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Lunedì 16 Ottobre 2006

Il diavolo veste Prada


miuccia.jpgCos’è. Una ragazza con gli occhioni, appena laureata in giornalismo, finisce quasi per sbaglio a lavorare come segretaria della temibile e veneratissima Miranda Priestly, direttrice del mensile di moda Runaway. Sul set la ragazza è Anne Hathaway, mentre Miranda è Meryl Streep; nel mondo reale Runaway è Vogue America, Miranda è Anna Wintour e la segretaria è Lauren Weisberger, che effettivamente ha fatto quel mestiere per la più schiacciasassi delle direttrici di moda al mondo, poi ha scritto un libro e ci siamo capiti.
Com’è. Avete presente My Fair Lady? Cassicone, niente da dire. Viene da Pigmalione di George Bernard Shaw, ispirato al mito classico del re di Cipro che si fa una statua gnocca, che chiama Galatea, e poi la fa animare dagli dei e se la fa. Della storia di Shaw, dove un aristocratico trasforma una popolana in una lady per scommessa, il cinema ha preso il nocciolo e ne ha fatto più che un cliché un modulo a sé stante. A volte è la struttura di un film intero; più spesso è un elemento di una trama più complessa. Mille film liceali sul brutto anatroccolo che si imbellisce; mille repliche di Pretty Woman che è la stessa roba solo più mielosa; mille parabole dal grossolano al raffinato e ritorno. Tutte queste storie, comunque finiscano, fanno trionfare i valori di autenticità condivisi dai due protagonisti, superando le divisioni sociali dell’inizio. Qui la storia è simile, ma in questa chiave: una donna spietata, arrivista, talentuosa e priva di umanità, può insegnare qualcosa a una ragazza piena di principi trasformando la sua vita in un inferno? A quanto pare sì.


Perché non vederlo.Una colonna sonora che brilla nel firmamento della storia del cinema in quanto una delle più banali e prevedibili mai messe insieme (sembra uscita dall’iPod di Lapo Elkann). Molte banalità sono spacciate per tocchi di genio. Anne Hathaway ha un fidanzato che merita di essere preso a testate per tutto il film, clone molle di Jeff Buckley com’è. Maryl Streep è Mery Streep ma il ruolo stufa in fretta perché è del tutto prevedibile. Il film intero lo è alla fine dei conti. Si ha la strana impressione che il mondo della moda voglia riscattarsi da una certa immagine futile, fornendone un’altra scintillante e creativa. Peccato che nel farlo si dimostri per quello che è davvero: un’industria poderosa, scaltra e calcolatrice, dove tutti si prendono troppo sul serio e le idee vengono molto dopo i consigli di amministrazione.
Perché vederlo. Anne Hathaway è una specie di Liv Tyler in tono minore. Meno alta e fascinosa ma con grandi occhi (niente a che vedere, detto tra noi, ma su Liv Tyler non sono obiettivo). Da studentessa, all’inizio, funziona già. Quando la trasformano in gnocca a un certo punto è davvero da svenimento, con degli stivali di Chanel che fanno ricredere su tutti i luoghi comuni che ci si porta dietro sulla moda francese. Il film è decisamente vedibile, pur se leggerissimo. Meryl Streep perfetta. Stanley Tucci, che recita la parte del suo stylist più fidato, pure. La regia è molto discreta e sexandthecityggiante, mentre la sceneggiatura diverte il giusto.
Una battuta. È tutto.

14 commenti finora
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Uno dei rari casi in cui non si può dire “Era meglio il libro!”, se non altro.
(Altri due casi, almeno per me, erano _Il colore viola_ e _She devil_. Altri?)

Jurassic Park, Hook.

ho visto solo delle foto, ma Meryl Streep in questo film sembra identica al mio ex capo, solo vestita firmata…
…brrrr… ;)

“sembra uscita dall’iPod di Lapo Elkann”
grande

e poi se il diavolo veste prada dio cosa veste

almeno Armani!

All-Star nere e una t-shirt dei Ramones….

Forse dio, nella sua immane misericordia, ha comprato uno stock di felpe FIAT da Lapo…
Ma soprattutto: e Prada cosa veste?

Secondo me de “La Passione di Cristo” è meglio il libro.
Che comunque è un po’ come dire che tra il Giudizio Universale di Michelangelo e quello descritto da San Giovanni è meglio il secondo: ovvero, nonsense.

Concordo sulla banale banalità della banale scelta delle banali musiche, anche se Lapo mi ha detto che ascolta Junior Boys e Telefon Tel Aviv, mentre non trovo che la prevedibilità del film giochi a suo sfavore, anzi. E poi comunque lei trova il lavoro dei suoi sogni solo dopo aver perso una taglia, non è poi così corretto.
Infine, la scena del lampione non è ugualeuguale a Cenerentola a Parigi? (anche il vestito, credo).

non mi sono mai minimamente interessata alla carriera della signorina Anne Hathaway, ma non è che si stia specializzando? non è lei che ha fatto quel film con Julie Andrews, in cui scopre di essere l’erede al trono di un regno europeo pieno di castelli e dal nome strano?

Ma perchè io non riesco a memorizzare i nomi?
A volte non mi vengono nemmeno quelli famosissimi che conosco…
… devo preoccuparmi? ;-)

Io pensavo che la morale fosse: non sembra, ma anche il tuo padrone ha un cuore. Intanto tu inizia a compiacerlo che poi forse ti risparmia la vita. Lettura troppo vetero comunista?

L’ho visto proprio qualche ora fa. Gradevole da vedere, improbabile da Parigi in poi.

Ho visto il film ieri sera a mio parere è decisamente brutto. Non trovo giusto trovare motivazioni sia per vederlo che per non vederlo. Passi che bisogna essere equilibrati e diplomatici e passi pure che il segno zodiacale Bilancia incide però ogni tanto è anche bello esprimersi chiaramnete e prendere una posizione netta.



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