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lunedì 30 ottobre 2006

Gregor Samsa is in the house


sellersimage2.jpgNon so se si tratti di un risentimento passeggero, una bronchitella, un laringite, o qualsiasi altra cosa che spero lieve e rispetto alla quale auguro comunque una guarigione immediata e senza strascichi, ma la voce di Serena Dandini è diventata quella di Simona Izzo. Non somiglia a quella di Simona Izzo: lo è in maniera indiscutibile e palese. E per la prima mezz’ora ti chiedi di chi sia la voce. Poi ti viene in mente, capisci la coincidenza e pensi fiiuu, credevo fosse quella vera.



sabato 28 ottobre 2006

New York, 10-21-2006


smoke4.jpgForse non ci siamo capiti. Sicuramente io non l’ho ancora capito, completamente: New York è immensa.
Certo, basta dare un’occhiata dalla mappa satellitare di Google per capire che stiamo parlando di una delle più grandi metropoli del mondo; se poi osserviamo Manhattan con Google Earth, notiamo che è forse l’unica città al mondo che si sviluppi anche in verticale.
Ma dire questo non basta: New York è anche espressione di un’infinita (infinita!) varietà di paesaggi urbani e realtà sociali differenti che convivono addossate le une alle altre. Cosa voglio dire con questo?
Che qui, come in nessun posto mi è mai capitato, puoi attraversare la strada e ritrovarti in un posto del tutto diverso da quello che hai lasciato. Faccio un esempio: casa mia sta nel Wetside, su Broadway; è una zona universitaria (c’è il campus della Columbia vicino), ci sono locali, ristoranti, ostelli e le case sono abitate prevalentemente da studenti universitari. Bene, percorsi i 200 metri di 103esima strada che separano Broadway da Amsterdam avenue vuol dire passare dalla allegra e, tutto sommato, benestante zona universitaria a un quartiere dormitorio, abitato in maggioranza da persone di colore e latinoamericane, dove il passatempo preferito nelle domeniche estive è stare seduti fuori dal palazzo, vicino all’immondizia, ad ascoltare la musica da stereo usciti direttamente dagli anni ’80.

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venerdì 27 ottobre 2006

Fammi vedere cosa c’è sotto


wendy.jpgEccoci qua. In guerra si chiama diversivo. In politica lo scandaletto e la bagarre ricoprono lo stesso ruolo. C’è la finanziaria che almeno alla camera è passata subito; c’è la latitanza sostanziale di Berlusconi; c’è l’ira di Fni nei confronti di alleati di coalizione e soprattutto di partito; c’è Pierferdi che non ne vuole sapere di andare coi tassisti a sventolare cartelli e strillare slogan contro Mustafà. Ma c’è soprattutto la questione delle intercettazioni, che in ogni modo stanno cercando di far passare per una cretinata e se fosse confermata cretinata non è. È il momento della litigata col travone, si sarà detta Elisabetta Gradini. E come faccio a litigarci? Il cesso, avrà pensato illuminandosi. È lì che sferrero il mio attacco a persone e ideologia di governo. [Detto fra noi, siamo generosi nel pensare a un goffo tatticismo politico. Tutta la vicenda potrebbe (speriamo di no, per carità, speriamo di no) essere un sincero moto ideale della protagonista].

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lunedì 23 ottobre 2006

Cane mangia frisbee (e non c’è niente di male)


JackCarroll.jpgÈ arrivata la notizia che temevo. È arrivata più morbida del solito, senza che nessuno andasse a braccetto col MOIGE o tuonasse strali contro i videogiochi e l’immoralità, ma è arrivata. Il ministro dell’Istruzione Fioroni interviene sul gioco Canis Canem Edit e ne segnala la pericolosità. Non ne facciamo il gioco di Natale, dice. Segue, questa sua dichiarazione, le parole e le azioni del mondo anglosassone a riguardo. Una catena di supermarket inglesi ha deciso di non venderlo e negli Stati Uniti hanno già strillato all’infanticidio garantito. Quasi tutti quelli che giudicano Canis Canem Edit, commercializzato negli Stati Uniti come Bully, hanno una caratteristica in comune che è quella di non averlo provato. Io sì. E ve lo racconto.

