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Venerdì 29 Settembre 2006

Take another little piece of my heart now baby


crumbDella ridefinizione del diritto d’autore si parla da anni in ambito internettaro, da quando cioè gli utenti hanno cercato di intaccare il diritto dei grandi autori ed editori a proprio favore. È sempre stata una discussione difficile da affrontare, perché una parte della discussione, quella democraticamente più consistente, non ha mai voluto perdere nulla, ma ha sempre e solo preteso una redifinizioni dei confini della proprietà dei contenuti, solo a proprio favore. Mettiamoci d’accordo così: io mi copio le canzoni e tu non rompi le palle. Perché? Perché lo faccio già. E lo vedi questo? È il fratello di questo! Tiè! Ovviamente posta così, per quanto ci si possa sentire popolo in rivolta, non sta in piedi (se la guardi con un po’ di senno).


Diversa è la questione di quelli che inventavano software libero, tipo Stallman di GNU/Linux, che concepì il Copyleft, cioè non un liberi tutti generale, idiozia hippy, ma una vera ridefinizione nella quale anche loro ci perdevano. Funzionava così. Noi non ci guadagniamo; tu che sei libero di usare, studiare, diffondere e modificare questo software, ma sei tenuto a seguire delle regole di rispetto della proprietà gratuita, anche se dovessi diventare anche tu detentore di una fetta della stessa. Così grandi e piccoli non sarebbero (e infatti non sono) riusciti a lucrare sul software GNU/Linux o sui suoi derivati.
Torna in ballo oggi, per esempio qui, visto che i blog diventano autori ed editori di contenuti che interessano ai gruppi editoriali, come in questo caso il gruppo Espresso di Kataweb. E come volevasi dimostrare ri verifica ancora un tentativo di ridefinire i termini del diritto d’autore, in termini favorevoli solo a uno dei due. Kataweb News ha pubblicato post interi di blog, come quello di Luca S., di Mantellini e di altri, senza chiedere il permesso, sostenendo che fosse almeno filosoficamente lecito. Anche se fisicamente quello di Kataweb News sembra un aggregatore, in effetti è una antologia, una compilation di singoli altrui, pubblicata su una pagina che produce un ritorno economico perché è zeppa di inserzioni pubblicitarie. E come per le compilation, il guadagno dalla vendita del singolo (il post preso pari pari, senza il nome dell’autore e senza spingere l’utente alla fonte originale) prosciuga di interesse il disco intero (il blog) in una certa misura. Perché devo andare su Wittgenstein e Mantellini, se tutto quello che scrivono mi arriva su Kataweb Mail? E infatti a dare senso alle compilation, che tolgono il senso dell’acquisto dell’album, sono le vendite delle stesse e i soldi che uno prende quando dà il pezzo. Kataweb risponde come chi dà per scontata da parte dei blogger una diversa consapevolezza del diritto d’autore, ma al di là della reciprocità che chiede Luca S., c’è anche solo un elemento su cui Kataweb è disposta a perderci qualcosa? Perché in un accordo ci si incontra a metà strada. Se lo scrivi tu, ci perdo solo io, nemmeno me lo fai firmare e quando ho da ridire lo stracci indignato, forse c’è qualcosa di sbagliato nell’approccio. Kataweb sostiene di diffondere dei contenuti ma è evidentemente fuffa pura. Roba che anche prima era già del tutto disponibile sui siti del gruppo, solo rimbalzata lì.
La stessa funzione, l’aggregazione di contenuti che arrivano tramite un feed, la svolge ciascuno sui propri calcolatori con software gratuito o dal prezzo irrisorio, senza pubblicità. Scegliere poi Wittgenstein o Manteblog nell’universo dei blog esistenti non mi pare, visto il loro successo, questa scelta editoriale certosina e rivoluzionaria. Non una redazione che pesca tra le migliaia di blog quelli più oscuri ma interessanti creando una miscela originale, ma una specie di ansa gratuita dei commenti in rete, senza filtro, senza cernita, tutto automatico e tutto preso da blog talmente famosi che portano loro gente a Kataweb e certamente non viceversa. Con la pubblicità di fianco.
Ora che si sono accorti tutti del giochino, Kataweb News ha tolto l’automatismo sui post altrui ed è diventato un aggregatore di lanci di agenzia e di siti che rilanciano i lanci di agenzia e poco più. Molto meno sensato e appetibile di prima. State sicuri che guadagnerà molto meno di prima perché ci andrà meno gente. Dimostrazione diretta del fatto che prima ci fosse il trucco.
Questa volta devo esplicitare la traduzione del titolo del disco perché ci sta troppo. Sembra fatta apposta. Emozioni per tutti. Grande Fratello e la Società Finanziaria.

