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Lunedì 16 Ottobre 2006

H2Oppio


acquaCi sono tante questioni complesse in ballo. Dipende sempre da come la prendi e come la vedi. Ma qui pare che ci sia poco da fare: è semplice e chiaro.
I temi macroeconomici sono sempre molto difficili da affrontare e fare pane e salame di problematiche enormi non è la mia passione. Per di più non ho mai letto un libro di economia nella mia esistenza. Quindi, direte voi? Sticazzi, dico io.
Ieri sera a Report si è tornati a parlare di acqua e di mancanza della stessa.
L’impressione è che anche qui, come su altri temi, in passato sia prevalsa una visione ideologica. Un altro caso in cui alcuni luoghi del potere economico e scientifico internazionale (le facoltà di economia, le società di consulenza, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionali, le multinazionali dell’acqua) sono talemente banali che anche il mantra ripetuto a macchina di qualsiasi noglobal, finisce per corrispondere a verità.


Ci è stata spacciata per scienza quella che in realtà era una delle tante dottrine possibili, anzi una delle più ideologiche, delle più tetragone, delle più “a tesi”. Tra le infinite linee che possono ispirare la politica economica, quella della liberalizzazione e della provatizzazione di beni e servizi dei paesi in via di sviluppo è solo una delle tante. Opporsi, salta fuori, non è da pazzi comunisti ignoranti, ma può avere un senso.
Perché un ente pubblico può andare in pari e un’azienda privata no.
Perché le concessioni da parte dell’amministrazione alle aziende sfuggono fisiologicamente alla concorrenza. Si costruisce un acquedotto, un bacino, una diga. Non sei che competono sul prezzo o sulla qualità del servizio.
Perché nel momento su cui la concorrenza potrebbe entrare in gioco, quello della gara d’appalto, prevalgono le carenze di affidabilità dei sistemi economici di quei paesi, la corruzione imperante, la connivenza delle aziende stesse e l’assenza di enti di controllo.
Perché il tempo di reazione del sistema economico, anche di un sistema economico sano, evoluto e ricco di organismi di controllo, è comunque di una lunghezza intollerabile, rispetto all’eventualità che sia messa in crisi la distribuzione di un bene fondamentale come l’acqua.
Perché nei paesi ricchi e seri l’acqua è pubblica.
Urlare allo scandalo, indignarsi, fare quelli col peso del mondo sulle spalle non funziona. Nel nostro piccolo abituiamoci all’idea che l’acqua sia un bene fornito dal governo, che debba avere sempre il prezzo più basso, che debba essere la più pulita e buona possibile, che l’acquedotto e quello che lo riguarda sia un tema politico importante. Ribadisco l’invito a comprare la Brita e non bottiglie di acqua minerale nei supermercati. E smetterla di credere a chi pubblicizza categorie assolute come IL mercato, LA democrazia, LA giustizia.

17 commenti finora
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OK, io qualche libro di economia invece l’ho letto ;-)
Il punto è che certi liberisti si dimenticano del fatto che esistono i FALLIMENTI DEL MERCATO, che sono stati studiati e spiegati con le loro stesse teorie e che individuano gli ambiti in cui, fallendo il mercato, anche in economia, interviene lo stato.

I servizi pubblici sono uno di quei casi in cui certe cose è bene che le facciano i privati in un contesto di pressione concorrenziale, altre è bene che le faccia lo stato (ma con le risorse adeguate)perchè un monopolio di stato è sempre meglio di un monopolio privato.

Portare l’acqua alle persone è un servizio pubblico. Chi lo esercita deve essere sottoposto a degli obblighi di servizio pubblico. La concorrenza, in questo caso deve avvenire “per il mercato”, cioè in fase di gara per l’assegnazione per il servizio, se proprio vogliamo affidarlo a dei privati. Ma il difficile, a parte gli aspetti da codice penale, è definire l’oggetto dell’asta e fare in modo che non sia SOLO il prezzo (basso) il parametro di scelta dell’operatore “giusto”. Insomma, è difficile definire l’oggetto messo all’asta.
Se non si è in grado di fare aste efficienti allora tanto vale non farle queste “privatizzazioni” di un servizio pubblico in monopolio locale (qualunque servizio a rete è un monopolio naturale, quindi lo è anche un acquedotto). Privatizzare senza liberalizzare (cioè introdurre concorrenza là dove è possibile e necessario) è semplicemente sbagliato.
Ora però, se per migliorare un servizio (ad esempio per ridurre le perdite di acqua di una rete) sono necessari investimenti, qualcuno li deve pagare. Se lo fa lo stato si paga con le tasse, se lo fa il privato si fa con le tariffe che dovrebbero però tenere comunque conto del fatto che di un servizio di pubblica utilità e di una NECESSITA’ si sta trattando.

Parlando di paesi come l’India o il Sudan di cui si parlava ieri nella puntata di Report ci sono anche altri elementi. Ma se c’è chi corrompe ad ogni livello per “vendere” una teoria come verità rivelata e per vincere le gare di assegnazione dei servizi e per spazzare via ogni concorrenza (e poi se le aziende sono 2 sul mercato è più facile spartirselo a prezzi alti che fari concorrenza, e questo me lo insegna sempre l’economia liberista!)
per fare i propri interessi sulla pelle delle persone non è perchè l’economia è cattiva, è perchè le persone sono senza scrupoli.

