Domenica 8 Ottobre 2006
Reductio ad baffum
Esiste un fenomeno molto diffuso nella dialettica contemporanea, noto come reductio ad Hitlerum. Si tratta della tendenza a inserire in confronti, esempi, paragoni e riferimenti l’elemento di Hitler, nel nazismo, dei campi di concentramento, di quello che è considerato universalmente più o meno IL male assoluto. Il procedimanto, spesso in buona fede, riduce qualsiasi confronto di posizioni a una lite o all’estremizzazione delle posizioni stesse, ammazzando sistematicamente la dialettica in corso. Si parla di X. Paolo dice che X è una cretinata. Michele dice che approva X. E Paolo riduce ad Hitlerum: “Sì, va be’, ma X è praticamente come Y (per eccesso, in realtà non è come, ma è come se lo fosse perché quando si tende all’estremizzazione ogni differenza quantitativa scompare e rimangono solo quelle qualitative e assolute) , e Y è quello che ha fatto Hitler. Come fai a difendere X?! Stai diventando nazista!”“.
Una buona pratica è quella di stare attenti a questi procedimenti logici e riconoscerli. Uno a volte non se ne accorge e parla di Hilter o Birkenau per sostenere, che ne so, la sua posizione sul decreto di liberalizzazione Bersani. Siccome la realtà tende a non comprendere quasi mai degli assoluti, ma piuttosto si muove sul relativo, se la si vuole capire è meglio limitarsi a quelli e lasciare stare un assoluto come Hitler (nella percezione collettiva, perché anche su Hitler come su qualsiasi altro fenomeno il termine assoluto è sempre discutibile in sé). Già le reductio ad absurdum sono molto ostiche e vanno adoperate con grande attenezione. Figuriamoci quelle ad Hitlerum.
Ciò detto, ieri l’ex Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi ha adoperato uno strumento molto simile, la reductio ad Stalinum, per attaccare la manovra finanziaria della attuale maggioranza. Per lui Stalin svolge la doppia funzione di male assoluto e di comunista, cioè amico dei suoi nemici. E secondo la dottrina di guerra churchilliana “il nemico del mio nemico è mio amico“, coniata proprio a proposito dell’alleanza con Stalin, tutti quelli che non sono Staliniani dovrebbero essere vicini a Forza Italia. Di amici di Stalin non ce ne sono più da diversi eoni, ma lasciamo stare. Torniamo alla reductio ad stalinum di ieri.
Belusconi ha sostenuto che Stalin volesse abolire la moneta e che Bersani abbia già eliminato la moneta da molte transazioni, seguendo proprio l’esempio di Stalin. Ora, sarebbe come dire che la dirigenza RAI è omofoba perché ha appena cacciato Barbara Palombelli dalla TV. Se non fosse per il piccolo dettaglio che Barbara Palombelli non è omosessuale.
Insomma, voglio dire, quando (e se, perché non conosco nel dettaglio questo aspetto della politica staliniana) Stalin voleva levare la moneta, intendeva eliminare la moneta come strumento di rappresentazione della ricchezza, essendo il progetto socialista egualitario e statalista e quindi contrario alle transazioni tra privati, che necessitano della moneta. Questo penso volesse fare il baffo. Niente soldi in tasca. Tessere date dallo stato e transazioni di beni imposte e senza contropartita in denaro. Fine.
Il decreto Bersani impedisce di pagare le fatture con il contante, con la cartamoneta, con la banconote, spostando tutto sui bonifici e sugli assegni, cioè su forme di denaro che passano dal sistema bancario e per questo sono sempre documentabili. Lo scopo è quello di evitare l’evasione fiscale, che è contro la legge. Non c’entra niente col desiderio di Stalin di mettere in piedi una società senza soldi. Ma niente. Proprio niente di niente al cubo. È un’affermazione retorica che si basa sui diversi significati della parola moneta. Un po’ come quando nel film Un povero ricco Piero Mazzarella sta mangiando e chiede a Pozzetto “Vuoi una forchettata?”, Pozzetto affamato dice “Sì, grazie” e mazzarella gli pianta la forchetta nella mano.
Poi se vogliamo proprio vedere, Bersani non ha nemmeno i baffi.
(Guardati da Adornato e Ferrara, Silvio. Loro erano comunisti. Loro hanno i peli in faccia come Stalin. Loro ti tradiranno.)
