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Venerdì 22 Settembre 2006

Sono il Gran Ciambellano, I am not a number!


patriccoNon pare anche a voi che le dichiarazioni di Vespa siano assurde? E che anche questa volta, anche su questa situazione, si misuri quanto la RAI per chi la gestisce non sia una rete televisiva ma un luogo di potere istituzionale?
Vespa dice che il suo programma costa meno di quello che rende, il che non è assurdo visto che la RAI è un’azienda e il solo fatto che lui lo sottolinei già è segno della stramberia del sistema. Poi dice che se ne va, se da quattro sere a settimana lo portano a tre. Nel farlo critica Ballarò e la sua faziosità. Sostiene che sarebbe uno scandalo se dessero meno spazio a lui adesso che cambia il consiglio di amministrazione. Sostiene che il suo programma non è mai stato criticato ed è equidistante.
Ora. Che un programma di inchiesta non sia mai stato criticato significa che non fa inchiesta. E un programma giornalistico, o che sia anche giornalistico, deve fare inchiesta. Il fatto che non sia mai stato criticato poi è semplicemente falso. Non è stato troppo criticato dalla politica perché Vespa (come ormai anche Simona Ventura, ma su aaltri livelli) è più attento agli equilibri che non ai contenuti. E allora non pensa nemmeno lontanamente che si giudichi il contenuto del programma, ma solo la sua equidistanza. Che forse ci sarà anche stata, tra risotti e contratti con gli italiani, ma non è di questo che voglio discutere. La par condicio è una norma transitoria, che si applica sotto elezioni, e niente ha a che fare con la deontologia professionale del giornalista. Per Bruno Vespa vige una specie di par condicio costante, con un lieve spostamento in favore di chi sta al governo. Detto ciò, il resto?
Se le sue quettro sere la settimana servono a fare puntate su Cogne, col criminologo Bruno, l’avvocato Taormina, la Palombelli, tutta ’sta roba, Crepet, non sarà il caso di rivedere o la formula o il palinsesto? Quelle puntate là, che per Vespa sono un riempitivo tra Fassino e Fini, tanto che non le considera nemmeno, le puntate leggere di Porta a porta sono semplicemente brutta televisione. Coi servizi ingessati, con le battutine sulle donne, con gli ospiti pettinati, senza un minimo di confronto, con un’atmosfera di volemose bbene stamo tra amici piùttardi saribbeccamo ar Gilda che è indifendibile. E poi le puntate sulle operazioni militari con il plastico, e le puntate sul satanismo, tutta questa cronaca vecchia, stantia, verbosa e pruriginosa, buona per un’Italia cauta e timorata di dio che non esiste più.
Aggiungiamo che Porta a Porta è un programma che sfora serenamente quando gli pare, cui non viene quasi mai contrapposto nulla in termini di controprogrammazione interna. Un programma che ha ottenuto i risultati che ha ottenuto grazie a una politica di rete, giusta ma da citare quando se ne parla, sempre a favore di Vespa e del suo spazio. Che quando si mette in discussione qualcosa si voglia dare l’immagine della qualità adamantina e indomita che sfida gli eventi avversi solo con le proprie forze, per favore questo no.
Sul fatto poi Vespa vada da un’altra parte, c’è da rifletter. Dove? A Mediaset no (Mentana). Sulla 7 no (Piroso e il pubblico della 7). Sul satellite forse, ma dubito che un mezzo che punta a un pubblico più giovane imbarchi un professionista che porta con sé tutti gli i segni della continuità più pura. Dal volo di Pinelli a via Poma, fino a Cogne. Sempre sul filo della verità. Senza mai compiere il gesto incauto di finirci dentro.

15 commenti finora
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Vespa crede di essere un organo della RAI, non può sopravvivere senza la RAI e viceversa è sua opinione che la RAI senza Vespa perda una parte vitale. E’ una tendenza comune da qualche anno nella TV di stato quella di fare la voce grossa agitando lo spettro della “censura preventiva” ai propri danni. Sappiamo bene perchè e quanto questo mettere le mani avanti può funzionare dopo Biagi ecc.
Ecco spiegato lo sfogo.
Peraltro io credo che Vespa abbia perso un po’ dello smalto dei bei tempi (telefonate di GPII in diretta - memorabile…”scianto Padre, ecco…., Scianto padre” - ) ma invito a riflettere: il servizio pubblico in RAI è ormai solo una bestemmia più che una chiacchiera, che nell’informazione politica è passato dalle tribune al servizio dei partiti di Citterich al conciliabolo, alla macchietta, al fuori onda. Tutto sommato altri esperimenti di tolksciò politico (Socci, lo zazzerone di cui non ricordo il nome su RAI 2, Primo Piano, Floris Du mal è un casino incomprensibile e poi lui è oggettivamente incompetente) sono falliti. Santoro si limita a una intervista e per il resto fa l’inchiesta a modo suo.
Gad e Giulianone “tappano” alla 7, sono impareggiabili come Arsenico e Vecchi Merletti.
Vespa avrà 4 serate.
La cosa davvero drammatica è che non sanno cosa mettere al posto suo. A questo pensiero semmai c’è da sudare freddo.

scusa Tranqui, in cosa Floris sarebbe oggettivamente incompetente?
Niente polemica solo… curiosità!