Allora, sono stata brava? ;)

Bravissima. Ormai questi temi entrano anche nella testa di uno come me che non capisce a cosa serva un’equazione. Quello che continuo a trovare più interessante è il modo in cui si sia imposta una logica binaria, o col mercato o contro, per descrivere un magma in divenire che è quello degli scambi di beni e denaro nel mondo. Chi critica la banca mondiale sembra debba essere contro la proprietà privata. Chi invoca il controllo sembra uno statalista. Il mercato che si livella da solo, che funziona da solo, che non va toccato perché si mette a posto da solo secondo “le leggi del mercato”, quasi fosse un organismo che vive grazie alla respirazione cellulare e non c’è niente da fare: ti becchi il ciclo di Krebs, ti becchi la fosforilazione ossidativa, la glocolisi eccetera. Quasi lo scopo nostro fosse il mercato in sé e non libertà, democrazia, giustizia, valori che prevedono e producono un mercato libero, giusto e democratico.

Quello del prezzo più basso è solo uno dei tanti modi di eseguire una gara d’appalto. Se la PA vuol pagare poco usa quello, altrimenti se vuole un servizio efficiente e di qualità può fare tranquillamente una gara con requisiti tecnici e di qualità certificati. Comunque sto parlando della realtà italiana.

Ahahah!!!
Io la Brita ce l’ho e mi vengono gli occhi a forma di dollaro ogni volta che vedo quanto costa l’acqua Fiji (not France, come dice la pubblicita’…) e che penso a quanto risparmio!
Io in economia sono peggio di quello Stalin di Matteo (reductio ad baffum), ma su ’sta cosa (restando confinati ai Paesi industrializzati) cazzi di chi la Brita non ce l’ha e continua a pagare la Norda!
Qui mi fermo perche’ sono tutto defosforilato. Devo mangiare, insomma.

Anche io sono un utente Brita grazie al servizio di Report dell’anno scorso sempre sull’acqua. Grazie Report.

in realtà fior di Economisti, da sempre, criticano la Banca Mondiale, uno su tutti Stiglitz.
personalmente del servizio mi hanno stupito soprattutto quegli abitanti dello zen fieri di spendere 60€ al mese per l’acqua minerale.

visto che le cose intelligenti che avrei potuto dire (principalmente microeconomiche ;-) ) sono già state dette da altri mi rimane la più stupida: per comprarmi la Brita devo andare in Svizzera? Ciao!

Nello sforzo di fare per davvero la microeconomista mi sono beccata un virus gastrointestinale che mi incatena tra letto e bagno… per fortuna ci sono i PC portatili :-D

Oltre la Brita, ci sono in commercio molti apparecchi da mettere sotto il lavandino che fermano la maggior parte delle impurità; l’acqua migliora molto; dopo la spesa iniziale, comunque affrontabile, la spesa annuale è modica e riguarda la sostituzione
del filtro.
Io ce l’ho da 5 anni.
Nei precedenti 29 peraltro ho sempre bevuto l’acqua del rubinetto, che qua in Emilia è bella dura, senza alcun tipo di trattamento e non ho mai avuto alcun problema.

Non credevo che di Britisti come me ce ne fossero così tanti in giro

Ti senti uno zombi con la diarrea? Se sì, benvenuta. Lo stanno prendendo tutti. Febbre leggera, cacca liquida e quel senso di marcescenza morale tipica dei malanni. Per me è un parainfluenzale. Ma magari non è quello che ho avuto io.

Per me, Matteo, e’ ipocondria.
Il sintomo tipico e’ quella sottotraccia di compiacimento che si scorge tra le righe del tuo commento…
Comunque, vi sono vicino, magari aspetto fuori dalla porta del bagno, ma vi sto vicino…

concordo in tutto. inutile dirti che l’acqua la bevo dal rubinetto

quoto tutto anch’io tranne l’influenza, quella ve la lascio, ho gia avuto la mia bella dose di cacca questa estate.
non so se sia una campagna nazionale ma qui da me è tempestato di manifesti che invitano a bere l’acqua del rubinetto. se non fosse che, grazie alla tricom e alla PM galvanica, ogni volta che la bevi ti da l’idea di avere quel retrogusto di un non so che di cromo-esavalente che è un piacere. io comunque la bevo.
parlando di mercato, statalismo e privatizzazioni ho sempre sentito le opinioni più disparate. neanche tra quei lobotomizzati dei disobbedienti c’è una idea che sia ripetuta in due dico due teste diverse.

non c’è solo la brita. io uso un’altra caraffa che non ha nome “proprio”, ma è prodotta da sanaform. ne trovate notizia qui: http://www.sanaform.it/ita/lb_azienda.php
la produce una ditta svizzera, ma io l’ho trovata in uno di quei negozi che vende mobili ecologici, vernici atossiche, prodotti per le case bioecologiche.

sul virus: io in particolare mi sentivo (oggi sono di nuovo al lavoro… ma che brava bimba) uno zombie con il vomito… poi, passato un po’ il vomito, uno zombie con la febbriciattola, la testa che sembrava esplodere e dolori diffusi alle ossa.
Untore un bimbetto adorabile di 20 mesi che ha messo K.O. tutta la famiglia, zia (cioè io) compresa…
Comunque al mal comune mezzo gaudio non ci credo… comunque grazie per la solidarietà.

Ah, il pediatra del nipotino ha sentenziato: Rotavirus, e si può pure riprendere… pensa un po’ che bello :-(
robi, grazie anche a te per la solidarietà e resta pure fuori dalla porta, non sono begli spettacoli! :)



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