36 commenti finora
Commenta
Scusa Matteo (posso darti del tu? infondo siamo coetanei), ma come fai a dare ancora credito ai deliri di un vecchio dalla scorza liftata che sta disperatamente facendo credere alle povere casalinghe di Voghera che il mondo è piombato nel buio. Lasciamo il Berlusca al suo blaterare. Mi danno più fastidio Mastella, DI Pietro , Capezzone, ecc. che più che fare disfano.
scritto da duffogrup Domenica.08.10.06 17:01
Io sono d’accordo invece con Matteo, soprattutto perché questa non é un amabile dissertazione sopra al signor B. ma invece una chiarificazione di un meccanismo, di una tendenza che va segnalata in quanto utilizza termini falsi per sostenere le proprie tesi. Questo é un meccasimo che va applicato anche e giustamente a tutti gli altri signori politici che da destra e da sinistra tentano ancora attraverso una sorta di retorica linguistica di rivoltare le carte sulla tavola.
scritto da J Domenica.08.10.06 18:43
E Bersani ha anche molti meno capelli di Stalin…
Io su molte uscite del Cav mi sto convincendo che le butti lì tanto per far casino, per aggiungere una gomitata alla mischia… che la spari grossa senza davvero ponderare l’uscita.
Penso che tutti abbiamo un amico un pò provocatore che nelle discussioni spesso interviene per “mandarla in vacca”… il Cav è un pò così.
Inoltre è il più grande capitalista italiano e leader dell’opposizione parlamentare.
scritto da Giorgio Domenica.08.10.06 18:55
Ehm, col link qua sopra non c’entro nulla…..
scritto da Giorgio Domenica.08.10.06 18:57
Forse la questione vera è che il male assoluto non esiste. C’ è una virtuosa gara dei cattivi a fare sempre peggio e ogni epoca, come diceva Toymbee ,pensa che la storia sia finita.
scritto da Corrado Domenica.08.10.06 19:56
Personalmente rispetto e chino il capo di fronte alla identificazione del male assoluto con “baffino” operata da quanti hanno vissuto lo scatenarsi di quella violenza e di quanti da loro discendono, perchè ormai tale associazione è a buon diritto nel sangue - vien da dire sulla pelle di molti -, nella religione e nella cultura di quel popolo.
Me la rido della “elevatio ad baffonem” della nostra attuale politica economica, operata dal pallido epigono di un brillante entertainer da crociera.
D’altronde, quando l’occasione si presenta, associazioni più o meno allucinate ne vediamo escogitare per agitare spettri o raschiare consensi, dai campioni della politica e del giornalismo laico, progressista o liberale in egual misura. Siamo onesti.
Sono gli stessi soloni di certe periodiche dissertazioni ove si precipita senza ritegno nel tranello del “male assoluto si - male assoluto no” per classificare i due criminali di cui sopra.
Un giorno mi auguro che anche al livello del nostro giornalismo da supplemento e della nostra politica di complemento si sappia ugualmente rispettare e distinguere la memoria storica dalla storiografia, che svolgono due funzioni differenti e soprattutto non meritano di essere strumentalizzzate per fini diversi da quelli universali della cultura e della civilizzazione.
scritto da Tranqui Domenica.08.10.06 20:37
..la palombelli magari no, ma il marito lo è decisamente.
per quanto riguarda berlusconi, l’errore più grande sarebbe sottostimare le sue parole, convincendosi che siano gli ultimi colpi di coda di un settantenne. quel tipo di pesce, ahimé, si dibatte per molto tempo anche dopo esser stato tirato fuori dall’acqua.
mi si perdoni l’OT.
scritto da w_genzo Domenica.08.10.06 22:52
Ma senti chi parla, tu che hai paragonato windows a Birkenau giusto una decina di giorni fa
scritto da Roberto Domenica.08.10.06 23:38
Ecco, bravo, ci voleva proprio un bel post su questa tendenza alla banalizzazione delle posizioni di chi la pensa diversamente.
Perchè nell’estremizzazione del paragone non si fa che appiattire tutto su un livello “ibrido”.
Sia il “male assoluto” che si prende come parametro di paragone che l’opinione, la decisione, il fenomeno che si critica vengono banalizzati dall’essere associati se il paragone non è calzante.
no?
scritto da Nandina Lunedì.09.10.06 09:50
E’ un po’ il tipo di atteggiamento che instaura quando si parla di americanismo e anti-americanismo.
Se non la pensi come Bush, sei immediatamente squalificato come terrorista sanguinario e omicida (o per lo meno come filo-islamista… sempre sanguinario e omicida).