16 commenti finora
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Dici un’inesattezza. Non e’ corretto affermare che con il software GNU non ci puo’ lucrare nessuno. Anzi lo spirito del free software e’ che ci possono lucrare tutti e nessuno si puo’ arrogare il diritto di averne vantaggio esclusivo. Tant’e’ vero che le distribuzioni di Linux si vendono e, a giudicare dalle azioni Red Hat, si vendono bene….

diciamo che non lucrano su un segreto “industriale”, ma sulla condivisione di conoscenza che rinnova e migliora il software.
No?

gran bel disco con un titolo strepitoso. complimenti per la scelta.
su kataweb sono daccordo con LS, una tecnologia vecchia, usata pure male, e con arroganza.

X Nandina: si, e’ cosi’. Ogni modifica ad un software GNU (o in generale con licenza GPL) deve essere messa a disposizione di tutta la comunita’, ma nulla vieta di guadagnarci su.

Il contenuto dei blog puo’ essere soggetto a diritto d’autore, a quanto ne so. Esistono le Creative Commons Licences (http://www.creativecommons.it/), e dovrebbe essere cura del blogger definire quali sono le proprie politiche di copyright. Chi non lo fa si espone a “incidenti” piu’ o meno fasitidiosi senza poter recriminare in alcun modo.

in effetti la questione è spinosa, quella del copyright intendo.
Delle crrstive commons licenses sapevo e mi chiedevo se, per un blog privato e “piccolino” come il mio valesse la pena di sbattersi a dire “ehi, non usate i miei testi” (a parte che non credo che ci sia chi ambisce a farlo, nel mio caso :-P).
Però, il punto del “lucrare” è fondamentale, e ancor di più
se chi scrive su quel testo non guadagna mentre chi lo usa senza chiedere e segnalare la paternità del testo sì…
Discorso analogamente complesso quello sui diritti di utilizzo delle immagini… chiedete tutti il permesso all’autore di utilizzare l’immagine che pubblicate sui vostri blog… ;)

Parlando di regimi democratici:
Matteo, si puo’ riammettere Lux/Upupa?
Tanto scrive lo stesso…
Capisco il principio ma se insulta puoi sempre eliminare il commento in questione (come per tutti gli altri…).
Insomma, faresti si’ che questo luogo fosse una meravigliosa democrazia, in cui le decisioni vengono insindacabilmente prese da un grosso bastone con manico ricurvo, usato un tempo dai pellegrini.

Se ogni volta che cito qualcosa poi tra parentesi la spiego per intero, i post che sono già lunghi diventano romanzi a puntate ottocenteschi. E magari quando si trattano argomenti inerenti alla geekeria, i geek potrebbero evitare di fare i geek. Non che sia grave. Ma così, tanto per stupire.

Per Nandina,
con Creative Commons sei tu a decidere cosa può o non può fare l’utente. E’ questa la sua grande forza.
Vale per i testi, per le immagini e per qualsiasi altra tipologia di contenuto tutelata dalle leggi sul diritto d’autore (Intellectual Propriety).

Occorre fare attenzione alle parole: copyright (letteralmente diritto di copia) è solo un aspetto della vastissima (ed affascinante) disciplina del Diritto d’Autore. Il copyright riguarda i diritti patrimoniali sulle opere (esempio gli sfruttamenti economici dell’opera) che sono diritti cedibili dall’autore a terzi. Ma poi esistono altri diritti dell’autore ad esempio i diritti morali, il diritto alla paternità dell’opera ecc.ecc.

No. Lux ha scritto “siete una razza di merda”, espressione ottima per chi è iscritto a Forza Nuova o ad altri partiti che, forma a parte, considerano quella razziale una delle linee di opposizione forte della propria politica. Siccome di fascisti qui io non ne voglio, mi tiro lo sbattito di cancellare a mano, ma non riammetto. Anche perché qui non siamo a scuola. Non è una nota sul registro che poi uno fa il bravo e gliela tolgo. È un modo per scrivere “non sei gradito” sulla porta. Se poi lui entra dalla finestra, vorrà dire che lo ricacceremo via volta per volta.