Sinceramente, trovo Porta a Porta assolutamente inutile, fosse per me potrebbero fare Wil E. Coyote al suo posto che guarderei RAI1 piu’ volentieri.
D’altra parte capisco che Vespa si lamenti, ridurre le sue serate equivale a declassare il suo lavoro.
Come dico spesso: domandare e’ lecito (anche per Vespa, ma sempre con lecchina equidistanza), poi dipende da cosa gli si risponde…
Oh, poi a me Floris, tra tutti, e’ quello che piace di piu’, a Ballaro’ sono (troppo) spesso gli ospiti a deludermi nei loro interventi…

Per esempio su economia e finanza a parer mio non tiene botta. Siccome spesso e volentieri si circonda di economisti o esperti di finanza per valutare ora il DPEF, ora il risiko bancario, ora le speculazioni con le socitetà off-shore, dovrebbe almeno attrezzarsi per tradurre - a vantaggio dell’uomo della strada che non è tenuto a sapere cos’è la Corporate Governance o confonde deficit con debito o gli interessi con le plusvalenze - le dotte querelles tra Tremonti e Bersani o tra Brunetta e Giavazzi. Se no ci si sente un pò fregati, o comunque distanti da cose che invece toccano spesso le nostre tasche. Almeno la mia impressione è che il suo ghigno muto spesso denoti scarsa preparazione in materia.

Mah, a me sembra che solitamente, forse in modo conciso a causa dei tempi televisivi, le cose le spieghi quando interpella gli esperti…
Certo, non ti puoi distrarre un attimo! (in questo vederlo dall’archivio internet aiuta…)

Vespa era quel ruspante giornalista che giustificò la strage di Bologna con uno scoppio di un boiler..agghiacciante!Si scusò poi, molto tempo dopo.Ora è un baldanzoso e permaloso menestrello di corte che, per carità, conosce bene il suo mestiere ma gode di una stima che non merita, grazie anche alla politica di rete e alla rete di politici,sx e dx included.
Biagi quando torna???

Vespa è un pirla! Se sta lì è solo perché ha sempre dato la possibilità al governo di turno di avere una buona visibilità. Se gli tagliano le serate sono solo contento, così qualcuno si rende conto che esiste anche Floris. Non che ne abbia bisogno. Comunque al povero Vespa che minaccia di andarsene gli consiglio di mandare un curriculum alla redazione di ” Detective ” che questa settimana esce col titolo ” BRESCIA DELITTI E PAURA “, e uno speciale ” IMPOSSIBILE ” su Anche i barbari videro gli UFO. Non ti preoccupare Vespa a P.zza de Angeli, 9 - MI - hai un posto assicurato.

Vespa è come un vecchio capannone abbandonato dove bivaccano ladri e spacciatori. Quando li arresteranno potranno buttarlo giù e finalmente si potra vedere un po’ di panorama. SPerando che dietro non ci sia un altro capannone abbandonato…

si , si, però scusate sono ubriachissima, tornata a casa ma no sonno. Ho conosciuto un pochetto e sbaciucchiato Gino Strada, buon lavoro, mi sento meno caccola del solito e voglio fare “cose”
Glu glu glu

…. ti senti meno caccola perchè hai limonato??….

Il problema è che Vespa crede di essere la Rai, qualcuno dovrà spiegarglielo con dolcezza, dovrà spiegargli che i palinsesti cambiano perchè altrimenti gli spettatori si annoiano e nessuno ha quattro serate garantite. Siamo nel mitico mercato, non c’è mica l’ oligopolio e quindi……..

…. più che di mitico mercato,io parlerei di democrazia….

il capo del partito Nei-Con crede di essere l’organo della RAI. E lo è, organo, ma genitale.Era funzionale alla eterna aria da sfida di campagna elettorale che la maggioranza teneva nei confronti dell’opposizione (non accadeva il contrario, e per questi paradossi quei 2-3 milioni seguivano Vespa). Ora piacciano o no c’è Mentana, Santoro, Ballarò. LAsciamo che Vespa faccia la fine di Maurizio Costanzo. A quel punto ci sarà qualcuno che rimpiangerà pure Cucuzza.

Se Vespa se ne va dalla RAI acquista subito i punti che ha perso in questi anni di falso giornalismo.

basta che non si faccia più vedere, altrimenti tanto vale…

Mavvia, allora dici che non è bravo a “divulgare”, non che è incompetente.
Anzi, proprio in economia mi pare piuttosto preparato (anzi, corregge, indirettamente, le cazzate dette dagli ospiti politici che provano a incasinare le parole…).
Vespa non ce lo toglieremo mai di torno… temo.
(ma quanti libri ha scritto??)



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