Però qui si parla di barba completa, non solo di baffi.
scritto da Limo Lunedì.09.10.06 15:57
saro’ anche banale, qui, ma a me sembra un argomento usatissimo dagli ebrei, ma soprattutto dai loro difensori acritici italiani, quando vedono criticate le scelte del governo israeliano. oltre che da filoamericani; che spesso sono gli stessi, almeno in italia.
scritto da massimo Lunedì.09.10.06 16:24
Sì, in sostanza è un falso sillogismo. Si tende a introdurre il codice binario su un tema o una posizione, ovvero si eleminano le differenze, si gioca la carta del “senza se e senza ma”. Senza se e senza ma significa senza ragionamento, senza sfumature, un mondo in cui tutte le posizioni sono polarizzate e assimilabili all’estremizzazione delle stesse. E da lì, equiparando la critica al governo a una forma di assoluta contrarietà al paese e ai suoi valori, si ottiene questo: i terroristi sono contro gli Stati Uniti, tu sei contro gli Stati Uniti, tu sei un terrorista. Oppure. Gli antisemiti sono contro Sharon, tu sei contro Sharon, tu sei antisemita. Questo non toglie che ci siano persone che covano una insofferenza nei confronti degli ebrei e di israele, mascherate poi tramite argomenti deboli e sempre identici. Ma anche qui, come ovunque, ogni estremizzazione è ottima per alzare il volume del dibattito, ma non serve a una mazza. Tutto va pesato e ragionato. Tutto è se e ma.
D’altronde anche l’uso della categoria “gli ebrei” è un po’ opinabile. Cosa fa di Fiamma Nirenstein una ebrea più rappresentativa della categoria ebrei, rispetto a Moni Ovadia? Eppure la prima a volte, quando il dibattito si fa acceso, cade in questi ragionamenti fiacchi, mentre il secondo non lo fa mai.
scritto da Matteo Bordone Lunedì.09.10.06 17:12
Perchè al secondo piace studiare e ragionare, alla prima piace pensare di aver ragione in modo “facile”.
Ma per loro valgono altre categorie (che ne so “i comunisti”, per l’appunto… etc…).
scritto da Nandina Lunedì.09.10.06 17:27
Viva la democrazia! Morte agli ebrei assassini!
scritto da upupa Lunedì.09.10.06 19:01
comunque, il codice binario di cui parla il nostro MB sostanzialmente è espressione di estrema superficialità, che a mio parere è uno dei malesseri del nostro tempo….
scritto da Marco Lunedì.09.10.06 19:23
E’ curioso che nei commenti a un post che invita a non usare il codice binario e a non creare false uguaglianze si risponda con un uso a dir poco sconsiderato della nobile arte della definizione. Il signor Silvio Berlusconi sarebbe un: “vecchio dalla scorza liftata che sta disperatamente facendo credere alle povere casalinghe di Voghera che il mondo è piombato nel buio” (duffogrup); “il più grande capitalista italiano e leader dell’opposizione parlamentare” (Giorgio); “pallido epigono di un brillante entertainer da crociera” (Tranqui), etc.
Scusate, ma non vi pare una reductio identica a quella che qui si stigmatizza?
E a proposito di reductio molto in voga, è favolosa quella di dare del fascista per delegittimare qualcuno. Tipo, tanto per non fare reductio a mia volta: Enzo Biagi, Corrado Guzzanti. E non c’è bisogno di dire chi è il “qualcuno”…
scritto da Vincenzo Garzillo Lunedì.09.10.06 19:30
…. vincè….almeno ladro si può dire?…..
scritto da mavvia Lunedì.09.10.06 20:13
@Vincenzo: adesso però mica dobbiamo esibirci in 3402 perifrasi eufemistiche per commentare nel blog. Mi pare comunque che tu eserciti un altro vizietto tipico nelle discussioni: estrapoli PARTE DEL discorso e la fai diventare IL discorso. Dal particolare all’universale… un pò l’opposto della reductio di cui parla Matteo.
Inotlre, non mi sembra riduttivo di nulla dire che il Cav è il più grande capitalista italiano e leader dell’opposizione parlamentare… non voglio fare l’arrogante, ma le due affermazioni mi sembrano del tutto aderenti alla realtà dei fatti.
scritto da Giorgio Lunedì.09.10.06 21:45
Scusa Vincenzo ma che Berlusconi sia vecchio non ci piove. Lui ha 70 anni e per me la cosa è puramente una questione anagrafica. CHe abbia la scorza liftata (cioè che si sia fatto un lifting alla pelle) anche quello è assodato. Che stia “disperatamente facendo credere alle povere casalinghe di Voghera che il mondo è piombato nel buio” non è una reductio. E’ solamente una delle tante cose che fa nel suo stare all’opposizione. Se lui è contento così, contenti tutti.
scritto da duffogrup Lunedì.09.10.06 23:39
il “falso sillogismo” di cui parla Matteo è molto pericoloso e non va sottovalutato perchè associa un concetto ad un’immagine, un simbolo, una persona (abolizione del pagamento in contanti=bersani=stalin=Q-munista) ed entra nell’immaginario collettivo, è uno slogan nascosto, crea un’alibi alle persone (semplici) per non ragionare sulle cose.