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domenica 22 ottobre 2006

Quel pirletta di Carlo e la cricca dei capoccia


carlettoAnche ieri sera ho guardato Report. Il programma, da sempre pregevole in tutto (persino nel tipo di ruolo e inquadramento di chi lo fa), in questo ciclo si è fatto più complesso. Molti degli argomenti, dopo tanti anni, sono già stati trattati. Fatalmente spesso la discussione si fa molto tecnica. Quindi questo ciclo è molto politico nel senso pratico del termine: fatto di enti, società, competenze, decreti, circolari e un mare di altre menate. La puntata in questione era sui consigli di amministrazione e sull’accumulo di cariche. E mi è venuto in mente Carlo Magno. Carlo Magno, insieme ad alcuni faraoni, sovrani cinesi, Giulio Cesare e Carlo Quinto, è stato un colosso del potere. Carlo Magno si faceva chiamare signore. Nient’altro: solo signore. Anche il contadino che lo incrociava in renania, e megari esponeva il bambino malato di gotta perché il re lo curasse coi suoi poteri metafisici, lo chiamava signore.

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venerdì 20 ottobre 2006

New York, 10-15-2006


smoke3.jpgVabbe’, questa settimana è facile trovare un argomento: il lanciatore degli Yankees si è schiantato col suo aeroplanino contro il Belaire, più o meno al ventesimo piano.
La conseguenza immediata dell’incidente sarà che gli Yankees verranno eliminati dai Tigers nei playoff e qualche milionario newyorchese deciderà di traslocare…
A mio parere però, le regole di volo nello spazio aereo sopra l’East River sono la cosa più sorprendente dell’intera questione. L’East River è quel braccio del fiume Hudson (o forse è già mare, mah…) che bagna l’Eastside di Manhattan, separando l’isola da Long Island, dove ci sono il Queens e Brooklyn. Insomma, su una sponda dell’East River ci sono i palazzi e i grattacieli di Manhattan, abitati da star del cinema, milionari e, non da ultime, le Nazioni Unite; sull’altra sponda, invece, c’è la marea urbana dei due Borroughs più popolati di New York.

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giovedì 19 ottobre 2006

Quicker than a ray of light


minicicconeIo ho cercato di avvisare quanta più gente possibile. Certi erano già d’accordo e convenivano. Altri mi hanno dato del pirla. Ma non lo facevano per cattiveria. È che non si rendevano conto. Certe cose uno le sente. Magari ha torto, però deve fare come se avesse ragione e cercare di aprire gli occhi al prossimo prima che sia troppo tardi.
Andiamo con calma. Sei una stella del pop, un personaggio pubblico, e vuoi adottare dei bambini. Come puoi fare per farlo senza che diventi un caso mediatico in senso scandalistico, senza che il bambino ne soffra, senza dare l’idea che per te il nuovo figlio sia solo un altro dei pet di Paris Hilton? Non è come essere persone comuni. C’è la stampa eccetera. Lo sappiamo. Coome puoi fare allora?