Viva la democrazia! Morte gli ebrei assassini!

per una volta passo dalla lettura passiva e intervengo.
le mie scuse al padrone di casa ma se una persona che conosce bene un argomento e cerca di spiegarlo a chi, per avere passioni diverse, non è particolarmente informato sul mondo del sw libero, non è decisamente geekeria (mai stato ad una fiera di geek vero?? :p).
sono da anni un’ accanita sostenitrice dell’opensource e uno dei motivi per cui non è ancora riuscito a raccogliere maggiormente proseliti è proprio il silenzio dei mezzi di comunicazione tradizionali sull’argomento e la scarsa qualtita di informazioni fornite a chi vive all’esterno del circuito informatico. questo fa si che resti un prodotto di nicchia destinato all’unico pubblico interessato: gli appassionati di IT.
al di la della questione legata puramente all’aspetto programmazione, la discussione va ben al di la: come ben espresso nel post, il dibattito si allarga piu in generale ai concetti di diritto d’autore e di proprietà della conoscenza.
penso che nell’epoca in cui viviamo ragionare su questi argomenti sia più che mai attuale. non si tratta solo delle espressioni artistiche ma il campo si allarga fino a toccare i brevetti sui farmaci (questione ancora più spinosa perchè coinvolge nel dibattito questioni di natura etica) e le opinioni su ogni singolo settore sono molto più variegate di un semplice bipolarismo proprietari/copiatori.
quindi ben venga uno scambio di informazioni che renda noto un esperimento di un nuovo modo di gestire il diritto d’autore, quali le licenze della FSF.
mica tutti devono diventare informatici ma almeno qualcuno inizierà a farsi delle domande su cosa sia giusto pagare ad occhi chiusi e cosa no.
that’s all folks!

Matteo, il principio mi par giusto, non seguo però la linea:
Concordo non è la scuola e non metti note sul registro, infatti non interpreto la cacciata di Lux come una punizione per lui. Non c’è senso…
Se, però, per te uno che scrive quelle cose va cacciato da questo posto, allora cancella a prescindere tutti i suoi commenti, non lasciare nemmeno quelli inutili.
E se non si firma più Lux, come fai a capire? Cancelli tutto quello che suona come le sue esternazioni?
Qui sta il punto: io dico, non bannarlo così può scrivere col suo nome e se son cazzate le elimini. Alla fine delle due, l’una: o smette di scrivere troiate o si stufa…
Infine, Lux: sei l’ultima persona che può parlare di democrazia sui blog, magari comincia a togliere il filtro al tuo…

…. la gestione di chi scrive minchiate sui blog è un tema che mi affascina…. ci sono già stati dei post sull’argomento?…..

Preciso che non conoscevo l’aggregatore di kataweb ma da come l’ho visto adesso sembra uaguale a migliaia di altri siti simili che vanno di moda, stile web 2.0. Da come era descritto pensavo avesse anche i contenuti invece ha solo dei link esterni (questa cosa si chiama Internet).

Kataweb si comporta come tutto il resto del mondo seguendo le regole, ormai decennali, di internet che non necessariamente seguono quelle del mondo esterno.

Nei blog di sofri o mantellini (ma anche il tuo) non trovo nessun riferimento evidente ai diritti d’autore, quindi non centra nulla con la “diversa consapevolezza del diritto”, basta un bel divieto scritto.

Se volete potete fare come il blog di grillo, che vi piace tanto deridere, il quale ha pensato bene di mettere il disclaimer di creative common. Ho il sospetto che lui su kataweb non ci sia mai finito, anche se avrebbe portato più traffico di tutti gli altri blog fighetti messi assieme.

Comunque questa discussione non ha senso perchè, almeno ora, kataweb non pubblica il contenuto dei post.

Pensare che sia Wittgenstein a portare traffico a Kataweb e non lui ad avere un ritorno pubblicitario, si entra veramente nell’assurdo e non si ha idea di quali siano le dinamiche di un sito del genere. Come se più del 0.0001% dei navigatori abbia la più pallida idea di chi siano
sofri o mantellini e i rispettivi blog.

Ti dico molto sinceramente cosa penso. A me pare che qualche persona che conosce poco di internet, ma che è convinto di saperne qualcosina di più della gente comune (sbagliando), considerandosi più figo degli altri, pretende un trattamento diverso spacciandolo per battaglia contro “il potente”, quando invece lo fa tanto per brontolare o per qualche ruggine personale.

Bordone, ti prego, ferma sul nascere questa deriva tuttologa.

Urka, non pensavo te la prendessi per una precisazione. Non dovevi spiegare nulla, bastava che citassi l’argomento correttamente. In effetti rileggendo il commento pare un po’ “secchione” ma siccome e’ un argomento che mi sta a cuore ho voluto puntualizzare. E poi i commenti servono anche ad approfondire. Magari qualcuno si incuriosisce….. Cavolo e’ la prima volta che mi danno del geek, sono quasi orgoglioso :-)!
Peace&love

Sor Matteo, sei veramente fiko…e sai perché, perché questo post è proprio antikonformista.



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