Efficace quanto fallace, Silvio ne è stato il pioniere, l’uso delle espressioni figurative (in questo caso evocate con la parola, che c’entrano come i cavoli a merenda) in fondo sono sempre state uno strumento di “propaganda” per il popolo analfabeta, basti pensare alla chiesa.
scritto da Kaktus Martedì.10.10.06 01:17
rif MB “Questo non toglie che ci siano persone che covano una insofferenza nei confronti degli ebrei e di israele,…” senza dubbio, proprio perche’ questo e’ un dibattito attuale su un atteggiamento pericoloso i sillogismi introdotti nel dibattito fanno arretrare il livello e introducono estremismi di cui non si sente il bisogno. e molti ebrei (meglio?) ci cascano; a loro danno, secondo me.
scritto da massimo Martedì.10.10.06 10:00
@giorgio e duffogrup: secondo me la reductio è tale ed è fuorviante anche se non “riduce” a Stalin o a Hitler. (Anche se naturalmente così facendo è molto molto più potente). Nelle vostre parole sono contenute definizioni e immagini del Cav. Tutto lecito e molto divertente, per carità, ma cosa portano alla discussione, se non strizzatine d’occhio tra di voi? (giorgio a parte)
E per concludere, nessuno si è espresso sul controesempio che ho portato: dare esplicitamente del fascista all’odiato Cav., per me è una “REDUCTIO AD MUSSOLINUM” altrettanto odiosa e pericolosa. Per voi?
scritto da Vincenzo Garzillo Martedì.10.10.06 10:35
post molto comprensibile e serio. vero.
scritto da p.s.v. Martedì.10.10.06 10:58
Per me è un po’ stiracchiata, l’analogia con mussolini, ma di cosucce in comune ne hanno.
Per fortuna non abbastanza da essere la stessa cosa!
scritto da Nandina Martedì.10.10.06 12:10
Riducendo, dunque, qualsiasi paragone o riferimento può essere rifiutato da un ipotetico interlocutore.
Per ragioni ‘negative’: pochezza intellettuale dello stesso interlocutore, o addirittura per disonestà (che mi pare il caso cui presumo tutti stiam pensando).
Ma anche per altre ‘positive’: eccesso di puntiglio o amor di estrema correttezza.
Esemplare il commento qui sopra per cui si critica la ‘reductio’ a nano, pelato, vecchio.
Tutto questo porta ad una dialettica ‘burocratica’, ma questa pure è una reductio criticabile.
In tutto questo avrebbe senso solo la satira…
scritto da sapu Martedì.10.10.06 13:06
Per Vincenzo: sono d’acoordo su una cosa, Berlusconi non è pallido. A parte questo ritengo che la reductio a caricatura (quale credo di aver operato) di un personaggio si possa considerare una facezia più o meno riuscita (magari la mia immagine non fa sorridere, ma allora sono un cattivo umorista) mentre la “reductio” di cui si sta parlando è senza dubbio una mistificazione o una speculazione e non farebbe lontanamente ridere anche se operata dal più fine dicitore o umorista.
scritto da Tranqui Martedì.10.10.06 13:31
La “reductio ad Mussolinum” sul Cav a me pare una sonora cretinata: il duce era molto meglio.
No, battuta.
Le cosucce in comune di cui parla Nandina ci possono pure essere, ma a voler vedere ce ne sono pure fra i Dimmu Borgir e Chuck Berry……..
scritto da Giorgio Martedì.10.10.06 13:35
…. giorgio…. siamo in italia….. un tappo che sbraita minchiate populiste non può non ricordarti nulla…..
scritto da mavvia Martedì.10.10.06 13:46
@Matteo, Tranqui, tutti: mettiamola così: la reductio di cui parlo io vuole essere un altro esempio dell’espediente citato da Matteo.
Ora, vi chiedo (senza malizia, davvero): assodato che Bersani non è Stalin e che Berlusconi non è Mussolini, non trovate che dare a esponenti della destra del fascista (vedi Corrado Guzzanti e Enzo Biagi) non sia solo “facezia” (per usare la categoria citata da giorgio), bensì, travisando manifestamente la realtà e criminalizzando, rientra nella categoria “mistificazione”?