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mercoledì 18 ottobre 2006

5 anni e non sentirlo


orecchio L’iPod compie cinque anni. Il TG1 gli dedica un servizio. Il giornalista che lo scrive e lo cura non ha idea di quello di cui parla. Non ha idea del concetto di pop. Non ha idea di un fenomeno legato alla tecnologia che non vada giudicato secondo l’etica di suo padre. Non ha, evidentemente, l’iPod. E allora il testo del servizio, mentre le immagini ritraggono qualunque lettore di Mp3 tranne l’iPod, prevede espressioni tipo “le cuffiette impazzano“. E quando se ne descrive la natura, il lettore di Apple definito “comunque uno strumento individuale che ci isola ancora di più dal mondo che ci circonda“. Si finisce intervistando dei giovani a proposito dell’utilizzo dell’Ipod per l’università. Giuro.
Lo stesso servizio sarebbe stato perfetto per l’avvento del walkman, a metà anni Settanta. La stessa sottile etica di chi ha visto la guerra e conosce il senso della sofferenza. Lo stesso disinteresse per i fenomeni che avvicinano mercato e gente. La stessa incapacità di capire quella leggerezza che serpeggia liberamente in telegiornali ben più seri e autorevole di quello diretto da Gianni Riotta.



mercoledì 18 ottobre 2006

Com’era verde la mia RAI


parkerweeds.jpgQuando la RAI, la più grande industria culturale del paese, comprò la serie Weeds, tutti strabuzzammo gli occhi. Come fanno a mandarla in onda alla RAI quella roba lì, ci chiedevamo gesticolando. Non la manderanno mai in onda, ci dicevamo dandoci di gomito. È una delle serie migliori degli ultimi tempi, ma si basa sul traffico di canapa da parte di una casalinga, argomentavamo sagaci e infantili. Quella casalinga, Mary-Louise Parker, è l’attrice che io così a occhio, a distanza, sposerei vestita di fiori. Resterà in un cassetto, Weeds. E con la serie, anche Mary-Louise al riparo dalle masse rapaci. L’avrenno fatto per non farla comprare a Mediaset o Sky, concludemmo sentendoci molto ma molto al corrente.
Invece scopro da EmmeBi che questa notte, a mezzanotte e quaranta, Weeds andà in onda su Rai Due. Ditelo alle persone intelligenti a cui volete bene: se lo meritano. Sì, lo so, è molto tardi. Ma vale, vi assicuro, la fatica di svegliarsi presto la mattina dopo (detto fra noi, ho chiesto io ad Antonio Marano di metterla tardi perché il mercoledì vado a Kendo e ora che torno è mezzanotte passata).

ps – siccome poi lo vedete e vi resta in mente la sigla e non riuscite a levarvela dal cozzone, ecco un po’ di dati

Titolo: Little Boxes
Autore: Malvina Reynolds, 1900-1978, cantautrice e attivista politica
Testo: Little boxes on the hillside, Little boxes made of tickytacky
Little boxes on the hillside, little boxes all the same
There’s a green one and a pink one and a blue one and a yellow one
And they’re all made out of ticky tacky and they all look just the same.

And the people in the houses all went to the university
Where they were put in boxes and they came out all the same,
And there’s doctors and there’s lawyers, and business executives
And they’re all made out of ticky tacky and they all look just the same.



martedì 17 ottobre 2006

Misteriose pratiche a sei punte: prepuzi, pergamene e massoneria


sammyUn dubbio a cui non ho mai trovato risposta: cosa si aspetta di trovare un ebreo dopo la morte?
E poi (visto che è stato già chiesto della possibilità di convertirsi) mi chiedevo: è possibile smettere di essere ebrei – nel senso in cui un cattolico può essere scomunicato? Mi viene in mente Spinoza, ma d’altra parte se ci sono gerarchie più fluide e senza infallibilità…
Omaggi,
Marta

Dopo la morte… mah. Speriamo di resuscitare, ma sai che problemi quando i vecchi proprietari di casa tua verranno a reclamarla?
No. se sei ebreo, resti ebreo. Spinoza fu isolato dalla sua comunità, ma non smise di essere ebreo.
Yankele

Caro Yankele, domanda stupidissima: che cosa ve ne fate dei pezzettini di prepuzio che asportate durante la circoncisione?
Li buttate o li restituite ai legittimi proprietari?
Shalom e complimenti per le risposte.
Massimo

I propietari hanno in genere altre priorità in quel momento. In genere si seppelliscono.
Ciao
Yankele

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