dell’anno scorso che decretava finita l’era dei blockbuster hollywoodiani a favora del cinema indipendente. http://kromeblog.kromeboy.net/index.php/2006/03/09/lera-dei-blockbuster-hollywoodiani-e-finita/
Effettivamente se il risultato di un film d’azione ad alto budget è questo penso che il sistema non possa continuare per molto tempo.
Sarà forse possibile che con la diminuzione dei costi si potranno vedere dei buoni film d’azione a basso costo?
Io mi sono visto qualche Fun Movie di guerre stellari: alcuni erano più interessanti della nuova trilogia!

naturalmente intendevo Fan Movie

Qualcuno ha visto lo splendido “corto” che ha partecipato al Milano Film Festival 2005 che si intitolava “Store Wars” e faceva una parodia di guerre stellari in un supermercato con i personaggi come ortaggi, formaggi, cannoli, uova e salumi?
(Ham Solo, per dirne uno…).
Stupendo, esilarante…

Grandissimo,stacchiamo le palle a Spielberg che magari s’incazza un pò anche lui. Non ho visto il film, e non credo che andrò a vederlo per farmelo rovinare sul finale dal solito deus-ex-machina che arriva e risolve tutto. l’ultima volta mi veniva da sboccare quando sul finale di AI sono arrivati quei robots, e poi uguali a ET che io adoro, a regalare a David, di fronte alla fatina sul fondo del mare, un un viaggio mentale di cinque minuti con la madre.

Infatti il finale di AI è una delusione…

Più che una delusione è una liberazione…

…parola sante…. raramente ho visto un film così trituramaroni……



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