@sapu: sarebbe ben triste una dialettica burocratica. Dico solo che strizzarsi l’occhio è una cosa, fare un dibattito “con i se e con i ma”, come invita a fare Matteo, è un’altra.
scritto da Vincenzo Garzillo Martedì.10.10.06 15:56
Certo Mavvia… infatti quando ascolto Chuck Berry dico: “suona la chitarra!” … Come il chitarrista dei Dimmu Borgir.
Seriamente, il fatto che il Cav sia incline a uscite populiste è davvero poco per poter fare qualsiasi tipo di parallelismo o paragone o reductio con un dittatore come “il pelatone”. (Reductio presa in prestito dall’Abatantuono di Mediterraneo, prima che Vincenzo mi castighi ancora….)
P.S. Lo so, in effetti sarebbero entrambi pelatoni. Ma anche Bersani lo sarebbe.
Reductio ad minchiam?
scritto da Giorgio Martedì.10.10.06 16:36
Non sono solo le uscite populiste e nemmeno solo l’aspetto fisico!
Altrimenti basterebbero baffi, baffetti, baffoni e baffini!
Infine: dire che un comportamento antidemocratico (come la cacciata di comici, giornalisti di successo dalla TV) è una cosa da fascisti non è lo stesso fenomeno di cui parlava Matteo, in cui l’elemento in comune non c’è “veramente”, ma c’è solo “illusoriamente” e serve da pretesto.
Insomma, Bersani nemmeno ci somiglia a Peppone e soprattutto non ha fatto nulla di assimilabile a politiche staliniste.
Se poi ad assumere quell’atteggiamento non proprio democratico ed aperto alle critiche è uno che si atteggia un poì, dall’alto di una statura non proprio statuaria e con atteggiamenti che ricordano il nostro recente passato storico, allora il paragone, eccessivo ed ardito, viene anche più facile
Mancano 2 elementi fondamentali
scritto da Nandina Martedì.10.10.06 17:30
Non sono solo le uscite populiste e nemmeno solo l’aspetto fisico!
Altrimenti basterebbero baffi, baffetti, baffoni e baffini!
Infine: dire che un comportamento antidemocratico (come la cacciata di comici, giornalisti di successo dalla TV) è una cosa da fascisti non è lo stesso fenomeno di cui parlava Matteo, in cui l’elemento in comune non c’è “veramente”, ma c’è solo “illusoriamente” e serve da pretesto.
Insomma, Bersani nemmeno ci somiglia a Peppone e soprattutto non ha fatto nulla di assimilabile a politiche staliniste.
Se poi ad assumere quell’atteggiamento non proprio democratico ed aperto alle critiche è uno che si atteggia un poì, dall’alto di una statura non proprio statuaria e con atteggiamenti che ricordano il nostro recente passato storico, allora il paragone, eccessivo ed ardito, viene anche più facile
Mancano 2 elementi fondamentali
scritto da Nandina Martedì.10.10.06 17:31
Non sono solo le uscite populiste e nemmeno solo l’aspetto fisico!
Altrimenti basterebbero baffi, baffetti, baffoni e baffini!
Infine: dire che un comportamento antidemocratico (come la cacciata di comici, giornalisti di successo dalla TV) è una cosa da fascisti non è lo stesso fenomeno di cui parlava Matteo, in cui l’elemento in comune non c’è “veramente”, ma c’è solo “illusoriamente” e serve da pretesto.
Insomma, Bersani nemmeno ci somiglia a Peppone e soprattutto non ha fatto nulla di assimilabile a politiche staliniste.
Se poi ad assumere quell’atteggiamento non proprio democratico ed aperto alle critiche è uno che si atteggia un poì, dall’alto di una statura non proprio statuaria e con atteggiamenti che ricordano il nostro recente passato storico, allora il paragone, eccessivo ed ardito, viene anche più facile
Mancano 2 elementi fondamentali
scritto da Nandina Martedì.10.10.06 17:40
Vincenzo, secondo me è per metà ignoranza di chi mistifica e per metà presunzione di ignoranza nei confronti di chi ascolta o legge, tele per cui dico “fascista” così “recepiscono”. In una parola, è ignoranza.
scritto da Tranqui Martedì.10.10.06 20:53
… giorgio…. l’esempio dei dimmu non mi convince molto… trovi davvero berlusconi così unico nel suo genere?….
scritto da mavvia Martedì.10.10.06 21:28
No, per carità, ma è pur vero però che in Norvegia c’è pieno di band black metal…!
Insomma, trovo molto più utile e producente parlare di un politico senza ridurlo alla figura di qualche suo collega precedente, soprattutto quando questo è un feroce dittatore.
scritto da Giorgio Martedì.10.10.06 22:44
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